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Windows 8, un dubbio

 Scritto da alle 18:02 del 06/03/2012  Aggiungi commenti
Mar 062012
 
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Come sempre accade quando Microsoft lancia una nuova versione del suo sistema operativo, in occasione del rilascio della Consumer Preview di Windows 8 gli utenti si son divisi tra favorevoli e contrari.

Stavolta le novità relative all’interfaccia di Windows 8 sono tali e tante che la separazione tra chi apprezza e chi no è più netta e feroce che nel passato.

Con Windows 8, Microsoft tenta la coraggiosa e difficile operazione di realizzare un unico ambiente sia per computer che per terminali portatili, touch, quali tablet e smartphone.

I vantaggi di una simile operazione per l’utente, è facile intuirlo, sono enormi: si pensi solo alla comodità di avere un unico ambiente che può essere trasportato ovunque, senza problemi di conversione/compatibilità, poter utilizzare gli stessi programmi sia sul computer di casa/ufficio che in giro sul tablet o sullo smartphone (o, perché no, su altri apparecchi, quali televisori o elettrodomestici, automobili,…).

In un futuro in cui device touch ed il cloud computing domineranno la scena, la mossa di Microsoft sembra azzeccatissima e la porterebbe un passo avanti rispetto alla concorrenza, consolidando lo strapotere nel settore dei computer desktop e riflettendolo nel settore mobile dove, fino ad ora, ha accumulato solo enormi ritardi rispetto a iOS di Apple e Android di Google.

Si tratta di una sfida enorme in cui i fattori del successo, in teoria, non dipendono solo direttamente da Microsoft:

  • è di fondamentale importanza che gli sviluppatori accolgano a braccia aperte Metro e WinRT, il nuovo framework multi linguaggio, e popolino il nuovo Microsoft Store con una marea di applicazioni per Windows 8;
  • dato che Microsoft scommette molto sul touch, è importante che i produttori forniscano al mercato computer touch veri e propri, non solo monitor touch (sulla cui vera utilità e comodità di utilizzo ho seri dubbi), ma dei device in grado di sostituire in tutto e per tutto il personal computer.
  • Intel gioca un ruolo fondamentale nella partita: se sarà in grado di realizzare una piattaforma x86 efficiente anche per smartphone e tablet, allora Windows 8 avrà la possibilità di sprigionare il suo potenziale al 100%; Microsoft, quasi a parare il colpo di un’eventuale eccessivo ritardo da parte di Intel, ha rivelato WOA, la versione di Windows 8 per dispositivi ARM (cioè gli smartphone o i tablet che in molti utilizziamo ogni giorno); ma si tratta di una versione limitata, in cui la compatibilità con le applicazioni desktop che siamo abituati a conoscere è limitata ad alcune applicazioni Microsoft e preclusa per gli altri.

Microsoft lavora ad una nuova interfaccia per il suo Windows da molto tempo; da ben prima che l’iPad decretasse l’inizio dell’era dei tablet e da ben prima che l’iPhone desse il via all’età del multi-touch nel mercato consumer.
Ora finalmente, sembra aver concretizzato anni di ricerca con la presentazione di Windows 8.

Mi son sempre chiesto se, cinicamente parlando, in termini di puro business, avesse senso, in questo momento, rimettersi in totalmente in gioco in un settore in cui si detiene circa il 90% del market share.
Mi rendo conto che occorra costantemente innovare e migliorare il proprio prodotto per non lasciare troppo spazio all’agguerrita concorrenza.
Capisco che nel settore mobile le cose siano molto differenti e che là Microsoft reciti un ruolo da comparsa nonostante abbia trovato il modo di guadagnare ugualmente; ma allora perché mettere in gioco una leadership acquisita anziché consolidarla e giocare la partita più rischiosa solo al tavolo dove si ha poco da perdere (quello dei device mobili)?
Non sarebbe stato più semplice e meno rischioso migliorare ulteriormente un prodotto ottimo e maturo come Windows 7, dare impulso allo sviluppo di Windows Phone e studiare migliorie per consentire l’integrazione e la sincronizzazione dei device mobili con desktop e laptop sfruttando appieno la tecnologia cloud, ma lasciare, ancora per un giro, i due ambienti separati?

La risposta, a mio parere, potrebbe essere nell’altra novità introdotta con Windows 8: il Microsoft Store.
Attualmente Microsoft, nel settore dei computer, guadagna una montagna di denaro dalla vendita di software; i prezzi dei programmi sono mediamente alti e, anche per questo, soggetti a pirateria.
Chi produce software per piattaforma Windows, nulla deve alla Microsoft e vende da se’ il proprio software.
Cosa cambia con il Microsoft Store?
Che la distribuzione del software avverrebbe attraverso questa piattaforma messa a disposizione da Microsoft ed ogni sviluppatore dovrà riconoscere all’azienda di Redmond una percentuale dei propri introiti per poter distribuire il proprio prodotto attraverso di essa.
Microsoft, in parole povere, oltre a guadagnare sulla vendita del proprio software, inizierebbe a guadagnare anche sulla vendita dei programmi realizzati da altri, così come avviene soprattutto per Apple ed il suo store per apps iOS.
I vantaggi di questa modalità di distribuzione del software non vanno solo a Microsoft (che a mio parere sarebbe quella che ne beneficerebbe in maniera maggiore grazie anche all’enorme diffusione di Windows nel settore dei computer):

