Questo articolo è stato pubblicato 4 anni 2 mesi 5 giorni giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Di recente Apple ha rinnovato la linea degli iPod Shuffle, presentandone l’ultimo modello.
Sarà perchè siamo prossimi alla Pasqua, che di sorprese è foriera, ma tra le varie novità ce n’è una che, se confermata, sarebbe veramente inquietante.
Secondo quanto emerge dalla recensione fatta da iLounge, il nuovo iPod Shuffle non potrebbe essere utilizzato con altre cuffie se non quelle fornite da Apple o quelle di altri produttori (ancora inesistenti) che però dovrebbero includere un “chip di autenticazione Apple”.
Apple in sostanza ha incluso un chip DRM direttamente negli auricolari; senza questo tipo di auricolari, l’iPod Shuffle non sarebbe utilizzabile.
Che dire?
Non posso che sottoscrivere quanto affermato nell’articolo della recensione:
This is, in short, a nightmare scenario for long-time iPod fans: are we entering a world in which Apple controls and taxes literally every piece of the iPod purchase from headphones to chargers, jacking up their prices, forcing customers to re-purchase things they already own, while making only marginal improvements in their functionality? It’s a shame, and one that consumers should feel empowered to fight
Che tradotto, significa:
In sintesi, si tratta di uno scenario da incubo per gli iPod-fan di lunga data: stiamo dando inizio ad un mondo in cui Apple controlla e tassa letteralmente ogni parte dell’iPod, dalle cuffie ai caricabaterie, forzando i propri clienti a ricomprare, a caro prezzo, prodotti che già possiedono, con la scusa di migliorie funzionali marginali? E’ una vergogna che ogni consumatore dovrebbe imegnarsi a combattere.
Grazie allo zoccolo duro, mi pare si stia passando ogni limite del tollerabile.
Mi auguro che il popolo-dagli-occhi-foderati-di-prosciutto abbia stavolta un sano sussulto di vita cerebrale e seppellisca questa iniziativa di Apple sotto una montagna di proteste.
Non perchè il fatto, di per se’, sia gravissimo ma perchè se, nonostante questo scempio, un prodotto simile incontrasse il favore del mercato, temo si costituirebbe un precedente gravissimo, portando sia Apple che altri produttori sulla stessa strada.
E allora addio concorrenza, addio standard.
Lo scenario che si può immaginare se questo tipo di tendenza prendesse piede, è un mondo di consumatori divisi in “tribu’”, una contro l’altra schierate in base a fanatismi di varia natura, incapaci di ragionare lucidamente, prigionieri di questo o quel produttore, che nel frattempo gongola contando i soldi estorti con queste forzature ed alimentando sempre più la fidelizzazione forzata (=prigionerizzazione) dei propri clienti, resi ottusi dall’insano schierarsi pro o contro a prescindere da qualsiasi considerazione di buon senso, alimentato da abili campagne di marketing.
In attesa che qualche autorità garante-di-una-bella-fava si svegli dal letargo e sanzioni pesantemente questo tipo di iniziative.
P.S.
Un amico scrive “sarà anche una cosa “terribile” per la privacy… ma Genius funziona proprio bene!”, e a me si gela il sangue.
Non siamo di fronte a qualcuno ignaro di un determinato pericolo, ma di fronte ad una persona che è pronto a rinunciare a pezzi della propria privacy per una feature che, tra l’altro, gli sarebbe già dovuta in quanto l’ha già pagata in denaro, e che probabilmente può essere realizzata in altro modo, con un po’ più di sforzo.
Stiamo già pronti a rinunciare così facilmente a nostri diritti fondamentali, quelli che qualche iper-ottimista ha definito “inalienabili”?
C’è il rischio che con questi piccoli, impercettibili spostamenti progressivi, si stia andando verso una deriva da cui il ritorno sarà sempre più difficile.
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Io spero che con questo articolo ci sia gente, come dici tu, dallo “zoccolo duro” che ragioni e pensi a questa cosa. Non è la solita guerra tra fan apple contro il mondo intero per una scemata ma quì c’è di mezzo una cosa ben più seria. L’iPod è un ottimo lettore mp3 e su questo non si discute ma addirittura inserire un chip di autenticazione DRM sulle cuffie, beh signori miei quì si stà oltrepassando ogni cosa. E non sò fino a che punto convenga dire la solita frase: “Non ti piace? Non sei d’accordo su questo? Allora non comprarlo!”.
Facendo un pò ironia su questa cosa ma l’autenticazione come avverebbe? Verificando il cerume presente nelle orecchie che deve essere sempre costante altrimenti il lettore non si avvia oppure misurando la grandezza del timpano? :XD
P.s.: ma questo chip DRM non è lo stesso che molti avevano demonizzato sparando cazzate sul fatto che Windows Vista lo integrava e che non ti faceva sentire o vedere nulla e che quindi era il male assoluto da combattere con ogni mezzo possibile e immaginabile? Pensa se avesse fatto Microsoft una cosa del genere inserendo questo chip sullo Zune…..
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dice:
Dottor Jim ha scritto:
Se fosse solo Apple a limitarsi a fare queste cose, poco male.
Peggio per chi compra i suoi prodotti.
Il rischio vero è che Apple faccia da apripista….
Dottor Jim ha scritto:
Mah, suppongo che il sistema serva a verificare che un brano musicale sia comprato dove dice Apple, altrimenti non puoi sentirlo…
Quindi usando un paio di cuffie “normali” probabilmente non sentiresti nulla, oppure sentiresti dei rumori e non un brano musicale.
