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WiMax? Bocciato: difficile da intercettare.

 Scritto da alle 09:16 del 18/12/2008  Aggiungi commenti
Dic 182008
 
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Da anni si attende l’avvio del WiMax, una manna in un Paese come il nostro dove il digital divide ancora si fa sentire.
Da tempo mi chiedo il motivo di tanto ritardo per quella che sembrerebbe una promettentissima tecnologia che ora rischia di “nascere” già vecchia.
L’ipotesi più accreditata per questa lentezza nell’applicazione è quella che vede le grandi telco porre un freno ad una tecnologia che toglierebbe potere dalle loro mani, per darlo all’utente finale.

Secondo Uriel le cose stanno diversamente.
Riporto quella che potrebbe essere una versione completamente diversa (e piuttosto inquietante ed interessante) della storia, per spiegare come mai del WiMax per ora si fa solo un gran parlare.

Lavorando proprio in quel settore, so che sia TIM che Vodafone vorrebbero coprire il territorio con un mercato VAS (Value Added Service) da anni.
Ma per fare QUALSIASI servizio, per legge, le aziende devono garantire intercettabilità al ministero degli Interni.
Questa intercettabilità va garantita mediante caratteristiche specifiche del servizio, cioè offrendo un accesso in grado di intercettare.

Ora, potersi mettere tra due qualsiasi antenne WiMax non è semplice come si pensa, perché una volta possedute le antenne nessuno ti vieta di creare reti ad hoc o bridge.
Quindi la richiesta del ministero, che è “forniscimi una forma di accesso che mi permetta sempre e comunque di poter intercettare chiunque in qualsiasi momento” diventa una richiesta bloccante per qualsiasi telco.

Sarebbe interessante raccontare quanti servizi stupidissimi (di messaggistica, di centralino, etc) sono stati bloccati dal ministero perché “non si intercettano con la facilità che vogliamo noi” e non davano abbastanza ritorno per pagare la struttura di intercettazioni.

La stessa HSDPA viene tollerata solo perché passa attraverso i BTS delle telco. Ma non c’è da illudersi di poter avere aziende terze parti che in Italia offrano servizi VAS (i provider internet) usando queste tecniche: il ministero chiederebbe loro requisiti impossibili di intercettabilità,e a quel punto rinuncerebbero tutti.
E sono del tutto certo che anche i partecipanti alla gara WiMax presto cambieranno idea, non appena il ministero inizierà a bloccare tutte le loro iniziative come fa con Telecom e Vodafone.
Il ministero spacchetta l’ RSA fino a 64 bit. Oltre quella, per dire, non è consentita alcuna cifratura sulle reti wireless. In teoria, se fai un ssh o una VPN usando una UMTS, sei passibile di 6 anni di carcere.
Una telco non investirà mai in questa roba.
Telecom e Vodafone avrebbero tutto l’interesse a buttarsi, invece: i costi dei pali delle antenne (energia, manutenzione, etc) non cambiano di molto se ci aggiungi dei BTS per il WiMax , sullo stesso palo. Sarebbe loro interesse usare i pali che già hanno e farli rendere di più montandoci ANCHE delle antenne WiMax. Credete che una Vodafone non avrebbe interesse, adesso che offre anche ADSL e quindi ha comprato backbones, ad usare le proprie celle e ad aggiungere valore aggiunto all’ ADSL, evitando di pagare l’ultimo miglio a Telecom?
Ma dovrebbero garantire il riconoscimento e l’accesso completo ad ogni connessione. Con la SIM ci riescono perché è un pezzo di hardware che ti identifica. Con il WIMAX, per intercettarti avrebbero bisogno di identificarti, avrebbero bisogno che le tue credenziali siano usate una sola volta sul territorio, eccetera.
Già hanno problemi con le SIM dei defunti, figuriamoci se il ministero accetta connessioni senza una SIM che identifichi. A bloccare tutto è il ministero, non Tim o Vodafone. Quelle scenderebbero in campo domani, se potessero…

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