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iPad ed usabilità

 Scritto da alle 06:27 del 15/03/2012  Aggiungi commenti
Mar 152012
 
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Draft-iPad

Fa quasi parte dell’immaginario collettivo l’assunto che l’iPad sia un oggetto caratterizzato da un’alta usabilità ed intuitività.

Ma c’è chi, come me, sostiene il contrario.

Innanzitutto, l’iPad funziona in simbiosi con iTunes (Mac o Windows) e qui sorge il primo problema: l’utente all’atto dell’acquisto può non aver ricevuto questa informazione che scopre solo aprendo la confezione e lo scarno foglietto di istruzioni allegato. A questo punto l’utente deve collegare l’iPad al computer e lanciare iTunes.

L’utente scopre a questo punto che l’iPad è completamente dipendente da iTunes.

 

Il seguito lo potete leggere qui.

A prescindere da altre considerazioni relative ai prerequisiti non citati all’atto dell’acquisto (“per usare l’iPad ti serve un computer con iTunes”), se per usare un iPad sono obbligato ad avere a che fare con iTunes, è lecito mettere sulla bilancia che pesa l’usabilità dell’aggeggio anche l’intuitività e l’usabilità degli strumenti senza i quali è impossibile il suo utilizzo?
A mio parere non solo è lecito ma doveroso.

Con l’iPad effettuare operazioni relativamente semplici è una sorta di Odissea (spostare un contenuto da qui a lì ad esempio); questo grazie a limitazioni che fanno a capo al progetto ed alla interfaccia.

Supponiamo di voler salvare un documento PDF scaricato da Internet su un pen drive.
Con un computer l’operazione è relativamente semplice e, almeno su Windows 7, richiama il modello concettuale dello spostamento (clicco sul mio PDF e lo trascino sul pen drive) o dell’invio altrove (click col tasto destro –> invia a-> pen drive), pur mantenendo la possibilità di effettuare l’operazione tramite il comando il copia/sposta-incolla da menù.
Fatelo con l’iPad e poi tornate a parlarmi di usabilità ed intuitività.

Il problema, ovviamente, non è del solo iPad, ma coinvolge,  la maggior parte (tutti?) dei tablets in commercio.
Ma mentre per gli altri tablets si da’ per scontato che certe operazioni siano necessariamente più complicate da eseguire, per l’iPad, che soffre degli stessi problemi, si da’ per scontato l’esatto contrario.

A proposito di PDF

Ora l’utente vorrebbe importare degli e-book in formato PDF nel suo iPad. Dato che non c’è una presa per chiavetta USB sull’iPad, l’utente deve cercare su Google la soluzione.

Se leggere un ebook in formato PDF mette a dura prova l’usabilità di un oggetto che viene spacciato come la soluzione ideale (o quasi) per questo tipo di cose, la dice lunga sull’usabilità complessiva che ci si deve aspettare.

Si scopre che si può usare iTunes per importare i PDF aggiungendoli alla libreria del programma. L’utente lo fa, clicca su Books in iTunes e sincronizza i PDF importati sul suo iPad. Ora l’utente pensa che può finalmente leggere i suoi libri. In realtà l’iPad non può farlo direttamente, ma ha bisogno di una app (chiamata iBooks) che si scarica sull’Apple Store.

L’app è gratuita, ma per scaricarla l’utente deve avere un account attivo sull’Apple Store. Quindi deve inserire il suo Apple ID (la sua email) e la password per scaricare l’app. Se l’utente non ha un account (cosa probabile se l’utente non aveva mai usato iTunes prima d’ora) deve crearne uno.

L’utente crea l’account, scarica l’app in iTunes, quindi clicca su App e importa l’app sul suo iPad. A un certo punto compare un messaggio di errore: l’importazione è fallita perché il computer non è autorizzato ad usare l’account appena creato. Quindi l’utente deve autorizzare il computer, ripetere la procedura di importazione e alla fine vede comparire l’icona della app sul desktop del suo iPad.

Alla faccia del “It just works” di Jobsiana memoria…

In realtà l’usabilità dell’iPad sarebbe di molto superiore se Apple non l’avesse infarcito di limiti ed ostacoli volti ad indurre l’utente ad utilizzare il tablet in un certo modo, un modo che consenta ad Apple, cioè, di controllare le modalità di utilizzo e tradurle in denaro (che per l’utente equivale ad ulteriori spese).
In sostanza, perciò, un qualsiasi tablet non prodotto da Apple e privo di queste limitazioni è, almeno teoricamente, avvantaggiato rispetto al problema dell’usabilità.

Jacob Nielsen, guru dell’usabilità, ci va giù pesante sull’iPad; interessantissimi sono i report che illustrano i risultati di due ricerche sull’usabilità degli iPad realizzate dalla Nielsen Norman Group, la cui lettura consiglio a tutti.
Il primo, datato 2010 riguarda l’iPad 1, il secondo, del 2011, è relativo alla ricerca effettuata sull’iPad 2.

C’è chi obietta che la ricerca Nielsen è incentrata sull’usabilità delle apps e non dell’iPad; ma non si può dapprima tessere le lodi dell’iPad visto come ecosistema che comprende anche l’impressionante mole di apps scritte per il tablet Apple, e poi sottrarre questo ecosistema quando non conviene più.
L’iPad è stato progettato per essere privo di porte che quasi tutti diamo per scontate nei dispositivi moderni, per essere dipendente totalmente da iTunes e valorizzato dall’App Store ed il suo sterminato numero di apps.
Ed è questo insieme che va valutato quando si parla di usabilità.

Dire che l’iPad è un esempio di usabilità è, a mio parere, un errore di valutazione che sarebbe meglio evitare.

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