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Recensione naif del mio Samsung Galaxy Note

 Scritto da alle 15:02 del 16/12/2011  Aggiungi commenti
Dic 162011
 
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Sul Galaxy Note troverete in rete recensioni di ogni tipo, tabelle, video, benchmark, confronti con questo e quello, guerre di religione tra Android-fan ed Apple-fan.
Di tutto insomma, nel bene e nel male.

Prima di addentrarmi in considerazioni personali dopo un mese esatto di utilizzo, mi permetto di segnalarvi quella che ritengo la miglior recensione del Samsung Galaxy Note che ho visto fino ad ora ed un video confronto in cui è possibile apprezzare la netta superiorità delle prestazioni del Galaxy Note rispetto all’iPhone 4s e al Nokia Lumia 800.

Il Galaxy Note non è molto maneggevole…
…se ci si aspetta di avere a che fare con un classico smartphone; ben presto ci si rende conto che, per poterlo utilizzare per tutto ciò che non è semplicemente telefonare, occorre usare entrambe le mani; una regge, l’altra impartisce i comandi attraverso l’interfaccia grafica touch.
E’ un difetto? Dipende: se uno vuol continuare a rischiare la vita inviando sms mentre guida, col Note non ci riuscirà.
Diciamo che il Note si regge in mano con la tipica impugnatura dei tablet (specificatamente quelli entro gli 8”).

C’è però un piccolo problema: in modalità landscape, impugnandolo come un tablet, occorre fare attenzione a non premere nessuno dei tasti (fisici o virtuali) che stanno proprio sotto il pollice della mano destra.
Galaxy Note Landscape

Il Galaxy Note è molto veloce.
Molto più veloce del Galaxy Nexus, del Samsung Galaxy S2 che risultava uno dei più veloci (il più veloce?) smartphone in circolazione, nettamente superiore anche all’iPhone 4s, e straccia letteralmente il Galaxy Tab 10.
Ma questa velocità non risulta evidente nel rendering dell’interfaccia, che è meno fluida di quella del Galaxy S2, soprattutto nella transizione tra le varie pagine di widgets.
La cosa impatta sulla user experience: device come iPhone e Galaxy S2 che risultano effettivamente nettamente inferiori, appaiono all’utente più prestanti, grazie alla maggiore fluidità della loro interfaccia.
Questa considerazione, ovviamente, non è più valida quando si gioca: nonostante la grande differenza di risoluzione, le prestazioni del Note sono nettamente superiori.
La differenza di fluidità è più evidente se si utilizza un launcher come Go Launcher Ex, che risulta un po’ più “pesante” di altri launcher, soprattutto di quello di default.
Per capire come ciò possa accadere occorre considerare alcune cose:

  • il Note ha una risoluzione di 800×1280 pixel (1.024.000 pixel) mentre quella del Galaxy S2, ad esempio, è di 480×800 (384.000 pixel). Il Note quindi, con lo stesso processore grafico del GS2, deve gestire quasi il triplo di pixel.
  • Una delle cose che tendono ad appesantire la fluidità dell’interfaccia sono i widgets.
    Beh, nel Galaxy Note ogni pagina contiene, di default, 25 widgets contro i 16 dei device Android con display di dimensione inferiore.

Delle due l’una: o si tratta di un aspetto che verrà migliorato con i prossimi aggiornamenti del sistema Android oppure si tratta di un errore in fase di progettazione.
Fortunatamente si tratta di una mera questione di estetica: la funzionalità e l’usabilità restano intatte.

Il Galaxy Note è grande, molto grande.
Non tanto grande, però, da non entrare nella tasca dei jeans (anche se la cosa non è affatto consigliabile, entra comodamente sia in quella posteriore che in quella anteriore), della giacca, della camicia, del borsello…
Una volta iniziato ad utilizzare il Note, vi assicuro che gli altri, compresi i già “grandi” Nexus e Galaxy S2, sembreranno ridicolmente piccini.

Pesa però solo 178 grammi! Un risultato eccellente, viste le dimensioni.
Basti pensare che sono solo 38 in più dell’iPhone, che al cospetto, appare veramente minuscolo.

