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Gen 142008
 
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Eccomi arrivato alla fine della redazione del mio diario di viaggio attraverso le impressioni d’uso dell’iMac, ottenute confrontando alcuni aspetti di Leopard e Vista, con particolare attenzione per l’interfaccia e ad alcuni dei programmi che vengono forniti in dotazione con Leopard.
Oltre 30 giorni di test e confronti mi hanno consentito di farmi un’idea abbastanza precisa dell’usabilità di un Mac, confrontarla a quella di un PC con Windows Vista e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente.
Dopo tutte le considerazioni fatte, in questo articolo conclusivo tiro le somme, traendo le mie conclusioni dall’esperienza, molto illuminante.

Conclusioni
Ad una persone che mi chidesse;
Leopard è più intuitivo, facile e comodo da usare di Vista?
ora risponderei “Oggettivamente, no“.

Vista, a prescindere dai gusti personali sul gradimento della grafica di cui è dotato (tra l’altro modificabile a piacere), è dotato di una interfaccia molto più coerente, usabile e versatile di quanto non lo sia quella di Leopard.
Le maggiorni possibilità di personalizzazione, inoltre, contribuiscono a rendere Vista maggiormente adattabile sia ai gusti personali che ai contesti d’uso.
Insomma, ho trovato ben pochi riscontri alle affermazioni, fatte da tanti utenti Mac, sulla presunta maggiore intuitività di Leopard rispetto a Vista, mentre ne trovo innumerevoli per contraddirla.
La pessima qualità del mouse in dotazione è un ulteriore ostacolo alla comodità e facilità d’uso.
E’ stato sufficiente sostituirlo con un economico mouse Logitech per cambiare dal giorno alla notte l’esperienza d’uso.
Stesse considerazioni per l’usabilità.
Le scelte felici di Apple sono sparpagliate qua e là (direi …a macchia di leopardo 😉 ), ma sembrano, per il momento, un’eccezione alla regola e non la regola stessa.
Probabilmente, certi giudizi esageratamente positivi nei riguardi di Leopard, sono figli un pizzico di eccessiva faziosità, unita ad una non perfetta conoscenza di Vista e innaffiati da abbondanti dosi di marketing Apple, a volte eccessivamente disinvolta nel bollare come rivoluzionarie o innovative cose che non lo sono, rischiando di far perdere di significato il termine “rivoluzionario”.
Chi sceglie Leoaprd per la sua maggiore stabilità, sta basando le proprie conclusioni su riscontri che non sono più atuali: Vista, si è dimostrato nettamente più stabile anche se, a volte, meno performante.
Leopard infatti fornisce una sensazione di agilità, di prontezza e snellezza spesso sconosciute a Vista (a parità di risorse hardware).

I limiti dell’hardware dell’iMac 20” (soprattutto espandibilità molto limitata, limiti tecnici del display e della scheda grafica) lo rendono sconsigliabile (in assoluto) a chi debba utilizzarlo per lavorare con grafica 2D e 3D; per questi scopi è sicuramente meglio considerare la versione da 24”, che può contare su un supporto alla grafica di maggiore qualità.
L’insufficiente supporto alla gestione degli utenti e alla gestione di reti non omogenee, composte cioè da computer dotati di sistema operativi diversi da MacOS, rendono i computer con Leopard meno adatti di analoghe soluzioni basate su Vista per essere adottati in uffici in cui sia necessario condividere risorse, ma non sia giustificabile il ricorso ad una costosa soluzione basata su server MacOSX.
L’insufficiente supporto alla privacy, secondo quanto prevede la normativa italiana, costringe ad un super lavoro da parte di chi intenda utilizzare un iMac nel proprio ufficio.
Così come l’impossibilità di implementare una soluzione Raid costringe all’acquisto di unità esterne su cui effettuare gli indispensabili backup, vanificando in parte uno dei maggiori pregi dell’iMac: la compattezza.
Inoltre, affidarsi al solo TimeMachine per i backup non appare scelta saggia: TimeMachine, a parte i limiti relativi alla tecnica adottata per effettuare i backup, presenta infatti limiti nella gestione di grandi file, in quanto è sufficiente modificare anche un solo bit di un grosso file per forzarne la copia. Si ha quindi un enorme spreco di spazio per effettuare il backup di grossi file modificati di frequente (ad esempio i database di Aperture o i file delle Virtual Machine).

Chi intende scegliere l’iMac occorre quindi sia disposto a qualche compromesso pur di potersi dotare di uno strumento di svago o di lavoro molto curato nel design.

Ideale quindi in casa, come personal computer (nel senso letterale del termine), come splendido oggetto di arredamento a patto di essere disposti a pagare un prezzo superiore rispetto ad analoghe soluzioni basate su PC con Vista.

Descriverei l’utente in grado di trarre le maggiori soddisfazioni dall’iMac con Leopard come un utente le cui esigenze sono abbastanza limitate e non destinate ad evolversi in modo significativo nel breve periodo.
La sensazione infatti è che Leopard sia in grado, a volte, di rendere immediatamente fruibili anche dall’utente inesperto alcune funzioni, rendendo molto semplici (a volte in modo maggiore di quanto riesca Vista) compiti banali, ma che mostri i propri limiti al crescere della complessità dell’ambiente in cui opera.
Così, ad esempio, utilizzare il proprio computer per gestire un’agenda o una rubrica, risulta immediatamente più semplice al neofita di quanto non appaia con Vista.
E finchè si ha a che fare con pochi file, o con scenari d’uso molto semplici, alcuni limiti del Finder o dell’interfaccia di Leopard non diventano evidenti ne’ sono significativi.
Ciò non significa che il sistema diventa inutilizzabile al complicarsi delle esigenze, ma che, ad un certo punto, perde il suo iniziale vantaggio competitivo con Vista, che a quel punto risulterebbe una scelta migliore.
Anche perchè l’utente, tendenzialmente, resta neofita solo per un tempo relativamente breve, dopodichè è soggeto ad evolvere le proprie esigenze al crescere delle proprie competenze.
Leggere discussioni come queste http://www.italiamac.it/forum/showthread.php?t=180815 rafforza in me questa convinzione.

Per le aziende, i professionisti e gli Enti, la sola valutazione di usabilità e della cura estetica non sono sufficienti per determinare la bontà o meno della scelta di adottare iMac come macchina da lavoro.
Occorre infatti anche valutare il rapporto qualità/prezzo di soluzioni iMac/Leopard confrontate con analoghe soluzioni PC/Vista, considerando oltre che gli oneri d’acquisto, quelli derivanti dalla gestione, sotto tutti gli aspetti, nel lungo periodo.
E la valutazione di questo parametro aggiuntivo, che però esula dagli scopi che mi ero posto all’inizio di questo lavoro, sembra favorire uno spostamento ulteriore in favore di soluzioni non Apple.

P.S.
Sempre in tema di confronti tra piattaforme diverse, vi consiglio la lettura di questo spassosissimo articolo di Paperino.

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Technorati Tag: Leopard.iMac,Vista,iMac,Confronto

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