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Le avventure e le peripezie di un SysAdmin

[SdSM] Teoria Generale della PonyDynamica

 Scritto da alle 00:15 del 22/07/2008  Nessuna risposta »
Lug 222008
 

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07/04/2008

Anche nota come "Ooooohhhh…. Pony!"…

Premessa: questa qui’ non e’ farina del mio sacco, e’ comparsa un bel giorno su alt.sysadmin.recovery ed era troppo bella per passarla, l’autore originale passa sotto il nick di ‘sdeath’, cercate con goorgle e troverete l’originale. C’e’ anche da dire che il tono semi serio e l’uso di nozionismi matematici hanno reso l’opera di traduzione piuttosto ardua. Chiedo venia se in alcuni punti il testo non rende giustizia all’originale. {Davide}

Come spesso osservato, nella storia nessun tipo di osservazione scientifica appare completamente formato come Athena dalla testa di Zeus. L’uomo guarda all’ambiente che lo circonda e cerca di inventarsi principi e regole per spiegarne la natura. E’ la speranza di tutti gli scienziati che attraverso il duro e lungo processo di prove e controprove, questi principi si avvicinino sempre di più alla Realtà delle Cose, precedentemente riservata solo al Creatore.

La Teoria della PonyDynamica (o "ponidynamica" come viene scritta dagli abitanti delle Isole Britanniche e del Subcontinente Indiano o "Teoria Dinamiky Ponyi" per i nostri fratelli Russi) e’ una vasta e complessa visione di certi aspetti del nostro mondo, capace di sorprendere anche dopo molti anni di studio. Questo che segue non e’ ovviamente un trattamento esaustivo dell’argomento che sarebbe impossibile in questo spazio, la mia intenzione e’ perciò solo di impartire un senso generale della teoria e delle sue relazioni con i lettori di queste pagine.

La teoria inizia con la cruda osservazione di Freud che lo sviluppo del bambino può essere diviso in una serie di fasi (o stati), la seconda delle quali, dai 2 ad i 4 anni, queste eta’ sono ovviamente solo approssimative, include la cosiddetta fase "egocentrica" (o più idoneamente merdacentrica). E’ durante questa fase che i parenti riconoscono una tipica verbalizzazione del bimbo: Voglio un Pony!.

Riguardo l’espressione: il concetto di Pony per se ed il semplice desiderio sono il solo contenuto. Cio’ che notoriamente non e’ contenuto in questa semplice frase e’ l’apprezzamento di tutta una serie di caratteristiche e problematiche che sono intrinseche nell’acquisizione dell’oggetto, possesso e manutenzione. Alcune di queste caratteristiche sono logistiche in natura: i pony devono mangiare, altrimenti, dal breve al medio termine non vi sarà più alcun pony. Ci deve essere una apposita locazione dove rilasciare il sottoprodotto di tale cibo (merda di cavallo), ed un mezzo per trasportare la suddetta verso il suo luogo di riposo finale, e qualcuno che sia attivamente impiegato in tale operazione ad intervalli regolari. Altre caratteristiche sono prettamente di ordine pratico: l’esistenza di un pony implica l’esistenza di un luogo ove ricoverare tale pony, luogo che, nella maggioranza dei casi, non può essere il garage di famiglia, a meno che il pargolo in questione non faccia Gates di nome. Quindi viene il problema del tempo speso per la manutenzione del suddetto pony, pulizia, visite veterinarie et similia. C’e’ anche il semplice costo monetario, costo che, in molti casi e’ piuttosto elevato e, se impiegato per il suddetto pony, preclude il contemporaneo impiego per altre cose, tipo quel fantastico-ma-incredibilmente-brutto-e -incredibilmente-costoso set di ‘action figures’ relative all’ennesimo orrido-ma-incredibilmente-popolare cartone giapponese.

Nessuna delle precedenti difficolta’ e problematiche sono comprese dal bimbo in questo stadio dello sviluppo, il bimbo capisce solo che i pony esistono e lui ne vuole uno. La classica risposta a questo stato di cose tende a cadere in una delle seguenti categorie:
a) paziente (ed inutile) spiegazione dei problemi associati
b) banale pignoramento della richiesta
c) battuta (nel senso di sculacciate) quando il bimbo comincia a diventare eccessivamente noioso
d) vendita del pargolo a gruppo di nomadi di passaggio.

