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[SdSM] Incubi ad occhi aperti (parte prima)

 Scritto da alle 01:15 del 02/01/2010  Aggiungi commenti
Gen 022010
 
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Disordine

Ieri sera alla tele davano “Falling Down” (no, non me lo ricordo il titolo italiano), per qualche anomala connessione nel mio mononeurone, a me e’ venuto in mente Fantozzi (forse perche’ mi stavo guardando allo specchio?), i due concetti si sono “amalgamati” nel mio subconscio (che se vado da uno psichiatra lo riduco in lacrime altro che) ed hanno cospirato nel riportare alla memoria gli avvenimenti di quando lavorai per $formaggini. Dato che la faccenda continua a rimbalzarmi nella cavita’ che c’e’ tra le mie orecchie, mo’ ve la beccate.

Ah-hemm…

Effetto dissolvenza wibblidi-wobblidi

E’ il lontano millenovecentonovantaqualcosa ed io lavoro come conslutante, programmatore, analista, sistemista, dba, uomo-delle-pulizie eccetera per conto di $ditta, la quale ha appena acchiappato un succoso contratto di rifacimento del vecchio sistema informativo di $formaggini (notissima azienda casearia italiana). Il primo passo e’ stata la presentazione di una analisi per il software in questione, software che deve essere usato dai vari “magazzini” per accettare ordini telefonici, inserirli in un sistema di prenotazione/fatturazione e poi stampare le bolle e le fatture.

Il vecchio software, sviluppato da chissachi’ e’ scritto in Basic 80. Oramai, dopo molteplici cicli di aggiornamento, non e’ piu’ “spaghetti-code”, e’ un vero e proprio “nido-di-serpenti-velenosi-incazzati-code”. Del tipo che si ribella e ti mozzica se cerchi di avvicinarti o li guardi solo. Ogni linea e’ costituita da molteplici istruzioni attaccate una all’altra, goto e gosub ogni dove, ogni “modulo” e’ al limite delle capacita’ del compilatore. E (surprise surprise) $formaggini non riesce a trovare nessuno che sia disposto a fargli manutenzione. Ed ecco perche’ noi dovremmo rifare il tutto.

Comunque, l’analisi e’ stata consegnata e tacitamente approvata (io ho avuto l’impressione che avrebbero approvato qualunque cosa pur di avere li’ qualcuno per rifare sta cosa…), il software e’ stato scritto da me in un mesetto e poi sono stato spedito alla sede di $formaggini per consegnare il tutto e per apportare le necessarie correzioni mentre loro fanno i “test di accettazione”. E sono anche li’ per fare da supporto ad una mia collega che e’ distaccata la’ da un mese circa ed ha seriamente bisogno di supporto.

Mi presento percio’ alla sede di $formaggini allo scoccare delle 9. Entro nel palazzo in pieno centro, atrio tutto marmo lucidissimo e cerco di attirare l’attenzione di uno dei 6 (sei) uscieri che li’ si trovano. Uscieri che sono occupati a: leggere il giornale, bere il caffe’, fumare una sigaretta, grattarsi eccetera. Dopo un po’ uno di questi (doveva essere l’ultimo assunto e quindi con il grado piu’ basso) capisce che no, non me ne vado e mi domanda che voglio, mi invia quindi all’ascensore verso il quinto piano: reparto ICCITTI’.

La porta dell’ascensore si apre sul quinto piano, io esco… e tutto cio’ che poteva cadermi mi cade. Immaginatevi, se siete masochisti, la scena seguente.

Il piano in origine era probabilmente diviso in uffici, poi, con il vento del rinnovamento, gli uffici sono stati rimossi lasciando un ampio e spazioso “open space”, solo che nessuno ha pensato a come gestirsi i cavi elettrici e telefonici che erano nei precedenti muri, ci sono varie possibilita’: si solleva il pavimento e si usano canaline sotto al pavimento, ma poi bisogna modificare gli ascensori e costa soldi, si ribassa il soffitto e si mettono i cavi nel soffitto, no buono bisogna rifare le luci e costa soldi… ma evidentemente $formaggini ha un paio di magazzini pieni di materiale da imballo… ergo: nastro da pacchi! Tanto!.

Quindi, cavi elettrici/di rete/telefonici ovunque, nastrati alla moquette (o cio’ che ne rimane), in alcuni casi drappeggiati elegantemente tra le luci o appesi con catenelle composte da graffette.

Per ‘partizionare’ l’open space e’ stato usato di tutto. Oltre a scatole di cartone aperte e nastrate (che cosa ho detto prima riguardo il materiale da imballaggio?) tra le scrivanie, armadi di metallo, cassettiere impilate, tavoli (o parti di tavoli) rovesciati. E pile di carta. Tante pila di tanta carta. Caos ovunque. Nel “atrio” degli ascensori, uno spazio di 2 metri per 3, si trovano incastrate due scrivanie, un fax ed una fotocopiatrice.

Vengo raggiunto da SL che mi accompagna nel suo “ufficio”: una scrivania incastrata tra due armadi e chiusa dal resto del posto da una parete composta di scatole di cartone.

SL – Ah, ok, lei e’ qui’ per quell’affare… bene… e adesso dove lo metto questo?

