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Gen 092008
 


Son quasi arrivato alla fine del mio report sulle impressioni d’uso dell’iMac, ottenute confrontando alcuni aspetti di Leopard e Vista, con particolare attenzione per l’interfaccia e ad alcuni dei programmi che vengono forniti in dotazione con Leopard, nel tentativo trovare conferme riguardo alla maggiore usabilità di un Mac rispetto ad un PC con Windows Vista e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente.
Fiuuu…non pensavo le cose andassero così per le lunghe e, cionondimeno, mi resta la sensazione che, alla fine, si tratti comunque di un lavoro sommario e poco accurato.
Dopo tutte le considerazioni già fatte, in questo penultimo articolo (promesso), farò una carrellata delle degli aspetti positivi che mi hanno maggiormante colpito (oltre a quelli già segnalati in precedenza) e di alcuni altri che mi hanno colpito negativamente, di alcune perplessità e considerazioni varie, sparse qua e là.
Ho voluto serrare i tempi concentrando molte considerazioni in un unico articolo che, ahimé, risulta un po’ lunghetto.
Spero che ci sia qualcuno che avrà la bontà e la pazienza di leggerlo.
Premessa obbligatoria e mai scontata: le considerazioni che seguono, sono fatte tenendo sempre presenti i principi base di usabilità usati nelle valutazioni con metodi euristici, universalmente riconosciuti e valutabili in modo oggettivo, cercando di escludere valutazioni attinenti ai gusti personali (La bellezza è negli occhi di chi guarda) ed avendo come metro di paragone eventuali funzioni equivalenti disponibili in Vista.


Ottime scelte
Alcune cose di Leopard, mi sono piaciute veramente tanto e sono brillanti esempi di come sia possibile, con un’adeguata progettazione, realizzare prodotti usabili, efficienti e con un’interfaccia gradevole.

Innanzitutto il modo in cui sono è previsto siano realizzate le applicazioni per MacOSX; molti metodi (funzioni, features per dirla in altri termini) delle applicazioni sono esplicitamente esposti, messi a disposizione delle altre applicazioni.
In questo modo qualunque applicazione è in grado di interfacciarsi con un’altra applicazione e riutilizzare le funzioni a disposizione di quel programma, in modo apparentemente più semplice, più alla portata di tutti, di quanto non consentano le API di Windows.
Questo dovrebbe essere di grande aiuto nel facilitare l’integrazione stretta tra applicazioni.

Ho apprezzato moltissimo iCal e, in generale, l’idea di avere un’agenda centralizzata, tra l’altro fatta molto bene, messa a disposizione dal Sistema Operativo, molto versatile, che, grazie al particolare sistema di allarmi impostabili, risulterebbe utilizzabile anche per scopi che vanno più in là della semplice notifica di un evento.

Automator, esempio pratico di come sia possibile sfruttare l’integrazione tra applicazioni resa possibile dal modo in cui sono progettate per Leopard, è un ottimo prodotto (forse rivolto ad un’utenza più esperta, nonostante sia apprezzabile lo sforzo di renderlo amichevole e semplice da utilizzare), in grado di generare sequenze di operazioni che l’iMac può svolgere in modo automatico e non presidiato al verificarsi di un certo evento.
Impensabile ottenere con Vista gli stessi risultati con la medesima semplificazione.

Di Mail, che ho trovato abbastanza ben fatto (solo un po’ troppo poco personalizzabile, per i miei gusti –ad esempio: non posso scegliere il formato html per i miei messaggi; non posso scegliere di visualizzare l’intero articolo di un blog nell’anteprima del RSS feed reader, ecc.-) mi ha colpito il fatto che sfrutti una tecnologia (chiamata Latent Semantic Mapping) che gli consente di analizzare il contenuto delle email e individuare date, indirizzi, riferimenti a persone, ecc. Passandoci sopra con il mouse, si attiva automaticamente un menù che consente una serie di operazioni contestuali (aggiungere appuntamenti a iCal, o indirizzi in rubrica (esempi dell’integrazione tra applicazione di cui parlavo prima), o cercare località tramite Google Maps, ecc.).
Peccato davvero che questa funzione (simile a quanto è da tempo ottenibile installando la Skype Toolbar per Internet Explorer o per Office, e che ricorda tanto Apple Data Detetors di System 8) sia disponibile solo all’interno di Mail.
Sarebbe invece utile integrarla come funzione standard offerta dal sistema operativo in modo da poterla utilizzare con qualsiasi applicazione.

Vi sono molti altri esempi di come dovrebbero essere realizzate certe funzioni.
Ad esempio, banalmente, è possibile associare all’account utente un’immagine, scegliendola tra quelle incluse di default da Leopard o tra quelle contenute all’interno di cartelle da qualche parte nel disco; esattamente come avviene per Vista. In più però, viene resa immediatamente accessibile la videocamera incorporata nell’iMac, con la quale è possibile, grazie ad una procedura molto semplice, scattare una fotografia da associare all’account.
In Vista la stessa operazione prevede due passaggi separati: utilizzare la webcam per scattare una foto, salvarla in una cartella e poi utilizzarla tramite la procedura di associazione dell’immagine all’account utente.
Molto meglio come fa Leopard, che mette a disposizione tutto ciò che occorre nel momento che occorre.Sarebbe auspicabile che questo trattamento non fosse riservato alla sola webcam integrata ma esteso anche ad eventuali fotocamere, videocamere o webcam esterne ed, in genere, principio da adottare ovunque.