Dottor Jim ha scritto:
Già, il DRM è stato fonte di FUD proprio da parte di tanti Apple-fan.
Ironia della sorte, chi di DRM ferisce….
Un paio di considerazioni spicciole:
Questo nuovo iPod shuffle mi attira e mi respinge allo stesso tempo. Ho un iPod da 80Gb che uso quasi sempre in modalità shuffle e, quando non mi piace una canzone (che per inciso ho messo io dentro, quindi in realtà mi piace, ma magari non ho voglia di ascoltarla) mando avanti.
Ora vorrei un lettore mp3 minuscolo e leggero da portare in palestra per ascoltare musica sempre in modalità casuale e questo sarebbe perfetto!!
Dico sarebbe perché non sono disposto a comprarlo e a rinunciare ai già ottimi, per me, auricolari che ho. E non ho voglia di spendere altri 50-100 euro per nuovi auricolari in-ear con il “telecomandino” per questo shuffle.
Detto questo penso che mi prenderò un Creative Zen Stone Plus che costa pure meno. Non mi frega del display, che tanto non lo uso comunque, ma il punto sono proprio le cuffiette.
La seconda considerazione riguarda la privacy.
Enrico, non sono proprio sicuro di cosa intendi per “privacy” e non ho capito se ne sei preoccupato o meno. Dall’ultimo paragrafo del tuo post pare che tu sia un po’ in pensiero per il tuo amico che rinuncia a parte della sua privacy per la funzione Genius dell’iTunes…. ma…. detto da uno che ha un blog visibile su internet…. che avrà, credo, una carta di credito, un bancomat, un cellulare, una o più caselle di posta elettronica (qualcuno ha detto Google?) e chi più ne ha più ne metta, bhe, mi pare che preoccuparsi del Genius sia un po’ esagerato! :XD
Dottor Jim ha scritto:
Pare che serva per far funzionare l’iPod con cuffie “conformi all’originale” o, per meglio dire, certificate da Apple per funzionare con l’iPod shuffle. Non per verificare l’originalità dei brani musicali.
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dice:
Filippo ha scritto:
Dici?
A me non piace che ci sia un software che spia i miei gusti.
Sul blog decido io cosa scrivere, cosa condividere, non c’è nessuno che “fruga” all’interno del mio PC alla ricerca di notizie utili “per fornirmi un servizio migliore”.
Account di posta Google ne ho più d’uno, appositamente più d’uno. Nessuno dei quali però sono (ne’ diverranno mai) account di posta principali.
Li uso per raccattare tutta la mondezza del web. Li uso per registrarmi ai servizi più disparati.
Perchè sono conscio del fatto che Google può ficcarci il naso come e quando vuole per gli scopi che preferisce.
Per gli stessi motivi nessun servizio, software Google è in esecuzione sul mio PC.
Per le ricerche che hanno come oggetto gusti personali, non uso nemmeno Google come motore di ricerca, ma Scroogle.
Sono paranoico?
Forse.
Ma con questi continui slittamenti, rilassamenti, dove si può arrivare?
Sono sempre più convinto che il problema “privacy” sia piuttosto sopravvalutato. Insomma, finché un sito che vende musica riesce a capire (o carpire) i miei gusti musicali in un modo o nell’altro non mi cambia molto. E’ di importanza vitale? Ne rimette il mio portafogli?
Quello che voglio dire è che c’è preoccupazione attorno ad un programma che cerca la musica che hai nel PC per capire i tuoi gusti, ma ci si è dimenticati di tutto il resto.
Ad esempio: hai una tesserina di raccolta punti? Mediaworld, Agip, Coop o altro supermercato, qualsiasi catena, etc? Ti “spiano”. Controllano cosa compri e quali sono i tuoi gusti.
Compri online? Hai un account su Amazon, Ebay, Pixmania, qualche altro sito di commercio elettronico? Ti “spiano” pure lì. Certo, non vengono a frugare il tuo PC, ma il principio è lo stesso. Cercano di carpire i tuoi gusti senza dirtelo.
Non ho un account Gmail perché, oltre a non servirmi, non mi piaceva che Google potesse leggere la mia posta… ma ogni tanto penso che finché non arrivano al mio numero di carta di credito (che ho solo nel portafoglio e i cui movimenti sono comunque analizzati e sfruttatti per scopi indefiniti) e alle 4-5 password importanti, che tengo in un file criptato, sono a posto. La mia mail la può leggere anche la CIA e il mio computer è un libro aperto per tutti.
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dice:
Filippo ha scritto:
Tu sei sicuro che si limiti e si limiterà solo a quelli?
Perchè la feature non la posso disabilitare o abilitare a seconda che ne voglia usufruire o meno?
Filippo ha scritto:
E chi lo sa! E’ proprio questo il problema.
Di certo viene esposto a maggiori rischi di prima.
poi fosse solo questione di portafoglio…
Filippo ha scritto:
No. Mai avute.
So di certi software di intelligenza artificiale sguinzagliati su una sequenza di scontrini della spesa di uno stesso acquirente in grado di arrivare a dedurre correlazioni ed informazioni da rimanere sbalorditi.
Filippo ha scritto:
Su questo non saremo mia d’accordo: un conto è che sia io, coscientemente, a fornire le informazioni che mi vengono richieste (possono essere anche false
) ed un altro è consentire ad un software di accedere al mio computer/device per cossentirgli, dice lui, di vedere che musica ascolto.
