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Le avventure e le peripezie di un SysAdmin

[SdSM] Opinioni e Disservizi

 Scritto da alle 06:27 del 20/12/2012  Nessuna risposta »
Dic 202012
 

mani legate

Spesso mi viene domandata la mia opinione su cose di cui a) non ho alcuna esperienza diretta, b) non mi riguardano minimamente o c) non mi occupo ne’ dovrei occuparmi. Per esempio mi domandano la mia opinione su quale carriera lavorativa si dovrebbe intraprendere, o su quali investimenti a lunga scadenza si dovrebbero fare, o su quale automobile si dovrebbe acquistare.

Non capita praticamente mai che mi vengano fatte domande riguardo cose che poi dovro’ gestirmi io (tipo le tecnologie ed i prodotti da usare per un certo servizio di un qualche cliente). Ma questa e’ la norma.

Qualche volta mi vengono domandate opinioni sul tipo e la natura di servizi che una societa’ (tipo… quella per cui lavoro) dovrebbe fornire o su come gestirla (la ditta). Ed il che mi lascia estremamente perplesso. Soprattutto quando a fare tali domande sono i cosidetti “manager”. Quelli che la ditta dovrebbero, per l’appunto, dirigerla.

Ok, ritorniamo a bomba. E’ una tranquilla giornata di Dicembre, piove a dirotto ed il che mi riempie di gioia. Se vi state domandando perche’ e’ perche’ se piove non gela/nevica ed il che mi riempirebbe di bestemmie. Mentre sono qui che mi guardo la pioggia ascoltandomi un po’ di musica in cuffia (A Day Without Rain – Enya) per mantenere la concentrazione quando mi arriva una bella mailla da parte di uno dei tanti clienti rompiballe.

La mail in questione e’ una domanda di come configurare il server di posta per poter, appunto, ricevere e mandare la posta usando il solito LookOut. Io casco dal pero: server di posta? Quale server di posta?

Una rapida ricerca nel marasma di mail precedenti non mi ritorna nessuna informazione interesssante, cosi’ sono costretto a domandare al pinguino stesso il quale mi informa che “c’e'” un server di posta. Chiamato XYZ sul quale hanno una serie di accounts. Una ricerca del nome mi ritorna un indirizzo IP nel nostro DNS, ma nessuna altra informazione. Quel nome non compare da nessuna parte nella nostra documentazione ne’ nell’elenco di password dei vari server. Un SSH mi dice che il server esiste e (alleluja) riconosce la mia chiave ssh, il server ha Postfix, Dovecot una qualche incarnazione di webmail e poco altro.

Un po’ di madonne e di ricerche mi dicono che a) il server ascolta solo su porta imap, pop e smtp (niente varianti con la ‘s’). Il server usa una configurazione sospettosamente simile a quella che io stesso ho descritto qui, al punto che mi viene quasi il dubbio che lo abbia installato io, solo che non l’ho installato io (io avrei usato le varianti con la ‘s’). Ed un’ultima cosa che mi dice e’ che Postfix non consente il relay in nessuna maniera. Accetta la posta per i suoi domini virtuali e basta.

Spiego al pinguino che la posta la puo’ leggere con imap e pop ma per mandarla deve usare il suo ISP. Lui mi domanda (ovviamente) come fa con il suo merdacchioso PippoPhone. E mi pareva. Non trovando nessuna informazioni di questo coso mi avvio verso l’ufficio di DaBoss (lo so: pessima idea).

IO – Senti, il nome $serverdipostasconosciuto ti dice niente?
DB – Hu? No, che roba dovrebbe essere?
IO – E’ quello che vorrei sapere. Apparentemnte e’ un server di posta che viene usato da qualche cliente ma non c’e’ traccia nella documentazione e non ho idea di chi lo abbia installato ne’ come ne’ perche’.
DB – Prova a domandare a P.

Ecco, mi pareva. Ok, domandiamo all’altro pinguino.