Ho inoltre trovato molto pratico lo zoom della videata, ottenibile molto semplicemente agendo sula rotellina del mouse unita alla pressione del tasto Ctrl della tastiera. Consente di compensare in parte la minore nitidezza dei caratteri su Leopard, dovuta probabilmente alla minore risoluzione loro riservata (72dpi su Leopard, 96dpi su Windows).

Navigazione Internet e Safari
Premessa: la navigazione su Internet (non il puro download di files) con l’iMac è risultata leggermente più lenta che sul mio PC con Vista.
Cronometro alla mano (mi perdonino ancora i puristi del banchmark) ho potuto valutare, in modo certamente molto sommario, che mediamente un sito sull’iMac viene aperto in un tempo superiore (dal 5% al 18%) di quanto non faccia Internet Explorer su Vista. Con Opera, il più veloce browser su entrambe le piattaforme, la differenza è ancora superiore (si arriva anche al 32%).
Analoghi risultati confrontando le prestazioni di Safari, Firefox ed Opera installati in entrambi gli ambienti.
Dato che PC e iMac sono collegati alla stessa rete, la ragione deve essere un’altra: probabilmente dipende dalla diversa CPU (sull’iMac un 2.0GHZ, sul mio PC 2.4GHz).

Conoscevo Safari per averlo provato su Windows.
Pensavo, e speravo, che certe lentezze, certe lacune non esistessero nella versione realizzata per il suo ambiente naturale.
Purtroppo non è così.
Safari, messo a confronto sull’iMac con Firefox e con Opera, è risultato il più lento dei tre browser.
Nella sua realizzazione sono state fatte scelte che lo hanno mutilato di opzioni e funzioni presenti in tutti gli altri browser che ho provato.
Una su tutte: nel campo in cui si inserisce l’URL, manca la possibilità di visualizzare un elenco degli ultimi URL digitati. Questo costringe o a ridigitare nuovamente un indirizzo, oppure ad andare a ricercarlo nella cronologia (sperando di ricordarsi quando lo si è visitato di recente!).
Questo comportamento potrebbe essere giustificato in un ambiente in cui la privacy ha un peso molto importante (ma in cui Leopard sarebbe da sconsigliare per altri motivi, come ad esempio la lacunosa gestione degli utenti ), ma diventa una limitazione frustrante altrove.
Ovviamente, come per tante altre cose, in Safari non c’è la possibilità di personalizzare questo aspetto.
Perciò mi chiedo: dato che Safari risulta più lento di Firefox, molto più lento di Opera, privo della possibilità di essere arricchito attraverso plugins (Firefox) o widgets (Opera), con minore possibilità di personalizzazione rispetto agli altri due, con un look discutibile, con problemi di sicurezza non certo inferiori a quelli di altri browser, per quale motivo dovrei preferirlo ad altri browsers?
Non trovando una risposta convincente ho ben presto abbandonato Safari eleggendo Firefox a brwser di sistema (stessa scelta effettuata con Vista).

Networking e condivisione
Leopard non facilita di certo la gestione del Mac in ambienti eterogenei: dei limiti nella gestione degli utenti e della gestione delle connessioni a risorse condivise che risiedono su PC con Windows, ho parlato in precedenza.
Non ho avuto alcun problema, invece, nell’utilizzo di stampanti condivise.

Update 10/01/2008 in seguito ad osservazione di Stefano.
La cosa più incomprensibile per me è stata il bizzarro concetto di condivisione secondo iTunes.
Se i file risiedono su un dispositivo privo di iTunes (un PC con Windows, ad esempio, o un disco di rete esterno), è impossibile eseguire brani musicali o video con iTunes senza che questo ne faccia una copia sul computer locale, rendendo perciò inutile il ricorso alla condivisione!

iTunes fa una copia locale dei file
Questa incredibile limitazione, che considero un vero e proprio bug clamoroso, è contraria al principio stesso di condivisione ed ha ulteriormente alimentato in me la convinzione che iTunes (che ho già criticato in passato per altri motivi) più che un media player a disposizione dell’utente, sia lo strumento principe con cui Apple tenta di forzare incentivare l’acquisto di brani nel proprio Music Store!
Apple sembra non riconoscere la tendenza alla necessità di una sempre maggiore interazione (e integrazione) tra computer e dispositivi di natura e con sistemi operativi diversi.
D’altronde è la stessa azienda che non ha previsto la connessione bluethooth per l’iPhone, per cui non c’è da stupirsi.
Questo anacronistico atteggiamento può derivare dalla convinzione che sia l’utente a dover adattare le proprie esigenze ai prodotti Apple (predisposizine che rilevo soprattutto tra gli utenti Apple), ma potrebbe anche mascherare in realtà la difficoltà ad adeguare in tempi brevi un progetto alle mutate esigenze, dopo aver sbandierato con troppa enfasi l’assoluta bontà di scelte che si son rivelate meno felici del previsto.

