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Proprieta’ o licenza d’uso?

 Scritto da alle 00:15 del 15/09/2008  Aggiungi commenti
Set 152008
 

Regole d'uso
Mi pare di assistere in questi ultimi tempi al sorgere di una nuova tendenza da parte di alcuni produttori (Apple, Nokia, Google solo per citarne alcuni).

Gli esempi più eclatanti di questa nuova tendenza, arrivano da Apple, che mi pare stia fungendo da “apripista”, quasi a saggiare come risponde il mercato e le autority a pseudotutela di diritti vari.
La tendenza di cui parlo è quella di blindare e controllare l’utilizzo dei propri devices/software.
Insomma, dopo che il produttore ha venduto il proprio prodotto, sembra voglia imporre anche il “modo migliore” di utilizzarlo.
L’esser quasi costretti ad utilizzare iTunes per poter utilizzare il proprio iPod/iPhone, è una sorta di limitazione all’utilizzo libero; se lo scopo dell’iPod fosse solo quello di riprodurre musica digitale (e non, come penso, anche strumento per costringere ad acquistare musica attraverso l’ITunes Store Apple), questa dovrebbe poter essere agevolmente acquistata ovunque, gestita e trasferita dal/sul lettore con il programma preferito dall’utente.
Invece, pratiche alternative all’utilizzo di iTunes e degli stores Apple, quando non rese impossibili, sono fortemente ostacolate.
Provate ad accedere al Music Store Apple se nel computer (qualsiasi) non è installato iTunes!

L’imposizione di un’operatore di fonia mobile per l’utilizzo dell’iPhone, mi pare un altro esempio di limitazione all’uso libero.
Fino ad arrivare al discusso killswitch ed alla TrustZone, implementata in hardware sia nell’iPod Touch che nell’iPhone, che costituiscono esempi di possibili ingerenze da parte del produttore, mascherate da una cortina fumogena di buoni propositi.

Perchè penso che i buoi propositi sarebbero solo una cortina fumogena?
Il sospetto nasce da una semplice considerazione: se alla base dell’implementazione di certe funzioni, ci fossero solo nobili scopi, perchè non renderle disattivabili dall’utente? Perchè costringere l’utente ad utilizzarle e non lasciargli, invece, la scelta di quali abilitare e quali no?
Semplice.
A mio modo di vedere, perchè si tratta di funzioni il cui scopo principale è quello di assicurare al produttore un certo controllo su come il dispositivo, una volta acquistato, viene utilizzato dall’utente, arrivando fino a garantirsi la possibilità di proibire un certo tipo di utilizzo, sulla base di discriminazioni unilaterali del produttore stesso.

Da ciò scaturiscono alcune riflessioni:
1) Generalmente quando si acquista un oggetto, si acquisisce la proprietà privata del bene stesso e con essa il diritto ad utilizzarlo come meglio si crede.
Nel caso di iPod ed iPhone cio’ non mi pare sempre vero, e si arriva a distorsioni tali per cui, nemmeno chi è in grado di farlo, può, ad esempio, sviluppare ed installare sul proprio iPhone un applicazione per suo esclusivo uso e consumo, ma deve necessariamente passare per servizi Apple.
Che poi Apple si faccia pure pagare è solo un’aggravante del problema, la cui sostanza resterebbe invariata anche se il tutto avvenisse gratuitamente.
Ciò che non va, infatti, è la costrizione subita dall’utente, impossibilitato ad utilizzare alternative.
In sostanza, mi pare si stia assistendo alla nascita di una generazione di dispositivi che vengono venduti con una modalità che, per l’acquirente, è una via di mezzo tra l’acquisto della proprietà privata e la licenza d’uso.

2) Nel caso un certo utilizzo del prodotto leda diritti altrui (compresi quelli legittimi del produttore), esistono precise norme e leggi; appositi organismi hanno il compito di applicarle, punendo chi le vìola e tutelando in questo modo eventuali parti lese.
Killswitch ed un possibile utilizzo della TrustZone potrebbe essere visto come un sorta di tentativo di rimediare all’incapacità di arginare il fenomeno della pirateria.
E’ lecito che il produttore possa ricorrervi per tutelare i propri interessi?
Ho forti dubbi: mi sembra un modo di farsi giustizia da se’, una sorta di far west in cui pistole e fucili sono sostituiti da meccanismi come killswitch e TrustZone.

3) Dato che l’utilizzo del prodotto acquistato è limitato nelle sue possibilità di utilizzo, a mio modo di vedere, la specificazione di queste limitazioni dovrebbe essere obbligatoria, alla stessa stregua di altre caratteristiche del prodotto.

