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Vamos Italia!

 Scritto da alle 18:36 del 15/04/2008  Aggiungi commenti
Apr 152008
 
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Aleeee!
Non pagherò più il bollo auto! Ne’ l’ICI.
Avremo finalmente metà dei parlametari ed i costi della politica saranno dimezzati.
E l’aliquota massima delle imposte dovrà essere del 30%. Altrimenti mi riterrò autorizzato ad evadere le tasse (ipse dixit).
Inoltre, dato che sono giovane e che non ho casa mia, mi aspetto una casa regalata dal governo.
E pretendo l’adeguamento della pensione dei miei cari in base al costo della vita.
Vedo però un potenziale problema: da quando inziare a conteggiare l’aumento del costo della vita?
Dal 2001 in poi, da quando cioè l’inflazione reale viaggiava a doppia cifra, ma si trattava di “inflazione percepita” (ricordate?) e che l’ISTAT si guardava bene dal certificare correttamente?
O solo da oggi in poi quando l’inflazione, il cui dato riflette maggiormente l’inflazione reale, (ne son certo) tornerà ad essere solo percepita?
Ovviamente mi aspetto a giorni di poter fare un biglietto aereo Alitalia con scalo a Malpensa, grazie alla “fatidica cordata” che il nostro “statista”, prossimo presidente del Consiglio dei Ministri ha annunciato si paleserà solo dopo il suo insediamento, ora che finalmente il pericolo Comunista è stato scongiurato.
Nel frattempo mi recherò a Napoli dove, in occasione del primo Consiglio dei Ministri, mi farò largo tra la folla plaudente per strappare un autografo a chi rappresenterà l’Italia all’estero, con la classe e l’autorevolezza riconosciuta da sempre a chi, in simili occasioni è solito allietare le riunioni con corna, barzellette e atti goliardici vari.
E mi aspetto che la “monnezza” della Campania si volatilizzi, ora che finalmente avremo riaquistato “la libertà” e la competenza necessaria, e che “quelli” della sinistra non sono più di ostacolo.
Poi mi recherò in Friuli Venezia Giulia per congratularmi con quel circa 13% di persone che ha votato Lega perchè ora potranno ottenere quell’agognato federalismo fiscale la cui assenza gli ha permesso, fino ad ora, di percepire dallo Stato € 2615,00 Euro per abitante in più rispetto a alle tasse versate.
Farò poi un salto in Trentino a congratularmi con quel 9% di persone folgorate dallo stesso tipo di genialità.
Anche loro potranno così smettere di ricevere quegli odiosi 2.208 € procapite in più rispetto alle tasse versate.
E concluderò il mio tour di ringraziamenti, con quel geniale 3% che in Val d’Aosta ha deciso di votare Lega e di rinunciare perciò a 4.767 € procapite di sussidi Statali.

A parte gli scherzi…
Avevo coltivato la speranza che finalmente noi italiani potessimo aspettarci qualcosa di nuovo.
Non so se meglio o peggio. Ma nuovo. Un nuovo modo di fare politica rispetto ai 15 anni passati.
Ma evidentemente ho stottovalutato un aspetto fondamentale: l’italiano medio non legge, ad esempio “robaccia” come i dati oggettivi sui risultati del precedente governo Berlusconi, non si informa e quando lo fa lo fa solo attraverso la TV.
Ed ormai in TV la verità non è più di casa, sostituita da menzogne ripetute ossessivamente con sempre minor ritegno e pudore.
E perciò la gente ha creduto veramente che il male fosse il governo precedente e che il rimedio fosse il brodino riscaldato che si è scelto.
Ha vinto, cito, “quella parte d’Italia, ampiamente maggioritaria, che ha paura di qualsiasi cambiamento, che si ritrova a suo agio nelle pratiche clientelari e di micro corruzione, che teme la sinistra non per quello che è ma per quello che è stata che nel corso degli anni a furia di praticare la tv è regredita ad un analfabetismo di ritorno, che si sente più a suo agio nel sogno che non nella dura realtà quotidiana.”.
Alla fine “viviamo il punto d’arrivo di un Paese che ha perso la voglia di fare progetti”.