Nella pratica quotidiana, mi capita spesso (sempre più spesso) di avere necessità, per lavoro o per scopi privati, di utilizzare un PC da remoto.
Inizialmente sembrava una cosa da “addetti ai lavori” ma poi, pian piano, questa possibilità è stata sfruttata in ogni possibile occasione, rivelandosi molto preziosa.
Installando il client Microsoft Remote Desktop Connection disponibile gratuitamente per piattaforma Mac, è stato molto facile prendere il controllo di PC con Vista o XP dall’iMac.
Non c’è però stato verso di fare il contrario.
La procedura per consentire il controllo da remoto di un iMac si basa sull’utilizzo di VNC (scelta discutibile) ed è piuttosto semplice.
Ma non c’è stato verso di utilizzarla: sia utilizzando l’opzione “Condivisione Schermo” che “Gestione remota”, dopo aver correttamente configurato l’iMac, tentando di connettersi con VNC da PC viene chiesta la password di autenticazione, viene accettata ma la connessione fallisce, senza il minimo feedback da parte del Mac.
Leopard, contrariamente a quanto avviene da anni su Windows, non mette a disposizione un proprio prodotto per la gestione remota del Mac.
La soluzione Apple, Apple Remote Desktop, nella sua versione economica costa la bellezza di € 299,00.
Questo lo pone al di la delle possibilità della stragrande maggioranza degli utenti.
Immagino perciò che, come accade ad un uccellino nato e vissuto in cattività, che non soffre la gabbia ne’ può apprezzare una libertà che non conosce, gli utenti Mac che non possono fruire gratuitamente di questa utilissima funzione, resteranno ignari di questa possibilità e probabilmente non ne soffriranno la mancanza.
A prescindere da ulteriori considerazioni, sono limitazioni come queste che impediscono ad utenti Windows come me di poter solo pensare di abbandonare la piattaforma Windows in favore di quella Mac.

Stabilità
L’assoluta stabilità di Leopard è solo un miraggio negli occhi degli Apple-fan più sfegatati.
Ho avuto più crash con Leopard in un mese, che con Vista in 10 mesi.
I crash derivano quasi tutti da operazioni in cui è interessata principalmente la scheda grafica, a segnalare, forse, l’esistenza di una qualche incompatibilità o la non perfetta messa a punto dei drivers.
La maggior parte dei crash sono stati innoqui e non hanno comportato nulla di grave se non il riavvio dell’applicazione che ha smesso di funzionare (vedi alcuni esempi).
Crash durante la scelta del salvaschermo
Crash Mesenger
Errore Time Machine
Ma ce n’è stato uno che ha letteralmente freezato l’iMac, facendomi sentire assolutamente impotente, non potendo agire ne’ sulla tastiera, ne’ sul pulsante di spegnimento ne’ su un inesistente (o molto ben nascosto 😉 ) tasto di reset.
Per fortuna, dopo alcuni minuti, l’iMac si è ripreso da solo, e dopo aver segnalato un errore grave (tra l’altro in quattro lingue diverse, ma non in italiano!) in una schermata completamente nera (posso chiamarla di black death?), che non ho trovato di meglio che fotografare con il cellulare (vedi sotto), mi ha consentito di riavviarlo.
Black Death Screen dell'iMac
Anche in questo caso segnalo un contrasto tra il tanto rassicurante quanto chiaro messaggio che appare quando un’applicazione va in crash (vedi snapshot precedenti) e l’incomprensibile, criptico messaggio di conferma che appare quando si tenta di cancellare un messaggio con mail (che cacchio significa inizializza?).
Inizializza?
Infine, Leopard mi è parso immune dai rallentamenti che possono invece notarsi nei PC con Windows se non vengono riavviati periodicamente.
Mentre non ho notato alcuna differenza nella gestione di poeriferiche come stampanti e scanner, dato che, in quasi un anno che la mia azienda supporta clienti con Vista non abbiamo mai riscontrato problemi di configurazione.

Per gli sviluppatori
Esulando dagli scopi dell’articolo farò solo un piccolo accenno a cosa cambia in Leopard per gli sviluppatori.
Le notizie sembrano buone.
Sembra chiaro che Apple intende abbandonare il framework di sviluppo Carbon in favore del più moderno Cocoa. Infatti alcune delle librerie storiche, come ad esempio Quick Draw o Desktop Manager,non sono supportate a 64bit, segno che Apple intende incentivare l’utilizzo di Cocoa.
Occorrerà vedere se questa “forzatura” sarà sufficiente a sconfiggere la resistenza delle grosse software house, alle prese con applicativi di enormi dimensioni, che andrebbero riscritti in tutto o in parte.
Inoltre, questa scelta, sancirebbe la morte della retro-compatibilità delle applicazioni scritte con Cocoa, e darebbe il via alla nascita di una generazione di applicazioni Leopard-dependent.
Cocoa risolve finalmente annosi problemi ed introduce nuove features (Garbage Collection, interfaccia resolution independent, Core animation, ad esempio) che sarà difficile resistere alla tentazione di sviluppare applicazioni che sfruttino queste nuove opportunità.
Arma che potrà essere sfruttata maggiormente da aziende giovani e dinamiche, su cui Apple sembra puntare molto per ampliare il limitato parco software a disposizione dei suoi utenti.

Incoerenze e contraddizioni
Leopard si presenta come una costellazione di vantaggi e soluzioni molto funzionali e pratiche, affiancate da difetti, scelte quanto meno discutibili o in palese contraddizione con altre scelte effettuate nell’implementare funzioni diverse dello stesso sistema operativo.
Il tutto rende meno coerente l’interfaccia e l’esperienza d’uso.
Il giudizio che si può esprimere dopo questa analisi sommaria, non può che essere perciò a…macchia di leopardo (appunto 😉 ) .
Tanto che spesso ho ricavato l’impressione che il team di sviluppo che ha dato vita a Leopard fosse costituito da gruppi di persone supportati da linee guida non molto ben definite.

