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Giu 152009
 
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Che culo! Beati noi!
Verrebbe da esclamare usando un francesismo.

Premesse:
1) Da parecchio uso Firefox come browser principale; è il mio preferito.
Nel mio PC li installo quasi tutti (eccetto Safari [solo in macchine virtuali usa e getta] e Chrome, a cui preferisco Iron) per motivi di studio.
Ma Firefox è l’unico a darmi tutto ciò che desidero.
E se la feature non è nativa di Firefox, sicuramente trovo un’estensione che fa al caso mio.
Internet Explorer 8 che con Windows 7 ha fatto passi da gigante soprattutto nelle prestazioni, non lo uso praticamente mai.

2) Trovavo sbagliato che il browser di Microsoft non potesse essere disinstallato all’occorrenza.
Pensavo che rendendolo finalmente disinstallabile, come richiesto a gran voce, si sarebbe risolto il problema. Ma a quanto pare secondo la Commissione UE non è sufficiente

Questa che ad alcuni sembra una decisione incomprensibile, dovrebbe portare dei benefici agli utenti.
Quali? Non ne vedo.
Mentre vedo chiaramente il disservizio ed il danno economico arrecato agli utenti.
Disservizio perchè dovranno pensarci loro a scaricare (e in che modo è tutto da vedere, dato che il sistema non ha un browser!) il loro browser preferito; danno economico perchè se a farlo sarà qualcun altro (l’OEM o il tecnico sotto casa), di sicuro non lavorerà gratis. Se anche chiedesse 1 solo Euro per installare il browser, sarebbe comunque 1 Euro in più speso dall’utente finale.

Inoltre, la decisione si basa sul fatto che l’utenza tutta è considerata come incapace di scegliere quali applicazioni utilizzare.
Evidentemente chi come me e come quel 42% che legge questo blog senza utilizzare Internet Explorer, per la commissione UE non esiste o non conta.
E che il 58% che lo fa utilizzando Internet Explorer non lo fa per scelta, ma solo per imposizione della Microsoft.

Mi viene un altra domanda.
Fornire in bundle il browser insieme al sistema operativo è di per se sbagliato?
O diventa sbagliato solo quando lo fa Microsoft con Windows?
Perchè altrimenti non si spiegherebbe come mai si tollerano praticamente tutti gli altri sistemi operativi che forniscono il loro browser (Safari, Firefox, Konqueror, Opera, etc.).

E se una funzione così centrale di un sistema attuale non è giusto fornirla insieme al sistema, perchè allora fermarsi al browser?
Perchè non pretendere la rimozione di Notepad, Wordpad, la calcolatrice, Media Player, il registratore di suoni, lo strumento di cattura dello schermo, l’utility di backup, l’utility anti-spyware, il firewall, l’utility per comprimere le cartelle, la funzione di crittografia dei files, Paint, l’utility di deframmentazione, e così via?

Infine, com’è presumibile che accada, il compito di fornire l’indispensabile browser ai propri clienti si sposta in capo al vendor di computer, che certamente farà trovare un browser preinstallato sui propri PC preconfigurati.
Quindi non si risolve nemmeno il problema di spostare questa facoltà di scelta lato utente.
Così andrà meglio? E perchè?
E se il vendor decidesse LUI di installare Internet Explorer 8 sui computer?
Quale sarebbe il “vantaggio” per l’utente finale che compenserebbe il presumibile aumento di costi per il servizio aggiuntivo?

L’unica soluzione sarebbe quella di imporre a Microsoft la realizzazione di una procedura che consentisse di scegliere il browser da installare al momento dell’installazione del sistema operativo o del suo primo avvio (facciamo finta, per ora, che non sia già necessario un browser installato per portare a termine l’operazione).
Da qui sorgerebbero montagne di problemi, tra cui.
Quali browser proporre?
Se falle di sicurezza di un browser proposto da Microsoft compromette il sistema, chi dovrà risponderne, agli occhi dell’utenza, su chi ricadrà la colpa?
Il danno di immagine ricadrà su chi è giusto che cada?

Non capisco.
Se c’è un settore in cui i fatti dimostrano che la preinstallazione o il monopolio non determina necessariamente l’insuccesso della concorrenza, è proprio quello dei software di navigazione.
Da anni si assiste ad una crescita delle quote di mercato di Firefox a danno soprattutto di Internet Explorer.
Cosa può significare questo?
Che forse gli utenti non sono quei caproni coi paraocchi che pensano in qualche stanza alla UE.
Che forse non c’è preinstallazione che regga di fronte ad una maggiore qualità.

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