IO – Il nome $serverdipostasconosciuto ti dice niente?
P – Ah si’, e’ un server di posta che ho fatto installare a CL quando era qui per quel periodo di prova per farlo usare dai clienti.
IO – Ottimo e come funziona? Che non vi e’ traccia di informazioni nella documentazione.
P – Perche’ ti serve di saperlo.
mettete qui una spiegazione delle richieste (non del tutto insensate)
di CL

P – Bhe…. tu che ne pensi?
IO – Che ne penso di che?
P – …del server?
IO – Non e’ il mio lavoro ‘pensare’ del server, il mio lavoro e’ rispondere alle domande dei clienti e non posso farlo se non trovo documentazione relativa a quel coso. Il problema e’ che lui mi domanda come si fa una certa cosa, ed io giro la domanda im questo modo: SAI QUALCHE COSA di quell’affare? La domanda richiede una risposta ‘si’ o ‘no’. Basta.
P – Si ma la mia domanda e’ quale e’ la tua opinione?
IO – La mia opinione su di che?
P – Sul tipo di servizio…
IO – La mia opinione e’ che non sono io che devo decidere quali servizi dovrebbero essere forniti ai nostri clienti o quale sia la ‘direzione’ tecnica dell’azienda, queste sono decisioni che spettano al cosidetto “management” che deve stabilire le linee guida. Il mio compito dovrebbe essere cercare di assecondare (nei limiti del possibile e del legale) l’implementazione di tali servizi e risolverne i problemi. Se chi-di-dovere ha deciso che quel server NON DEVE FORNIRE il servizio di invio posta diretto, questa e’ la decisione che e’ stata presa ed a me mi basta. Ma io devo saperlo per poter dare una risposta al coglione che ha fatto la domanda!

La “discussione” (chiamiamola cosi’) si e’ protratta per un po’. Qualche cosa mi fa pensare che P ha detto a CL (tanto tempo fa) “metti insiem un server di posta”, CL ha trovato la mia documentazione su internet e l’ha seguita pedissequamente, ma di come o perche’ usare quel server nessuno ne ha discusso ne’ si e’ pensato a quali servizi proporre. Ed il risultato e’ che probabilmente IO dovro’ inventarmi qualche cosa sul come usarlo perche’ che DB o P dicano al cliente della situazione che quello che vuole non si puo’ fare non ci credo manco se lo vedo.

Davide

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[SdSM] Qualche volta imparano

 Scritto da alle 06:27 del 23/09/2012  Nessuna risposta »
Set 232012
 

Procedura

Ritorniamo a parlare della gente di cui avevo gia’ accennato in questa e quest’altra storia.

Dopo i fattacci avvenuti, eravamo riusciti a stabilire piu’ o meno un “modus” operandi per i rilasci che funzionava piu’ o meno bene, anche se il grosso problema di tale ‘modus’ era che richiedeva una serie di operazioni manuali e la necessita’ che la persona che operava l’installazione fosse disposta a leggersi la documentazione e fare le cose come stabilito.

Purtroppo, scrivere la documentazione e’ solo il primo passo. Se nessuno la legge la documentazione.

Quindi arriviamo ad oggi, quando il solito UL domanda un bel rilascio in produzione di “tutto quello che e’ stato installato in Test”. Come sarebbe a dire? Io verifico e scopro che nella solita directory che dovrebbe essere ripulita dopo ogni rilascio ci sono ben 7 releases diverse che aspettano. Dopo aver sacramentato come un saraceno che si e’ tagliato un dito con la sua scimitarra preferita comincio ad informarmi: chi e’ che ha fatto i rilasci nelle ultime… huu… 3 settimane? Ovviamente il solito $sysadminchenoncentranienteconsysadmin e che, guardacaso, e’ assente. Come da programma.

Ed ovviamente le varie “release” sono sempre fatte in maniera ‘incrementale’, con files e directory ‘sparse’.

Bestemmie varie. Alla fine procedo a domandare all’UL in questio di quale release si tratta e come procedere dato che io non ne so un tubo. Ovviamente la risposta standard e’ di “procedre come stabilito”. Non conta una mazza se io ti ho gia’ spiegato che, apparentemente, nessuno ha seguito la procedura corretta nelle ultime 3 settimane quindi non ho idea di quale sia l’ultima versione, ne’ che il tuo programmatroto abbia ignorato bellamente le richieste di fare rilasci completi e sia ritornato a darci files e directory sparsi.