Prendiamo ad esempio il Dock e gli effetti grafici associati ad alcune sue funzioni.
L’effetto dell’icona saltellante, può essere un modo simpatico e gradevole ma certamente molto efficace di segnalare quando un’applicazione richiede la nostra attenzione.
Parallelamente, per segnalare che un’applicazione è attiva, viene invece utilizzato un punto luminoso sul Dock, in corrispondenza dell’icona che rappresenta l’applicazione. Questo punto luminoso, però, a causa soprattutto dell’effetto riflettente che è stato assegnato al Dock, risulta poco visibile ed evidente.
Si tratta dell’esempio di uno sforzo implementativo (dotare il Dock di effetti grafici inopportuni) che non solo non ha alcuna utilità, ma che risulta controproducente.

Analoghe considerazioni si potrebbero fare su Stack, la modalità di visualizzazione del contenuto di cartelle presenti nel Dock, o su Cover Flow per quanto riguarda la visualizzazione di alcune tipologie di files diverse da immagini o filmati.

Discutibile anche la scelta di introdurre la modifica automatica dell’icona associata ad una cartella. Ad esempio, la cartella download adotta automaticamente l’icona che rappresenta l’ultimo file scaricato, cambiando quindi aspetto in continuazione, comportamento che potrebbe disorientare l’utente e di cui, francamente, non capisco l’utilità.

Ho poi notato, in generale, che Leopard è molto più parco di Vista riguardo al fornire feedback, utili a capire cosa sta facendo il computer o l’esito di un comando.

Uno dei parametri che contribuisce a rendere più usabile un’interfaccia è certamente la gradevolezza, la soddisfazione provata all’utente durante l’interazione, ma questo tipo di valutazione non può che venire dopo la considerazione di parametri ben più importanti.
Per spiegare meglio questo concetto, di fondamentale importanza per capire cosa intendo quando parlo di “fumo negli occhi” o “effetti speciali fini a se stessi”, confrontiamo Spaces a Compiz-Fusion, un modo diverso di implementare l’analoga funzione, presente su molte distribuzioni Linux.
Quest’ultimo è infarcito dei più spettacolari effetti grafici che la mente umana possa immaginare (magari anche con l’aiuto di qualche …integratore chimico 😉 ), ma il compito principale che è portato a svolgere è praticamente lo stesso di Spaces: fornire all’utente un modo per gestire con comodità desktop multipli.
Spaces, a mio parere, nella sua sobrietà, nella sua essenzialità svolge meglio il compito.
Compiz Fusion è senz’altro una dimostrazione di cosa si possa ottenere sfruttando al meglio certe librerie grafiche senza appesantire il sistema, ma il carosello barocco di effetti grafici di cui è possibile dotarlo nulla aggiunge alla funzionalità e può risultare, anzi, controproducente.

Di fondamentale importanza, in questo caso, è il livello di personalizzazione consentito all’utente.
Da questo punto di vista Leopard è lontano anni luce rispetto a Windows Vista.
In Leoapard, ma nei prodotti Apple in genere, ho riscontrato una certa rigidità, una certa mancanza di versatilità.
Per arrivare ad uno scopo spesso c’è un’unica strada, prendere o lasciare.
Non a caso Apple viene spesso accusata di ascoltare troppo poco i propri utenti e di rivolgersi a loro con l’atteggiamento di chi pensa “so io cosa è meglio per voi”.
Se da un lato, questo dovrebbe aiutare ad incrementare la coerenza dell’interfaccia e potrebbe considerarsi una facilitazione per l’utente inesperto che viene sollevato dell’imbarazzo della scelta, dall’altro, risulta una forte limitazione sia all’adattamento ai gusti personali, sia alla versatilità d’uso da parte di utenti meno inesperti.
Considerando che l’utente inesperto è tendenzialmente destinato a perdere tale condizione, la scelta non sembra molto felice.

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  21 Risposte a “Da Vista a Leopard – Prime impressioni – Parte 6”

Commenti (19) Pingbacks (2)
  1. Usando Safari Safari 523.10.6 con Mac OS Mac OS

    Come sempre, complimenti per l’impegno che metti nello scrivere i tuoi articoli che sicuramente sono uno spunto interessante per gli indecisi.

    Anche questa volta ho qualche appunto da fare.
    Per quanto riguarda la “navigazione internet” la mia opinione è completamente opposta rispetto alla tua sulla scelta del browser, io sono un accanito fan di Safari.
    Safari è semplicemente un browser, ossia è stato programmato per svolgere la sua funzione e nulla di più, ritengo che la sua veste grafica sia fantastica, semplice, intuitiva e poco invadente (la possibilità di vedere gli indirizzi visitati dalla barra degli indirizzi potrebbe essere interessante ma a dire la verità è una funzionalità che non ho mai utilizzato). In termini di velocità credo che non abbia eguali, è innegabile che abbia dei problemi con alcuni siti ma ti posso assicurare che nella stragrande maggioranza dei casi la colpa non è sua dato che dispone del motore Web più aderente agli standard disponibile sul mercato (diciamo che i siti tendono ad adeguarsi agli standard de facto piuttosto che agli standard reali).

    NB: Safari per Windows è un discorso a se stante, secondo me non è neppure lontano parente della versione per Mac OS.