Solo quella? E chi lo sa!
Se poi devo fidarmi di Apple per questioni di sicurezza, beh, allora stiamo proprio freschi!
Inoltre mi pare che ti sfugga che il pericolo non è tanto il fornire questo o quel dato, ma il metterli in relazione tra loro.
Se il rischio fosse legato all’esistenza di dati personali, l’anagrafe non dovrebbe esistere.
Infine sono proprio questi quegli slittamenti di cui parlo (“controlla solo il tipo di musica che ascolti, che male c’è?”), insignificanti se guardati singolarmente ma che, messi in sequenza, tracciano un disegno ben preciso e che, di slittamento in slitamento, portano a risultati che mai e poi mai saremmo stati disposti ad accettare se fossero stati chiari fin dall’inizio.
In questo modo si son realizzate cose terribili, di un’enormità inaudita.
Questo progressivo stiracchiamento dei limiti, questo rilassamento progressivo dei vincoli tanto-cosa-vuoi-che-faccia, lo vedo purtroppo anche nella vita comune, nella politica, a vantaggio di pochi.
Ma il Creative Zen Stone Plus, si collega ad iTunes? Come faccio a metterci le canzoni?
Questo blog è anti Apple (perché non lo scrivi nel disclaimer?) e mi sa tanto che sia frequentato da personaggi ai quali rode tanto il fegato.
Il misterioso ed arcano sistema prevede una banalissima connessione usb che aprirà una banalissima finestra su *qualunque* sistema operativo capace di supportare uno storage su usb, quindi non solo sui *due* decisi da apple o un qualunque altro produttore troppo preoccupato per la salute dei suoi polli da batteria.
Scegli la pillola rossa ha scritto:
Dicevi, Enrico, dello zoccolo duro? Questa è gente che lo prende in quel posto e va pure in giro a vantarsene
Twitter: FOLBlog
dice:
Scegli la pillola rossa ha scritto:
Anti Apple perchè?
Perchè non mi genufletto di fronte a cotanta azienda approvando ogni cosa che fa?
Qui non è questione di essere anti o pro, quanto di ragionare se, comportamenti come quello illustrato nell’articolo, siano auspicabili per noi consumatori, chiunque li adotti.
Se a fare certe cose fosse solo Apple, pazienza,
peggio perbeati coloro che acquistano i suoi prodotti.Ma purtroppo mi pare che gli altri produttori, visto che Apple “la fa franca”, avrebbero la tentazione di fare altrettanto.
Ma sono anti Apple perciò non darmi retta.
Devo trascinare i file verso l’unità di rete? Come si “carica una cariola di mattoni”? Ma con iTunes funziona?
Io sono felicemente abbinato al mio iPod Nano con cui ascolto la mia musica comprata da iTunes senza drm e faccio i miei allenamenti di Running con Nike+.
In barba alla privacy carico su internet anche i kilometri percorsi ed in quanto tempo.
Ho scoperto che si vive meglio facendosi meno menate possibili!
Ma non vi accorgete che siete voi quelli che si danno tanto da fare a criticare Apple? Secondo me quelli che la prendono in quel posto sono altri! Eh eh eh
Come detto da Overture il Creative dovrebbe essere riconosciuto come USB mass storage, quindi con un copia e incolla si risolve il problema. L’unico inconveniente è che non legge i file convertiti in “Apple lossless” e sicuramente ho qualche CD importato in quella maniera.
Certo, “‘l’uomo che non deve chiedere mai” è quello che copia-e-incolla. Non si abbassa a sincronizzare il proprio lettore mp3. E’ quello che aborrisce iTunes che con due click sincronizza come preferisci tutto il mondo con il tuo iPod. Io preferirei poter usare iTunes, ma a mali estremi mi accontento del banale, vecchio, rodato e idiot-proof copia-e-incolla.
Comunque ieri stavo per cliccare sul tasto acquista dal sito Creative, ma non l’ho ancora fatto perché sia sul sito Italiano che su quello Svizzero è possibile prenderlo solo nero… ma come… ne hanno fatti di mille colori e lo vendono solo in nero? Andrò a vedere in negozio.
Enrico ha scritto:
Bhe, se devo essere proprio sincero mi fido di Apple come di Microsoft e di Google. Non vedo trame da spionaggio, 007, furto di dati, etc. Credo fermamente che anche se frugano lo facciano limitatamente alle leggi che gli permettono di farlo… e sono aziende con sede in USA, ricordiamocelo. Dubito proprio che il governo gli lasci il permesso di frugare più di quello che fruga lui….
Inoltre se in questo frugare sgarrano anche solo una volta quelle aziende vanno a finire male proprio per le leggi e i controlli a cui sono sottoposte.
Inoltre ci sono malware, virus, trojan, e chi più ne ha più ne metta che pensano a frugare per carpirti il mondo, se non ci fidiamo più nemmeno delle aziende “buone” cadiamo in paranoia. E personalmente preferisco farmi guardare gli mp3 o qualche altra cosa vivendo tranquillo piuttosto che dovermi guardare le spalle sospettando della mia ombra… poi magari mi sbaglio.
Dunque il problema non sta nell’iPod, non volete usare iTunes? Essendo l’unico metodo per caricare musica sugli iPod… ciccia! Sbaglio?
Altra domanda, se le canzoni, ultimamente, sono senza drm, cosa ce lo metterebbero a fare un chip drm nella cuffia? Non è che è semplicemente una cuffia con i comandi? Sony già 15 anni fa faceva cuffie con comandi proprietarie.