A questo punto a migliorare le cose (sarcasmo) arriva DaBoss che domanda come mai le release precedenti non sono state eliminate e se la procedura e’ descritta correttamente nella documentazione… si’, la procedura e’ descritta correttamente, ma se nessuno LEGGE la documentazione prima di procedere.

Onde per cui io mi limito a ripetere all’UL la domanda di quale e’ la versione giusta e se non si puo’ ritornare all’idea di avere un file contenente l’ultima release completa invece di avere roba sparsa in giro.

L’UL si limita a reiterare che lui vuole il rilascio fatto alle 12. Io noto che sono le 11.54 e che se non risponde alle nostre domande il rilascio verra’ fatto si’ alle 12, ma non si sa di che giorno. A questo punto DaBoss si scippa la conversazione ed io non ne sento piu’ parlare fino al pomeriggio quando sono informato che UL parlera’ con il suo programmatroto e verra’ rilasciata una nuova versione completa ed un foglio di istruzioni per il rilascio.

La mia faccia avrebbe potuto essere usata come esempio classico di stupore catatonico.

Il mattino dopo mi stupisco ancora di piu’ perche’ non solo abbiamo una release completa e con documentazione, ma UL ha anche deciso di fare prima una prova sul server di test!

Per la serie: a volte imparano, ma prima deve scoppiargli qualche cosa in faccia. Ovviamente io mi aspetto che il tutto ritorni al suo stato di casino inenarrabile nelle prossime due-tre release.

Davide

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[SdSM] Il Dominio delle mie brame

 Scritto da alle 10:44 del 10/09/2012  Nessuna risposta »
Set 102012
 

Qualcuno mi giudichera’ magari un po’ un troglodita, uno che non segue le tendenze e che (molto) non e’ “al passo con i tempi”, ma ho sempre considerato questa idea del “dominio” di Windows come una grandissima cagata. Capiamoci: sono sempre recettivo nei confronti di cose che riducono il carico di lavoro del sysadmin e consentono di automatizzare certe cose come l’installazione di applicazioni e l’applicazione di certi permessi e diritti sulle macchine degli utonti, ma in certi casi si va’ un po’ troppo “in la’” con la cosa.

Nel caso del ‘dominio’ quello che mi ha sempre lasciato perplesso e’ che se un client e’ nel ‘dominio’ tutto funziona come dovrebbe (molto spesso), ma se per caso c’e’ un qualche problema e’ una catastrofe totale e non funziona piu’ un tubo. Ed un altra cosa che mi lascia perplesso e’ che nella maggioranza dei casi non c’e’ alcun modo per l’utonto in questione di risolvere il problema.

Perche’ dico questo? Perche’ mi sono appena beccato l’ennesimo problema.

La settimana scorsa CL e’ venuto ad annunciare che si trasferiva in Germania. Niente di che, direte voi, solo che per qualche strano motivo, lui si trasferisce ma continua a lavorare per noi… hummm… ok… Il risultato e’ che e’ stato dotato di lapdog aziendale (ovviamente) e di vpn. Il che non sarebbe troppo male se CL fosse il tipo che se ne sta fermo e non rompe i marroni.

Lunedi’, primo giorno della settimana e primo giorno che CL e’ da qualche parte tra le colline Bavaresi ed io mi becco una telefonata.

CL – Non funziona piu’ la vpn!
IO – Che errore ti da?
CL – Non lo so.
IO – Bhe’, leggilo no?
CL – Non riesco…
IO – ??? come “non riesci”??
CL – Non mi accetta piu’ la password di Windows!
IO – La VPN? Quella non ha una password di Windows…
CL – No il pc non mi accetta piu’ la password…
IO – Hu… ok, spiega un po’ che accidenti stai combinando.
CL – Sto cerando di lavorare.
IO – Ottimo… Allora come e’ che non ti accetta la password?
CL – Allora, ieri stavo cercando di fare frulla bulla, ma secondo me (quanto mi spavento quando i CL dicono ‘secondo me’…) il problema era che l’indirizzo IP era sbagliato… allora ho cambiato il nome del pc a UnAltroNome ed il dominio l’ho impostato a “Niente”…
IO – … tu hai fatto cosa??? per fare che???
CL – E adesso non mi accetta piu’ la password di Windows.