    Parlando di “networking”, anche io sono un utilizzatore assiduo di Microsoft RDC ma ho anche provato lo “Screen Sharing” di Mac OS X e ti assicuro che funziona alla perfezione (ho sentito che viene utilizzato senza problemi anche con dei client VNC standard per permettere ai PC Windows di connettersi, io non ho ancora provato, nel fine settimana indagherò e ti farò sapere).

    La “stabilità” è, dal mio punto vista, uno dei punti dolenti di Leopard, effettivamente ho avuto un numero impressionante di crash che non ho mai riscontrato ne con Tiger ne tantomeno con XP o Vista (e li ho usati per un bel po’ di tempo).

    Il discorso Carbon/Cocoa invece ha una conclusione semplice… Carbon e Cocoa sono stati introdotti con Mac OS X 10.0, il secondo proposto come API principale mentre il primo come API secondaria per mantenere un po’ di retrocompatibilità, secondo me è durato persino troppo.

    Il nuovo Dock è uno scandalo… io rimpiango il Dock di Tiger. Per quanto riguarda gli Stacks ti avviso da subito che sono previsti aggiornamenti importanti con l’aggiornamento 10.5.2.

    Per il resto concordo in pieno con il tuo parere, Windows è più personalizzabile, Mac OS è un po’ più rigido e schematico.

    PS: eviterei il paragone tra Spaces e Compiz, sono 2 cose molto differenti. Compiz è solo un mezzo per realizzare una funzione (realizza molto di più in realtà) simile a Spaces. A livello di programmazione si tratta di 2 software completamente diversi.

  2. Usando Safari Safari 523.10.6 con Mac OS Mac OS

    “Anche in questo caso segnalo un contrasto tra il tanto rassicurante quanto chiaro messaggio che appare quando un’applicazione va in crash (vedi snapshot precedenti) e l’incomprensibile, criptico messaggio di conferma che appare quando si tenta di cancellare un messaggio con mail (che cacchio significa inizializza?).”
    Hai appena scoperto le meraviglie delle traduzioni… io ho risolto utilizzando il sistema operativo in lingua inglese, mi evito degli inutili obrobri!

  3. Usando Safari Safari 523.10.6 con Mac OS Mac OS

    Ciao… non ho ancora avuto tempo di leggere tutto l’articolo ma ho notato una cosa….
    che hai dedicato un numero eccessivo di righe per un problema che non esiste!

    E’ perfettamente possibile tenere la musica su una macchina remota senza iTunes ma ascoltarla e tenerla in libreria sul proprio mac senza importarla…. si tratta semplicemente di togliere l’opzione “imprta file” nelle preferenze di iTunes! (Altrimenti non si spiega come possa io tenere tutta la mia musica sul mio HD di rete ed ascoltarla sul mio mac senza che venga copiata…)

    Appena avrò tempo finirò di leggere…

  4. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.11 con Windows Windows Vista

    @tutti
    Desidero ringraziarvi per l’aiuto che mi state dando.
    Il vostro contributo è preziosissimo per me.

    @Stefano
    Ops…hai ragione….
    Quell’opzione “Copia i documenti nella cartella iTunes Music quando vengono aggiunti alla libreria”, abilitata di default, l’avrò letta 100 volte senza mai sospettare chi i documenti di cui si parla fossero gli MP3 o i Video.
    Insomma, i “files” di Windows in Leopard sono “archivi”. Anche per iTunes. Perchè chiamarli documenti (fuorviante) e non archivi in quella descrizione?

  5. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.11 con Windows Windows Vista

    @sirus
    Sulla navigazione Internet
    A parte i gusti personali sulla grafica del browser, preferisco Firefox perchè è espendibile con i plugin.
    Ce ne sono di utilissimi e, una volta avute certe funzioni, mi risulta difficile rinunciarci.
    La differenza di velocitò, francamente, ha sorpreso anche me perchè mi aspettavo che, al massimo, il PC con Vista riuscisse ad eguagliare l’iMac (per via, se non altro, del NOD32 che ficca il naso in ogni bit che arriva dalla rete).
    L’unica spiegazione che riesco a darmi è che influisca parecchio la velocità della CPU (quella del PC è circa 20% più veloce di quella dell’iMac).

    Sulla Condivisione Schermo/Gestione Remota
    Il problema l’abbiamo riscontrato in tutti gli iMac (quattro) su cui abbiamo messo le mani, in tre uffici diversi, utilizzando quattro PC diversi, alcuni con Vista altri con XP.
    L’unica cosa in comune erano gli iMac, la versione di Leopard, le configurazioni di “Condivisioni” in Leopard e la versione 4.1.2 di VNC, di cui, ovviamente, conta solo il client vncviewer (il server sta sull’iMac).
    La nostra azienda fornisce ai propri clienti anche il servizio di assistenza remota; siamo quindi molto interessati a risolvere il problema, volendo estendere il servizio anche agli utenti Mac!

    “PS: eviterei il paragone tra Spaces e Compiz, sono 2 cose molto differenti. Compiz è solo un mezzo per realizzare una funzione (realizza molto di più in realtà) simile a Spaces. A livello di programmazione si tratta di 2 software completamente diversi.”
    Probabilmente mi son spiegato male.
    Intendevo prendere in esame solo la parte che hanno in comune (Desktop manager).

