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SdSM

Le avventure e le peripezie di un SysAdmin

[SdSM] Di piu’ non e’ sempre meglio

 Scritto da alle 06:27 del 29/07/2012  Nessuna risposta »
Lug 292012
 

rainclouds1

Ritorniamo a parlare di $allupati, di cui ho gia’ detto fin troppo. Ora, dopo le ultime malefatte i signori hanno deciso di "cloudizzarsi" (cosi’ ha detto l’ul di turno), il che significa nella sua testa (bacata) di spostare alcune funzioni dell’applicazioni in un qualche servizio web ospitato sa dio dove.

Dopo un paio di test con la versione di test dell’applicazione le cose sembrano andare bene ed il tutto viene riportato in produzione, se non vi ricordate questi sono quelli che avevano cominciato con 6 (sei) application server, poi sono passati ad averne 10 (dieci) ed adesso, dopo qualche ‘problemino’ di carico sono arrivati ad avere 12 (dodici) server di produzione.

Ok, in effetti sarebbero 14, ma due sono sganciati dal load balancer per una serie di ragioni che adesso non riporto perche’ senno’ mi viene da bestemmiare solo al pensiero…

Comunque sia, dodici server di produzione.

In ogni caso, i signori fanno qualche test con l’ambiente di test (appunto) e paiono soddisfatti dei risultati, cosi’ un bel martedi’ mattina facciamo il mega rilascio su tutti i 14 server di produzione e cominciano i guai.

Nel giro di 10 minuti i vari server di produzione cominciano a diventare di un lento da far paura. Tempo addietro avevamo aggiunto una specie di ‘watchdog’, se la risposta del server diventa troppo lenta il servizio viene riavviato, Questo perche’ i vari programmatroti non erano molto capaci di gestire cose come garbage collection. Con il risultato che una applicazione lenta era molto spesso una applicazione sul punto di incartarsi per mancanza di memoria.

Il guaio e’ che quella "brillante soluzione" (come l’aveva definita DaBoss, ignorando il mio commento che la soluzione avrebbe brillato di piu’ se fosse stata "correggere gli errori nell’applicazione del ca$$o") adesso e’ diventata un’arma a doppio taglio, con entrami i lati puntati verso di noi: il sistema e’ talmente lento che tutti i server si riavviano uno dopo l’altro e la possibilita’ di beccare un errore e’ praticamente 1 su 1.

Ovviamente dopo 10 minuti abbiamo $allupati al telefono. Che ovviamente non sono contenti della situazione.

Dopo un po’ di tira e molla riesco a convincere l’UL di turno a fare un bel roll-back e ritornare alla versione dell’applicazione precedente. Loh and Behold, tutto funziona in maniera perfetta. Ok, che roba e’ cambiato tra la versione vecchia (che funziona) e qualla nuova che si inchioda? A parte un paio di cambiamenti di nessuna importanza, il nuovo web-servizio ovviamente.

Hummm… fatti un girello nei vari log e scopri che quel web-servizio viene chiamato nel 98% delle richieste! Ed eccoti risolto l’arcano: il webservizio del menga e’ piu’ lento di un bradipo stanco, ergo, tutto il sistema diventa dipendente da l’ennesimo collo di bottlglia/single point of failure. Quando quello diventa troppo lento e cessa di rispondere, l’intero sistema si siede per terra.

DB – Ma cosa possiamo fare?
IO – Noi? Noi non possiamo farci un tubo, se questa gente (mi riferisco a quelli che gestiscono il web-disservizio) non riescono a gestire questo carico di attivita’ (che non e’ neanche elevato oggi, aspetta la newsletter di domenica e voglio vederti) non e’ che ci possiamo fare molto.
DB – Ma se noi per esempio…
IO – Si?
DB – Aggiungessimo un paio di server dalla nostra parte? Non so… un’altra dozzina per esempio…
IO – Quajo! Il problema cosi’ lo peggiori e basta. Se si tratta di un eccesso di carico, aggiungere server dalla nostra parte significa aggiungere client alla loro parte, quindi peggiorare il loro carico e non migliorarlo.
DB – Ma noi dobbiamo risolvere il problema!
IO – Lo abbiamo gia’ risolto: non usare il web-disservizio, se loro vogliono per forza utilizzarlo dovranno discutere con quelli che lo forniscono di avere una minima capacita’ riservata.
DB – Ma se noi aggiungessimo una mezza dozzina di server…

Qualche cosa mi fa pensare che voglia vendergli un’estensione dell’hosting.