Fino a questo punto, niente di nuovo. Il salto concettuale che e’ necessario fare per iniziare a delineare una Teoria Unificata della PonyDynamica e’ che alcuni individui non superano mai questo stato psicologico della loro infanzia, restando merdacentrici per il resto della loro vita. Anche se acquisiscono migliori capacita’ espressive e di verbalizzazione. Si potrebbe in effetti dire che questa caratteristica e’ omogeneamente distribuita nella popolazione. In altre parole, circa il 50% della popolazione e’ moderatamente merdacentrica e fino ad un 15% sono estremamente merdacentrici. Questi, se presi insieme, rappresentano un enorme ed estremamente agguerrito blocco pro-pony.

Nonostante il blocco-pro-pony sia omogeneamente distribuito i suoi effetti non lo sono.
L’osservazione cruciale e’ che la domanda per pony può essere sostenuta solo quando i costi possono essere occultati o esternalizzati.
Questo può avvenire più o meno in tutti i campi ma ve ne sono alcuni che meglio si prestano ed in tali campi gli effetti sono più pronunciati: IT, politica ed ingegneria. Per ovvi motivi ci concentreremo sul campo dell’IT.
IT fornisce un perfetto ambiente per l’osservazione di questo processo in quanto i costi sono spesso non apprezzati e (per i non pratici dell’ambiente) alquanto sospetti. Dato che i costi di un generico dipartimento IT risultano molto spesso nebulosi ed i metodi di calcolo e controllo dei risultati spesso difficili (quando non impossibili), i beneficiari dei risultati del dipartimento hanno spesso l’impressione di pagare per nulla e di ricevere nulla in cambio. Essi pertanto si sentono in diritto di "ottenere ciò per cui pagano" nella fattispecie domandando in continuazione pony, fornire i quali diventa compito del dipartimento IT.

I professionisti del campo riconosceranno immediatamente la situazione, le fasi di Richiesta, Rifiuto, Forzata Accettazione A Mezzo Management, Acquisizione ed Implementazione del Pony, Manutenzione del Pony, Manutenzione di emergenza del Pony ed infine Ritiro e Decomissione di solito occupano una larga parte (>90%) del normale tempo lavorativo. Ogni professionista dell’IT riconoscerà anche che i Pony assorbono risorse in modo completamente sproporzionato al loro numero. Un singolo Pony, faticando ad esistere di suo, diviene un immenso divoratore di energie e tempo, fino al momento in cui la carcassa viene trascinata a forza verso la fabbrica della colla. Questo e’ uno dei fondamenti della Seconda Legge dell’Ingegneria di Murphy: Costa sempre di più farlo nel modo veloce, semplice e/o risparmioso di quanto costa farlo giusto fin dall’inizio.

Dopo la prima Esperienza Pony, un novizio del campo IT e’ sulla sua strada per divenire un professionista ed acquisisce una comprensione (anche se non completa o dettagliata) della Teoria di Base della PonyDynamica, che viene presentata qui’ di seguito senza ulteriori discussioni:

Prima legge della ponydynamica: in un sistema ben mantenuto (S), le seguenti quantità sono tutte funzioni NON CRESCENTI del tempo: numero di pony (N), risorse consumate da Pony (R), personale dedicato al supporto di Pony (P) e personale che domanda Pony (p).

Seconda legge della ponydynamica: in un sistema S, ogni cambiamento di stato e’ sempre nella direzione di minimizzare (in aggregato) le precedenti 4 variabili.

Terza legge della ponydynamcia: in un sistema S tendente alla sua naturale stabilita’, il valore delle quattro variabili tende a zero.

Principio di dualità: nessun sistema reale (S’) che possa esternalizzare i propri costi e’, o può essere, ben mantenuto.

Contrario della prima legge: in ogni sistema S’, tutti i quattro valori (N, R, P e p) sono funzioni NON DECRESCENTI del tempo.

Contrario della seconda legge: in ogni sistema S’, ogni cambiamento di stato e’ nella direzione di mantenere in aggregato i valori delle quattro variabili o di aumentarli.

Contrario della terza legge: In ogni sistema S’ tendente verso il suo stato naturale, i valori delle quattro variabili sono illimitati.

Corollario #1 (ordinamento): un gruppo di sistemi (G) può essere ordinato in funzione delle variabili-Pony esposte prima (A=f(N,R,P,p,t)).

Corollario #2 (tempo di vita): la longevità (V) di ogni sistema e’ inversamente proporzionale al valore di A (V(t)=k/A(t)). Per il corollario #1 e la legge contraria #3 ne consegue che lim t->+inf V(t)=0.

Corollario #3 (necessita): perche’ un sistema S raggiunga il suo stato ideale e’ necessario che tutte le variabili sopra indicate siano zero.