  6. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.11 con Mac OS Mac OS

    Ma ragazzi niente è paragonabile ad un mac, parliamoci chiaro sono macchine superiori e il sistema operativo idem.
    Stanno per arrivare gli aggiornamenti leopard che risolveranno i problemucci che sono stati riscontrati con leopard. STEVE JOBS SINDACO!!!!

  7. Usando Safari Safari 523.10.6 con Mac OS Mac OS

    Ho fatto un po’ di prove utilizzando il VNC server integrato in Leopard ed i VNC client disponibili per Windows (almeno i più famosi).
    Non sono riuscito ad utilizzare RealVNC con nessun tipo di configurazione, sono invece riuscito ad utilizzare TigthVNC senza nessun problema.

  8. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.11 con Windows Windows Vista

    @sirus
    Mi hai preceduto!
    Vabbè vuol dire che proverò anche con UltraVNC e vari altri discendenti di VNC.
    Che mi sai dire invece di prodotti per il controllo remoto che funzionano su porta 80?
    Esistono per Mac programmi tipo Teamviewer o NetViewer?
    Finora non ne ho trovati…

  9. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0b2 con Windows Windows 2000

    Un piccolo appunto. Se si confronta Leopard a Vista non si dovrebbe confrontare Safari con Firefox, ma con IE. Che FF e Opera siano superiori a Safari per moltissimi aspetti ci può stare. Esattamente come in Windows, molti utenti Mac non usano il browser di default e passano a quelli di terze parti. Altra cosa sarebbe verificare se FF o Opera funzionano meglio su Mac o su Win. Ma è un altro discorso. Qui stai verificando i due SO nella loro configurazione “standard”, quindi Safari vs. IE7.

    Altro appunto sulla gestione utenti (da qualche parte in uno dei tuoi sette articoli 🙂 ). MacOSX utilizza una filosofia molto più vicina a *nix che a quella di MS, senza riuscirci benissimo. In ogni caso la gestione utenti di Windows era pessima prima e rimane scadente in Vista. Es. il mio utente è flaggato come admin. L’unica cosa che riesce a fare Vista se tento di “smanettare” (magari solo installare un applicativo) è aprirmi 3 o 4 caselle di avviso scritte in modo pessimo per dirmi “sei sicuro?”, “sei proprio sicuro?”, “l’accendiamo?”. Ci vuol tanto a imporre la password di admin come in tutti i linux? E’ scomodo per un utonto? Può essere. Ma diamine, è il minimo per evitare di fare casini!. Troppi avvisi come quelli di Vista portano ad abituarsi a cliccare Ok senza leggere l’avviso, e poi …
    Con Vista però se abbandono il mio PC acceso loggato con mio account senza salvaschermo (disabilitato perché quando “rientro” mi interrompe misteriosamente la connessione wi-fi e perdo la posizione in coda sul “mulo” 🙂 ) chiunque può non solo massacrare i miei file, ma anche massacrarmi il sistema avendone i privilegi. Con Linux può massacrare i miei file ma non il sistema (serve la password con su o sudo). Su questo MacOsX è anche peggio, però la funzione di protezione della sessione è reale, non semifasulla come su Win. Che su un PC possano convivere più sessioni aperte di utenti diverse mi fa venire i brividi, diversamente da te che lo consideri un vantaggio. Incapsulare le sessioni è una cosa seria. Utenti e privegi di admin devono essere gestiti in modo serio possibilmente dal kernel. Mescolare spazio utente e spazio kernel come in Vista non lo considero sicuro nemmeno anche ammettendo che MS abbia fatto le cose perbene, nemmeno se escono 12 SP. Non dico che non abbia vantaggi, ma è contrario a ogni regola pedagogica 🙂 Insomma, se un altro utente vuol usare la macchina che io ho lasciato in sospensione o con il salvaschermo mi chiama o aspetta che finisca la doccia! Che poi si possa pensare che i controlli volume o simili debbano poter essere utilizzabili anche con sessione sospesa, bhe, è vero. In questo però Vista non è meglio di Leopard; anzi è peggiorato rispetto a Xp. I tasti multimediali del mio portatile con Vista non funzionano con la sessione sospesa; con Xp funzionavano. Chi voleva abbassare il volume del mio portatile mentre facevo la doccia usava il telecomando in ditazione al nb. Ora non lo può fare se non loggandosi in proprio o staccando la spina (a mali estremi…).

  10. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.11 con Windows Windows Vista

    @giorgio
    “Se si confronta Leopard a Vista non si dovrebbe confrontare Safari con Firefox, ma con IE.”

    Ho confrontato inizialmente Safari con IE, infatti scrivo “…mediamente un sito sull’iMac viene aperto in un tempo superiore (dal 5% al 18%) di quanto non faccia Internet Explorer su Vista…”.
    E il discorso, per gli scopi che mi proponevo, poteva anche concludersi lì.
    Ho invece riportato anche il confronto delle prestazioni di Safari con quelle di Firefox ed Opera, sempre su iMac, perchè Apple insiste che Safari è il browser più veloce sul pianeta.
    Tieni presente che le valutazioni sono volutamente fatte ad “occhiometro”, perchè se ci sono differenze sensibili queste sono apprezzabili ad occhio.
    Inoltre ritengo importante la chiusura: “Dato che PC e iMac sono collegati alla stessa rete, la ragione deve essere un’altra: probabilmente dipende dalla diversa CPU (sull’iMac un 2.0GHZ, sul mio PC 2.4GHz).”