Davide

legenda personaggi

Lug 232012
 

file Stack

Allora, ritorniamo a parlare della famosa applicazione di quella gente di cui avevo detto un po’ di tempo fa. Dopo i vari casini che si erano verificati, l’UL in carico della situazione aveva deciso che la cosa migliore da fare era… rifare tutto da capo. Ma con un altro programmatroto ed in modo completamente diverso.

Ragion per cui erano stati installati altri 8 servers, con JBoss e TomCat (?) e le varie applicazioni suddivise in modo che uno dei server facesse funzionare questo-e-quello mentre l’altro facesso quest’altro-e-quell’altro e cosi’ via. Con il risultato che non ci si capisce piu’ un tubo e per un rilascio bisogna andare a cercare roba in giro per il mondo. Tra l’altro, non contenti del casotto iniziale, hanno anche deciso di spostare le applicazioni in giro.

Dopo una serie di madonne da fare invidia ad uno scaricatore di porto turco, sono riuscito a farmi una vaga idea di come le cose funzionano ed ho scritto uno straccio di documentazione dove si spiega la rava e la fava ed e’ presente una breve procedura di rilascio.

Procedura che e’ una roba del tipo

  1. Attivare pagina di manutenzione su firewall X con linea Y
  2. Attivare pagina di manutenzione su server X con linea Y
  3. Eseguire backup del database usando script K su server Z
  4. Eseguire backup applicazioni su server 1..8 con script…

E cosi’ via. Ora, la documentazione finisce con un bel "quando ho scritto sta roba funzionava, se fate dei cambiamenti all’ambiente aggiornate la documentazione grazie". No, che qualcuno aggiorni la documentazione non ci credo manco io, ma tante’…

Comunque sia. Le cose vanno piu’ o meno con la mia documentazione che funziona. Solo che poi questa gente comincia a fare ‘n’ rilasci in test e poi riportare tutto di botto in produzione. Ovviamente l’idea di fare un rilascio "omnicomprensivo" che contiene tutto e’ al di la’ della loro comprensione, quindi si limitano a ripassarci tutte le versioni che devono essere riportate una per una (nella giusta sequenza) sui server di produzione in modo da avere l’applicazione funzionante.

Tutto questo solo per descrivere il casotto. Comunque sia, arriva il giorno in cui questo branco di allupati domanda un rilascio sul sistema di produzione. Rilascio che e’ l’accumulo di 3 o 4 rilasci precedenti. E quella mattina, per svariati motivi, io sono impegolato a cercare di risolvere un problema di rewrite e redirects circolari su Apache. Ondepercuicio, quando uno dei miei colleghi mi dice che del rilascio se ne occupa lui, io casco dalle nuvole perche’ manco ho visto la mail. Ma dato che dice che "se ne occupa lui" io non mi preoccupo piu’ di tanto.

Almeno fino a che il telefono non comincia a suonare. Ed ovviamente e’ l’UL della situazione che si lamenta che la pagina di manutenzione in corso non compare ed il sito e’ irraggiungibile e che la versione sbagliata compare adesso in produzione e che questo-e-quell’errore sono riportati da questo-e-quel servizio… Il che mi fa pensare che il famoso collega che sta procedendo al rilascio non ha letto la documentazione.

IO – (rivolto al suddetto collega, d’ora in avanti CL) Yoh! Ancora occupato con il rilascio di quella gente?
CL – Si’, e’ un casino.
IO – Che e’ un casino lo sapevano tutti, hai letto la documentazione?
CL – Ho qui la lista che ha passato il programmatroto.
IO – Si bene, ma a parte quella, hai anche letto la documentazione di rilascio che abbiamo nel wiki?
CL – No, ho qui la lista del programmatroto.
IO – Ah bene, allora di passo UL che ha qualche domanda per te.

Ovviamente l’UL in questione ripete le sue germiadi a CL, il quale ripete a pappagallo che "ha la lista del programmatroto". Il fatto che tale lista riporti cose generiche e non dica nulla di cose come "pagine di manutenzione" et similia e’ un particolare trascurabile. Comunque sia, CL si piglia la scaldata e poi viene a domandare a me.

