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Set 212007
 
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Sono rimasto colpito da un post su TuxJournal, nel quale si dice:

“…
A quanto pare ultimamente si sente sempre più spesso parlare di Linux e Windows nello stesso discorso, segno evidente di quanto la società di Microsoft non riesca proprio a digerire l’enorme successo che ultimamente ha contraddistinto il sistema del pinguino.
…”

Come ho già detto in un post precedente, da tempo sono alla disperata ricerca di dati sulla diffusione di Linux, perchè sento sempre parlare di boom, di incremento nella diffusione, ma non trovo alcun dato a supporto di questa sensazione.

Incuriosito dall’affermazione di Vincenzo Ciaglia, autore dell’articolo, ho quindi chiesto quale fosse la fonte dei dati che lo ha spinto a parlare di “enorme successo”.
Inizialmente mi ha risposto michelangelog che, a “dimostrazione” dell’enorme successo di Linux, mi ha indicato i link di una statistica della NetCraft ed una del W3Counter

Il primo grafico, riporta, indirettamente, la diffusione di Linux nel segmento Server Web ed è questo:

A me non pare si possa dedurne un boom di Linux.
Tutt’altro; a ben vedere, a partire dall’Ottobre 2005 si nota una flessione sempre più accentuata del numero di server Apache, mentre, a partire dall’Aprile 2006, il grafico indica un’ascesa per i sistemi Microsoft.
Per cui se devo ipotizzare qualcosa osservando questi dati, deduco che Apache (e quindi Linux, unico sistema operativo su cui gira l’eccellente server web), è in declino. O sbaglio?

Faccio notare la cosa con un commento successivo aggiungendo che, evidentemente, l’articolo di Vincenzo si riferisce al boom di Linux nel segmento desktop e rinnovo la richiesta della fonte di dati che dimostrerebbero questo boom.

Finalmente risponde Vincenzo, l’autore:

“@Enrico: le statistiche di Netcraft sono in dubbio da tempo: http://www.tuxjournal.net/?p=582 . Non farci affidamento e rilassati.”

Ecco, lo sapevo! La “guerra di religione” inizia a delinearsi…
Appena si chiede a qualcuno un riscontro oggettivo delle affermazioni fatte, iniziano a comparire messaggi dal tono poco amichevole.
Ho anche cortesemente invitatoVincenzo a leggere le mie considerazioni su possibili ostacoli alla diffusione di Linux.
(Insomma, lo facciamo o no ‘sto network?)

La discussione è andata avanti ancora con qualche infruttuoso scambio di battute, e mi sembra eloquente questa risposta:

“@Enrico: non credo servano numeri per valutare il successo di quest’ultimi mesi di GNU/Linux. L’interessamento di grandi società a quest’ultimo, sia software che hardware, ne è la prova eloquente….”

Come dire che, per sancire il successo di Linux, sarebbe sufficiente l’affermazione di qualcuno su un post e l’interessamento di alcune aziende; quanti siano gli utenti che poi ,effettivamente, installino ed usino Linux, non conta!

Insomma, da questa vicenda mi pare di capire che il successo di Linux è, ancora una volta, più una speranza che un dato di fatto, almeno fino ad ora.
Per avere conferma che è troppo tempo che la situazione è in questo stato basta fare una ricerchina su Google (provate con questa, e fate attenzione alle date)
Il fatto che alcune aziende dimostrino in inedito interesse per il pinguino, rinfocola certamente queste speranze, ma non ne sancisce necessariamente il successo.
Potrebbe anzi rivelarsi una minaccia per il futuro free di Linux, dato che chi investe milioni su un progetto si aspetta di vederli rientrare in qualche modo.
D’altronde mi pare che un esempio in questo senso sia già MacOSX, basato su un nucleo sviluppato gratuitamente dalla comunitè di sviluppatori opensource e di cui Apple si è appropriata, ed ora ci rivende a caro prezzo.
Non vorrei essere nei panni di chi ora deve pagare per qualcosa che ha contribuito a creare!

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