Data questa struttura possiamo ora vedere una serie di cose che erano prima oscurate o non definite. Possiamo per esempio vedere che il compito di ogni BOFH e’ di misurare accuratamente le variabili Pony disponibili e di operare in modo da minimizzarle, ed il compito ideale del resto dell’organizzazione e’ di chiudere la fottuta bocca e piantarla di richiedere pony a tutte le ore del giorno e della notte prima di finire incatenati ad un lampione nel parcheggio e quindi FRUSTATI A SANGUE COME ESEMPIO PER TUTTI GLI ALTRI IDIOTI…

Ooopsss.. chiedo venia per avere abbandonato momentaneamente l’appropriato tono e la planarità dell’esposizione.

In ogni caso, il desiderio del BOFH e’ l’ordinata transizione verso uno stato privo di Pony. Questa teorica (ed io aggiungo, irrealizzabile) situazione e’ simile all’ultimo stato energetico nel campo della termodinamica. Dove e’ possibile raggiungerla lo si fa mediante uno (o più) dei quattro metodi standard di gestione relativi ai bambini indicati più sopra (spiegazione, rifiuto, LART, rimozione del soggetto), od il loro equivalente se supportato dalle apposite vie amministrative e/o manageriali. Noi possiamo adesso aggiungere un quarto ed un quinto corollario:

Corollario #4 (Frustrazione): per un sistema S in un posto di lavoro L, la frustrazione (F) del BOFH nel gestire S e’ direttamente proporzionale alla Cooperazione (c) ricevuta nel minimizzare le variabili di stato Pony del sistema ed alla inerente difficolta (D) dello stesso compito. F(S)=k*c(t)D(N,R,P,p,t).

Corollario #5 (Desiderabilità): la desiderabilità (Z) di impiego in un posto L e’ proporzionale al negativo della derivata prima di F. Z(t) = k*F'(S(L))

Nota: la versione più strettamente matematica di questa teoria e’ notevolmente più complessa, ed introduce operatori differenziali e certi concetti di calcolo vettoriale. Cthulhu e’ invocato se certe sezioni non sono propriamente trattate o enunciate correttamente, se propriamente trattate Cthulhu risolverà per voi alcuni dei problemi mediante l’immediata eliminazione di p (se siete fortunati) e tutti i vostri problemi mediante l’eliminazione di P (se siete sfortunati). Ci sono giorni in cui non ve ne frega niente di quale dei due purché il problema sia risolto…

Davide

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[SdSM] Risparmi ed Investimenti

 Scritto da alle 00:15 del 19/07/2008  Nessuna risposta »
Lug 192008
 

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17 Marzo 2008

E’ un tranquillo giovedi’ mattina, sono le 9.10 e sono ancora l’unico in ufficio quando mi suona il cellofono, rispondo ed e’ ovviamente DaBoss (DB).

DB – Ciao, sei gia’ in ufficio?
IO – Si’, sono arrivato da circa un’ora.
DB – Ottimo… hummm… lo sai dove sta $grandemagazzino a $paesedoveabitoio?
IO – Eh… si’, credo sia nella zona industriale.
DB – Bene, ce la fai ad essere qui’ per le 9.50?
IO – (guardando l’orologio) Se salto in moto adesso e vado come un razzo…
DB – Ottimo, quando arrivi ti spiego. click!

Ah, che bello, proprio quello che mi serviva. Mi abbiglio, salto in moto e percorro i 27 Km che mi separano dal luogo dell’incontro nel tempo record di 31 minuti, li’ incontro DaBoss che spiega:

DB – Allora, adesso dobbiamo andare da $notaaziendaditrasporti che sta’ qua’ dietro. Loro hanno un sistema $notosoftwaregestionale che e’ gestito da $altrasocieta e da noi hanno un server Intranet che e’ sviluppato da $ennesimasocieta.
IO – eeehhh…. alla faccia dell’outsourcing eh…
DB – Comunque, adesso vogliono rifare l’intero sistema informatico interno e noi dobbiamo sentire che accidenti vogliono ed eventualmente fornire consultanza.

Cosi’ siamo in riunione con sta’ gente: UL1 per $notaziendaditrasporti, UL2 e CL per $ennesimasocieta’ ed UL3 per $altrasocieta’, poi ovviamente ci sono io e DB.

