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Con Windows 7 Microsoft non sbaglia un colpo

 Scritto da alle 17:36 del 25/04/2009  Aggiungi commenti
Apr 252009
 
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Windows 7
Dopo vari rumors, l’annuncio ufficiale: Windows 7 includerà la funzione “Windows XP Mode”.

Di che si tratta?
Molto semplice: sarà possibile installare ed utilizzare un’applicazione, teoricamente incompatibile con Windows 7 ma che funziona con XP, utilizzando la modalità Windows XP mode, che sfrutta il sistema di virtualizzazione che sarà integrato nelle versioni Business e Ultimate di Windows 7.

Ad una prima superficiale lettura, qualcuno potrebbe essere tentato di paragonare Windows XP Mode alla modalità Windows XYZ Compatibile con cui è possibile, già ora, eseguire diverse applicazioni su Vista o XP.
Ma si cadrebbe in un errore grossolano: stavolta si tratta di un vero sistema di virtualizzazione integrato che riproduce un PC con ambiente Windows XP SP3; fino ad ora un risultato simile era ottenibile (presumibilmente con un livello di integrazione nettamente inferiore) con applicativi quali Virtual PC, VirtualBox, VMware, ecc.
Dettaglio non secondario: il tutto sarà compreso nel prezzo. Inclusa la licenza per Windows XP.

Altra tentazione è quella di chiedersi come mai non esista un Windows Vista Mode.
La risposta è molto banale: software scritto per Vista non dovrebbe avere alcun problema a funzionare correttamente con Windows 7; al massimo tornerebbe utile la Modalità Windows XYZ Compatibile di cui sopra.

Resta da verificare se e in che misura Windows XP Mode possa utilizzarsi anche come soluzione per l’installazione di driver per hardware datato, per il quale non esistono drivers per Vista/Windows 7.

L’impatto di questa nuova feature, come si può facilmente intuire, non è affatto di poco conto.
Basti pensare che in questo modo si rimuove forse il freno maggiore all’adozione di una nuova versione di sistema operativo, soprattutto in ambito aziendale, è proprio il rischio di non retro-compatibilità con le applicazioni esistenti.

Inoltre questo nuovo approccio al problema, potrebbe risparmiare a Microsoft molti grattacapi che da sempre derivano dalla necessità di assicurare retro-compatibilità ad ogni costo (o quasi) per non scontentare molti produttori di software per piattaforma Windows, ma che, di fatto, funge da freno allo sviluppo del sistema operativo, fino ad ora infarcito di compromessi a volte controproducenti.

Il che, alla fine, potrebbe dare un impulso decisivo all’arrivo sul mercato di soluzioni che, fino ad ora, non potevano prescindere dalla retro-compatibilità.

Insomma, Microsoft ha tirato fuori una soluzione che dovrebbe risolvere un annoso problema senza imposizioni per le altre software house che potranno seguire i loro ritmi di sviluppo senza condizionare l’operato di Microsoft.
Il condizionale è d’obbligo perché, come mi è capitato più volte di dire, sulla carta tutto sembra brillante; occorrerà attendere di vedere l’implementazione reale per poter giudicare meglio.
Le premesse sono ottime e a prescindere dal risultato di questa prima implementazione che vedremo in Windows 7, la strada tracciata sembra aprire un nuovo panorama di opportunità.

In ultimo, alcune considerazioni generali, che anche questa novità sembra confermare.
Microsoft, da qualche tempo in qua, sta sorprendendo positivamente un po’ tutti, anche i detrattori cronici che, ultimamente, mi pare si trovino un po’ disarmati.
Il punto di svolta è stato, a mio giudizio, Vista, o meglio, l’antipatia che ha riscosso presso il grande pubblico.
Per Microsoft l’affaire Vista si sta rivelando però molto costruttivo, probabilmente perché ha dato il la a qualche riorganizzazione interna ed  ha consentito un drastico cambiamento nell’approccio di Microsoft al mercato.
In molti giudicano Vista un flop; non so se commercialmente lo è stato; chi mi legge sa che per me Vista (parlo della versione Business o Ultimate) resta il miglior sistema operativo desktop mai realizzato da Microsoft. Fino ad ora.
Non a caso Windows 7 ne raccoglie a piene mani l’eredità tecnologica.
Alla fine, secondo me, Vista avrà un ruolo nella storia dell’evoluzione dei sistemi operativi by Redmond, ben maggiore di quello che si può attribuire a Windows ME o ad altri sistemi operativi del passato a cui viene troppo frettolosamente equiparato.

Con Windows 7, l’azienda di Redmond, pare abbia messo l’utente al centro del percorso di sviluppo in misura ben maggiore di quanto appaia venisse fatto in passato.
Di sicuro pesa anche una certa riorganizzazione interna, ma il risultato non è così scontato quando si ha a che fare con aziende di dimensioni simili in cui il coordinamento è tutto.

Rendere disponibile ufficialmente la beta di Windows 7 si sta rivelando una mossa formidabile, perché, oltre a permettere di raccogliere ulteriori indicazioni e suggerimenti che consentono di correggere dettagli o potenziali problemi di Windows 7 prima del suo rilascio ufficiale, ha consentito di validare quelle scelte che, è evidente, sono il frutto di analisi e ricerche che devono necessariamente essere state iniziate più di qualche mese fa.
Insomma, Microsoft sta dimostrando capacità di mettere a frutto positivamente i propri errori.

Non vorrei sbagliarmi, ma la mia sensazione è che la dipartita di Bill Gates possa avere facilitato questi cambiamenti: è possibile che presenze così…ingombranti… a lungo andare si rivelino un peso insostenibile per aziende di questo tipo, che rischiano di fossilizzarsi su un’idea (quella del guru) anche quando questa ha evidentemente perso smalto.

Ispirazione

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