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Opensource: filosofia utopistica? Parte I

 Scritto da alle 08:41 del 07/11/2007  Aggiungi commenti
Nov 072007
 
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Da parecchio tempo leggo e rifletto sull‘Opensource, cercando di trovare risposte alle domande che mi pongo sempre più frequentremente.
Ho già accennato ad alcuni problemi che ritengo di aver individuato nell’Opensource attuale, ma stavolta vorrei soffermarmi su un aspetto ben preciso: la filosofia alla base dell’opensource, la condivisione della conoscenza, può realmente avere successo e affermarsi come filosofia dominante? E se ciò avvenisse, la svolta sarebbe priva di controindicazioni e benefica per la ricerca e l’innovazione?

Per tentare una possibile risposta occorre un esercizio di immaginazione non indifferente.
Ci tento ma, mai come questa volta, risulterebbe preziosissimo il contributo di altri alla “visione” di una realtà che è solo ipotetica.

Questo è il primo di una serie di articoli con cui, passo passo, arrivo a delle conclusioni che mi piacerebbe confrontare con le vostre.

Il futuro della commercializzazione di software
Ipotizziamo che da domani tutto il software venga realizzato dalla comunità Opensource.
Una volta distribuita una copia del programma (gratuitamente o a pagamento non importa) chiunque avrebbe in mano tutti i sorgenti, con la libertà di studiare, copiare e modificare il programma originale e rivendere la copia modificata.
Stando così le cose, anche per i programmi che fossero ceduti a pagamento, il prezzo tenderebbe a rapidamente zero o comunque ad un valore molto molto basso.
Talmente basso che, la produzione di software per poi venderlo difficilemente sarebbe fonte di reddito per così tante persone come lo è ora.
Un programma opensource di successo, venduto a 1000, sarebbe infatti immediatamente rielaborato e migliorato da altri che, per battere la concorrenza dell’originale, potrebbero o venderlo ad un prezzo leggermente più basso, o dotarlo di funzini aggiuntive lasciando immuteto il prezzo ma costringendo, allora, chi commercializza l’originale ad abbassarne il prezzo.
Insomma il risultato finale credo sarebbe quello descritto: i programmi, anche i più complessi ed innovativi, costerebbero pochissimo, tendenzialmente zero.

Continua….

Technorati Tag: opensource , riflessioni

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