UL1 – Allora, noi vogliamo migliorare l’efficienza del sistema informativo interno massimizzando il ritorno degli investimenti ed ottimizzando i risparmi tecnologici yada yada yada… (20 minuti buoni di pappardella)
IO – Scusate ma io sono nuovo e non conosco tutta la storia dell’attuale sistema, quindi faro’ qualche domanda scema. Quali sono i problemi dell’attuale sistema informativo?
UL1 – Mah, in effetti nessuno, e’ solo che abbiamo deciso che e’ necessario svecchiarlo e muoverci verso una piattaforma piu’ moderna.
IO – E la piattaforma attuale quale sarebbe?
UL1 – Allora, abbiamo il sistema interno largamente basato su Windows 98, mentre i nostri server principali sono Unix con il server CMS che e’ gestito da voi ed e’ Linux.
IO – E tutto funziona correttamente come volete voi?
UL1 – Hummm… be’ si’…
IO – (guardando DaBoss) Ok… e volete cambiarlo passando a…?
UL3 – (lanciandosi nella discussione) Tutto il sistema informativo interno verra’ completamente rifatto su base Windows Vista! i server saranno aggiornati naturalmente a Windows Vista Server Edition con Sexchange Vista Edition, Inactive Directory per la gestione degli utenti, via tutto il vecchiume Unix e si rifa’ il tutto usando DoDoDoDotNet. yada yada yada, nuove tecnologie, yada yada yada facilita’ d’uso, yada yada yada…
IO – (cercando di ripigliarmi dopo il fuoco di fila di marketese) Si’, si’, bellissimo… e quanto dovreste metterci per rifare il tutto?
UL1 – Dunque, secondo il nostro piano il sistema interno dovrebbe essere sostituito interamente entro giugno, mentre i server dovrebbero essere sostituiti verso settembre e l’intero sistema dovrebbe essere funzionante al 100% alla fine dell’anno.

Io ci penso su un po’…

IO – Hemmm… ok, allora, a parte la scelta di piattaforma, mi pare un pelo ottimistico il voler cambiare al 100% un intero sistema informativo in meno di un anno. Soprattutto se lo scopo del cambiamento e’ migliorare l’efficienza. Mi pare anche un notevole investimento, soprattutto in hardware.

Mi fermo e guardo UL1

IO – Voi lo sapete vero che dovete sicuramente cambiare tutto l’hardware dei client?
UL1 – Hemmm… veramente avevamo pensato di sostituire le macchine in progressione, riutilizzando quelle migliori e rimpiazzando quelle piu’ vecchie durante il corso dell’anno.
IO – Mi sa che non funziona cosi’

A questo punto UL2 e’ entrata in fibrillazione.

UL2 – Noi siamo piu’ interessati a vedere come modificare l’applicazione che abbiamo gia’ sviluppato per consentire gli utenti di usare un singolo sistema di login invece di usarne due diversi come adesso.
IO – Perche’ usarne due diversi?
UL2 – Perche’ la login che viene usata per accedere al CMS e’ il numero di codice che viene assegnato dall’ufficio del personale, mentre la login per la rete locale e’ assegnato dal supporto teNNico di $altrasocieta.
IO – Ah. Be’, li si trattera’ di cambiare la struttura del vostro CMS suppongo, perche’ ho i miei dubbi che possa essere cambiato in $notogestionale.

Quindi, sti poveri tapini hanno deciso di buttare via tutto il sistema informativo (che funziona benissimo) e di correre dietro alle lucciole e lanterne, percui dovranno svenarsi per acquistare una tonnellata di macchine nuove e produrre panegirici e soluzioni temporanee per far comunicare due sistemi che sono assolutamente incompatibili. Per nessun motivo valido.

Qualche cosa mi dice che in questo posto dovro’ venirci spesso nel prossimo futuro e che UL2 e CL li vedro’ molto spesso.

Il bello e’ che sulla via del parcheggio (io per ripigliare la moto e DaBoss l’auto), DaBoss ha commentato, riferendosi ad UL2, che ‘certa gente parla ma non sa cosa dice’.

Davide

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[SdSM] Non il pulsante ROSSO!

 Scritto da alle 00:15 del 16/07/2008  Nessuna risposta »
Lug 162008
 

10 Marzo 2008

Molti mi hanno chiesto quale fosse questa “storia Americana” a cui ho fatto riferimento nella storia precedente, per cui ho deciso che e’ buona norma se la metto per iscritto. Questa storia si riferisce al periodo di due anni fa’ (2006) quando ero in trasferta nel nostro ufficio di Washington DC.

E’ un tranquillo venerdi’, i CL si preparano per il weekend ed io pure, quando, improvvisamente, cade la connessione con i servers che sono alla co-locazione.