CL – Ma c’e’ una pagina di manutezione per quel sito?
IO – Probabilmente si, ma se c’e’ e’ scritta nella documentazione.
CL – E c’e’ una procedura per il backup del database?
IO – Se c’e’ e’ nella documentazione.
CL – E c’e’ una sequenza…
IO – Quale parte di leggi la foxxuta documentazione non era chiara?

Perche’ la documentazione e’ una gran rottura da scrivere e da mantenere, se poi nessuno la legge mai e’ anche peggio.

Davide

legenda personaggi

[SdSM] Best Effort

 Scritto da alle 06:27 del 08/07/2012  Nessuna risposta »
Lug 082012
 

Baby sitter

Sembra un normale lunedi’ di inizio autunno (aka: piove e tira vento), quando una strana mail scuote la calma della mia casella di posta.

Da: maisentito@unqualchesito.com
Oggetto: ist995 down

Non riusciamo piu’ a collegarci con ist995, il server e’ down o ci sono dei problemi con il firewall? prego controllare ASAP.

Io rimango per un po’ a guardarla senza capire. Una rapida ricerca mi dice che non c’e’ traccia di questo ‘ist995′ nella nostra documentazione, ne’ nel nostro DNS ne’ nel file hosts ne’ in altri posti.

"unqualchesito.com" non compare nella documentazione manco lui, il dominio e’ registrato in belgio e la ditta che lo possiede mi e’ ignota.

Tuttavia, prima di considerare la cosa una cazzata e buttarla in /dev/null domando a daboss se ne sa qualche cosa.

DB – Ah, si’ mi ricordo di quella cosa… Mi pare che abbiamo aiutato quella gente diversi anni fa ad installare un firewall, poi era passato in gestione ad un loro sysadmin e non ne abbiamo piu’ sentito parlare.
IO – Quindi che devo farci con questa roba?
DB – Potresti darci un’occhiata?
IO – E come? Non so dove sta il sito, il firewall, non ci sono informazioni di login da nessuna parte!
DB – Vabbe’, prova a domandare a loro.
IO – Ma chi paga poi? Hanno un contratto sta gente?
DB – No, non credo che abbiano un contratto. Anzi sono sicuro che non ce lo hanno.
IO – Di bene in meglio… quindi? Agrattisse?
DB – Bhe’, vedi un momento cosa riesci a scoprire, poi vedremo cosa fare.

Onde per cui spedisco indietro una mail domandando la rava e la fava, cioe’ dove sarebbe tale server, che roba e’, come ci si collega, accounts et similia. La mail che mi arriva di risposta e’ a dir poco criptica. Si lamenta che "non ci si riesce a collegare" ma ben poche informazioni sono fornite allo scopo di aiutare il debugging. Dopo un certo rimpallo di mail riesco a venire in possesso di un paio di informazioni essenziali.

Ovvero: il firewall e’ un BSD (nessuna sorpresa) ed il famoso server con il quale non ci si riesce a collegare sarebbe un qualche server Windows, nessuna informazione pero’ riguardo a quali servizi/funzioni siano irraggiungibili ne’ come ci si possa loggare su tale server. Le credenziali di login sul firewall sono anche nebulose.

Da quello che riesco ad arguire l’intero ambaradan era stato inizialmente installato da qualcuno con l’aiuto nostro, poi passato in gestione in toto ad un sysadmin di $dittamaisentita e basta. Adesso pare che il suddetto sysadmin sia ammalato o qualche cosa del genere (ho il vago sospetto che $dittamaisentita stia cercando di tagliare i costi ed abbia semplicemente licenziato il malcapitato) ed ora nessuno sa piu’ come e’ configurato l’intero arnese o cosa fare. E come al solito l’UL della situazione ha pescato il nostro indirizzo di posta e via.

Il problema pero’ e’ che apparentemente nessuno ha la piu’ pallida idea di cosa, come o perche’. Cosa sia installato e disponibile, come lo sia e soprattutto PERCHE’ non funzioni. Ovviamente nessuno ha toccato niente nel firewall (anche perche’ non sanno le password) ne’ ci sono stati problemi o altro. Come al solito insomma.

Dopo aver madonnato al telefono con il CL della situazione riesco a fargli quantomeno riavviare il firewall e lo conduco per mano a cambiare la password di root, aggiungere una utenza particolare per consentirmi il login ed una attenta analisi delle loro mail mi fornisce una idea di quale potrebbe essere l’indirizzo ip a cui devo attaccarmi e riesco a collegarmi.