  • gli sviluppatori possono accedere ad un bacino di utenza enormemente superiore a quello raggiungibile in modo tradizionale; ciò consente di realizzare apps da vendere a costo inferiore, inserendo un efficace deterrente alla pirateria; in teoria il tutto dovrebbe consentire di incrementare notevolmente gli introiti e ridurre i costi di distribuzione rendendo, tra l’altro, più variabile la natura del costo di distribuzione stesso, proporzionale al successo di vendita di ogni app (se vendo poco, guadagno poco, pago poco; se vendo tanto pago di più, guadagno di più).
  • gli utenti beneficeranno del calo del prezzo medio delle apps, avranno accesso ad una scelta presumibilmente molto superiore a quella attuale; sia per il minore incentivo al ricorso alla pirateria che alla presumibile efficacia dei controlli della applicazioni presenti nello Store, saranno meno esposti ai rischi derivanti dal malware.

Poter accedere al Microsoft Store consente anche di espandere il mercato attuale.
Non parlo solo delle vendite in-app (l’applicazione è gratuita ma vengono fornite estensioni/aggiunte/opzioni a pagamento); si pensi, ad esempio, all’impulso che potrebbe avere il mercato di applicazioni/add-on realizzate tramite VBA di Office.

Questo nuovo modo di distribuire apps introduce anche potenziali svantaggi quali, ad esempio, il rischio che la qualità media delle applicazioni si abbassi, derivante dal poter produrre apps il cui flop di vendite causerebbe un rischio di perdite inferiori; o anche il dover necessariamente sottoporre ad approvazione la pubblicazione di apps nello Store, pena la perdita di uno dei vantaggi relativi alla sicurezza per l’utente.
Ma probabilmente il gioco vale la candela.

L’operazione tentata è molto rischiosa per l’azienda di Redmond che, come ho già detto, sta rischiando di indebolire la sua forte leadership. Perciò è importantissimo che abbia un grande, indiscutibile successo.
La posta in gioco è alta, come non lo è forse mai stata in passato ed a differenza del passato, i concorrenti (Apple e Google su tutti) sembrano più pronti ad approfittarne.

Allo stesso livello di sviluppo, per Windows 7 fu facilissimo prevederne il successo, data l’accoglienza quasi trionfale accordata dagli utenti fin dal rilascio delle prime Beta.
Non mi pare che lo stesso successo si possa prevedere, ora, per quanto riguarda Windows 8: accanto ai soliti affossatori di professione, vi è una nutrita schiera di scettici tra gli appartenenti al popolo dei soddisfatti utilizzatori di Windows 7.

Le critiche più feroci si possono riassumere principalmente in due filoni:

  • insoddisfazione per l’interfaccia Metro
  • insoddisfazione per l’assenza di integrazione tra ambiente Metro e ambiente Desktop

Anche se Metro, la parte dell’interfaccia touch-oriented di Windows 8, porta molte interessanti novità, non a tutti piace.
Liberando il campo da considerazioni di carattere soggettivo, alcuni riconoscono l’esistenza in Metro di problemi di usabilità dell’interfaccia, scarsa ottimizzazione, scarsa personalizzabilità.

L’assenza di integrazione tra i due ambienti, con le incoerenze/inconsistenze che ne derivano, si dovrebbe risolvere, secondo alcuni con la possibilità di scegliere o l’uno o l’altro ambiente, secondo altri (me incluso) con una fusione dei due ambienti.

Ma di ciò che non va e di come vorrei che fosse parlerei eventualmente in un articolo ad hoc.

Le prestazioni, che sembrano la causa principale del fallimento di Vista e che, fino a poco tempo fa, sembravano l’unica cosa importante, sono al top e Windows 8 promette di dare nuova vita a vecchi computer.
Potenzialmente, cioè, Microsoft è in grado di dare un duro colpo alla concorrenza, ma le scelte operate riguardo all’interfaccia di Windows 8 rischiano di decretare il suo insuccesso, nonostante, sotto il cofano, il nuovo sistema operativo presenti delle innovazioni di eccellente fattura (il meccanismo dei contracts ad esempio, o la possibilità di eseguire Windows 8 da una periferica USB grazie a Windows To Go, per citarne due a caso).

La sensazione è che, rispetto a quanto fatto durante lo sviluppo di Windows 7, Microsoft sia meno attenta ai feedback provenienti dagli utenti; soprattutto per quanto riguarda le richieste di fusione (o separazione) dei due ambienti.
Forse che, arrivati a questo stadio di sviluppo, la modifica costringerebbe a rivedere troppo pesantemente il lavoro fatto fino ad ora (ed i relativi assetti interni all’azienda)?
Potrebbe ragionevolmente essere la motivazione principale; il mio cinismo, però, mi suggerisce che una simile scelta, in grado di assicurare un maggior successo di Windows 8 tra gli utenti, potrebbe però creare un ostacolo allo sviluppo del Microsoft Store, da cui Microsoft, presumibilmente, conta di ricavare una grossa fetta dei suoi ricavi e su cui mi pare stia puntando molto.
Forse gli sviluppatori, data loro la possibilità di sviluppare le loro app secondo il paradigma del desktop, si sentirebbero meno pressati dalla necessità impellente di scrivere/riscrivere i programmi in base alla filosofia Metro.

Insomma, possibile che Microsoft stia rischiando il flop a causa di un’eccessiva bramosia?

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