Io la vedo una cuffia con comandi, logico che ci metto solo la cuffia che mi danno loro oppure prendo un adattatore (quando e se uscirà). Altrimenti cìè sempre lo Zune da prendere.
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dice:
Filippo ha scritto:
Prova con questo.
Non hai capito che Shance sa benissimo come funzionano le cose ma sta solo facendo mun po’ di provocazione?
Bentornato Shance.
Per
Filippo che ha scritto:
e Shance che ha scritto:
Mai sentito parlare di Winamp?
Ciao Enrico, grazie
,
no no, niente Winamp, io rimango fedele ad Apple!
E’ in corso una gara tra uomini e donne, figo no? http://nikeplus.nike.com/nikeplus/?locale=it_it
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dice:
Filippo ha scritto:
Su questo siamo d’accordo.
Il problema è che le aziende, per essere giudicate “buone”, dovrebbero essere trasparenti.
E’ trasparente il comportamento di chi fornisce una feature (discutibile, ammetterai) senza dare la possibilità di disabilitarla, senza fornire dettagli tecnici su come lavora, su quali dati effettivamente va a controllare?
Ma ti immagini se tutti facessero come Apple che impone l’utilizzo di una feature anche a chi non la vuole usare?
E non una feature qualsiasi…
Comunque, alla fine, non ho capito se il poter scegliere quali cuffie usare ti rende più infelice.
Pensa a chi ha investito qualche decina di euro (anche più di un centinaio) per un bel paio di cuffie di qualità (magari Sennheiser o altra marca rinomata) e che non può utilizzarle con l’iPod Shuffle perchè non sono approvate by Apple!
Inoltre tutta la faccenda non ha niente a che vedere ne’ con la qualità del prodotto ne’ con la soddisfazione dell’utente, ma è solo un modo per consentire ad Apple, per l’ennesima volta, di parassitare il business altrui.
Non riuscendo a fare prodotti decenti, decide di guadagnare sul lavoro degli altri.
Siete contenti che la scelta fatta da alcuni utenti più esigenti, invece di spingere Apple a realizzare cuffie migliori di quelle scadentissime fornite con gli iPod, abbia generato questo tipo di risposta?
“Ah, non compri le mie scadenti cuffie? Allora o usi le mie o, se compri quelle altre, ti costeranno di più perchè ci devo guadagnare anche io”.
Che dire? Beati voi utenti Apple….
Se il mercato diventa una cosa simile, beh, mi dispiace, ma fermate tutto che voglio scendere
Twitter: FOLBlog
dice:
Shance ha scritto:
Ecco, hai utilizzato il termine giusto.
Ma fedele nel senso di “bau bau” oppure nel senso di “Ti prego mio signore (riferito a Steve)…”?
Guarda che mi pare di aver visto ora iRosary, oltre ad altre preghiere (che Jobs ha già definito oramai obsolete), include anche slogan pubblicitari del marketing Apple, da recitare in adorazione di fronte ad un qualsiasi prodotto Apple.
Enrico ha scritto:
Scusa Enrico, ad onor del vero Genius NON è una feature imposta.
Si può disabilitare quando si vuole e anzi non è proprio attivata quando installi iTunes.
Va abilitata esplicitamente con almeno un paio di passaggi di accettazione nei quali viene descritto come funziona il servizio e quali siano i termini di riservatezza delle informazioni scambiate.
Poi è ovvio che o ci si fida o non ci si fida.
Ma questo, come già espresso da Filippo che quoto quasi totalmente, vale per qualsiasi altra feature-software-sistema-azienda della nostra “Era Digitale”.
Twitter: FOLBlog
dice:
@ (un altro) Daniele:
Hai fatto bene a precisare perchè mi rendo conto di non essere stato affatto chiaro, dando troppe cose per scontate..
Non mi riferivo a Genius, ma in generale al fatto che non posso fidarmi di Apple perchè impone l’utilizzo di features che invece potrei aver voglia di disabilitare (esempio il controllo delle applicazioni installate su iPod Touch e iPhone).
Sul fidarsi o non fidarsi di tutte le aziende, ovviamente sono d’accordo con entrambi; se non ho replicato a Filippo è perchè non avevo nulla da aggiungere.
Ma solo Apple fa cose che invece ritengo inacettabili.
Poi il giorno che scoprirò che qualche altro produttore farà cose simili, sarò indignato allo stesso modo e cercherò, allo stesso modo, di sottrarmi.
Non come certi figuri che si indignano a seconda di chi sia l’autore della malefatta.
Shance ha scritto:
Ma infatti il chip non è per i DRM. Appurato e assodato. Anche io vedo solo una cuffia proprietaria, niente di più, niente di meno.
Sembra probabile che Apple venderà il chip ai produttori di cuffie per $1 o meno (come ho letto in altri siti, non mi sono inventato la cifra) in modo che i produttori possano avvalersi del marchio “Made for iPod”. Ottima strategia nemmeno molto penalizzante per l’utente perché se è vero che Apple è “ladra” (e lo è) e fa pagare 79euro un paio di “in-ear” con telecomandino, il produttore alternativo le farà pagare la stessa cifra se non meno (a parità di qualità si intende). Quindi non dite che ci rimette l’utente finale che non è vero.