Pausa mentre io cerco di recepire la logica che dice che il modo per “correggere” un indirizzo IP (che funziona perfettamente) sia di cambiare il nome del Pc.

Manica di bestemmie dato che adesso sara’ un casino riuscire a rimettere il coso nel Dominio dalla Germania.

Seguono una caterva di telefonate, mail, sms e quant’altro per riuscire a far fare login al piccione con la password di administrator locale e fargli rimettere il pc nel dominio giusto. Altre bestemmie per cercare di riparare la configurazione della vpn che questo intronato ha completamente sputtanato, molteplici madonne perche’ continua a sostenere che l’indirizzo ip “e’ sbagliato”. E via di questo passo.

E siamo a Venerdi’, quando finalmente il coglione riesce a collegarsi alla VPN. Adesso devo solo convincerlo a disattivare il suo merdacchioso firewall, collegarmi e reinstallargli la mezza camionata di roba che ha rimosso perche’ “faceva conflitto”…

C’e’ un motivo per cui i CL non dovrebbero essere amministratori dei loro pc.

Davide

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[SdSM] Fu**aroo Banzai!

 Scritto da alle 09:43 del 28/08/2012  Nessuna risposta »
Ago 282012
 

errare_humanum_est

Io commetto errori. Credo di averlo detto e ripetuto alla nausea oramai.

E dato che io so che commetto errori ammetto anche che chiunque altro possa commettere errori. E’ per questo che siamo esseri umani. Quindi quando qualcuno mi dice “penso di aver fatto una cazzata” la mia prima risposta e’ “Tu PENSI?” ma sotto sotto quello che penso e’ “si’ lo so, e adesso io dovro’ sistemarla” ma non e’ che mi agito piu’ di tanto, anzi.

Quello pero’ che mi fa veramente girare i coglioni come le pale di un Chinook in decollo e’ quando qualcuno cerca di scaricare su qualcun altro (di solito me, direttamente o indirettamente) le cazzate che ha fatto senza nemmeno provare a nascondere che siano cazzate sue. E’ questa puzza che emanano… “Eau De Clueless” che mi da’ il voltastomaco.

Detto questo andiamo avanti. E’ una settimana de fuego, una delle SAN da 60 Tb comincia ad avere degli strani comportamenti con ritardi nella lettura dei dati, il che provoca strani malfunzionamenti da tutte le macchine che usano quell’arnese come storage, e sono tante. Il che significa che il foxxuto pager suona spesso e volentieri (tra parentesi, ho scoperto che dopo il 60esimo allarme riparte da 1).

Dire quindi che sono leggermente nervoso e’ come dire che Godzilla e’ “leggermente grande”. E’ Giovedi’ sera, pare tutto tranquillo ed io sto cercando di recuperare un po’ di sonno. Quando il maledetto arnese comincia a suonare. Io lo acchiappo guardo e rimango basito. Il messaggio che mi compare e’ “c’e’ un errore sul sito XXY chiamare subito numeroditelefono”.

E che e’ sta’ roba?? Non arriva di certo dal nostro monitor di sistema, questo e’ qualcuno che ha digitato… il che significa che A) il CL della situazione non ha un contratto di supporto 24×7, B) il server funziona altrimenti non vederebbe l’errore ed io avrei ricevuto un messaggio automatico dal nostro monitor e, molto piu’ importante, C) il CL ha il numero del support 24×7. Il che e’, messa molto semplicemente, MALE!

