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Dic 012008
 
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Anonimaroy + Audiences = Trolls, Psychos ed Haters

Blog interessanti, che leggo perchè fonte di preziose informazioni, spesso molto istruttivi, sono divenuti a volte illeggibili quando assaliti da troll, fan ed haters (coloro i quali “odiano”, per partito preso, qualsiasi cosa scaturisca da un certo soggetto) di varia natura: in quei casi non c’è stato verso di intavolare una discussione senza che questa venisse smembrata in mille rivoli inconcludenti, che sfociano inesorabilmente nell’off-topic, spesso con condimento di insulti ed attacchi personali gratuiti, di cui l’autore trova il coraggio solo in virtù della virtualità della sua presenza.
Domande la cui risposta sarebbe molto interessante per capire meglio un dato argomento, si perdono così nel marasma dei commenti e delle smentite fatte, il più delle volte, solo per confutare affermazioni di chi scrive senza cognizione di causa o con il solo intento di provocare il prossimo o di diffondere FUD.
Il fenomeno dei fans/haters/trolls, mi affascina tantissimo, soprattutto per come alcune aziende e politici riescono a sfruttarlo per generare consenso a loro favore, monetizzando in tal modo quella che ha tutto l’aspetto della versione moderna di una guerra di religione; perciò, oltre ad averne più volte parlato nei miei articoli e su vari blog, leggo sempre con molto interesse articoli e studi al riguardo.

Di recente, la mia attenzione è stata catturata da un articolo, facente parte di un’interessante serie sul fenomeno (che vi invito caldamente a leggere), che tenta un’approssimativa definizione dei vari social-media-frustrati (come vengono definiti), arrivando a proporre dei rimedi.
Individua anche una (nuova, per me) categoria di frustrati, i psychos, che vengono definiti come:

are the ones who do the following: stalk people online, dig up personal information on their opponents and post it for others to see, take all the online drama so seriously they literally drive to other people’s houses to take pictures and veil the photos with a threat. Additionally, they usually rifle through numerous accounts to continue their conquest of making another person look bad. These people walk the thin line as it pertains to criminal activity since they are empowered by the anonymity of the Internet.

A legger bene la definizione, mi son reso conto che probabilmente sono già incappato in qualche psychos, senza accorgermene perchè le sue attenzioni erano dirette verso altre persone.

Fin dall’inizio mi son posto il problema di quale strategia adottare nei confronti di questo tipo di persone.
Innanzi tutto, come riconoscerle senza commettere l’errore di cadere nella facile etichettatura di fan o hater di chiunque non abbia le stesse opinioni?
Per far questo, sono ossessivamente alla ricerca di coerenza e di dati oggettivi e, nei limiti del possibile, cerco di verificare qualsiasi affermazione. Non ho ancora capito con quali risultati.
Poi, come comportarsi con queste persone?
Coi fan è inutile portare fatti, dati oggettivi a dimostrazioni delle proprie tesi: il fan crede, come un religioso, a dei dogmi che, in quanto tali, si accettano senza mai metterli in discussione.
Gli haters sono la versione complementare dei fan: disapprovano qualsiasi cosa faccia l’oggetto  del proprio odio, senza nessun principio coerente, ma a prescindere. Pur di mettere in cattiva luce l’oggetto delle loro attenzioni, arrivano a diffondere notizie ed informazioni false.
Gli hater di solito auto distruggono la loro reputazione; la verità, prima o poi, viene a galla minandone l’autorevolezza ed alla fine non li sta a sentire più nessuno.
Nel frattempo, per salvaguardare la salute della discussione, sarebbero da trattare come i fan.
I trolls, mi pare di aver capito si disperdano per fame, levandogli il nutrimento (la polemica): da quel che ho potuto notare è sufficiente non replicare ad attacchi e commenti che hanno il solo palese scopo di fomentare una polemica per farli sparire dalla circolazione.
Facile a dirsi un po’ meno a farsi per chi, come me, ha un temperamento un po’…sanguigno.
Ma ci sto lavorando…
La censura, in ogni caso, mi sembra sempre l’ultima risorsa, da utilizzare solo quando il fenomeno diventa preoccupante per dimensioni o conseguenze.

