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Perplessità sull’iPhone

 Scritto da alle 16:36 del 02/10/2007  Aggiungi commenti
Ott 022007
 
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Non riesco a farmi catturare dall’iPhone della Apple. Sembra un oggetto così figo, eppure…non mi conquista.
I limiti tecnici e funzionali che sto scoprendo man mano che passa il tempo mi sembrano nettamente superiori ai vantaggi della nuova interfaccia.
L’Apple poi, con il suo odioso atteggiamento, di cui ho già parlato in passato, non mi aiuta.
Leggendo un articolo di Punto Informatico, vi ho trovato condensati in poche righe tutti i difetti che mi pareva di aver intuito.
Innanzi tutto mi pare che il multitouch, in un apparecchio di così ridotte dimensioni, sia quasi inutile, superfluo.
Per molti è già difficile usare certi dispositivi con un unico ditone, e ci si sganascia il cervello per trovare soluzioni al problema, figuriamoci con due!
Se penso che questo apparecchietto poi dovrebbe fungere soprattutto da telefonino/iPod mi viene da domandarmi che me ne faccio della possibilità di effettuare lo zoom con 2 dita (ad esempio).

Trovo invece non solo fighissimo, ma molto utile, la possibilità di ruotare lo schermo semplicemente ruotando l’iPhone.

La navigazione su Internet, temo, resterà una possibilità largamente inutilizzata (e praticamente inutilizzabile).
Innanzi tutto per la ridotta dimensione dello schermo (trovo la navigazione Internet è già un’impresa con il mio Fujitsu Siemens Pocket Loox 720 impostato a 640×480, figurarsi con uno schermo 480×320!) e poi perchè, dato che l’iPhone non contempla connessioni UMTS, dovremmo accontentarci di connessioni EDGE, di una lentezza esasperante: AT&T, viste le lamentele dei propri utenti, ha deciso di *pensare* di aumentare la velocità di connessione da 120Kbps (poco più del doppio di un modem analogico tradizionale, e leggermente inferiore di una connessione ISDN a canali accoppiati!) a 500-800Kbps.
Se penso che ora una connessione ADSL 2000Kbps (2megabit) mi sembra lentissima….già immagino cosa mi sembrerebbe una 500/800Kbps o, peggio una 120Kbps.
A mio parere a queste velocità l’attuale Internet è navigabile in modo molto molto limitato.
La soluzione sembra elementare: consentire connessioni UMTSo HDSPA, no?
No! Apple sostiene che la batteria durerebbe troppo poco.
Trovo singolare la soluzione adottata e l’approccio al problema!
E’ come se si costruisse una Ferrari ma la si limitasse ad una velocità massima di 40 km/h, perchè altrimenti consumerebbe troppo e diverrebbe praticamente inutilizzabile!
Per me questo è un evidente segnale che Apple ha immesso sul mercato un prodotto non maturo, con limiti tecnologici evidenti, che non va assolutamente incontro alle esigenze degli utenti ma, anzi, tenta, solo con abili campagne di marketing, di piegarle per assecondare i limiti del prodotto.
Strabiliante per una società che fa dell’usabilità il suo cavallo di battaglia!
Questa sensazione di immaturità trova conferma anche da altri particolari; cito dall’articolo di Punto Informatico:

“iPhone non può essere usato come modem, non può inviare MMS, e non permette di impostare come suoneria una delle canzoni archiviate nei suoi 8 GB di memoria.”