    Sulla gestione utenti in Vista
    Mi dispiace contraddirti ma evidentemente non conosci bene, o non hai ben capito, come funziona la gestione degli utenti su Vista ed il paragone che fai con il mondo *nix non calza.
    Cerco di spiegare molto brevemente il perchè.
    Partiamo dal presupposto che UAC sia attivato, come è consigliabile sia.
    Se accedi come utente standard (che non fa parte del gruppo administrators, per intenderci), allora UAC chiede una password di amministratore ogni qualvolta l’operazione che si sta facendo richiede quel livello di autorizzazione. Esattamente come vorresti che facesse!
    Se invece accedi come utente amministratore (che fa parte del gruppo administrators, sempre per intenderci) allora UAC non chiede la password di amministrazione (dato che sei già admin del PC!) ma comunque avvisa che l’operazione che si sta facendo richiede quel tipo di diritti.
    Questo per evitare che applicazioni tentino modifiche al sistema ad insaputa dell’utente (che è esattamente ciò che tenta di fare un’applicazione potenzialmente pericolosa!).
    E’ come se l’utente root su Linux fosse avvisato ogni volta che compie operazioni che richiedono diritti amministrativi.
    Data l’abitudine degli utenti Windows ad effettuare l’accesso con utenti admin, forse giustificata in passato dalle difficoltà di usare utenti standard in XP ma ingiustificata con Vista, è un ulteriore livello di sicurezza.
    In ogni caso gli avvisi non sono così numerosi come vuoi fare intendere ed in ogni caso il comportamento di UAC può essere personalizzato agendo su Criteri di Gruppo.

    “Con Vista però se abbandono il mio PC acceso loggato con mio account senza salvaschermo (disabilitato perché quando “rientro” mi interrompe misteriosamente la connessione wi-fi e perdo la posizione in coda sul “mulo” 🙂 ) chiunque può non solo massacrare i miei file, ma anche massacrarmi il sistema avendone i privilegi. Con Linux può massacrare i miei file ma non il sistema (serve la password con su o sudo)”

    Il problema che evidenzi sul WiFi è una novità assoluta per me! Mai sentito prima. Mai verificato in tanti anni di utilizzo e di intere settimane (non ore) in cui il PC ha allegramente scaricato senza interruzioni!
    Se accedi a Linux xome utente root e non imposti password nello screensaver sei nelle stesse condizioni che hai descritto.
    Con Windows dai per scontato che l’unico modo per utilizzare il PC sia come administrator, salvo poi lamentarti del fatto che è rischioso! Francamente non capisco.
    Basta accedere come utente standard, come saggiamente fai su Linux!
    Sembra che da Windows tu pretenda che sia in grado di prevenire anche l’imbecillità dell’utente, ma quando ci tenta, ti lamenti che è troppo assillante.

    “Mescolare spazio utente e spazio kernel come in Vista…”
    Mi sa che sei male informato.

    “…ma è contrario a ogni regola pedagogica…”
    Premetto che non condivido il tuo terrore relativo alla possibilità di consentire più sessioni aperte contemporaneamente, dato che per me non rappresentano alcu rischio.
    Forse non è chiaro quel che ho scritto, ma anche Leopard consente sessioni aperte contemporaneamente. Mi lamentavo che non fosse possibile farlo con le impostazioni di default (data l’utilità)!
    Inoltre, anche Linux consente di aprire una nuova sessione lasciando aperta la sessione corrente.
    image
    A pensarci bene quindi, molti (tutti?) i sistemi operativi lo consentono.
    Possibile che sbaglino così in tanti nel fare una cosa così terribile come sembra la consideri tu?
    Sono più incline a pensare che el cose non stiano esattamente come le hai descritte.

  11. Usando Internet Explorer Internet Explorer 7.0 con Windows Windows XP

    Devo aver pasticciato con i Tag… 🙁 chiedo venia..

    Riposto, sperando di non rifare casini

    @Enrico: innanzitutto complimenti per gli articoli che trovo molto interessanti.
    Solo alcune piccole precisazioni:

    “La procedura per consentire il controllo da remoto di un iMac si basa sull’utilizzo di VNC (scelta discutibile) ed è piuttosto semplice.”

    La scelta del protocollo RFB (leggi VNC) sebbene possa sembrare discutibile per i difetti che presenta VNC stesso (per giunta ovviabili, con dei trucchetti nella quasi totalità dei casi) come la lentezza e la mancanza del file transfer, è dettata principalmente dai vantaggi intrinsechi in VNC, ed in primis il fatto di essere multipiattaforma

    “Installando il client Microsoft Remote Desktop Connection disponibile gratuitamente per piattaforma Mac, è stato molto facile prendere il controllo di PC con Vista o XP dall’iMac.
    Non c’è però stato verso di fare il contrario.”