A seconda di dove scrivo, passo per fan di questo o di quello, per hater di Apple, o di Linux o di Microsoft, (so che qualcuno farè fatica a crederci 😉 ): è sufficiente usare identità diverse, in modo da sfuggire alla catalogazione automatica derivante dal pregiudizio, per meritarsi l’epiteto dinamicamente attribuito di volta in volta.
Pur ribadendo sempre gli stessi concetti, gli stessi princìpi, giusti o sbagliati che siano, vengo classificato X-hater o X-fan a seconda della platea a cui mi rivolgo (sostituire X con un termine a scelta) o a cosa li riferisco.
Per alcune mie idee, così passo indifferentemente per qualcuno che è contro l’opensource, o il software libero, oppure contro il software commerciale: porsi dubbi, avere incertezze, in certi ambienti è ritenuto evidentemente un peccato capitale intollerabile che ti pone automaticamente dall’altra parte della barricata.
Sbaglierò, sarà stupido, ma questo fatto mi consola parecchio.
Perchè, a mio parere, significa che forse dico tante stronzate, ma che queste non sono frutto di malafede o sintomo di social-media-frustrazione.
L’unica cosa che ancora non mi è riuscita è quella di farmi passare per Apple-fan, nonostante mi sia sperticato in elogi riguardo all’unica cosa che, secondo me, Apple cura in maniera esemplare: l’estetica, compresa l’estetica degli imballaggi, nella quale Apple, a mio parere, è realmente insuperata.
In certi ambienti queste cose non solo non sono ritenute facenti parte del superfluo, dell’accessorio, ma normali, ovvie e fondamentali.

C’è chi usa il metodo delle identità multiple non per sfuggire alla faciloneria della catalogazione automatica basata sul pregiudizio, ma per “darsi ragione” in una discussione. :XD
Su questo blog mi è capitato di assistere un paio di volte al fenomeno, facilmente smascherabile incrociando alcuni dati, ed ho trovato la cosa divertente ed interessante al tempo stesso.
Come chiamare chi utilizza questi sistemi? Transformers?
E come distinguere il transformer buono, come penso di essere (perdonatemi l’eccesso di presunzione) quando mi travesto da X-fan per evitare facili etichette?
Proporrei il termine transformers per i buoni e trollsformers per i cattivi.

La coerenza penso sia fondamentale quando ci si decide a scrivere qualcosa, sia esso un articolo su un blog o un commento su qualcosa scritto da altri.
In molti evidentemente son convinti cheverba volant, scripta manent, sia una locuzione la cui validità si è persa insieme all’uso del Latino.
Mai come ai giorni d’oggi ritengo, invece, che occorra averne ben presente il significato: se in passato era sufficiente far sparire la fonte, oggi su una Internet affollata di BOT che scandagliano, catalogano, salvano  e replicano, l’impresa puo’ diventare alquanto ardua e far sparire affermazioni di cui ci si è pentiti, sparate con troppa fretta, puo’ diventare un problema.
Ben lo sanno coloro che, dopo aver criticato aspramente Vista attribuendogli difetti inesistenti, ora son costretti a fare i conti con la realtà (tutti i nodi vengono al pettine) che ha regolarmente smentito le più catastrofiche previsioni, e dopo un breve periodo di fama da guru son finiti per essere derisi e sbeffeggiati da chi, dopo l’ennesimo infondato e incomprensibile attacco a Windows 7[1] ha finito per mangiar la foglia.
Se l’errore in buona fede è umano, perdonabile e riparabile, l’incoerenza che smaschera il tentativo di tirare l’acqua al proprio mulino, è quanto di più biasimevole ci sia.
E ad esser sincero, più che l’opinione diversa dalla mia, è proprio l’incoerenza in malafede ad avere su di me l’effetto che ha per il toro un drappo rosso sventolato sotto il naso.

Technorati Tag: cogito ergo sum

La bella immagine è di Penny Arcade


[1]

A proposito di Windows 7, sto registrando un fenomeno molto particolare ed interessante (chissà se è diffuso): della presentazione del futuro sistema operativo di Microsoft, sta beneficiando Vista.
Persone che fino ad ora avevano mostrato il crocifisso urlando “vade retro” ogni volta che si nominava Vista, ora, magicamente, mostrano un rinnovato interesse per il tanto vituperato prodotto Microsoft.
Alcuni restano sorpresi di quanto Windows 7, che sembra così brillante e fresco, assomigli a quel cesso di Vista.
Altre volte è sufficiente un cambio d’abito per far assurgere Vista a sistema operativo preferito, in barba a quanto affermato fino a poco prima (e poi si dice che l’apparenza non conta 🙂 ).
Non riesco a capire se si stanno affilando i coltelli per affossare Windows 7 ed esaltare Vista al momento opportuno (com’è accaduto storicamente a quasi tutti i sistemi operativi Microsoft) o se semplicemente si tratti di una reazione Pavloviana a scoppio ritardato.
Pensare che i fatti stiano sgretolando le fondamenta del FUD sparso in questi quasi due anni mi sembra una visione troppo ottimistica….

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