Il pennino?
Lo uso quando scrivo la lista della spesa o prendo un appunto al volo mentre telefono.
In questi casi è insostituibile.
Ma soffre di alcuni problemi:

  • la posizione in cui è parcheggiato ed il modo in cui è “nascosto” nella scocca, rendono impossibile la sua estrazione senza premere il pulsante “indietro” (vi si poggia inevitabilmente il pollice mentre si estrae il pennino facendo leva con l’unghia dell’indice o del medio) e la sua estrazione alla cieca: scorrendo il dito sulla scocca posteriore la presenza del pennino incastonato è quasi impercettibile; occorre quasi sempre girare il Note per guardare quel che si fa.
    image
  • Il pulsante che attiva alcune funzioni utili (snapshot, gesture per tornare indietro, ecc) è tattilmente e visivamente molto ben nascosto e difficile da trovare.
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    Che cacchio costava farlo zigrinato e di un colore differente dal corpo del pennino?
  • Diversamente da una penna, il pennino non viene a contatto con la superficie su cui scrive ma sembra restare sospeso a circa 1 mm dal “foglio”; occorre abituarsi a questo offset per poterlo padroneggiare al meglio.
  • In teoria si potrebbe utilizzare con il software di riconoscimento della scrittura per scrivere a mano anzichè con la tastiera virtuale. Lassamo perde….

Chi ama disegnare, apprezzerà tantissimo la presenza del pennino che, con le tante applicazioni presenti per sfruttarlo (a partire da S Memo, in dotazione), gli consentirà di passare il tempo mentre fa la coda dal medico.
E chi sa disegnare, può anche ottenere risultati soddisfacenti, come questo esempio. 
Disegno con il Galaxy Note
Serve? Non serve? Anche in questo caso, dipende: senza contare i vari test e le prove, l’avrò utilizzato 6 o 7 volte; in quei casi ne ho apprezzato la presenza. Insomma, non è ne’ indispensabile ne’ determinante ai fini della scelta, ma il fatto che ci sia è, tutto sommato un bene: incrementa la versatilità del device.

La tastiera (virtuale)
E’ impossibile dare un giudizio parlando “della tastiera” virtuale del Note, visto il numero di applicazioni disponibili per gestirla.
La differenza sostanziale con gli altri smartphone è che, anche in modalità portrait, si può utilizzare per scrivere con entrambi i pollici, visto lo spazio sul display.
Swiftkey X
La dimensione del display, però, rende la possibilità di scrivere ad una mano un esercizio impossibile per chi ha mani piccole.
Dopo averne provate parecchie, ho preso ad utilizzare SwiftKey X che, grazie alla possibilità di auto apprendimento da Gmail, blog, SMS, Twitter e Facebook, assicura dei risultati stupefacenti, consentendomi di digitare i testi a rapidità supersonica.
Altri due aspetti che me l’hanno fatta preferire rispetto a quella di default sono la disposizione dei numeri stile tastierino numerico e la presenza delle frecce di direzione che consentono di pilotare agevolmente il cursore.

Fotocamera posteriore.
Eccellente. Mi ha colpito la qualità delle foto e, soprattutto, dei video che si riesce a realizzare con questo aggeggino da 8 megapixel.
La risoluzione massima è di 3264×2448 per le foto e 1920×1080 per i video.
Ma i valori con cui è impostata di default sono inferiori. Perchè? Boh!
Le molte possibilità di personalizzazione offerte dal software di gestione della fotocamera consentono poi di adattare le impostazioni in modo da farla rendere al meglio in diverse condizioni. Alla fine il risultato netto è quello di riuscire ad ottenere scatti decenti anche in condizioni critiche.

Fotocamera anteriore.
C’è.
E’ da 2 megapixel. Non la si usa praticamente mai, anche perchè fa foto da schifo.
Ma d’altronde è pensata per le videochiamate (alzi la mano chi fa videochiamate).
In ogni caso stratosfericamente migliore della ciofeca che si ritrova installata l’iPad 2…

Il display
Spettacolare!
La risoluzione, il nero che più nero non si può ed i contrasti fanno apparire lo schermo del Galaxy Note superiore a quello dell’iPhone 4s e del Galaxy S2 anche se, tecnicamente, non lo è affatto.
Di default si può impostare in tre modalità (dinamico, standard e filmato), in modo da regolare l’intensità dei colori ai propri gusti.
Le dimensioni dello schermo giocano un ruolo fondamentale quando si deve leggere qualcosa: che sia una pagina web o quella di un libro, poco importa. In modalità landscape, la maggior parte dei siti web sono fruibili senza che si debba ricorrere allo zoom.
Foto e video si apprezzano in maniera maggiore: guardare un film o la TV su un Galaxy Note non sembra più una forzatura.
Chi, superati i 40, comincia a soffrire di presbiopia, apprezzerà il fatto di poter tenere il Note ad una distanza confortevole senza perdere la leggibilità dei contenuti.

