Ricerca in FOLBlog

Ritorno dall’Opensource

 Scritto da alle 13:15 del 21/07/2007  Aggiungi commenti
Lug 212007
 
closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 2 mesi 4 giorni giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.

Leggo su Ossblog.it un articolo che riporta la notizia relativa alla decisione della New Zealand Automobile Association di abbandonare OpenOffice per tornare nuovamente a Microsoft Office.
Secondo il loro CIO, infatti, MS Office non è più economico in partenza, ma incompatibilità tra le due suite e costi per il training hanno aumentato il costo della migrazione, convincendo l’organizzazione a tornare sui suoi passi.
A complicare la situazione si è aggiunta la percezione, da parte dei dirigenti, dell’assenza di piani per lo sviluppo del software libero, contrapposta alla roadmap precisa di Microsoft.

Questo offre lo spunto per una riflessione su un problema di cui soffre l’opensource in genere.

Mi è già capitato di esternare le mie perplessità sul considerare l’adozione di software opensource per le aziende come un fatto positivo, sempre e comunque, mettendo in luce alcuni aspetti che, a mio parere, andrebbero considerati con maggiore attenzione.
In un altro post parlavo anche dei costi occulti che potrebbero derivare dalla scelta di piattaforme opensource e come ciò (il fatto cioè che fossero “occulti” e difficilmente predeterminabili) originasse timore ed incertezza in chi invece deve invece necessariamente cercare di pianificare ogni aspetto finanziario e organizzativo, pena il mettere a rischio la propria azienda.

La decisione della New Zealand Automobile Association sembra dimostrare che questi timori e queste perplessità non sono campate in aria.
In particolare l’assenza di piani per lo sviluppo del software libero mi sembra, più che una percezione soggettiva dei dirigenti della AA neozelandese, un problema reale, che può essere benissimo ricompreso nell’assenza di coordinamento di cui, a mio parere, soffre la comunità di sviluppatori opensource.
Prima la comunità opensource si rende conto che questi problemi sono reali e non il frutto di presunte sopraffazioni commerciali, prima si rimuoverà un ostacolo alla diffusione dell’opensource.

Articoli simili:

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

 Lascia un commento

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

(richiesto)

(richiesto)

Pinterest
EmailEmail
PrintPrint
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: