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Tips, Guide, Howto

Eseguire Windows 8 da pen drive o HD USB

 Scritto da alle 14:37 del 08/03/2012  14 Risposte »
Mar 082012
 

Windows 8 Logo ombreggiato

Windows To Go è una nuova funzione che consente l’avvio di Windows 8 da un supporto USB, cioè un pen drive o HD USB esterno[1].

In sostanza è possibile “portarsi dietro” il proprio PC in un pen drive o in un HD USB, collegarlo ad un qualsiasi computer compatibile ed eseguire “il nostro” Windows 8 ovunque.

Può essere utile, ad esempio, per provare Windows 8 sul proprio PC senza dover cambiare nulla della configurazione attuale (è il metodo meno invasivo per provare Windows 8), oppure per poter avviare una qualsiasi macchina per effettuare un ripristino, portarsi a casa “il computer” dell’ufficio per proseguire un lavoro particolarmente urgente o, comunque, avviare un ambiente nuovo utilizzando il computer che si ha a disposizione sul momento.

Cosa serve?
Per poter creare un supporto USB da cui eseguire Windows 8 occorre:

Creazione del device USB Windows To Go

Windows To Go richiede una specifica partizione per funzionare.
Questa va creata sul supporto USB.

  1. Collegare un pen drive o un HD USB adatto al PC.
  2. Nella search box che compare premendo il pulsante Start digitare “gestione disco”;
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    comparirà un elenco di programmi tra cui si deve scegliere Crea e formatta le partizioni del disco rigido
    image
  3. Individuare con certezza il supporto USB che si intende utilizzare e fare attenzione, nei successivi passaggi, di operare su quello
    image
  4. Formattare il supporto USB utilizzando NTFS; per farlo, cliccare con il tasto destro sul drive USB,
    scegliere la voce Formatta…
    image
    Nella successiva schermata scegliere un’etichetta a piacere per il drive USB, selezionare il File System NTFS, e spuntare l’opzione Esegui formattazione veloce
    image
  5. Contrassegnare come attiva la partizione del drive USB cliccando con il tasto destro sul drive e scegliendo l’opzione Contrassegna partizione come attiva
    image
  6. Montare l’immagine ISO di Windows 8.
    Per farlo con Gizmo:
    Click col tasto destro sull’icona presente nell’area di notifica;
    image scegliere Virtual Drives –> Mount Image
    image
    Selezionare la ISO di Windows 8 ed assegnare una lettera al DVD virtuale così creato
    image
    Comparirà una nuova unità tra i dispositivi con archivi removibili delle risorse del computer
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  7. Sfogliare il contenuto della ISO e cercare il file install.wim che si trova nella cartella \sources del DVD virtuale
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    il file (di 2GB!) va copiato nella stessa cartella in cui si trova il file Imagex.exe (vedi sezione Cosa serve? più in alto)
  8. Identificare la lettera assegnata al drive USB da cui si intende eseguire Windows 8 (H: nell’esempio che sto illustrando);
    aprire una finestra con il Prompt dei comandi con diritti di amministrazione;
    image
    portarsi nella cartella che contiene i file imagex.exe e install.wim
    (potete usare il comando cd C:\Program Files\Windows AIK\Tools\x86, ad esempio)
    ed eseguite il comando:
    imagex.exe /apply install.wim 1 h:\

    (sostituire h: con la lettera assegnata al drive USB dal computer in uso)
    L’esecuzione del comando durerà qualche minuto
    image

  9. Una volta terminata l’esecuzione del comando imagex.exe, nella stessa finestra, eseguire il seguente comando:
    bcdboot.exe h:\windows /s h:

    (sostituire h: con la lettera assegnata al drive USB dal computer in uso)
    image

Terminata l’esecuzione del comando bcdboot.exe, il drive Windows To Go è pronto per essere utilizzato.
E’ sufficiente avviare il computer selezionando l’avvio dal drive USB.

Al primo avvio sarà necessario completare l’installazione di Windows 8 su drive USB, con tanto di product key, perciò non fatevi trovare impreparati.

Durante l’installazione il computer verrà riavviato alcune volte ed ogni volta sarà necessario selezionare il boot dal drive USB.

 

 


[1] E’ anche possibile utilizzare anche un drive USB 3.0 o eSata; per assicurare la massima portabilità e quindi la possibilità di eseguire Windows 8 utilizzando il drive Windows To Go sul maggior numero di computer possibile è consigliabile utilizzare supporti USB 2.0


[2] Se nel computer è installato 7-Zip, lo si può utilizzare per estrarre dalla ISO il file necessario in questa procedura, senza che sia necessario installare un gestore di DVD virtuali

Feb 212012
 

guida-recuperare-password-email

Avete scordato la password del vostro account email @tin.it o @Virgilio.it o @alice.it.