Dato che i computer sono stati spostati in co-locazione per ragioni di sicurezza e migliore gestione, risulta un po’ strano che di botto siano tutti irraggiungibili. Io per un po’ sospetto un qualche casino con la connessione internet dell’ufficio, ma no, non e’ quello il problema.

Dopo una mezz’ora ci decidiamo a chiamare la co-locazione, DaBoss (o colui che fa’ le veci del Boss) parla con il tizio alla reception, il quale sostanzialmente dice che hanno dei problemi con l’energia elettrica. Io domando se non hanno dei generatori. Comunque, dal telefono non si riesce a ricevere nessuna risposta. Dopo circa un’ora senza risposte e senza connessione, ci decidiamo a saltare in macchina ed andare a vedere di persona.

La Co-lo, solitamente deserta, rigurgitava di gente intenta a parlare al telefono con aria concitata, picchiare sulla tastiera o cercare qualcuno da picchiare con la tastiera. Noi controlliamo il nostro rack e scopriamo che:

  1. il firewall non si riavvia se gli stacchi la spina, ergo occorre che qualcuno vada li’ a schissare il bottone
  2. due dei dischi del server web sono TOFU
  3. il server di posta e’ fermo su “premere ok per controllare i dischi”.

Dato che i tipi della reception avevano attaccato fuori un cartello con su’ scritto “non domandateci niente riguardo il problema”, abbiamo deciso di riavviare i nostri server, ordinare due dischi nuovi e tornare in ufficio.

Una settimana dopo circa, abbiamo ricevuto una spiegazione relativa all’incidente.

Apparentemente, una impresa di costruzioni e’ occupata a costruire un hotel nelle vicinanze della colo. Sembra che quella mattina, un gruppo di nerboruti e rudi costruttori, abbia deciso di piantare nel terreno un robusto palo di acciaio (3 metri), direttamente attraverso il cavo da 45000 volts che alimenta la colo.

Fortunatamente per loro (e sfortunatamente per noi), la centralina di distribuzione ha rilevato che il cavo era praticamente cortocircuitato a terra ed e’ andata immediatamente in protezione. Quindi niente frittura mista di Uomini In Salopet.

Questo ha lasciato il centro senza corrente. Il centro ha, ovviamente dei generatori diesel, ma questi non partono istantaneamente, devono prima avviarsi, poi “sincronizzarsi” ed infine si collegano. Nel tempo necessario all’avvio e sincronizzazione, l’intero datacenter va’ a batterie.

L’imprevisto in quel caso e’ stato che uno degli “ingegnieri” del centro, preso dal panico, ha spinto il bottone sbagliato ed ha collegato i generatori direttamente alla linea elettrica esterna. Linea che era ancora cortocircuitata a terra. Il risultato e’ stato che i generatori sono andati anche loro in protezione e si sono immediatamente spenti.

Tutti hanno poi cominciato a correre intondo urlando molto a lungo e molto forte finche’ le batterie non sono andate completamente a zero e l’intero datacenter si e’ spento.

Ed e’ rimasto spento finche’ qualcuno con un pelo di sangue freddo non e’ andato a guardare il pannello di controllo ed ha deciso che “questo interruttore qui’ non dovrebbe essere sul ON ma sul OFF…”.

Il che mi ha lasciato piuttosto perplesso, voglio dire, non hanno mai fatto delle prove di avvio di questi generatori? E non spiegano al loro personale cosa dovrebbero fare nel caso in cui qualcuno tranci il cavo di alimentazione generale? Mi viene il dubbio di cosa altro questa gente non abbia mai provato.

Davide

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[SdSM] Ed ecco l’Imprevisto

 Scritto da alle 00:15 del 13/07/2008  2 Risposte »
Lug 132008
 

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3 Marzo 2008

E cosi’ ci siamo. E’ finalmente arrivato (e passato) l’ultimo giorno di permanenza, ho salutato tutti quelli che se lo meritavano, mi sono sorpreso quando parecchi dei miei utonti sono arrivati li’ con una tortona e regalo per il “nostro SysAdmin from hell” (c’era scritto cosi’ sul biglietto), ho imballato la mia tazza del caffe’ e mi sono trasferito nella nuova postazione.

Dove mi sono ritrovato subito con un nuovo Desktop (Apple iMac Dual Core con monitor da 24 pollici), un nuovo Laptop (Apple MacBoox da 13 pollici), nuovo telefono (indovinate un po’) e, tanto per completare la collezione, un iPod. E tutto questo dopo che io avevo detto che non volevo ne’ desktop, ne’ laptop ne’ altro.