Un po’ di tcpdump non mi dice pero’ nulla di particolare, a quanto vedo i pacchetti vanno ma non vengono mai. Riferisco i risultati allo scontento UL (non so che farci) e riporto a DaBoss.

IO – …quindi o prendiamo in carico la gestione dell’intero sistema, il che significa avere le credenziali di accesso a tutti i sistemi, oppure c’e’ ben poco che noi possiamo fare. Secondo me questi hanno fatto un qualche aggiornamento sul loro server windows e adesso non passa piu’ un tubo ne’ da una parte ne’ dall’altra.
DB – Ah, vabbe’, gli mandero’ un’offerta per la gestione del loro sistema, nel frattempo vedi di fare il possibile senza perderci troppo tempo… "best effort".

Nelle successive 12 ore conto non meno di 20 ticket di questi arrapati con problemi che vanno dall’aggiunta di funzionalita’ ad applicazioni mai viste ne’ sentite a domande relative all’uso di applicazioni desktop!

"Best Effort"??? Ma che mi prendono per il culo? Questi hanno bisogno di una baby-sitter piu’ che di un sistemista! Ah, ed ovviamente, nel caso vi fossero dubbi, tutti i ticket contengono la parola magica "ASAP".

Davide

legenda personaggi

[SdSM] Skizo

 Scritto da alle 06:27 del 30/06/2012  Nessuna risposta »
Giu 302012
 

colleghi

Ok questa qui non e’ propriamente una storia, anzi non lo e’ per niente, ma dato che siamo sotto Natale e dovremmo essere tutti piu’ buoni e comprensivi, ho deciso di deliziarvi con un classico esempio di cio’ che passa per miei "colleghi di lavoro" in cotesto posto.

Alura, comincio con il premettere che nel mio ufficio (ed in generale in tutti gli uffici in cui sono capitato fino ad ora), il caffe’ ed altri ‘generi di conforto’ sono gentilmente offerti e gratuiti. O meglio, sono offerti quando non finiscono con la velocita’ di un fulmine, dopo di che tutti cominciano a lamentarsi a voce sempre piu’ alta finche’ qualcuno non corre ad acquistarli o fare un’ordine in modo che la riserva sia ristabilita. In genere, quando il caffe’ e’ finito, io non bevo caffe’. E quando i vari ‘generi di conforto’ (aka: biscottini et similia) sono finiti non ne consumo o mi porto da casa la mia scorta personale.

Assieme a tutto questo, nel mio ufficio e’ presente una lavastoviglie che dovrebbe servire a ripulire tazze e bicchieri. Dico "dovrebbe" perche’ in generale le tazze ed i bicchieri sono abbandonati in giro per l’ufficio o accatastati in un mucchio sul banco della cucina e non sono mai nella lavastoviglie dove dovrebbero essere. Qualcuno sostiene che "quelli delle pulizie" dovrebbero essere responsabili di caricare e scaricare la macchina. Tale voce di corridoio rimane IMHO infondata in quanto "quelli delle pulizie" sono piu’ fantomatici e sfuggenti del BigFoot, si vocifera che esistano e che qualcuno li abbia pure visti, ma a me non e’ mai capitato ed osservando la condizione dei pavimenti e delle scrivanie in genere sono portato a dubitare della loro esistenza.

Comunque sia, quello che succede di solito e’ che io arrivo ad ora antelucana, mi dirigo in cucina per un caffe’ e mentre la macchina fa il suo ciclo di riscaldamento/pulizia, io svuoto la lavastoviglie dai piatti e tazze pulite, metto le suddette dove dovrebbero essere (nel mobile di cucina), ricarico la lavastoviglie con le tonnellate di tazze e piatti sporchi che giacciono in ogni dove. faccio partire poi mi prendo il mio caffe’ e me ne vado a lavorare. Di tanto in tanto, per cause soprannaturali (leggi: rilasci di applicazioni ad ore antelucane) arrivo dopo in ufficio e mi becco la scenda del CL di turno che arriva in cucina con la tazza sporca, la abbandona in mezzo al marasma, apre lo sportello, scopre che non ci sono altre tazze pulite e rimane a guardarsi intorno pensando al cosa fare. Ovviamente l’idea di riprendersi la sua merdosa tazza, dargli una sciacquata e riciclarla e’ al di la’ della sua capacita’ mentale.