Il motivo per cui non prenderò lo shuffle è che ho già un paio di buone cuffie in-ear della Sony, ma senza telecomando. E non voglio spendere altri soldi per l’ennesimo paio con il telecomando… la fregatura è tutta lì, altro che chip o DRM.
Enrico ha scritto:
Si, ma non lo posso mica installare sul Mac… e non mi pare proprio il caso virtualizzare o installare Windows sul Mac per avere Winamp per poter sincronizzare il lettore mp3 da 40 euro.
Enrico ha scritto:
Come ho risposto sopra a Shance, io ho speso circa $60 per un paio di cuffie decenti in-ear. Ma il mio problema non è il chip o meno… è che non hanno il telecomando!
E ribadisco, che uno che spende 50, 60 o 100 PER UN PAIO DI CUFFIE, può spendere anche 52, 62 o 102 per averle certificate Apple con il chippettino dentro…
Visto il costo irrisorio del chip (pare $1 o meno compreso di royalties più $1 di implementazione ad essere generosi) se i produttori rincarano il prezzo di più di 2 euro sono ladri loro, non Apple. E lo faranno… il prezzo probabilmente aumenterà almeno del 10%.
Certo che non puoi scaricare la colpa su Apple però. O forse si può, ma tanto per scherzare.
@ Enrico:
Enrico ha scritto:
Non sono paladino di Apple, ma certe volte mi pare che ci si dimentichi di tante cose. Hai presente l’hard disk per XBOX che Microsoft vende a 70-80 euro? 60Gb di hard disk???? Solo perché è contenuto in una cartuccetta con un attacco proprietario? Contenti gli utenti di XBOX…
E’ il mercato. Punto. Si chiama consumismo e capitalismo, esiste da tanto e sarà sempre così. Come ho scritto a “Il nonno” una volta, perché la Fiat non mi lascia montare tutti i cerchioni che voglio sulla Grande Punto modello base?? Perché per le ruote maggiorate DEVO COMPRARE il modello di punta??
Tutto il mondo gira intorno ai soldi, ma quando ci gira Apple pare che sia il demonio ad istigarla…
Scusate il tono del messaggio precedente, ma mi avevano appena fatto “alterare” qui al lavoro…
Io ho preso un paio di cuffie Sony in-ear, ma non è stato un acquisto soddisfacente. Il cavo è troppo lungo oppure troppo corto, batte sul petto e fa rumore. Inoltre il cavo si attacca all’auricolare sinistra e poi a quella destra aumentando il peso solo su un orecchio. Dopo 5 minuti di corsa devi passare il resto del tempo a sistemarti le auricolari… tornato alle buone in-ear Apple.
@ Enrico:
Grande Steve, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Siate-curiosi-siate-folli/1463668
Twitter: FOLBlog
dice:
Filippo ha scritto:
Ah no?
E chi sarebbe il responsabile della vicenda?
Il paragone con Fiat non regge. Se la Fiat avesse il 70% del mercato mondiale dell’auto, se imponesse l’acquisto di propri pneumatici o di quelli Fiat-approved, e se montandoci su altri pneumatici l’auto fosse inutilizzabile, allora le due cose si potrebbero paragonare.
un iPod Shuffle non serve a nulla senza cuffie e non puoi comrare nessnu tipo di cuffie diverse da quelle che decide Apple.
Il chip costa 1 $? Può costare anche 1 centesimo di dollaro che non cambia una virgola del tenore della vicenda: non è tollerabile che chi ti vende un prodotto abbia il controllo ne’ su come tu lo utilizzi, ne’ sul tipo di accessori con cui lo utilizzi.
Ti rendi conto che oggi è per la cuffie, domani per il supporto a molla con cui puoi attaccarlo alla giacca, dopodomani è per la custodia, poi di slittamento in slittamento non sembrerà nemmeno più strano quando Apple pretenderà 1$ per utilizzare una certa giacca piuttosto che un’altra e così via.
Ripeto il fatto non è grave se lo osservi singolarmente, ma è grave il rischio potenziale che porta con se.
E, ripeto, chiunque lo faccia. Microsoft con Xbox compresa. Chiedimi se ho una Xbox….
Quante pippe mentali
(senza offesa)
Come se fosse una novità. Come ha detto giustamente qualcuno Sony lo fa da decenni. Eccheppale, basta d’ora in poi etichetterò questo blog come anti-Apple a prescindere..
Twitter: FOLBlog
dice:
Shance ha scritto:
Fino ad ora l’hai potuto fare.
Fra un po’ anche le tue belle vecchie care in-ear Apple dovrai trovare un altro posto dove infilarle
@ Enrico FOLBlog:
Appurato che il chip misterioso non e’ relativo ad un fantomatico DRM sulle canzoni ma al controllo del lettore, che ne diresti di aggiornare l’articolo?
@ Shance, Filippo:
I problemi del nuovo Shuffle non sono questo inesistente nuovo DRM o l’impossibilita’ di copiare gli mp3 col copia/incolla: non mi piace essere vincolati ad un solo player per operare col lettore, ma posso anche tollerarlo. I veri difetti sono altri:
- facilita’ d’uso: dove e’ finita l’intuitivita’ dei comandi che dovrebbe contraddistinguere gli iPod dal resto dei lettori? Con lo Shuffle di 3a generazione bisogna imparare il codice morse [1]: l’esatto contrario del “funziona fuori dalla scatola”. Non critico solo io la scelta infelice, ma anche AppleDifferent [2];
- cuffie: se voglio cambiare volume o canzone, devo per forza usare gli auricolari in dotazione, qualsiasi sia la loro qualita’ sonora e la loro comodita’ nell’indossarli, perche’ non solo l’adattatore per cuffie o auricolari convenzionali non e’ incluso nella scatola, ma deve ancora essere commercializzato [3]. E se li rompo?