Addendum: sono riuscito a dare indietro sia il notebook che il telefono, per il desktop ci sto lavorando, il problema e’ che la chiavica di server Jabber per MacOS che usano qui’non e’ completamente standard (alla faccia di Microsoft) e Pidgin non funziona… quindi uso un enorme schermo da 24 pollici solo per Jabber… sigh!

Dopo aver passato un paio di giorni di cazzeggiamento e a cercare di capire chi fa cosa e cosa si suppone che faccia io, ho cominciato a rompere i marroni ai miei (nuovi) colleghi per vedere di fare qualche cosa io.

E cosi’ mi ritrovo al giorno numero 4 (quattro) occupato a cercare di ottenere delle statistiche di permanenza dei messaggi nella coda di Postfix per fare dei grafici (tramite cacti).

Mentre sto’ cercando di capire dove ca$$o sta’ la virgoletta rovesciata su questa straca$$o di tastiera Apple, uno dei colleghi (BT) si affaccia alla porta dell’ufficio.

BT – Hey! Ti funziona la rete?
IO – He? Hummm…. momento… clickety-click Azz, no, non sembra.
BT – Ha, bene, avevo il dubbio che avessi incasinato qualche cosa io nella mia di configurazione…

C’e’ un vantaggio innegabile nel lavorare con un branco di Geek e Nerds: quando fanno dei casini sanno che la colpa e’ loro e non vengono a rompere le balle.

Cosi’ BT se ne va a cercare di capire dove sta il problema, dopo un po’ mi incuriosisco e lo seguo. Lo trovo in Sala Macchine a controllare le lucine del router.

IO – (puntando alla luce spenta) Questa qui’ non dovrebbe essere accesa?
BT – E dovrebbe essere accesa si’… mi sa che la nostra fibra e’ andata a prendersi una vacanza.

Entrambi pensiamo al gruppo di Uomini In Salopet che stanno sfasciando il marciapiede davanti al palazzo per stendere un qualche tubo.

IO – Forse dovremmo domandare all’ISP.
BT – Si, penso proprio che dovremmo farlo.

Cosi’ parte la prima di una lunga serie di telefonate all’ISP, nel corso della giornata l’ISP procede a:

  • Negare che vi siano problemi sulla rete
  • Accusare noi di aver incasinato il router
  • Confermare che vi sono problemi sulla rete
  • Negare categoricamente che vi siano problemi
  • Incolpare altri providers per la mancanza di connessione
  • varie ed eventuali

Il tutto ovviamente, a seconda di chi rispondeva al telefono al momento.

Felice e rassicurato che tutto va come al solito (si cambia posto ma le cose rimangono come prima), mi preoccupo di cazzeggiare il piu’ possibile scambiando storie di Fallimenti Catastrofici con i miei compagni di sventure, devo dire che nessuno e’ ancora riuscito a battere la mia storia “Americana” (che un giorno o l’altro dovro’ riportare anche qui’…).

Comunque, le cose vanno piu’ o meno come dovrebbero andare (con gente che cazzeggia in giro, si sfida a battaglie senza tregue a freccette, cerca di battere il record a Solitario o sa dio cosa) per quasi tutta la giornata, fino (piu’ o meno) a mezzogiorno. Quando BT annuncia che e’ riuscito a resuscitare la connessione di ADSL di backup. La gioia e’ di breve durata dato che la connessione fallisce quasi subito. Il che indica chiaramente che il problema non e’ solo di $isp, ma e’ piu’ grosso.

Nel pomeriggio, i vari Clienti (CL) si rendono conto che non riescono piu’ a raggiungere i nostri server di monitoraggio e cominciano ad entrare in fibrillazione. A questo punto uno dei suddetti decide di telefonare. La conversazione seguente e’ (piu’ o meno) quello che ne e’ saltato fuori, il tipo stava parlando con un collega (DT) e non con me (senno’ lo avrei mandato a fankulo subito).