Oggi, all’ora di pranzo, ero seduto ad uno dei tavolinetti della cucina che mi sgagnavo la mia insalata di riso quando il CL della situazione e’ arrivato con la famosa tazza sporca. Mette la tazza sul banco, dove ve ne sono gia’ 3 o 4, apre lo sportello, ne prende una nuova… al che mi sono sentito in dovere di fare La Domanda

IO – Perche’ non metti quella roba dentro la lavastoviglie invece di lasciarla li’ sopra?
CL – He?
IO – Ho detto: perche’ non metti quella roba dentro la lavastoviglie?
CL – (guardando le 3 o 4 tazze) Ma non sono mica mie…
IO – E allora perche’ le usi?
CL – No, intendo… una e’ la mia…
IO – E allora perche’ non LA metti nella lavastoviglie?
CL – Non lo so.
IO – Sarebbe a dire?
CL – Non lo so il motivo.
IO – Cioe’, tu mi stai dicendo che agisci in un certo modo ma non sai darmi una valida ragione per le tue azioni? Non e’ quello che gli piscologi chiamano "schizofrenia"?
CL – Hemmm… Ma cioe’… io non lo so se nella lavastoviglie ci sono delle cose pulite…
IO – Ok, allora ti do’ un hint: apri la lavastoviglie e guardaci dentro, se ci sono delle cose pulite potresti per esempio tirarle fuori e metterle nello stipo e poi mettere dentro la tua tazza sporca no? Si tratta di aprire la lavastoviglie, guardarci dentro, tirare fuori le tazze che ci sono ed infine metterci dentro la tua… se tutti lo fanno nessuno ne soffre e tutti ne guadagnano.
CL – Ma… non e’ mica il mio lavoro…
IO – Ti ricordo che io sono seduto dietro di te e la parete che ci divide e’ fatta di vetro, lo vedo quello che c’e’ sul tuo schermo. Fino ad adesso direi che il tuo lavoro e’ consistito nel guardare video su YouTube.

Dopo questa interessante conversazione CL ha deciso di fare lo sforzo erculeo di mettere la sua tazza dentro la lavastoviglie. Per sua fortuna la suddetta era gia’ vuota, altrimenti si sarebbe probabilmente slogato la schiena per tirarne fuori il contenuto. No, l’idea di metterci dentro anche le altre 4 tazze che erano sul tavolo non l’ha nemmeno sfiorato, perche’ domandate?

No, non penso proprio che questa esperienza abbia cambiato il modus operandi del CL in questione. L’unico effetto e’ che ha fatto scendere ancora piu’ in basso il mio livello di fiducia nel genere umano e Ciellesco in generale.

Nota: lo so che probabilmente la schizofrenia non e’ la definizione giusta, quello che volevo coinvogliare nel cranio del CL era che il suo comportamento era facilmente assimilabile ad uno stato di malfunzionamento cerebrale avanzato. Ed il termine ‘schizofrenico’ era facile da tradurre.

Davide

legenda personaggi

[SdSM] Rollback

 Scritto da alle 06:27 del 17/06/2012  Nessuna risposta »
Giu 172012
 

rollback

I databases sono cose fantastiche. Consentono di organizzare i dati in entita’ gestibili (chiamate ‘records’) ordinandoli, aggiungendoli, modificandoli eccetera ecceterandoli. Come tutte le cose belle ed utili pero’, i database richiedono di essere usati in modo appropriato.

Se si cerca di usare un… qualsiasi cosa in effetti, in modo inappropriato non si otterra’ il risultato desiderato ma si complichera’ inutilmente la vita di tutti i coinvolti, in primis del SysAdmin che vi bestemmiera’ dietro.

E’ quello che ho pensato oggi, quando mi e’ piovuta nella casella di posta una mail che parla di "rilascio" dell’applicazioen tal-de-tali nell’ambiente di test.

Il ‘rilascio’ consiste piu’ o meno nella solita roba: copia di file .war, modifica di configurazioni ed una paccata di script .sql per aggiornare il database.

Uno in particolare di questi script ha attirato la mia attenzione:

delete from tabella1 where campo=valore;
delete from tabella2 where campo=valore;
delete from tabella3 where campo=valore;
delete from tabella4 where campo=valore;
delete from tabella5 where campo=valore;

Un rapido (si fa per dire) controllo mi ha detto che tabella1 contiene 18 milioni di records (diciottomilioni) di cui 17.9 milioni corrispondono a quella clausola ‘where’… taccio sulle altre tabelle il cui contenuto e’ simile.