- iTunes: non dubito che sia il miglior lettore multimediale per OSX, ma e’ l’esatto contrario sotto Windows: non parlo dell’interfaccia stile OSX o della gestione delle playlist, ma dell’installare software non richiesto (Bonjour per dirne uno: e’ l’implementazione Apple di ZeroConfig, gia’ presente in Windows XP e Vista come UPnP Simple Service Discovery Protocol) e dell’instabilita’ dei driver (ci vuole tanto a rilasciare un driver in user space che si interfacci con l’User-Mode driver Framework [4]? Lo fa Creative, lo fa Sony …). Per chi non usa Windows o OSX, poi, le cose non sono messe meglio: non esistono versioni di iTunes per piattaorfme diverse da OSX o Windows e, tralasciando iTunes per Windows eseguito tramite Wine o CrossOver, gli altri software non sono ancora compatibili. E, con la chiusura di IpodHash [5], non sono sicuro se lo saranno in futuro.
Edward
[1] http://support.apple.com/kb/HT3458
[2] http://www.appledifferent.com/2009/03/12/apple-ergonomics/
[3] http://www.ilounge.com/index.php/reviews/entry/apple-ipod-shuffle-third-generation/P6
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/User-Mode_Driver_Framework
[5] http://bluwiki.com/go/Ipodhash
Twitter: FOLBlog
dice:
Edward ha scritto:
Provvedo.
Twitter: FOLBlog
dice:
@ EnricoC.:
Mancavi solo tu.
Cominciavo a preoccuparmi…
Shance ha scritto:
Infatti… Trascinare una cartella richiede un tempo ed uno sforzo sinaptico vicino allo zero. Visto che ti piace tanto iCiula prova a cancellare qualche file dal player sul pc poi mi dici che fine fa la copia su iCoso. Dopo ne puoi fare di kilometri per andare a beccare Giobbe ed infilargli il suo giocattolo dove non batte il sole.
Infatti… c’era da temere che ti fosse scoppiato l’ipod in tasca o avesse preso fuoco la gf del portatile bruciandoti le mani
Edward ha scritto:
Concordo. Però io prenderei lo shuffle solo ed esclusivamente per usarlo in modalità shuffle che è quella che uso sempre anche con l’iPod da 80Gb che ho. Mi bastano solo “play”, “stop” e “traccia seguente” (e il volume ovviamente).
La prima cosa che ho visto come migliorabile dello shuffle è che invece di passare alla traccia successiva con due click e alla precedente con tre click del pulsante centrale avrebbero potuto semplificare con “pulsante centrale e +” per traccia successiva “pulsante centrale e -” per traccia precedente (+ e – sono i tasti volume). Con una sola pressione con due dita sarebbe più semplice anche da ricordare.
Questo è il motivo per cui non prenderò lo shuffle. Perché non posso usare gli auricolari che ho già.
Per quanto riguarda iTunes, di solito o piace o non piace. Mi dispiace che non ci sia per Linux, ma mi pare che sia un “due pesi due misure” questo continuo riferirsi alla mancanza di Linux.
Quando una applicazione MS manca per Linux si dice “ma sono quattro gatti”, quando una applicazione Apple manca per Linux “è una gravissima mancanza”. Chi “odia” l’iPod dice che è obbligatorio usare iTunes e che fa schifo che non si possa usare il copia-e-incolla.
Quando si fa presente che perfino il mio orologio al giorno d’oggi si sincronizza senza bisogno di copia-e-incolla allora si dice che “ma certo! infatti io uso Winamp, WMP, XYZ, ZYX che sincronizzano con il mio Nokia/mp3 player o altro”.
Sono un utente, al momento, Apple, che non difende Apple, ma che è profondamente contrario alle critiche “così per sentito dire”.
P.S.: Che schifo il Macbook Air! Troppo fino! Costa troppo! Non lo compra nessuno! Non ha il masterizzatore…
BAM!!!! Dell presenta Adamo! Il notebook più fino del Macbook Air, da 2000$ senza lettore CD.
E poi mi dite che non si critica tanto per sport…
Edward, per sbaglio ti ho risposto qui
@ Filippo:
Ma infatti… che schifo l’adamo…
L’air non mi piaceva, l’adamo mi ha incuriosito. L’ho visto e gli ho dato il prezzo…
Filippo ha scritto:
Con lo Shuffle 1a generazione alternavo modalita’ shuffle e playlist tematiche a seconda dello stato d’animo: c’era l’interruttore sul retro e l’unica differenza rispetto ad altri player era ricordarsi a memoria il contenuto dele playlist (mancanza dello schermo). Col nuovo Shuffle farlo e’ piu’ complicato; inoltre anche tu lamenti l’eccessiva complessita’ dei comandi.
La pensiamo allo stesso modo.
Filippo: le critiche sono mie e personali, non attacco per partito preso. Io raramente parlo di Apple proprio perche’ ho solo un suo prodotto (uno Shuffle di prima generazione ricevuto in prestito, che ho poi “decapitato” per errore e rimborsato al proprietario: lo conservo ancora per futura memoria) e non perdono a Microsoft un sacco di cose.