4) Privatezza dei dati. Parto per comodità dall’ultimo nato: Genius. Implementato sui nuovi iPod Touch presentati il 9/9/2008 dalla Apple; mi pare sia un’ulteriore esempio del tentativo di Apple di assicurarsi un certo controllo sull’utilizzo effettivo da parte degli utenti: è una funzione che ha come scopo ufficiale quello di proporre all’utente musica simile a quella che già è contenuta nel suo dispositivo. Niente di nuovo o rivoluzionario, ma comodo ed interessante.
Per funzionare, Genius deve inviare ai server che implementano il servizio, l’elenco dei brani memorizzati dall’utente; anche se il tutto avvenisse in forma anonima (come Apple sostiene), si porrebbero problemi relativi alla privatezza dei dati (ed anzi son certo che sarà all’origine delle solite polemiche al riguardo); potrebbe inoltre fornire alla Apple uno strumento per impedire l’esecuzione di brani non acquistati dai propri stores.
La linea di demarcazione tra la semplice possibilità che ciò avvenga e l’effettivo ferificarsi, è determinata solo dalla volontà di Apple, che potrebbe, in qualunque momento, modificare il tuo comportamento, senza che l’utente possa fare granchè.
In sostanza, per perseguire i propri scopi, alcune aziende (per certi versi penso anche a Google, ad esempio) tentano di forzare i limiti imposti dalla tutela della privacy, mascherandone i meccanismi sotto spoglie rassicuranti, sottoforma di servizi utili per l’utente che però stranamente non è libero di scegliere se usufruirne o meno. Alcune di queste funzioni (quantomeno potenzialmente pericolose in altre mani) spesso non sono nemmeno citate nelle caratteristiche tecniche del prodotto. Il che rafforza la sensazione che vi sia in atto il tentativo di imporne subdolamente il loro utilizzo.

Eppure basterebbe semplicemente rendere facoltativo l’utilizzo di certe funzioni per far crollare in gran parte il castello di sospetti, supposizioni e dubbi che derivano dal mio ragionamento.
Ma ciò comporterebbe una formidabile apertura alla concorrenza sul mercato; per questo ritengo resterà un’utopia.
A meno che un movimento di protesta non induca le aziende a correggere il tiro.
Dov’è finita quella sana indignazione che ha spinto molte persone a proteste, costringendo spesso Microsoft (ma anche altre aziende) a correggere il tiro, a tornare sui suoi passi?
Ricordo che una volta si protestava anche solo se certe features erano attivate per default; ora che la loro disattivazione è resa totalmente impossibile…tutti zitti?

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Technorati Tags: Cogito ergo sum,mercato,Apple

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  10 Risposte a “Proprieta’ o licenza d’uso?”

Commenti (8) Pingbacks (2)
  1. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Mac OS X Mac OS X 10

    Per prima cosa ti dico che in linea generale sono d’accordo con quanto hai scritto. L’unica cosa che non mi è chiara è questo passaggio:

    Per funzionare, Genius deve inviare ai server che implementano il servizio, l’elenco dei brani memorizzati dall’utente; anche se il tutto avvenisse in forma anonima (come Apple sostiene), si porrebbero problemi relativi alla privatezza dei dati (ed anzi son certo che sarà all’origine delle solite polemiche al riguardo); potrebbe inoltre fornire alla Apple uno strumento per impedire l’esecuzione di brani non acquistati dai propri stores.

    Per prima cosa Genius deve essere attivato dall’utente accettando una licenza e può essere disabilitato in qualsiasi momento, quindi mi sembra l’unico servizio di quelli che hai citato che tiene un comportamento corretto, almeno all’inizio.
    Detto questo, il problema delle privatezza dei dati si porrà sempre con servizi di questo tipo, si pone con Last.fm, si pone con Genius che svolge sostanzialmente la stessa funzione (con la differenza che non espone al pubblico i “risultati” del suo lavoro). Inoltre non ho capito come Apple potrebbe impedire l’esecuzione di brani non acquistati dall’iTunes Store; l’unico metodo valido sarebbe eseguire unicamente i brani dotati del DRM di Apple, ma in questo caso non è Genius che fa il lavoro, deve essere iTunes a farlo, ma in questo modo si taglierebbe il mercato dei CD audio e non credo che Apple abbia il potere di fare una cosa del genere alle case discografiche quindi oserei dire che, fino al tramonto dei CD audio, lo scenario che hai proposto in questo specifico caso non è realizzabile e soprattutto non verrebbe realizzato grazie a Genius. 😉

  2. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Windows Windows Vista

    sirus ha scritto:

    Per prima cosa Genius deve essere attivato dall’utente accettando una licenza e può essere disabilitato in qualsiasi momento, quindi mi sembra l’unico servizio di quelli che hai citato che tiene un comportamento corretto, almeno all’inizio

    Grazie per la precisazione.
    Mi rendo conto che ciò che volevo dire al punto 4, non è comprensibile in maniera cristallina.
    Forse il concetto è più chiaro se ci si riaggancia a quanto ho detto in un articolo precedente: in questo caso Genius sarebbe attivabile/disattivabile dall’utente, esattamente come credo debbano essere questo tipo di servizi.
    Chi ci assicura che i dati raccolti, che farebbero gola a molti per vari scopi, siano utilizzati solo per il fine citato? Apple? Cioè la stessa azienda che trova normale arrogarsi il diritto di bloccare l’uso di un’applicazione ritenuta “dannosa” sulla base di criteri unilaterali di Apple?
    Se indicasse con precisione (non come fa Google!) come verranno gestiti i dati raccolti, come dove e per quanto verranno conservati, se si impegnasse a non fornire a terzi per nessuna ragione i dati raccolti, ecc. (lo fa?) sarei più tranquillo: si esporrebbe ad un grosso rischio ed andrebbe a perdite colossali se dovesse scoprirsi che viola queste regole.

