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[SdSM] Teoria Generale della PonyDynamica

 Scritto da alle 00:15 del 22/07/2008  Aggiungi commenti
Lug 222008
 
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07/04/2008

Anche nota come "Ooooohhhh…. Pony!"…

Premessa: questa qui’ non e’ farina del mio sacco, e’ comparsa un bel giorno su alt.sysadmin.recovery ed era troppo bella per passarla, l’autore originale passa sotto il nick di ‘sdeath’, cercate con goorgle e troverete l’originale. C’e’ anche da dire che il tono semi serio e l’uso di nozionismi matematici hanno reso l’opera di traduzione piuttosto ardua. Chiedo venia se in alcuni punti il testo non rende giustizia all’originale. {Davide}

Come spesso osservato, nella storia nessun tipo di osservazione scientifica appare completamente formato come Athena dalla testa di Zeus. L’uomo guarda all’ambiente che lo circonda e cerca di inventarsi principi e regole per spiegarne la natura. E’ la speranza di tutti gli scienziati che attraverso il duro e lungo processo di prove e controprove, questi principi si avvicinino sempre di più alla Realtà delle Cose, precedentemente riservata solo al Creatore.

La Teoria della PonyDynamica (o "ponidynamica" come viene scritta dagli abitanti delle Isole Britanniche e del Subcontinente Indiano o "Teoria Dinamiky Ponyi" per i nostri fratelli Russi) e’ una vasta e complessa visione di certi aspetti del nostro mondo, capace di sorprendere anche dopo molti anni di studio. Questo che segue non e’ ovviamente un trattamento esaustivo dell’argomento che sarebbe impossibile in questo spazio, la mia intenzione e’ perciò solo di impartire un senso generale della teoria e delle sue relazioni con i lettori di queste pagine.

La teoria inizia con la cruda osservazione di Freud che lo sviluppo del bambino può essere diviso in una serie di fasi (o stati), la seconda delle quali, dai 2 ad i 4 anni, queste eta’ sono ovviamente solo approssimative, include la cosiddetta fase "egocentrica" (o più idoneamente merdacentrica). E’ durante questa fase che i parenti riconoscono una tipica verbalizzazione del bimbo: Voglio un Pony!.

Riguardo l’espressione: il concetto di Pony per se ed il semplice desiderio sono il solo contenuto. Cio’ che notoriamente non e’ contenuto in questa semplice frase e’ l’apprezzamento di tutta una serie di caratteristiche e problematiche che sono intrinseche nell’acquisizione dell’oggetto, possesso e manutenzione. Alcune di queste caratteristiche sono logistiche in natura: i pony devono mangiare, altrimenti, dal breve al medio termine non vi sarà più alcun pony. Ci deve essere una apposita locazione dove rilasciare il sottoprodotto di tale cibo (merda di cavallo), ed un mezzo per trasportare la suddetta verso il suo luogo di riposo finale, e qualcuno che sia attivamente impiegato in tale operazione ad intervalli regolari. Altre caratteristiche sono prettamente di ordine pratico: l’esistenza di un pony implica l’esistenza di un luogo ove ricoverare tale pony, luogo che, nella maggioranza dei casi, non può essere il garage di famiglia, a meno che il pargolo in questione non faccia Gates di nome. Quindi viene il problema del tempo speso per la manutenzione del suddetto pony, pulizia, visite veterinarie et similia. C’e’ anche il semplice costo monetario, costo che, in molti casi e’ piuttosto elevato e, se impiegato per il suddetto pony, preclude il contemporaneo impiego per altre cose, tipo quel fantastico-ma-incredibilmente-brutto-e -incredibilmente-costoso set di ‘action figures’ relative all’ennesimo orrido-ma-incredibilmente-popolare cartone giapponese.

Nessuna delle precedenti difficolta’ e problematiche sono comprese dal bimbo in questo stadio dello sviluppo, il bimbo capisce solo che i pony esistono e lui ne vuole uno. La classica risposta a questo stato di cose tende a cadere in una delle seguenti categorie:
a) paziente (ed inutile) spiegazione dei problemi associati
b) banale pignoramento della richiesta
c) battuta (nel senso di sculacciate) quando il bimbo comincia a diventare eccessivamente noioso
d) vendita del pargolo a gruppo di nomadi di passaggio.

Fino a questo punto, niente di nuovo. Il salto concettuale che e’ necessario fare per iniziare a delineare una Teoria Unificata della PonyDynamica e’ che alcuni individui non superano mai questo stato psicologico della loro infanzia, restando merdacentrici per il resto della loro vita. Anche se acquisiscono migliori capacita’ espressive e di verbalizzazione. Si potrebbe in effetti dire che questa caratteristica e’ omogeneamente distribuita nella popolazione. In altre parole, circa il 50% della popolazione e’ moderatamente merdacentrica e fino ad un 15% sono estremamente merdacentrici. Questi, se presi insieme, rappresentano un enorme ed estremamente agguerrito blocco pro-pony.

Nonostante il blocco-pro-pony sia omogeneamente distribuito i suoi effetti non lo sono.
L’osservazione cruciale e’ che la domanda per pony può essere sostenuta solo quando i costi possono essere occultati o esternalizzati.
Questo può avvenire più o meno in tutti i campi ma ve ne sono alcuni che meglio si prestano ed in tali campi gli effetti sono più pronunciati: IT, politica ed ingegneria. Per ovvi motivi ci concentreremo sul campo dell’IT.
IT fornisce un perfetto ambiente per l’osservazione di questo processo in quanto i costi sono spesso non apprezzati e (per i non pratici dell’ambiente) alquanto sospetti. Dato che i costi di un generico dipartimento IT risultano molto spesso nebulosi ed i metodi di calcolo e controllo dei risultati spesso difficili (quando non impossibili), i beneficiari dei risultati del dipartimento hanno spesso l’impressione di pagare per nulla e di ricevere nulla in cambio. Essi pertanto si sentono in diritto di "ottenere ciò per cui pagano" nella fattispecie domandando in continuazione pony, fornire i quali diventa compito del dipartimento IT.

