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[SdSM] L’Emergenza e’ Servita (2)

 Scritto da alle 00:15 del 28/07/2008  Aggiungi commenti
Lug 282008
 
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le 4 di pomeriggio

21/04/2008

E cosi abbiamo (quasi) superato l’emergenza provocata dal fallimento del provider (di cui ho parlato la volta scorsa), il “quasi” e’ d’obbligo.

In effetti, dopo la catastrofe di venerdi, che ci (mi) ha costretto in ufficio fino dopo le 8 di sera per sistemare le cose nel nostro DNS, siamo rimasti sostanzialmente in stand-by fino a lunedi mattina, quando appena arrivato in ufficio ho trovato una serie di messaggi di panico crescente che lamentavano il fatto che non funzionava piu niente.

La spiegazione e’ presto trovata: $ISP e’ stato “spento”, ma purtroppo il registry competente non ha ancora aggiornato la registrazione, ragion per cui i DNS a cui puntano tutta la caterva di domini di sta gente sono ancora quelli di $ISP, che pero’ non rispondono piu.

Dopo una caterva di telefonate e giringiri riusciamo, finalmente, ad ottenere il trasferimento delle zone e qualche cosa ricomincia a svegliarsi.

Le cose rimangono per lo piu’ statiche fino alle 4 del pomeriggio, quando, di botto, qualcuno in quel cappero di ufficio si sveglia e si accorge che dalla lista di domini che abbiamo ottenuto dal vecchio ISP ne mancano un po’… circa altri 90 (!)

Dopo un’ora circa riusciamo ad ottenere una lista dei nuovi domini, che guardacaso somigliano stranamente ad una serie di hosts che erano registrati nel vecchio ISP. Dopo aver realizzato che questo branco di idioti non ha idea di cosa sia un dominio, un sottodominio ed un host, abbiamo deciso che la cosa migliore e’ inserirli come sottodomini e poi andarli a ripulire con calma quando tutti gli idioti di $NotaOrganizzazioneNazionale (o almeno quelli che firmano gli assegni) saranno riusciti a rientrare in possesso delle loro facolta mentali (cioe’ mai).

T comincia a madonnare sulle zone che ha ricevuto per inserirle, dopo un po’ decide che io sono meglio allo scripting di lui e mi invia un megafile .tgz. Riesco a scrivere una procedura di controllo ed inserimento (se il dominio non e’ li’ viene inserito, senno ciccia). Fatta l’operazione scopriamo che qualche cosa non e’ andata per il verso giusto perche’ un paio di records sono duplicati.

Ringraziamo Santo BackupFattoDaMePrimaDiCominciare e ripristiniamo il db in condizioni piu’ umane. Dopo un altro po’ ho corretto lo script in modo da controllare che i domini inseriti siano corretti prima di inserirli.

Ed anche questa e’ fatta, e sono le 8 di sera (di nuovo). E me ne vado a casa.

Il giorno dopo arrivo in ufficio e tutto tace dalla parte di $NotaOrganizzazioneNazionale. Bene.

Aridinuovo questi si svegliano alle 4 del pomeriggio e cominciano a lamentarsi che dei 1000 indirizzi di posta registrati nel vecchio sistema solo 400 risultano nel nostro. Bella scoperta: circa 600 erano privi di password! Senza password per leggerla, che te ne fai di un indirizzo di posta?

Ma pare che a loro non piaccia cosi, quindi riprendo l’elenco precedente e procedo a re-inserire TUTTI gli indirizzi precedenti. Quelli senza password si beccano una password di default (una generata a caso, e molto, molto lunga…)

A questo punto T ricomincia a smadonnare. Che succede? Succede che se prova a fare login nell’interfaccia di gestione degli account di posta con l’account di amministrazione per $NotaOrganizzazioneNazionale, si becca un bel messaggio di errore dall’applicazione che lo invita a contattare l’amministratore (che e’ lui ovviamente).

Dopo un altro giro di turpiloquio T mi ri-passa la palla ed io comincio a maledire tutti i programmatori Java che non scrivono i messaggi di errore nei log. Dopo un’oretta circa trovo il bandolo: quel coso usa un database LDAP per memorizzare i suoi dati (perche’ LDAP? non lo so) ed il db ha un limite intrinseco di 400 records, se cerchi di leggere piu’ di 400 record slapd ritorna un errore, ma l’applicazione non se lo aspetta e sputa fuori un messaggio di errore generico.

Dopo aver modificato slapd.conf per ritornare infiniti records tutti (anche l’applicazione) sono piu’ contenti e me ne rivado a casa e ri-sono le 8 di sera!

Terzo Giorno! E tutto tace. Bene. E aridinuovo quelli si svegliano alle 4 del pomeriggio che un certo numero di loro indirizzi di posta in effetti non erano degli indirizzi ma dei semplici forwarders al loro schifoso server Sexchange… il quale e’ irraggiungibile perche’ era attaccato ad una VPN nel datacenter di $ISP, il quale e’ fuori combattimento!

Ma $@%#$@!$!@$#%@%@ possibile che sti’ rimbamba debbano sempre accorgersi che le cose non funzionano alle 4 del foxxuto pomeriggio??

Davide

legenda personaggi

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Technorati Tags: Storie dalla Sala Macchine,humor

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