Accendo il lapdog che mi aspetta pronto all’uso e guardo. Il sito pare funzionare normalmente, non vedo niente di particolare. Si trova su uno dei server ‘condivisi’ (e pertanto NON in contratto 24×7), tra l’altro il CL della situazione ha anche un accesso SFTP per fare i rilasci del software da solo, quindi questo esclude a priori un 24×7. Ok, e’ ora di chiamare questo fottuto numero di telefono.

IO – Sono D, ho ricevuto un messaggio che c’e’ qualche cosa che non va’ su un sito…
CL – Ah si! Era ora che chiamaste!
IO – A parte che hai mandato il messaggio 5 minuti fa, ma io non vedo niente che non va.
CL – Se vai su http://ilnomedelmerdacchiososito/pagina/pagina/pagina/altrapagina/f***uloquantocazzoelungostourl/altrapagina/nonnoneancorafinito….
IO – Si ottimo, puoi scriverlo su una mail e mandarla al supporto?
CL – Ma e’ importantissimo, siamo nel mezzo di una nuova release e dobbiamo sistemarla prima di domani mattina!
IO – Meno tempo stiamo al telefono e meglio e’ allora.

La conversazione va avanti ancora per un po’, finche’ non gli faccio notare che la chiamata sarebbe stata fatturata separatamente. Ricevo la mail e guardo, digitando quell’url (o meglio, cut & paste) ricevuo un messaggio che c’e’ un errore sul sito. Ottimo.

Ora, io vorrei aprire una parentesi su quel gruppo di scalzacani responsabili dello sviluppo di quell’aborto chiamato IIS. E’ possibile che invece di pensare ad abbellire inutilmente l’inutile interfaccina punta-e-clicca non pensimo MAI a produrre dei messaggi di errore utili al debugging dei problemi? Dopo un bel quarto d’ora passato a cercare di capire quale potrebbe essere il problema di questa merdaccia ho un’ispirazione.

Questo rintronato di CL ha iniziato a sviluppare questa cosa la settimana scorsa, infatti mi ricordo che hanno gia’ avuto diversi problemi con questo coso. Apparentemente CL sta usando un nuovissimo fichissimo ambiente di sviluppo (nome in codice: fuck-o-matic) il quale ha una sciccosissima feature (nome in codice: fuck-me-with-sandpaper) per cui se tu cambi qualche cosa nelle classi del tuo programma (aka: doppio clicchi sulle icone nel modo giusto) lui ti distrugge il database e lo ricostruisce in funzione dei contenuti della classe. Devo supporre che questa funzione sia ottima per i programmatroti che riescono a brasare la CPU del pc mentre compilano la loro prima versione di ‘hello world’. Devo anche supporre che chi ha deciso di mettere dentro quella funzione non abbia mai sentito la frase “conseguenze inattese”.

Una delle suddette conseguenze inattese e’ che se tu lasci tale funziona attiva ma non hai i diritti per creare nuovi databases (per esempio, se stai usando un ambiente condiviso e non sei quindi il superutente), il database verra’ si’ distrutto ma non ricreato.

Questa cosa e’ gia’ successa un paio di volte all’inizio della settimana e CL ha tanto strillato (accusandoci implicitamente di essere noi a zappargli il database) finche’ non abbiamo scoperto l’arcano. Perche’ lo teniamo come cliente? Non lo so. Evidentemente i soldi non sono acqua.

Comunquesia, mi viene in mente questa cosa e verifico. Ovviamente il database e’ sparito. Ri-creo il database (bestemmiando lungamente sul perche’ i nomi utente e le password non siano riportate come dovrebbero essere nella lista apposita, il che mi obbliga a ricercare la mail originale che fu inviata al suddetto coglione per comunicarla) e quindi procedo a comunicare a CL che il problema e’ sempre lo stesso e che sarebbe ora che lui lo risolvesse.

Non devo dire che la cosa non e’ stata molto gradita, ne’ il fatto che io gli abbia ricordato che attivita’ al di fuori dall’orario d’ufficio non e’ coperta dal suo contratto e sarebbe stata fatturata extra. Me ne sono ritornato a letto pensando ai vari modi di usare un flogger.