Parlo tranquillamente di iTunes perche’ lo uso per accedere alle lezioni delle universita’ americane, erogate principalmente tramite iTunes U: esistono programmi di gran lunga peggiori di iTunes (Sony SonicStage: crashava se caricavo piu’ di 30 canzoni alla volta. Per fortuna i nuovi Walkman non lo usano piu’.) ed il player di casa Apple e’ migliorato rispetto alle vecchie versioni (la 4.x era tremenda), ma alcune cos eancora non vanno:
- installa ancora troppe cose superflue: Bonjour, Aggiornamenti automatici nonostante li abbia esplicitamente disattivati durante l’installazione (allora a che serve la checkbox nell’installer?), Gear ASPI (ho gia’ il driver ASPI di Adaptec, e’ proprio necessario installarne un’altro?), servizi doppione (AppleMobileDeviceService e iPodService: quale serve per collegare solo un iPod?). Nel dettaglio l’installer pesa 70 MB e contiene anche MobileMe, che non e’ installato.
- privacy: si collega all’iTunes Store al primo avvio senza essere autorizzato. Un prompt di conferma e’ chiedere troppo, immagino
Non mi riferisco solo Linux, ma a os alternativi in generale: posso capire la mancanza di supporto ufficiale per le nicchie di mercato poco o per nulla redditizie (i famosi quattro gatti), chiedo solo le specifiche tecniche affinche’ possa provvedere io all’interoperabilita’. Impedire il reverse engineering del database delle canzoni degli iPod per violazione del copyright e’ una mossa pretestuosa, senza basi legali (copyright sul database delle canzoni, non cracking dell’algoritmo del FairPlay): a che scopo farla?
Dell Adamo: lo ritengo un esercizio di stile come il MacBook Air e non sono interessato ad acquistarlo. Mi interessa decisamente di piu’ un tablet di dimensioni compatte (10-12″) e con digitalizzatore attivo da usare come blocco per appunti: rimanendo in casa Dell, un Latitude XT che si ispira ai Thinkpad nel deisgn ed ha prezzo piu’ abbordabile ma ancora alto (1200+ euro).
Io le infilo sempre nello stesso punto, ho l’iPod Nano.
Domani è un’altro giorno.
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dice:
Edward ha scritto:
Una roba tipo l’Asus EeePC T101H è troppo poco performante per quel che devi farci?
Enrico ha scritto:
Credo che l’Atom sia sufficiente per potenza, il problema e’ un altro: il tipo di digitalizzatore usato sul T101H va bene per un touchscreen letterale, da usare con le dita, ma e’ poco preciso per il riconoscimento della scrittura [1].
Errata corrige: il prezzo di listino del Latitude XT e’ 1250 + iva per il modello base. HP produceva una famiglia di tablet piu’ economica (da circa 1000 euro), la tx2500, ma e’ uscita di produzione a novembre ed il successore tx2 1000 costa 1200 euro salvo promozioni [2].
Edward
[1] http://tabletpcitalico.blogspot.com/2009/01/asus-svela-i-sui-eee-tablet-pc-ecco-dal.html
[2] http://h10010.www1.hp.com/wwpc/it/it/ho/WF05a/321957-321957-3835812-3835813-3835813-3837256.html
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dice:
Edward ha scritto:
Ed il Dell invece? Ha un suo sistema di riconoscimento proprietario?
E poi sai cosa mi sembra strano? Che il riconoscimento della scrittura “valga” così tanto…anzi che questa eventuale differenza di performances (ma questi sistemi non migliorano con l’uso?) “valga” così tanti soldi…
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dice:
@ Edward:
Volevo chiederti un parere sui commenti del blog.
Avrai notato che è possibile inserire un commento in modo che compaia indentato subito sotto al messaggio a cui stai replicando.
All’inizio mi sembrava un metodo per facilitare l’individuazione di threads delle discussioni.
Ora invece mi rendo conto che la cosa complica non poco l’individuazione della cronologia dei commenti e delle risposte.
Effettivamente è un casino. Deve rimanere uno solo tra Rispondi e Replica.
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dice:
0verture ha scritto:
Ecco fatto.
Enrico ha scritto:
Enrico ha scritto:
sì molto meglio ora. In effetti teoricamente sembrava una buona cosa, ma sui thread con molti commenti, senza poi la possibilità di collassare la gerarchia dei messaggi, è (era) una cosa terribile.
Enrico ha scritto:
In generale la differenza è tra touch screen e il cosidetto digitizer. il primo è sensibile al tocco delle dita, il secondo no ma ha una penna che funziona più o meno come le tavolette grafiche. Non è tanto un problema di riconoscimento della scrittura (che si può teoricamente fare in entrambi i casi a partire dallo scarabocchio tracciato) ma di precisione nello spostamento del puntatore (quindi ad esempio per disegnare o prendere appunti meglio il digitizer, il touch screen ha ovviamente una risoluzione inadeguata).
Te lo dico per esperienza perchè ho utilizzato entrambe le tecnologie.
Certo che il nuovo spot dell’aifon è veramente uno spettacolo
Prima la vendono che è tanto facile da usare
“così scarichi”
“così hai il programma PROPRIO SUL TUO TELEFONINO!” (miiiinkia MIRACOLO ! Stupore !!! Grande Innovazione Eppol: ha inventato l’installazione dei programmi !!! Nessun altro produttore di cellulari ci ha mai pensato prima di loro…)
per poi chiudere lo spreco di pellicola con una simpatica scritta di “scene e parti omesse”.