Il fatto che non si possa utilizzare l’iPhone come modem mi pare una ovvia conseguenza della scelta commerciale di venderlo solo assieme ad un contratto di telefonia di un determinato partner (O2 in GranBretagna, AT&T negli USA).
E qui ritrovo un ulteriore motivo per non acquistare un iPhone: supponiamo mi interessi il prodotto della Apple; ma perchè, per poterlo acquistare devo essere costretto a sottoscrivere un abbonamento con un gestore di telefonia scelto da Apple e che mi vincola per 18 (diciotto) mesi? Apple produce iPhone; perchè questa avidità di voler guadagnare anche sulla telefonia, che non è il suo campo?
Per restare nel campo automobilistico, è come se Fiat producesse delle automobili ma costringesse i suoi acquirenti ad alimentarle per un anno e mezzo con benzina Agip, a prescindere se questa sia la scelta più conveniente per l’utente e con buona pace della concorrenza! Bhe…ehm…si, in effetti, in questo caso forse l’esempio non è dei più azzeccati. Ma spero di aver reso l’idea ugualmente.
Son certo che un’imposizione del genere risulterebbe intollerabile ai più; ma siccome si parla di iPhone e di Apple, questo sembra normale! Non capisco.
Per quanto riguarda gli MMS, direi che la limitazione è abbastanza trascurabile (sempre incomprensibile); lo è un po’ meno quella relativa all’impossibilità di scegliere come suoneria uno dei file audio memorizzati.
Insomma, mi pare di aver individuato tre strati di problemi legati all’iPhone:
uno di carattere puramente hardware (occorre incrementare la capacità e le performance della batteria ed aumentare la risoluzione del display);
uno di carattere software, per fortuna, facilmente risolvibili con futuri upgrades;
uno di carattere legale, legato ai contratti di telefonia che si è obbligati a sottoscrivere.
Sotto questo aspetto è interessante il proseguio dell’articolo di Punto Informatico:

“Negli USA la questione dello sblocco è un problema di vincoli contrattuali associati all’acquisto stesso del telefono; in Europa (e ancor più in Italia, dopo il decreto Bersani) la situazione è più articolata. Ci sono state diverse cause in passato, vinte da entrambe le parti, e uno dei punti chiave della questione è quello relativo alla proprietà del telefono. Molte delle offerte proposte dagli operatori prevedono che il cellulare venga concesso in comodato d’uso all’utente, che ne acquista la proprietà solo al termine della scadenza dell’abbonamento, con tanto di clausole che prevedono il pagamento completo del telefono in caso di termine anticipato del contratto, ma consentendo in questo modo di recedere legalmente dal vincolo contrattuale: come si comporterà Apple in questa situazione?
Difficile dire oggi come verrà commercializzato iPhone in Italia, anche se alcune voci lo danno in distribuzione entro la fine dell’anno. Il gestore è una scelta quasi obbligata visto che è richiesta la copertura con rete EDGE, mentre non è ancora da escludere la possibilità (finora inedita) di utilizzo con carte prepagate. Quest’ultima circostanza renderebbe accessibile iPhone ad una clientela molto più vasta, soprattutto nel mercato italiano. Un contratto del genere però implicherebbe un utilizzo limitato del telefono: senza una tariffa flat per i dati, i costi per la connessione alla rete diventerebbero proibitivi per farne un utilizzo continuativo, e iPhone verrebbe utilizzato principalmente come un iPod che telefona. Si tratterebbe di una possibilità comunque gradita se fosse possibile scegliere tra tariffe con abbonamento flat e tariffe ricaricabili: sicuramente si accontenterebbe un maggior numero di clienti (cosa che al momento attuale non avviene né in USA né nei paesi europei dove iPhone è stato finora presentato).”

Quello evidenziato è l’unico passaggio su cui non sono d’accordo: nel caso iPhone, la prospettiva è ribaltata.
Si acquista un iPhone (acquisendone immediatamente la proprietà), ma si è costretti contemporaneamente ad accettare l’imposizione del gestore con cui utilizzarlo.

Ultima considerazione.
Sono rimasto colpito che Domenico Galimberti, autore dell’articolo su Punto Informatico, declassi l’iPhone a “un iPod con funzioni di telefonia” non considerandolo quel prodotto rivoluzionario ed unico che ci aveva sventolato sotto il naso, per mesi, la Apple.
Che si stia diradando il fumo che le martellanti campagne di marketing della Apple avevano buttato sugli occhi dell’utente e si stiano vedendo le cose con un po’ più di realismo?

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