    Vi è ad ogni modo da precisare che l’MRDC non è di default sui Mac e va installato a parte. Sebbene sia ottimo per la gestione remota, presenta degli svantaggi considerevoli: innanzitutto si può applicare solo sulle versioni di XP pro (le altre non lo permettono) – su Vista non mi pronuncio in quanto non so su quante e quali versioni sia disponibile.
    Per contro, VNC è disponibile di default sulla quasi totalità delle distribuzioni linux e su OSX stesso (da Panther in poi). Di rilievo su Leopard rispetto alle versioni precedenti è proprio il fatto che è stato incluso un VNCviewer integrato, attivabile sia da Finder (che, devo darti ragione, non è certamente uno dei migliori prodotti di Apple) sia da Safari. Rispetto ad Apple Remote Desktop, effettivamente sembra una versione “slim fast” (vi sono ad ogni modo dei trucchi per arricchirlo con delle features nascoste). Vi è inoltre da aggiungere che condivisione schermo Leopard Leopard è impressionante in quanto sfrutta il protocollo H624 (tant’è che viene utilizzato anche con iChat, il programma di videochat).
    Tralascio le conclusioni, in quanto, in primis un sistema operativo è fatto principalmente per le necessità di chi ne deve fruire. Solo una domanda mi sorge spontanea? Parlando di usabilità di Leopard, perchè non parlare anche dell’usabilità di una componente fondamentale come la Suite di programmi iLive fornita assieme all’iMac. Certo non è una componente del sistema operativo, però viene fornita assieme allo stesso e, IMHO, rappresenta il valore aggiunto di Leopard in termini di usabilità (soprattutto per l’utenza “home”..Dio, che brutto termine!! ).

    Un salutissimo

    IKEE

  12. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 2.0.0.12 con Windows Windows Vista

    @IKEE
    L’unico modo per utilizzare l’iMac da remoto resta per me, ad oggi, tramite TightVNC.
    VNC (l’originale) continua a darmi problemi.

    “Parlando di usabilità di Leopard, perchè non parlare anche dell’usabilità di una componente fondamentale come la Suite di programmi iLive fornita assieme all’iMac.”

    Presto detto: questione di tempo, ma anche di tempo e forse anche di tempo (senza contare il tempo); ma poi anche per l’oggettiva impossibilità di trovare avversari: con cosa paragono software come GarageBand, o iChat, o iWeb, ad esempio?
    Esistono decine di programmi analoghi per PC; nessuno di questi fornito in bundle con Vista.
    Mi sono limitato ad accennare ad alcune differenze che mi son balzate all’occhio su Mail e Safari.
    Ma mai, all’inizio dell’impresa, avrei creduto di dover redigere ben 7 articoli (e ti assicuro che sarebbero stati di più e più lunghi se non avessi fatto opera di potatura).
    Mi consolo con il fatto che anche ciò che non ho pubblicato tornerà utile fra qualche mese: l’analisi dell’interfaccia utente di Leopard sarà il tema della mia tesi di laurea….

  13. Usando Safari Safari 525.20.1 con Mac OS X Mac OS X 10.5.4

    Allora vai a farti vedere il tuo iMac perché io con il mio piccolo Macbook ci ho fatto di tutto
    e non mi ha mai dato problemi….non ha nessun fastidio nemmeno quando uso VMWare Fusion
    con Ubuntu 8.04, Skype, Safari e masterizzo DVD tutto contemporaneamente credimi…
    Vista può solo inchinarsi a tutto ciò!

  14. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0 con Windows Windows Vista

    @Andrea
    Scusa l’ovvietò, ma Macbook != iMac 20″

  15. Usando Internet Explorer Internet Explorer 6.0 con Windows Windows XP

    Sperando vi siano graditi i dovuti complimenti, lascio qui un dovuto commento per confidare il mio interesse per il magnifico vostro progetto. Auguri!

  16. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.3 con Windows Windows Vista

    @ manuela:
    I complimenti sono sempre graditissimi.

  17. Usando Camino Camino 1.6.9 con Mac OS Mac OS X

    “L’assoluta stabilità di Leopard è solo un miraggio negli occhi degli Apple-fan più sfegatati.
    Ho avuto più crash con Leopard in un mese, che con Vista in 10 mesi.
    I crash derivano quasi tutti da operazioni in cui è interessata principalmente la scheda grafica, a segnalare, forse, l’esistenza di una qualche incompatibilità o la non perfetta messa a punto dei drivers.
    La maggior parte dei crash sono stati innoqui e non hanno comportato nulla di grave se non il riavvio dell’applicazione che ha smesso di funzionare (vedi alcuni esempi).”

    Te sei come i Panda, in via d’Estinzione.
    Smettila di Mangiare il Bambù.

  18. Usando Safari Safari 531.9 con Mac OS X Mac OS X 10.5.8

    La risposta sta nelle due logiche commerciali delle due aziende, apple punta alla qualità, windows alla quantità.
    E questo è storia (vedasi “pirati della Silycon Valley” approvato e firmato da entrambi i ceo delle due case madri)
    Credo ci sia poco da discutere…
    E ve lo dice uno che ha lavorato su pc dall’85 e ora son 10 anni che neanche morto passerebbe a win…
    (anche se conosco win perchè li riparo, con mac ;-P)
    posso capire una difficoltà nell’approccio da parte di un utente pc, perchè mac ragiona in maniera diversa, ma ciò non toglie che uno sia decisamente migliore dell’altro.

    Se poi vogliamo paragonare mac a linux allora sono possibii mille paragoni, anche se trovo tuttora linux affidabilissimo ma fin troppo complesso per chi utilizza un computer per lavoro, che non sia di programmazione.

  19. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.5.3 con Windows Windows 7

    Alessandro Massi ha scritto:

    ma ciò non toglie che uno sia decisamente migliore dell’altro.

    Questa è una tua personale opinione.
    Per farla passare come un dato oggettivo come pretendi di fare, dovresti come minimo integrare affermazioni simili con dati riscontrabili.

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