Immediatamente e’ partita una mia mail che diceva piu’ o meno "ma se dobbiamo rimuovere il 99% dei records di una tabella, non facciamo prima a fare una copia dei dati che NON DEVONO essere rimossi, truncate della tabella e poi fare un restore dei dati salvati prima?"

Il programmatroto in oggetto ha blaterato di ‘coerenza dei dati’ ed altre cose varie, il discorso era abbastanza vacuo e lacunoso ed a me ha dato la netta impressione di qualcuno che non sa che differenza operativa ci sia tra una TRUNCATE ed una DELETE. Soprattutto quando ci sono di mezzo 18 milioni e passa di records ed un database con le transazioni.

L’ho detto che era venerdi’ pomeriggio alle 16.30? Se non l’ho detto era sufficientemente sottinteso?

Comunque sia, io ho lanciato (in screen) lo script. Dopo un paio d’ore, comunicato a chi di dovere che lo script stava ancora girando ed io non avevo la piu’ pallida idea di quanto ci avrebbe messo, me ne sono andato a casa. Durante il fine-settimana ho dato un’occhiata di tanto in tanto a come stavano andando le cose. Lo script era sempre fermo al suo ‘delete’.

79 ore dopo, lunedi’, mi arriva la telefonata del ‘responsabile it’ (CL) della situazione.

CL – Noi avevamo richiesto un rilascio venerdi’ scorso. Non abbiamo piu’ saputo nulla.
IO – Il vostro rilascio richiedeva l’esecuzione di una serie di script di aggiornamento del database, uno di questi sta ancora girando. Avevo fatto presente venerdi’ che lo script era fatto in modo… diciamo sub-ottimale… ed avrebbe richiesto del tempo per essere eseguito.
CL – Ma e’ da venerdi’ che noi non possiamo fare niente!
IO – Non e’ che io possa farci molto: il database non lo posso di certo velocizzare.

Dopo un po’ di geremiadi il CL decide di riportare il problema al suo programmatroto. Il quale finisce con il mandare una mail (in CC a me) che dice piu’ o meno che la cosa migliore da fare e’ di rifare lo script in modo "ottimizzato". Come ottimizzazione lui suggerisce di… copiare i records da non cancellare in una tabella temporanea, eseguire una ‘truncate’ della tabelle e… insomma la stessa identica cosa che io avevo suggerito a lui prima di eseguire questa query.

Ovviamente, quello che il programmatroto non ha preso in considerazione e’ che interrompere adesso la query vuole dire eseguire un rollback dell’intera operazione, rollback che, probabilmente, ci mettera’ lo stesso identico tempo che ci ha messo fino ad ora.

Come dicevo: se non si capisce come usare uno strumento si puo’ stare certi che lo si usera’ molto, ma molto male.

Davide

legenda personaggi

[SdSM] E’ come magia!

 Scritto da alle 06:27 del 09/06/2012  1 Risposta »
Giu 092012
 

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Quando le automobili furono inventate, la popolazione guardo’ con meraviglia e riverenza quelle cose misteriose che facevano un gran casino e sembravano muoversi per conto loro senza alcun intervento esterno.

Era come magia! Non lo sai come funziona: e’ magia, nessuno lo spiega: e’ magia!

Poi le auto diventarono piu’ comuni del mal di testa e nessuno si preoccupa piu’ di tanto del fatto che funzionino. Che ben pochi tutt’ora ne capiscano o si preoccupino di capirne il funzionamento non e’ una cosa troppo strana e che ancora meno siano capaci di usarle o di metterci le mani dentro e’ ancora meno strana.

Tuttavia, sono pochi quelli che si mettono a ravanare sotto al cofano di una auto ed i vari costruttori fanno di tutto perche’ diventi sempre piu’ difficile il farlo. Ed ancora meno sono quelli che si fregiano di titoli altisonanti che implicano che siano in grado di ravanare sotto al cofano di un’auto con competenza e perizia.

Poi, negli anni 80, cominciarono a diffondersi i computers, che facevano cose strane, facendo comparire simboli, lettere e numri sullo schermo.