I professionisti del campo riconosceranno immediatamente la situazione, le fasi di Richiesta, Rifiuto, Forzata Accettazione A Mezzo Management, Acquisizione ed Implementazione del Pony, Manutenzione del Pony, Manutenzione di emergenza del Pony ed infine Ritiro e Decomissione di solito occupano una larga parte (>90%) del normale tempo lavorativo. Ogni professionista dell’IT riconoscerà anche che i Pony assorbono risorse in modo completamente sproporzionato al loro numero. Un singolo Pony, faticando ad esistere di suo, diviene un immenso divoratore di energie e tempo, fino al momento in cui la carcassa viene trascinata a forza verso la fabbrica della colla. Questo e’ uno dei fondamenti della Seconda Legge dell’Ingegneria di Murphy: Costa sempre di più farlo nel modo veloce, semplice e/o risparmioso di quanto costa farlo giusto fin dall’inizio.

Dopo la prima Esperienza Pony, un novizio del campo IT e’ sulla sua strada per divenire un professionista ed acquisisce una comprensione (anche se non completa o dettagliata) della Teoria di Base della PonyDynamica, che viene presentata qui’ di seguito senza ulteriori discussioni:

Prima legge della ponydynamica: in un sistema ben mantenuto (S), le seguenti quantità sono tutte funzioni NON CRESCENTI del tempo: numero di pony (N), risorse consumate da Pony (R), personale dedicato al supporto di Pony (P) e personale che domanda Pony (p).

Seconda legge della ponydynamica: in un sistema S, ogni cambiamento di stato e’ sempre nella direzione di minimizzare (in aggregato) le precedenti 4 variabili.

Terza legge della ponydynamcia: in un sistema S tendente alla sua naturale stabilita’, il valore delle quattro variabili tende a zero.

Principio di dualità: nessun sistema reale (S’) che possa esternalizzare i propri costi e’, o può essere, ben mantenuto.

Contrario della prima legge: in ogni sistema S’, tutti i quattro valori (N, R, P e p) sono funzioni NON DECRESCENTI del tempo.

Contrario della seconda legge: in ogni sistema S’, ogni cambiamento di stato e’ nella direzione di mantenere in aggregato i valori delle quattro variabili o di aumentarli.

Contrario della terza legge: In ogni sistema S’ tendente verso il suo stato naturale, i valori delle quattro variabili sono illimitati.

Corollario #1 (ordinamento): un gruppo di sistemi (G) può essere ordinato in funzione delle variabili-Pony esposte prima (A=f(N,R,P,p,t)).

Corollario #2 (tempo di vita): la longevità (V) di ogni sistema e’ inversamente proporzionale al valore di A (V(t)=k/A(t)). Per il corollario #1 e la legge contraria #3 ne consegue che lim t->+inf V(t)=0.

Corollario #3 (necessita): perche’ un sistema S raggiunga il suo stato ideale e’ necessario che tutte le variabili sopra indicate siano zero.

Data questa struttura possiamo ora vedere una serie di cose che erano prima oscurate o non definite. Possiamo per esempio vedere che il compito di ogni BOFH e’ di misurare accuratamente le variabili Pony disponibili e di operare in modo da minimizzarle, ed il compito ideale del resto dell’organizzazione e’ di chiudere la fottuta bocca e piantarla di richiedere pony a tutte le ore del giorno e della notte prima di finire incatenati ad un lampione nel parcheggio e quindi FRUSTATI A SANGUE COME ESEMPIO PER TUTTI GLI ALTRI IDIOTI…

Ooopsss.. chiedo venia per avere abbandonato momentaneamente l’appropriato tono e la planarità dell’esposizione.

In ogni caso, il desiderio del BOFH e’ l’ordinata transizione verso uno stato privo di Pony. Questa teorica (ed io aggiungo, irrealizzabile) situazione e’ simile all’ultimo stato energetico nel campo della termodinamica. Dove e’ possibile raggiungerla lo si fa mediante uno (o più) dei quattro metodi standard di gestione relativi ai bambini indicati più sopra (spiegazione, rifiuto, LART, rimozione del soggetto), od il loro equivalente se supportato dalle apposite vie amministrative e/o manageriali. Noi possiamo adesso aggiungere un quarto ed un quinto corollario:

Corollario #4 (Frustrazione): per un sistema S in un posto di lavoro L, la frustrazione (F) del BOFH nel gestire S e’ direttamente proporzionale alla Cooperazione (c) ricevuta nel minimizzare le variabili di stato Pony del sistema ed alla inerente difficolta (D) dello stesso compito. F(S)=k*c(t)D(N,R,P,p,t).

Corollario #5 (Desiderabilità): la desiderabilità (Z) di impiego in un posto L e’ proporzionale al negativo della derivata prima di F. Z(t) = k*F'(S(L))

Nota: la versione più strettamente matematica di questa teoria e’ notevolmente più complessa, ed introduce operatori differenziali e certi concetti di calcolo vettoriale. Cthulhu e’ invocato se certe sezioni non sono propriamente trattate o enunciate correttamente, se propriamente trattate Cthulhu risolverà per voi alcuni dei problemi mediante l’immediata eliminazione di p (se siete fortunati) e tutti i vostri problemi mediante l’eliminazione di P (se siete sfortunati). Ci sono giorni in cui non ve ne frega niente di quale dei due purché il problema sia risolto…

Davide

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