CL – Mi serve un nuovo dominio sul server web.
DT – Sono spiacente, ma abbiamo dei problemi con la connessione internet e non posso collegarmi alla rete di gestione per modificare le impostazioni del server in questo momento, per cortesia ci mandi una mail e non appena riusciamo a riavere la connessione vedro’ che posso fare.
CL – No, no, lei non mi ha capito, mi serve un nuovo dominio sul server Web. Adesso!.
DT – Be’, mi spiace se e’ una cosa urgente, ma purtroppo non c’e’ molto che io possa fare in questo momento, per cortesia mi mandi una mail.
CL – Ma lei non capisce! Blah blah blah, campagna pubblicitaria, yada yada yada, contatti diretti, blah blah blah, volantinaggio, yada yada yada, sito web, blah blah blah, investimenti, yada yada yada, sito web, blah blah blah…

Insomma, i pisquanoni hanno deciso di fare una campagna pubblicitaria per un qualche nuovo prodotto o servizio e, naturalmente, si sono resi conto che la campagna riferiva ad un sito che non esiste, e naturalmente hanno deciso di aspettare l’ultimo momento prima di richiederlo…

DT – Capisco il suo problema ma non posso fare assolutamente nulla al momento, stiamo aspettando che $isp risolva il problema dalla loro parte, non dovrebbe essere una cosa lunga.
CL – E non potete andare direttamente alla colocazione e fare le modifiche la’?
DT – Hummm… a questa domanda c’e’ una risposta breve ed una lunga, entrambe significano “no”.

Considerando che la Colocazione e’ dall’altra parte dell’Olanda, DT e’ stato anche troppo cortese nella sua risposta.

Davide

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[SdSM] Going… Going…

 Scritto da alle 00:15 del 10/07/2008  Nessuna risposta »
Lug 102008
 

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25 Febbraio 2008

Gli ultimi giorni sono oramai agli sgoccioli, ho speso due settimane praticamente scrivendo documentazione, documentazione che, a quanto ne so, non e’ stata ancora ne’ letta ne’ guardata da nessuno (e che mi aspettavo?).

Naturalmente io so gia che la documentazione verra’ letta solo una settimana dopo che me ne sarò andato, quando qualche cosa andrà catastroficamente male e qualcuno deciderà di vedere se, putacaso, ho pensato a scrivere una paginetta che dice come recuperare da un totale fsckup (hint: no).

Inoltre, ho anche passato diversi giorni facendo il “consulente”, cioè rispondendo agli accorati appelli di CL quando non capisce da che parte cominciare per risolvere un qualunque problema. Il che capita più o meno… hemmm… ogni 5 minuti…

Esempio idiota: ticket classico: “richiesta di attivazione account”.

Spiegazioncina: i vari uffici possono creare account ‘locali’ sui loro sistemi, tali account ricevono posta, possono montare i dischi condivisi e cosi’ via, ma non possono (per esempio) collegarsi da casa via VPN o decidere di spostare la loro posta su un server diverso. Per quello c’e’ da ottenere un’account “speciale”. Dato che nel passato abbiamo avuto vari problemi (pigs+dogs con account ‘speciali’), l’account ‘speciale’ deve essere ‘richiesto’ a noialtri Men In Black (l’ultima, la migliore e l’unica linea di difesa contro le ca$$zate fatte dai vari amministratori).

Ora, in genere questo tipo di richieste sono risolte nel giro di 30 secondi: si guarda la richiesta, se non e’ una roba che puzza di marcio da un kilometri si schissa OK e fine.

Ma no, CL non sa mai se la richiesta e’ buona o no. A poco serve che vi sia una estesa documentazione sui ‘controlli da effettuare’.

CL – E questa richiesta va bene?
IO – Hai fatto i soliti controlli?
CL – Quali controlli?
IO – Quelli che ti ho detto di leggere (guardo l’orologio) 15 minuti fa.
CL – No, devo farli?
IO – Ma va??

Dieci minuti dopo.

CL – E questa richiesta va bene?
IO – Rileggiti i controlli.
CL – Quali controlli?

Quindici minuti dopo.

CL – Questo ticket qui’ con questa richiesta…
IO – Leggiti. I. Controlli.

La cosa si e’ reiterata per parecchio, al punto che mi ero messo a fare un cartello “leggiti i controlli” da incollargli davanti al monitor (o con il quale picchiarlo… non avevo ancora deciso). Il problema e’ stato “risolto” da CL che ha deciso semplicemente di ignorare tutti i ticket di cui “non sa la soluzione”. Il che coincide, stranamente, con tutti i ticket.

Per distrarmi un po’ ho deciso di vedere che aveva Aquila da madonnare (lo chiamano ‘Bestemmiante’ mica per niente no?), ed e’ saltato fuori che per qualche strano motivo una mail veniva palleggiata tra due server e mai scartata del tutto, con il risultato che lo sfortunato utente riceveva un centinaio di ‘bounce’ al giorno.

Per qualche strano caso, Aquila invece di limitarsi a disintegrare la mail dalla coda e poi cercare di capire da cosa era dovuto il rimpallo, si e’ messo a leggersi tutti i log dalla notte dei tempi, con il risultato che l’utente riceveva altri bounce.