Esiste una procedura per recuperare la password scordata; sembra la cosa più facile del mondo, ma ad un certo punto viene richiesto di rispondere ad una domanda di verifica.
E questo è ciò che potrebbe comparire chiedendo il recupero della password:
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Viene cioè chiesto di rispondere ad una domanda inesistente.

Questo accade perché, nel momento in cui si è registrato l’account di posta, la domanda di verifica non era prevista.
E’ stata introdotta in seguito, senza avvisare l’utente della necessità di aggiornare questi dati.

Per recuperare la password occorre procedere come segue (vi risparmio decine di minuti di attesa al 800 070707, numero verde da contattare in questi casi):

Inviare un fax al numero 02 97150219, chiedendo di impostare la nuova password che indicherete nel fax, allegando fotocopia di un documento di identità dell’intestatario dell’account.

Non avete il fax?
Capisco.
Non c’è problema.
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Tramite Faxator si possono inviare gratuitamente fax tramite email (per iPhone esiste anche un’apposita app).

Registratevi e seguite le semplici istruzioni.

Velocizzare Android con uno script

 Scritto da alle 06:27 del 31/01/2012  6 Risposte »
Gen 312012
 

image

N.B.:

Questo articolo è rivolto ai possessori di un device con Android Ginger Bread (2.3.x). Coloro che possiedono un device con Android ICS (4.0.x) o Jelly Bean (4.1.x), possono seguire le istruzioni riportate in quest’altro articolo.

Molti, per velocizzare il proprio terminale Android, ricorrono all’utilizzo dei famigerati task killer, quella tipologia di programmi, cioè, che hanno il compito di liberare la memoria terminando parte dei processi in esecuzione.
Il problema è che queste apps spesso agiscono sui processi in esecuzione in maniera indiscriminata.

Un task killer diviene utile solo se configurato a puntino (quando le possibilità di personalizzazione dell’app lo consentono), cosa che presuppone una conoscenza più che superficiale di come funziona Android e di come gestisce la memoria.
Lasciate operare a casaccio, come fa la maggior parte degli utenti, il loro comportamento è invece quasi sempre controproducente: il sistema riavvia quei processi appena terminati perché magari sono condivisi tra più apps.
Può anche accadere che il processo venga terminato mentre è in corso una sua attività, generando errori dell’applicazione o “scattosità” causati dalla necessità del suo immediato riavvio e che, erroneamente, si attribuiscono alle applicazioni in esecuzione.
In questi casi, questo continuo termina/riavvia processi imposto dai task killer, determina anche un maggior consumo della batteria, rendendoli inutili anche per quello scopo.

Android ha già un suo task killer!
Perciò non abbiamo bisogno di ulteriori applicazioni ma piuttosto, eventualmente di modificarne il comportamento in base alla configurazione del nostro terminale Android, alle nostre esigenze ed i nostri gusti.

Innanzi tutto occorre sapere che il task killer di Android interviene sui processi sulla base sia di una priorità attribuita loro automaticamente in funzione del loro stato (VISIBLE_APP,FOREGROUND_APP,  SECONDARY_SERVER, HIDDEN_APP, CONTENT_PROVIDER, EMPTY_APP), sia in base alla disponibilità di memoria e sulla base di una serie di limiti di memoria minima preimpostati e modificabili.
Da questo punto di vista si comporta molto meglio dell’analogo sistema presente in Linux (di cui Android è diretto discendente).
In sostanza il task killer di Android è in grado di terminare i processo “decidendo” quali terminare in base alla combinazione di memoria disponibile e livello di priorità dei processi.
Ed è qui che i può intervenire, modificando i limiti di memoria in base a cui il task killer interviene e modificando la priorità dei processi in base ai nostri scopi.

Alcuni tools di ottimizzazione (come AutoKiller Memory Optimizer, che ho utilizzato per qualche tempo) consentono di modificare i parametri della memoria in base a cui il task killer interno interviene.
Ma spesso non riescono ad essere efficaci in quanto priorità dei processi e impostazione ottimale dei limiti di memoria variano a seconda del device e della versione di Android.

Per fortuna in quella miniera di informazioni utili che è XDA Developers, ho scoperto che esiste chi ha messo a punto uno script (V6_SuperCharger_for_Android) che, su terminali in cui si sono ottenuti i permessi di root,  è in grado di ottimizzare i limiti di memoria ed intervenire sulla priorità assegnata al processo che maggiormente è in grado di restituire la sensazione di fluidità: il launcher.