Era come magia! Non lo sai come funziona: e’ magia, nessuno lo spiega: e’ magia!

Oggi i computers sono piu’ comuni delle formiche il giorno del picnic aziendale ma le persone che capiscono come i computers funzionano sono ben poche. Tuttavia, a differenza delle auto, quelli che si fregiano di titoli altisonanti e richiedono compensi comparati al titolo senza capire una cippa di come le cose funzionano sono, a mio parere, troppi… troppissimi. E non c’e’ di certo mancanza di "polli" per cotesti individui da spennare.

Ora, che c’entro io direte voi? C’entro perche’ oggi mi arriva la seguente richiesta da un CL a caso con l’altisonante titolo di "internet solution specialist":

CL – Allo scopo di utilizzare appieno i servizi del nuovo hosting provider, e’ necessario cambiare i DNS del nostro sito web impostando i seguenti DNS: 1. dns.nuovoprovider.nl, 2. dns2.nuovoprovider.nl e 3. dns3.nuovoprovider.nl.

Allora, sto branco di paguroidi ha deciso di spostare il loro server web dal nostro hosting ad un altro hosting meno costoso (dicono loro), il server e’ stato "migrato" e l’unica cosa che era rimasta da noi e’ la gestione dei DNS, ora pare vogliano togliare anche quella. Vabbe’, NMP.

Allora, io rimando indietro una bella maillina che dice piu’ o meno:

IO – Caro CL, modificare i DNS nella registrazione del dominio significa che da ora in avanti le modifiche alla zona dovranno essere richieste o effettuate usando il DNS del nuovo providers, dato che noi non abbiamo accesso a tali DNS non sara’ piu’ nostro compito gestirli.

Dopo una sommaria conferma (ho idea che il CL sia andato in coredump del cervello alla prima riga), procedo a cambiare la registrazione. Un paio di ore dopo scoppia il casino. Come atteso.

CL – Non riceviamo piu’ posta!
IO – In che senso?
CL – Che non ci arriva piu’ la posta!
IO – Dunque clicckety click sembra che il record mx per il vostro dominio punti sul server di posta del nuovo provider, avete domandato a lui?
CL – Ma noi vogliamo ricevere la posta sul nostro server.
IO – In tal caso dovreste configurare il record mx in modo da puntare a quel server e non al server del provider.
CL – Bhe’ cambiatelo!
IO – No, io non posso cambiarlo, dovete richiederlo al nuovo provider.
CL – Ma voi avete sempre fatto le cose!
IO – Perche’ eravamo noi a gestire il vostro DNS, adesso non lo gestiamo piu’ quindi non possiamo farlo. Come scritto nella mail di prima.
CL – Ma noi non riceviamo piu’ la posta!
IO – Parlatene con il vostro nuovo provider.
CL – Ma che vuole dire? Io ho solo chiesto di cambiare una cosa, cosa c’entra la posta?
IO – Hummm… voi avete idea di come funziona il DNS vero?
CL – Ma si’, il sito… http… quella roba li’…
IO – Allora, se il DNS e’ quello del provider, e’ quello che dice dove deve andare la posta, se quell’informazione e’ sbagliata la posta andra’ da un’altra parte.
CL – Ma il sito si vede ancora!
IO – Il sito non c’entra un tubo con la posta.
CL – Ah no. Un momento, in effetti c’e’ un problema che il sito con il www dovrebbe vedersi come quello senza www mentre adesso il sito senza www rimane senza www. Possiamo metterlo a posto?
IO – Anche questo dovete domandarlo al provider. Quello nuovo.
CL – E non potete metterlo a posto voi?
IO – No. Dovete domandarlo al nuovo provider che vi gestisce il sito. Noi non ci entriamo piu’ niente.
CL – Ma se aspettiamo loro ci facciamo notte! Noi abbiamo bisogno della posta!
IO – Bhe, io posso rimettere i DNS come stavano prima ma richiedera’ un po’ di tempo ed in ogni caso dovrete ugualmente parlare con il provider per la faccenda del ‘www’ (sic).
CL – Ma perche’ non li sistemate voi? Lo avete sempre fatto.
IO – Perche’ i DNS non sono piu’ i nostri e quindi non li gestiamo piu’. Come spiegato nella mail.
CL – …si ma io mica l’ho capito…

E si’… perche’ come funziona "la internet" e’ magia no?

Davide

legenda personaggi