  3. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Mac OS X Mac OS X 10

    @ Enrico:
    Detto tra noi, non ho ancora letto la licenza d’uso. Comunque con questo tipo di servizi non c’è da fidarsi di nessuno. 🙁

  4. Usando Internet Explorer Internet Explorer 8.0 con Windows Windows Vista

    Hanno tutti imparato dalle corporation del tabacco: la sigaretta e’ il “nicotine delivery business”, in altre parole i prodotti che ti vendono non servono a vendere il prodotto in se’ ma tutta una serie di cose a contorno, cose che possibilmente devono creare “dipendenza” o per lo meno rendere difficile se non impossibile passare un domani ad un dispositivo/prodotto della concorrenza.
    Mi aspetto solo di leggere su una lattina di Coca: vietato berla insieme ad un hamburger che non sia MacDonald’s!!! 😉

  5. Usando PHP PHP

    Se queste politiche le avesse avute una qualsiasi altra azienda BIG del mercato (Micorosoft, IBM, Sun, Novell, Nokia ecc.) sarebbe partita una crociata contro, ma Apple ha un ottima strategia di marketing e una faccia di bronzo monumentale come Jobs che riesce a far passare tutto o quasi.

    Bisogna che gli utenti riaprano gli occhi e al momento dell’acquisto controllino esattamente che prendono, che il prodotto risponda alle esigenze, ma soprattutto smetterla di comprare prodotti solo perchè sono di moda o sono uno status simbol.

    A me darebbe parecchio a b…e spendere 300€ per un ipod(o qualsiasi altro lettore musicale) e poi trovarmi con un apparecchio pesantemente limitato dal produttore (oltretutto sapete che la prima versione Itunes 8 manda in crash vista, a causa della sovrascrittura del driver relativo alle unità cd/dvd e non capisco perchè itunes deve installare drivers per unità ottiche visto che tutti i programmi di rippaggio usano quelli di windows o gli Aspi 😐 )

  6. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Windows Windows Vista

    francesco calvisi ha scritto:

    Bisogna che gli utenti riaprano gli occhi

    In effetti è ciò che spero ardentemente anche io.
    Avremmo da guadagnarci tutti.

  7. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Windows Windows Vista

    EnricoG ha scritto:

    Mi aspetto solo di leggere su una lattina di Coca: vietato berla insieme ad un hamburger che non sia MacDonald’s

    Beh non è che ci veda gran differenza con un iPod utilizzabile solo con iTunes.
    Almeno, nella tua ipotesi, lo si saprebbe PRIMA di comprare la Cola…. 😉

  8. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.1 con Windows Windows Vista

    devo dire che le “paure” espresse da Enrico nei vari articoli sulla Apple, paure dietro certi comportamenti di Apple da una parte e degli utenti “ciecamente entusiasti” dall’altra (lo zoccolo duro 🙂 ), giorno dopo giorno si stanno rivelando molto più fondate di quanto potesse inizialmente sembrare.
    In questi ultimi giorni, in seguito alle vicende di due “sviluppatori certificati” che hanno visto rifiutata la loro applicazione per motivi quantomeno discutibili (a quanto pare le loro app semplicemente facevano una cosa simile a funzioni già presenti nel software di base), Apple sta dando dei giri di vite secondo me esagerati e se vogliamo paradossali.

    Si concretizza che la Apple non solo può rifiutare di distribuire una applicazione (dopo che è già stata sviluppata!) da uno “sviluppatore certificato” (che per esserlo paga 99$ all’anno!), ma ora “imbavaglia” gli sviluppatori vietando esplicitamente di dire in giro che l’app è stata rifiutata ed il perchè; sennò ti “banna” e, magari, ti porta in causa; http://www.macitynet.it/macity/aA34409/programmi_rifiutati_su_app_store_apple_silenza_gli_sviluppatori.shtml
    inoltre gli sviluppatori non possono dare in uso la loro app neanche ad un ristretto numero di persone o a se stessi!

    Oggi poi è venuta fuori l’ennesima contorsione: è vietato pubblicare libri sulla programmazione per iPhone!
    http://www.macitynet.it/macity/aA34448/la_sdk_vieta_libri_sulla_programmazione_di_iphone.shtml

    in pratica Apple vuole tenere il totale controllo su iPhone: si usa soltanto come vuole lei e ci sviluppa soltanto chi vuole lei.

    Parafrasando la Apple, non mi sembra l'”iPhone che stavamo aspettando”…

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