Dopo averlo finalmente persuaso a zappare la mail dalla coda (quando si impunta Aquila e’ più testardo di un mulo tibetano) ed aver tracciato il problema nel fatto che la mail stessa mandava in palla l’antivirus, mi sono dovuto pure sorbire le germiadi dell’utente per un quarto d’ora.

Poi ho dovuto passare un paio di divertenti (nel senso non-divertente del termine) ore cercando di spiegare ad un utente che, se il suo Lookout gli dice “manca un componente per cercare nell’address book”, significa che deve domandare al supporto teNNico di installare tale componente e non lamentarsi (con me) che il computer non funziona.

Poi ho passato un altro paio di ore a rendermi conto (con mio grande stupore e costernazione) che io sono l’unico a guardare il sistema di monitoring e se una delle macchine sparse nel mondo sta per avere un collasso totale, nessuno, dico nessuno fa niente finche’ non e’ troppo tardi.

Mi viene da domandarmi come ca$$o facevano a funzionare prima che arrivassi.

Ed in tutto questo, mi mancano ancora due giorni.

Davide

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[SdSM] No Comment

 Scritto da alle 00:15 del 08/07/2008  Nessuna risposta »
Lug 082008
 

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18 Febbraio 2008

E cosi’ e’ iniziata l’ultima settimana, che e’ anche ‘monca’ dato che il mio ultimo giorno e’ Giovedì.

Una nota non tanto positiva e’ stato lo scoprire che avevo la bellezza di 28 (ventotto) giorni di ferie in arretrato… mannagg… vabbe’.

La settimana e’ iniziata da paura, la domenica sera il mio cellofono si e’ messo a suonare, dato che il numero del chiamante non appariva mi sono limitato a spegnerlo (non rispondo se non so chi chiama). Ho scoperto poi che era quel cretino che dovrebbe essere il mio (quasi EX) capo il quale voleva che io “controllassi un paio di cose sul server”. Quando al lunedi’ mattina mi ha domandato come mai non avessi risposto al telefono la mia risposta e’ stata “e’ il mio telefono e decido se rispondere o no”. Lui avrebbe cominciato a fare un panegirico sulla reperibilità (che non e’ ripagata), ma la mia tazza di caffe’ era vuota cosi’ me ne sono semplicemente andato.

Nel frattempo abbiamo avuto qualche altra discussione sulle “prestazioni” di CL come ‘supporto teNNico’. O meglio sulla mancanza di tali prestazioni. DB ha organizzato per cui un meeting (n’altro?) con me (perche’ io?), Aquila e CL medesimo alle 9.30.

CL e’ arrivato alle 11.35.

DB – Si era d’accordo per il meeting alle 9.30!
CL – Ehh… ho avuto dei problemi stamani.
DB – Si, ce ne siamo accorti.
CL – Comunque, cosa era questo meeting?
DB – Sul fatto che non fai quello che dovresti fare.

Al che si e’ proceduto ad elencare i vari problemi che CL avrebbe dovuto risolvere e invece sono rimasti irrisolti. Alle varie problematiche CL ha emesso tale risposta:

for arg in sendmail postfix qmail anyothermailserver ldap linux \
   windows outlook thunderbird firefox ie macos php python mailinglist \
   whatever ; do
    echo "io non so niente di $arg"
done

Dopo un’oretta circa io ho guardato Aquila ed ho fatto la domanda:

IO – Ma perche’ lo avete assunto questo?

Un’altra cosa particolare e’ che, apparentemente, e’ incapace di arrivare ad un orario decente. Ohe’, io sono il primo che predica e bazzica la flessibilità di orario, ma a tutto c’e’ un limite. E se c’e’ un meeting alle 9.30, la cosa decente dovrebbe essere arrivare almeno alle 9.30. O giù di li.

Fino ad ora CL e’ riuscito ad arrivare quasi sempre ad un orario compreso tra le 10.10 e le 11.55. Adducendo i ritardi a varie cause, sveglia kaputt, sveglia non sentita, troppo sonno, sbornia dalla sera prima, sbornia dalla sera prima, sbornia dalla sera prima, sbornia dalla…

Ora, io in Inghilterra (CL e’ inglese) non ci sono mai stato un tempo sufficiente per avere una impressione delle modalità lavorative, ma se e’ questo il modo standard di lavoro, non mi stupisce che abbiano perso il loro impero. Mi stupisce più che altro che lo abbiano avuto.

Davide

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