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Gen 032008
 
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Continuo a descrivere le mie impressioni d’uso dell’iMac, confrontando alcuni aspetti di Leopard e Vista, con una particolare attenzione all’interfaccia e ad alcuni dei programmi che vengono forniti in dotazione con Leopard.
Mi costringo alle solite premesse: le considerazioni che seguono, sono fatte tenendo sempre presenti i principi base di usabilità usati nelle valutazioni con metodi euristici, universalmente riconosciuti e valutabili in modo oggettivo, cercando di escludere valutazioni attinenti ai gusti personali (La bellezza è negli occhi di chi guarda) ed avendo come metro di paragone eventuali funzioni equivalenti disponibili in Vista.
Gli obiettivi che mi son posto: trovare conferme riguardo alla maggiore usabilità di un Mac rispetto ad un PC con Windows Vista e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente.

Wireless
Configurare la connessione ad una rete Wireless sembra una cosa semplicissima sull’iMac, ma…
Ma c’è un ma, una limitazione che, se non avessi avuto a disposizione un PC con Windows a portata di mano, mi avrebbe impedito il collegamento alla mia rete wireless.
Premessa: per migliorare la sicurezza della rete adotto alcuni sistemi di protezione che sono consentiti dal mio router (Draytek Vigor 2800VG); questo perchè, per motivi di praticità, sono costretto ad utilizzare una chiave d’accesso con crittografia WEP, com’è noto, piuttosto facile da crackare.
Tra le altre cose, ho perciò nascosto l’SSID (l’identificativo della mi Wlan non viene trasmesso) e impostato 4 chiavi WEP, che periodicamente cambio, attivando l’opportuna posizione in cui sono memorizzate.
Per potersi connettere alla mia rete Wireless, dopo aver disabilitato gli altri blocchi occorre perciò conoscere SSID, chiave WEP e posizione della chiave WEP.
Eliminati gli altri blocchi protettivi (solitamente non forniti dai router ADSL più comuni) per ricreare una situazione facilmente riscontrabile dalla maggior parte degli utenti, ho inserito (in un modo molto simile a quanto avviene su Vista) SSID e password WEP negli appositi campi nella procedura di configurazione della wireless.
Ma non c’è stato verso: un iMac non è in grado di connettersi a reti Wireless la cui chiave WEP non sia la numero 1: manca infatti la possibilità di specificarne la posizione (come invece è possibile con Windows).
Ci ho meso poco a capire che il problema era quello, perchè di recente un nostro cliente ha avuto lo stesso problema con il suo iPod Touch, ed alla fine abbiamo scoperto che non riusciva a connettersi alla nostra Wlan per lo stesso motivo (vizietto della Apple quindi).
Dopo aver impostato la chiave WEP in posizione 1, niente lo stesso: Airport non è in grado di effettuare la prima connessione ad una rete Wireless se l’SSID della rete è nascosto. Ho perciò dovuto utilizzare il mio Notebook per rendere visibile l’SSID della mia Wlan per poter collegare l’iMac. Dopo il primo collegamento, invece, ho potuto nascondere nuovamente l’SSID senza problemi.