Nel frattempo il mondo va avanti.
E noi lo affronteremo con Berlusconi, Schifani, Calderoli, Maroni (quello che, quando era ministro, firmava i provvedimenti che gli altri poi cambiavano approffittando della sua assenza; o meglio, così ci raccontava) e Tremonti, con i suoi dazi ed i suoi strilli da gufo del malaugurio.
Noi nel frattempo ci beccheremo altri 5 anni di oscurantismo, di medioevo, di furberie, di gente a caccia “di gloria” (termine con cui Berlusconi definisce il denaro) e la nostra Italia tornerà l’Evadilandia e la Furbilandia di sempre, con buona pace di chi attende invano il messia della meritocrazia, di chi auspica si favorisca maggiormente la ricerca, le politiche di integrazione che, a naso, sembrano il metodo più efficace per contrastare gli aspetti negativi di un’inarrestabile immigrazione dai Paesi più poveri.
A beneficiare di questa “nuova” classe politica, saranno i soliti 20, 30mila; a pagarne lo scotto i restanti 59milioni circa, tra cui si annidano quei “malati immaginari” dei precari.
Vedremo sicuramente il prosperare di nuove regole, fatte per gli altri (cioè per noi) ma che loro (quelli che contano) staranno bene attenti ad evitare di rispettare.
Il meccanismo è semplice: nei posti di potere si mettono persone incapaci ma corruttibili; chi ha il portafoglio pieno potrà quindi agevolmente eludere le regole che si applicheranno alla “gente normale” (con una certa severità in modo da dare la sensazione di un certo rigore) pagando un obolo; ma a volte nemmeno quello, perchè l’incapace avrà un debito di gratitudine da saldare.
Ma in TV ci diranno che è giusto che sia così, che è per il bene del Paese.
E tanto basterà a placare quelle tracce di indignazione che dovessero miracolosamente essere sopravvissute a 3 lustri di berlusconismo.

Una riflessione sulla sonora batosta che gli elettori han rifilato all’accozzaglia di nostalgici capeggiati da Bertinotti.
Hanno già iniziato e passeranno il tempo a cercare motivi validi per dare ad altri al colpa della debacle, con Veltroni primo in classifica, dimostrando ancora una volta di non capire nulla, ma proprio nulla.
Una “profonda analisi politica” l’ho già sentita da Diliberto che ha ipotizzato che la colpa sia da attribuire a chi non ha voluto la falce e martello nel simbolo che accomunava i “sinistri arcobaleni”.
Nessuno avrà la capacità di autocritica necessaria a riconoscere il fallimento di una politica basata sull’anacronistica lotta di classe tra operai e padroni e l’odio verso Berlusconi.
Nel frattemp, gli altri, quelli che siederanno in Parlamento, com’è auspicabile, faranno quelle riforme istituzionali di cui l’Italia ha bisogno da troppo tempo.
In loro assenza ovviamente. E quindi, nel momento in cui conta esserci per dire la propria, loro, i “sinistri arcobaleni” saranno esclusi.
Se tanto mi da’ tanto, non ne sentiremo più parlare.
I comunisti di cui ci dovremo preoccupoare saranno solo gli amici di Berlusconi (Putin & C).

Sono state le elezioni che da un lato hanno premiato il populismo Berlusconiano ma che ha bocciato quello di Grillo, bravo forse ad individuare i problemi, un po’ meno nel suggerire qulache rimedio.

L’unico aspetto positivo che colgo dalla mia prospettiva è che l’Italia avrà probabilmente un governo stabile, di legislatura, come si dice in questi casi, e che in Parlamento siederanno solo 5 gruppi parlamentari.
Sono le premesse ideali: nulla ostacola la realizzazione dei pragrammi; nulla ostacola la realizzazione delle riforme.
Con chi se la prenderà Silviuccio quando non riuscirà a realizzare il suo programma elettorale? Non essendoci più Casini da incolpare, nesssuna moneta di nuova introduzione all’orizzonte, dovrà sperare in un’altra tragedia come quella delle Twin Towers a cui attribuire tutte le colpe?

Nel frattempo i cugini spagnoli potranno valutare il nuovo governo Zapatero.
Tante donne. Tanti giovani che lo proiettano decisamente nel futuro.
Non so se la “ricetta Zapatero” sia quella giusta e darà i frutti sperati da chi la propone, di certo è la dimostrazione della volontà di dare una risposta ai mutamenti che, è innegabile, hanno cambiato il mondo negli ultimi anni.
E’ la dimostrazione della capacità di riconoscerli questi mutamenti.
Capacità che noi italiani abbiamo dimostrato di non possedere.

Technorati Tag: Politica,riflessioni

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