Cribbio, se poi l’utente si spaventa perchè deve scorrere 3 schermate invece di 2 o se si sofferma troppo sul notare il pulsante “acquista” (con tutti i soliti pensieri che potrebbero seguire tipo “troverò i programmi altrove aggratisse ? no ? miii buuuuu”) poi non ci casca più…
Enrico ha scritto:
Ringrazio Daniele per aver spiegato la differenza sostanziale: la precisione.
Nei sistemi piu’ diffusi, il resistivo ed il capacitivo, il touch screen riconosce il contatto di un oggetto dalla variazione locale di resistenza o capacita’ di una membrana disposta sullo schermo: lo schermo e’ diviso in una tabella e l’area del contatto e’ individuata tramite variazioni su una riga e su una colonna. Esistono alternative ottiche (fascio di infrarossi sulla superficie dello schermo), sonore (ultrasuoni) e a contatto (membrana sensibile alla pressione) ma sono meno diffuse o adatte a schermi di grande dimensione (es pannelli informativi, comandi per macchine industriali, ec.). Sono tutte in grado di riconoscere un dito od un oggetto di grosse dimensioni, ma non una punta fine e quindi sono inadatte alla scrittura.
Il touchpad dei portatili opera con un principio simile: il dito assorbe la carica nei sistemi capacitivi o interferisce con quelli conduttivi.
Il digitizer, invece, opera o per induzione (es. tavolette Wacom con digitalizzatore passivo: la penna riceve il segnale trasmesso dalla tavoletta e lo ritrasmette indietro) o per trasmissione (la penna alimentata a batterie trasmette il segnale e la tavoletta lo riceve: il digitalizzatore si dice attivo): in passato vi sono stati tentativi di localizzazione della penna tramite triangolazione dei suoni o della posizione, ma sono stati abbandonati per la complessita’. Il digitalizzatore riconosce con precisione la punta dello stilo anche quando e’ leggermente sollevato dalla tavola (il touch screen invece richiede il contatto) ed e’ usato al posto del mouse nel disegno artistico e, in passato, anche tecnico (meta’ anni ’80 con i primi Autocad): purtroppo la maggior parte delle tavolette e’ di piccole dimensioni (formato A6 o A5) e questo le rende adatte per registrare una firma ma scomode per prendere appunti.
Il digitalizzatore DuoSense [1] montato sul XT e sugli HP tx2x00 e tx2 e’ prodotto dalla N-Trig ed e’ la novita’ del momento: e’ in grado di funzionare sia come digitalizzatore tradizionale sia come touch screen. Non ho ancora potuto provarlo di persona, ma i commenti sul blog di TabletPC Italico sono molto favorevoli e sono curioso.
In primo luogo i tablet sono ancora un prodotto di nicchia e, dopo la comparsa dell’iPhone e del touchpad multitouch sui MacBook, l’interesse dei grossi OEM e’ verso il multitouch, per il quale basta un piu’ economico sistema capacitivo. Prima o poi si accorgeranno che il multitouch serve a poco se non si rivedono le linee guida per la progettazione delle GUI e delle applicazioni, ma per ora affascina.
Poi sul prezzo influisce molto la dotazione: oltre al digitalizzatore, i tablet di fascia alta (es Lenovo x60t e x200t) ed alcuni di media montano uno schermo di tipo AFFS [2] prodotto dalla coreana BOE-Hydis che aumenta l’angolo di visione rispetto ai TN (soprattutto quello verticale) mantenendo un consumo simile (importante in un portatile). In questo modo e’ possibile ruotare lo schermo ed usarlo come un notes senza le aberrazioni cromatiche.
Il terzo aspetto e’ il software: il riconoscimento della scrittura e’ una realta’ presente da 20 anni (dal GridPAD del 1989 [3] a Windows for Pen Computing del 1993 e al sistema Grafitti dei Palm) ma risvegliatasi solo con alcuni prototipi (il Thinkpad Transnote [4]) e diventata piu’ comune da 5 anni a questa parte con XP Tablet PC edition e Vista/Seven Home Premium. E’ ancora vista come una novita’.
Edward
[1] http://www.n-trig.com/Content.aspx?Page=DualModeTechnology
[2] http://www.hydis.com/eng/04_rnd/rnd_05.asp
[3] http://www.digibarn.com/collections/systems/gridpad/index.html
[4] http://www.pencomputing.com/frames/ibm_transnote.html
Enrico ha scritto:
In effetti l’ho usato all’inizio e poi evitato perche’ creava confusione: per essere utile manca un riferimento generale, una vista ad albero dei vari messaggi e dei rapporti fra loro. Se non riesci ad implementarla, allora la vista sequenziale e’ meglio.
Edward
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dice:
@ Edward:
@ Daniele:
Grazie ad entrambi per le utilissime spiegazioni.
Non si finisce mai di imparare.
Per fortuna…
Edward ha scritto:
L’ho visto in azione ieri in facoltà: usarci onenote sopra era una gioia ! Appunti a go go ! Precisione notevolissima (scrittura di formule matematiche con svariati livelli di pedici), nessun ritardo nella scrittura e risoluzione veramente notevole.
Molto meglio così i commenti. Ottimo. Solo una cosa, le scritte vanno sotto le immagini dei Gravatar. E’ perchè stò usando IE8 oppure è così per tutti?
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dice:
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dice:
Shance ha scritto:
Sembra vadano spttp perchè non c’è distanza tra gravatar e testo, ma sotto il gravatar non c’è testo, va a capo prima