Davide

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Ago 182012
 

istruzione_zucchero-1024x323

E’ un uggioso e piovigginoso giovedi’ quando arrivo nell’ufficio deserto di buon ora e mi trovo una mail che dice ‘ripristinare i database di produzione di $cliente sul server di test’. Oh che gioa, 300 Gb di database, il che significa che avro’ tutta la giornata occupata.

Mi ricordo anche vagamente che l’ambiente di questo cliente e’ un casino inenarrabile, quindi mi metto a perusare la documentazione e trovo un bellissimo documento nel wiki aziendale che si intitola per l’appunto "ripristino db prod su test". Ma pensa un po’

Il documento inizia con un bel "per prima cosa ripristinare l’ultimo backup in modo da avere tutti i fies necessari". Hemmm… se lo dici tu. "Vedere esempio di ripristino" e segue l’esempio di ripristino. Ok, non sapendo una sega di come funziona il backup di questo coso andiamo.

Mi armo di santa pazienza e seguo pedissequamente le distruzioni. Clicca li’, schissa qui, gira di la’… dieci secondi dopo che il restore ha iniziato a macinare l’allarme parte per un servizio che gira su un altro dei server di $cliente. La cosa mi lascia un attimo interdetto.

Perche’ $servizio dovrebbe avere dei problemi se io sto facendo un ripristino sul db di test? Comunque per non sapere ne’ leggere ne’ scrivere interrompo immediatamente quello che sto facendo e mi metto a guardare questo arnese. Che risulta totalmente incatastato e richiede ben due riavvi per risistemarsi.

Ovviamente DaBoss che e’ gia’ in baracca per via di certi aggiornamenti su una delle SAN salta immediatamente sulla cosa.

DB – che e’ successo con $cliente?
IO – e che ne so… io stavo cercando di fare un trasferimento di database da produzione a test…
DB – ma hai fatto qualche cosa sul db di produzione?
IO – io sto seguendo le istruzioni che sono state scritte da qualcun altro, questo e’ quello che so.

Sorvoliamo sul resto della discussione, comunque dopo essermi preso la scaldata mi sono messo in attesa del pinguino responsabile della documentazione e l’ho "gentilmente" interrogato. E’ risultato che la documentazione era carente di certi piccoli dettagli insignificanti, come il fatto che il restore deve essere effettuato scegliendo un diverso server di destinazione, anche il come selezionare una diversa destinazione era mancante, o il fatto che occorre specificare una minore ‘velocita’ per ridurre il consumo di risorse. Taciamo sul fatto che eseguire il restore di un dump sul db di produzione non dovrebbe provocare il crollo di un servizio che gira su un server diverso (anche se usa tale database). Ma l’esperienza mi ha insegnato che talvolta le azioni hanno conseguenze al di la’ dell’immaginabile.

Comunque sia, dopo aver riavviato a calci il suddetto servizio mi sono messo ad eseguire il restore, che, come previsto, mi ha preso tutta la giornata. Dopo di che ho proceduto ad aggiungere i millemila dettagli mancanti alla suddetta documentazione, che e’ passata da una paginetta scarsa a 23 pagine piene (!). Ora sono quasi certo che il prossimo idiota che dovra’ fare questa operazione potrebbe avere una buona possibilita’ di riuscita… se riesce a trovare la documentazione ovviamente, dato che anche la funzione di ricerca di questa merda di wiki non e’ che sia delle migliori.

Il backup fa’ sempre bene, il restore… qualche volta no.

Davide

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[SdSM] No, semplicemente NO!