Gestione Utenti
La gestione degli utenti di Leopard sembra una cosa in fase embrionale, lontana anni luce da quella di Vista.
Illustro alcuni dei problemi incontrati utilizzando alcuni scenari d’uso.
1) Sono a casa (o in ufficio, cambia poco); uso il computer anche per salvare dati privati che vanno protetti da occhi indiscreti (dal fratello, dalla moglie, dal figlio, dai colleghi, poco importa); imposto perciò una password associata al mio username d’accesso lasciando invariate le altre impostazioni di default. Imposto che al risveglio dello standby o all’interruzione dello screensaver, venga richiesta la password d’accesso. Fin qui tutto OK. Tutto come in Vista. Lancio il download di un grosso file. Visto che prevedo tempi lunghi lascio l’iMac ed esco.
Ore dopo, un altro utente vuole utilizzare il computer; lo trova o in standby oppure con il salvaschermo in esecuzione. Non può farci nulla, non può usare il computer. Deve conoscere la mia password (addio privacy) oppure attendere che io rientri e la digiti.
Di default, non esiste il concetto di sessione utente aperta.
In Vista, di default, l’ipotetico utente che avesse trovato il computer bloccato perchè in uso da un altro utente, avrebbe inserito la propria username e password ed avrebbe avuto regolarmente accesso alla propria sessione, lasciando la sessione dell’altro utente (nell’esempio io che mi ero allontanato) aperta (*), con i programmi in esecuzione.
Con un iMac questo non è possibile, con le impostazioni di default.
2) Sono a casa, il mio iMac è sempre protetto da password, come descritto prima, le altre impostazioni lasciate di default, avvio iTunes per ascoltare la mia playlist preferita, volume a manetta ed entro in bagno per fare la doccia. Poco dopo torna a casa mia madre che mi rimprovera per il volume troppo alto, va al computer sul quale si è attivato lo screensaver; non è in grado di abbassare il volume, ne’ spegnere il computer perchè, se non si inserisce la password utente l’iMac è inutilizzabile.
Chi è in grado di spiegarmi il senso o, meglio, l’utilità di impedire queste operazioni su un computer non presidiato?

Inoltre non esiste (o meglio, pur cercandola non l’ho trovata) nessuna possibilità di impostare dei gruppi di utenti a cui assegnare set di privilegi che ogni appartenente al gruppo eriditi automaticamente quando vi viene inserito.
Questo significa che in una piccola rete in cui non sia giustificabile l’acquisto di un server, occorrerà reimpostare tutti gli eventuali diritti d’accesso e privilegi risorsa per risorsa, utente per utente.
In Vista, invece, è possibile assegnare diritti e privilegi (ad esempio il diritto di accedere ad una cartella condivisa) sia agli utenti che hai gruppi; è sufficiente che un utente appartenga ad un gruppo perchè erediti automaticamente diritti, divieti e privilegi assegnati a quel gruppo (a meno che non vi sia un’impostazione diversa per quel particolare utente).
(update 04/01/2008 grazie Sirus)

Non ancora trovato il modo di impostare l’iMac in modo che faccia l’auto-mount di cartelle condivise in rete presenti sul mio PC con Vista; devo ogni volta scegliere “Vai->Connessione al server” o “Connessione al server” che compare trattenendo il click e sull’icona del Finder presente nel Dock e poi selezionare le cartelle che mi interessano dall’elenco.
Suppongo (e spero!) sia una limitazione legata alla viscerale antipatia che Apple prova per Microsoft e che le cose siano diverse,in una rete ariana costituita di soli, puri Mac.
A parti invertite (con Vista intendo) invece non c’è alcun problema: si sfoglia la rete, si sceglie la risorsa condivisa da connettere (non importa se si trova sul Mac), tasto destro del mouse->Connetti unità di rete e si spunta l’opzione “Riconnetti all’avvio”.

Questi esempi mettono in luce dei limiti che aiutano circoscrivere con maggiore precisione il target di utenza per cui la soluzione iMac può ritenersi adatta.
Se non ho preso qualche granchio (Franco, Stefano, Sirus, aiuto!) queste limitazioni sarebbero pesantissime come si può facilmente intuire.
Inoltre, faccio notare che con l’entrata in vigore del nuovo codice sulla protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/03 sulla privacy) i sistemi operativi sono considerati non conformi alla legge in caso manchi un’adeguata procedura di login.
Oltre alla gestione del login multiutente occorre, tra le altre cose, garantire:
– la gestione differenziata e automatizzata della scadenza delle password.
– Mancata accettazione di password composte da meno di 8 caratteri.
– logging e tracciamento di tutti gli accessi al PC
In che modo è possibile assicurare questo con gli iMac in modo da poterli utilizzare negli uffici senza violare la legge?
Non ho trovato alcuna utility o impostazione al riguardo.

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(*) In una rete Windows con dominio, la stessa azione forzerebbe la chiusura della precedente sessione utente.

Technorati Tag: Vista,Leopard,iMac,confronto

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