Individua uno spazio nel “corridoio”, si eclissa e ritorna dopo poco con un tavolo da picnic, lo piazza nello spazio libero, acchiappa una sedia (normalissima sedia con 4 gambe eh, mica sedia da ufficio con ruote e braccioli) la piazza davanti e si ri-eclissa, ritorna un minuto dopo con un PC, lo piazza sul tavolo, poi borbotta tra se’ “ma questo non ha la scheda di rete…”. Il suo occhio d’aquila individua un pc lasciato incustodito dal proprietario, con mossa rapida spegne il pc, estrae la scheda di rete e la infila nel “mio”.

SL – Ok, eccoti sistemato, adesso puoi lavorare.

Ho intuito subito che lasciare la propria roba incustodita in quel posto significa non ritrovarla piu’. Nella giornata ho scoperto altre cose interessantissime. Per esempio che il “pc” (un IBM PS/2) ha un disco fisso da 30 Mb (si’, MEGA-Byte, stiamo parlando degli anni ’90 qui’, quando un floppy era ancora utile a qualcosa), mentre il “server” ha un disco fisso da 5 Mb. Il risultato e’ che tutto il codice ed altra roba deve essere conservato nel pc dello sviluppatore, il quale e’ anche “responsabile” del backup della propria macchina ovviamente.

<intermezzo> Ve li ricordate i PS/2? Quegli aborti che IBM sviluppo’ per tentare di riportare sotto controllo il mercato dei PC che aveva perduto dopo aver lanciato l’originale pc-ibm negli anni ottanta? Quei cosi osceni che costavano come due pc messi insieme e funzionavano come mezzo? Ok, si potrebbe argomentare che microchannel era una architettura migliore di ISA/EISA, ma si potrebbe anche argomentare che Beta era un sistema migliore di VHS, quale dei due e’ morto e quale e’ andato avanti? </intermezzo>

Ok, mi installo e cerco di capire come cappero funzionano le cose. Vengo immediatamente distratto dalla mia collega, la quale, contentissima di avere qualcuno che lei puo’ tormentare invece del contrario, mi chiede se ho dello spazio sul disco per salvare alcuni dati del programma di fatturazione perche’ sul suo pc non c’e’ piu’ spazio e senno’ bisogna cancellarli.

Dopo manco dieci minuti arriva uno dei CL del posto che ci domanda a noi se abbiamo ancora le copie dei dati di fatturazione di 6 mesi prima. La mia collega risponde che quella roba ha dovuto eliminarla perche’ non aveva piu’ spazio sul disco. CL non fa’ una piega e chiede se lo aiutiamo ad andare a riprendere il cartaceo… andiamo percio’ al piano superiore dove si trova “l’archivio”.

Altro open-space, ma questo e’ silenzioso. Non c’e’ anima viva. Quasi ogni centimetro quadrato del pavimento e’ coperto da tabulati di computers, in pile non molto stabili. CL si addentra nel Labirinto, si ferma, acchiappa un tabulato e legge:

CL – Settembre ’87. No.

SBAM!

Che e’ il rumore che il tabulato fa quando CL lo sbatte sulla pila vicina. Prende un altro tabulato da un’altra pigna.

CL – Maggio ’84. No.

RI-SBAM!

Altra pila.

CL – Ottobre ’88…he he he… bello quel periodo.. he he he…
IO – Ma… non c’e’ un metodo per archiviarla sta’ roba… cioe’…
CL – Ah, dunque, un metodo… hemmm… si’, cioe’…

Siamo interrotti da uno degli uscieri con un carrello di quelli per trasportare i pacchi, che arriva carico di altri tabulati, individua uno spazio vuoto nel marasma, scarica tutto e se ne va.

IO – Huhh…. Lascia perdere.

Dopo la visita me ne ritorno al “mio posto”, noto con apprensione che il precedente proprietario della “mia” scheda di rete sta’ sbraitando che qualcuno gli ha smontato il pc, in quel momento il mio cellulare si mette a suonare.

<intermezzo> Ve li ricordate i cellulari degli anni ’90? Quei cosi che erano grossi come scatole da scarpe, pesavano quanto un mattone ed avrebbero potuto sostituire un giubbetto antiproiettile… se avevi una tasca abbastanza grossa da tenercelo ovviamente… Bene, io ne avevo uno. </intermezzo>

Rispondo, ed e’ SL. Lo stesso SL che mi ha piazzato li’, lo stesso SL che siede a circa 3 metri di distanza. A questo punto mi alzo, mi avvicino al suo tavolo, mi appoggio con nonchalance al suo monitor e lo guardo continuando a parlare.

Lui va avanti a parlare per un po’ guardandomi, poi qualche cosa fa ‘click’ nella sua testa e realizza che la persona con la quale sta parlando al telefono e’ la stessa che lo sta guardando in faccia. Rapido come un gatto, sbatte giu’ il telefono e continua a parlarmi… Io a quel punto ho dovuto scusarmi ed andare al cesso per un po’ perche’ non riuscivo a restare serio… che volete farci? Ero ancora giovane ed imbecille (adesso sono solo imbecille)…

Continua

Davide

legenda personaggi

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