 Scritto da alle 06:27 del 12/08/2012  Nessuna risposta »
Ago 122012
 

url

DaBoss si approccia…

DB – Ho un bel problemino per te.
IO – Quando dici cosi’ mi fai paura…
DB – Allora c’e’ $brancodirimba che vuole cambiare alcuni url del loro sito interdet.
IO – E che problema c’e’ ? Hanno un CMS che dovrebbe consentirlo no?
DB – Che non vogliono perdere il posizionamento nei motori di ricerca quindi si tratta di fare delle Redirect dai vecchi url a quelli nuovi.
IO – Ossignur… ok, abbiamo una lista degli url spero.
DB – Si e c’e’ anche da cambiare la homepage.
IO – Come c’e’ da cambiare la home page?
DB – Adesso se vai su www.sitodelcappero.nl lui ti redirige su www.sitodelcappero.nl/applicazione/qualchecosa/showhome, loro vogliono invece che rimanga ‘www.sitodelcappero.nl’ senza nient’altro.
IO – Hu… per questo dovro’ guardare come e’ fatto il sito e cosa e’ quel coso…
DB – Veramente gli ho gia’ detto che ci pensavi tu.
IO – …ho grazie…
DB – E vogliono andare in produzione domani mattina.
IO – Doma… in produ… Produzione!!!??? Niente test prima?
DB – Ma sono solo un paio di redirects… tu che sei il Guru di Apache non dovresti metterci troppo. Comunque ti ho girato una mail con l’elenco delle Url.

Un rapido controllo mi dice che la mail contiene un bellissimo foglio expel con… 1320 url.

IO – Un paio??

Dalla mia ~/bin salta fuori uno scriptino perl che prende il figlio di Excel e lo sminuzza generando una serie di redirects pronte per essere infilate nel file di configurazione di Apache, dopo aver controllato che non ci siano redirects che redirigono su un’altra redirects o cose cosi’. Il risultato e’ che su 1320 righe trovo una dozzina di ovvie castronerie (redirigere una .jpg su un file .html?). Poi mi metto a guardare il sito web di quella gente e la mail che cerca di spiegare la rava e la fava.

Allora, il branco di mammalucchi ha una batteria di applicazioni sul server, ognuna e’ identificata dalla sua ‘directory’ di appartenenza, quindi abbiamo http://…/applicazione/…, http://…/applicazione2/… e cosi’ via. Questi vorrebbero fare si che invece che ‘/applicazione/’ appaia ‘/a_pplicazione/’ Perche’? perche’ il Genio del marketing dice cosi’. Vuolsi cosi’ cola’ ecceteraeccetera.

Io metto insieme il nuovo file di configurazione, il file di configurazione di TomCat, preparo tutto, il mattino dopo butto tutto in produzione, testo un paio di cose e sembra tutto ok. Almeno finche’ il CL di turno non telefona per avvisare che "non funziona piu niente".

Un rapido controllo mi dice che su una batteria di pagine i vari link sono hard-coded e quindi non sono cambiati. Riporta la cosa ai loro programmatroti che producono le nuove pagine e le mettiamo in produzione, poi arriva il problema successivo.

CL – Se io vado su www.sitodelcappero.nl vedo il sito giusto.
IO – Che era la vostra richiesta.
CL – Ma se vado su www.sitodelcappero.nl/a_pplicazione/qualchecosa/showhome continuo a vedere lo stesso sito.
IO – Ovvio che continui a vederlo.
CL – Ma io non voglio vedere il /a_pplicazione/qualchecosa/showhome!
IO – Quello rimane li’. /a_pplicazione/ e’ il contesto dell’applicazione e non si puo’ rimuovere.
CL – Ma io non voglio vederlo!

Mettete qui se vi pare una spiegazione di come funziona un server con molteplici applicazioni, che ci deve essere un modo per distinguerle e che questo modo molto spesso e’ fatto usando diversi ‘contesti’ e che non si puo’ sovrascrivere il contesto di ‘root’ senza incasinare tutto.

CL – …ma io non voglio vederlo!
IO – Non si puo’ fare.
CL – Ma io non voglio vederlo! Il tuo capo ha detto che si poteva fare.
IO – Il mio capo si e’ ovviamente sbagliato perche’ non conosceva il funzionamento dell’applicazione.
CL – Ma io non voglio vederlo!
IO – Non si puo’ fare.
CL – Come si puo’ fare?
IO – Non si puo’.

Ripetete la ‘conversazione’ di cui sopra quante volte volete. Qualche volta ‘no’ e’ l’unica risposta valida.

Davide

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