La batteria
Se non si passano delle ore a giocare con i videogames, anche con un uso abbastanza pesante del WiFi, arriva a sera con ancora un bel po’ di carica.
Il primo giorno, dopo 11 ore ininterrotte di WiFi, GPS e bluetooth attivi, e lo smartphone praticamente sempre in uso, avevo ancora il 31% di carica.
Non è un risultato per cui spellarsi le mani in applausi ma sicuramente invidiato da chi in questo momento si ritrova un Galaxy S2 o un iPhone tra le mani….

Qualità dei materiali e qualità costruttiva
Indubbiamente la qualità dei materiali usati per realizzare soprattutto la scocca posteriore, lascia un po’ a desiderare: si tratta di plastica, plasticaccia, plastichina.
Se paragoniamo da questo punto di vista il Note ed il Galaxy S2 all’iPhone, c’è da far arrossire quelli di Samsung.
Ma…perchè c’è un ma….il risultato finale com’è?
Finchè non si apre la scocca posteriore non ci si rende conto della povertà del materiale utilizzato per realizzarla; il tutto risulta ben assemblato, ben integrato con il corpo dello smartphone, solido, a prova di graffio, resistente, privo di gioco.
Perciò occorre distinguere la qualità dei materiali utilizzati (scarsina proprio) con la qualità costruttiva, il risultato finale ottenuto (niente male affatto).
Probabilmente la scelta è stata dettata dalla considerazione che non si perde nulla in funzionalità e si riesce a tenere il peso complessivo molto contenuto. Il che, mi pare, sia un risultato in genere più apprezzabile ed apprezzato.
Un altra differenza che ho notato con il Galaxy S2, è che il Note non scalda molto, nemmeno dopo un periodo di uso intenso (leggi videogames HD).

Prezzo
E’ alto. Ma come tutti i prodotti in  regime di concorrenza (esclusi gli Apple quindi) tende a scendere.
Presentato alla stratosferica cifra di € 699,00, si può trovare già ora sotto i 500.
Per la cronaca, l’ho pagato €565,00 comprese spese di spedizione.

Conclusioni
L’unica cosa che mi piace poco del Note sono gli inaspettati micro lag dell’interfaccia grafica; avendo giornalmente a che fare con un Galaxy S2 e sapendo che il Note era in grado di fornire prestazioni superiori, mi aspettavo una ancor maggiore fluidità, del tutto simile a quella degli iPhone.
Per il resto sono semplicemente entusiasta: a mio parere Samsung ha centrato il formato di questo tipo di device, una via di mezzo tra un classico smartphone ed un tablet.
La dimensione, la risoluzione e l’eccellente qualità del display lo rendono usabile per moltissimi scopi: anche il controllo remoto di un PC attraverso RDP o VNC diventano fattibili; l’analoga esperienza con display di dimensioni/risoluzione inferiore, diciamoci la verità, non è consigliabile.
La navigazione su Internet con queste dimensioni, questa risoluzione e questa velocità, è del tutto appagante.
Cessa di essere una soluzione d’emergenza per divenire una vera alternativa.
L’altra faccia della medaglia è che, vista la comodità, si tende ad usare troppo il Note per leggere (pagine web, facebook, Twitter, libri, documenti PDF, ecc.) molto di più di quanto accade con device con schermi di dimensioni inferiori; ma come tutti gli schermi retroilluminati, la cosa non è una manna per gli occhi, che tendono ad affaticarsi.
Occorre perciò darsi una regolata.
Consiglierei il Note? Assolutamente si. Sul mercato non c’è niente di paragonabile, niente in grado di assicurare analoga versatilità.
Con il rilascio di Android 4.0 anche per il Note, Samsung dovrebbe completare il capolavoro.

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