Lo script consente di configurare le soglie di memoria raggiunte le quali il task killer interviene in modo da avere più RAM libera, che viene sottratta ad applicazioni inutili in un dato momento.
Il rischio che si corre impostando dei valori di memoria troppo aggressivi, è che uno dei primi processi ad essere terminato dal task killer sia il launcher; per questo motivo lo script lo imposta come processo a priorità massima (che sono quelli a cui per ultimi il task killer rivolge la propria attenzione).
Per come è stato realizzato, funziona e svolge il proprio compito su qualsiasi dispositivo Android, smartphone o tablet che sia.

E’ possibile utilizzare una delle configurazioni preimpostate, basate sull’ammontare complessivo di RAM a disposizione sul device, ma anche modificare manualmente i singoli valori, possibilità che sarà certamente molto apprezzata dai più esperti.

Vediamo cosa ci serve per poter sfruttare questo script:

  1. Diritti di root sul device Android.
  2. Busybox 1.16.2 o superiore.
    Per installare BusyBox, installate sul device Android l’app BusyBox Installer, scegliete la versione di BusyBox da installare e tappate sul pulsante Install
    capture_02
  3. L’app Script Manager, che va installata sul device Android e che serve ad eseguire script.
  4. Lo script V6 Supercharger RC5 va scaricato e copiato sul device Android.
    Per scaricarlo, fate click col tasto destro del mouse, scegliete salva oggetto con nome (o analogo) e salvate quello che sembra un file PDF in una cartelle del PC.
    Prima di copiarlo in una cartella sul device Android (ho fatto un’apposita cartella “script”), rimuovete l’estensione .pdf in modo che il file abbia questo nome:
    V6_SuperCharger_for_Android-Update9_RC5.2.sh
    Lo script è l’ultima versione nel momento in cui scrivo (è la versione del 29/01/2012); qui potete verificare se esiste un eventuale versione più recente.

Importante.
Prima di proseguire, occorre disabilitare l’opzione forza home in memoria/lock home in memory (o analoga) presente in alcuni launcher.

Se usate Go Launcher EX andate in Menù->Preferenze->Impostazioni Avanzate e rimuovete il segno di spunta dalle opzioni Persistente nel Sistema e Evita la chiusura forzata (queste cose le facciamo fare allo script Occhiolino)
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Se invece il vostro launcher è ADW Launcher:
Menù->Altro->ADWSettings-Preferenze Sistema e rimuovete il segno di spunta dall’opzione Persistente nel Sistema

Nei launcher Launcher PRO, Nemus Launcher, SPB Shell 3D e nel launcher di default (Touchwiz) dei Samsung Galaxy non ho trovato opzioni analoghe.

Ora siamo pronti a lanciare lo script….

Leggi il seguito »

Gen 242012
 

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Il Samsung Galaxy Note con alcuni launcher (Go Launcher EX soprattutto) risulta un po’ “scattoso”.

Anche con launcher che soffrono meno su device con alte risoluzioni, come ADW Launcher, Launcher PRO, Zeam Launcher o Nemus Launcher, è possibile, qui e là, aver a che fare con qualche lag; a volte solo roba da “aguzzate la vista”, ma che non passa inosservata a chi ha fatto lo switch iPhone->Galaxy Note (e non son pochi…).
Come mi è capitato di dire in qualche altra occasione, si tratta di una mera questione estetica: funzionalità ed usabilità restano comunque intatte.

Il launcher più fluido tra quelli che ho provato è, paradossalmente, SPB Shell 3D, che risulta totalmente privo di lag e molto reattivo a dispetto del fatto che sia un launcher tridimensionale.
E’ un launcher particolare, con alcune soluzioni fuori dagli schemi, alcuni widgets ben fatti.
Dalla sua, oltre la rapidità, ha il fatto che sia impostabile in modalità Tablet, l’ideale per il Galaxy Note che, con questa modalità, è in grado di sfruttare al massimo lo splendido schermo, senza la necessità di modificare la densità dell’LCD.
Ogni pagina della home, in modalità tablet, può contenere la bellezza di 48 widget 1×1 (8 colonne per 6 righe) e tutti i widgets possono essere ridimensionati.
Di contro, non brilla in fatto di personalizzabilità e, dulcis in fundo, non solo non è gratis, ma costa “la bellezza” di € 10,45….
Da qualche giorno l’ho eletto a launcher di default, in modalità tablet, sul mio Galaxy Note e, a mio parere, vale i soldi spesi.

Com’era prevedibile, il Note migliora ad ogni nuovo aggiornamento che viene rilasciato da Samsung.
In seguito all’ultimo aggiornamento del firmware (disponibile attraverso Kies in alcuni Paesi), il N7000XXLA4, il Note risulta più rapido, soprattutto se paragonato con le versioni N7000XXKKX.

Si tratta di un aggiornamento non-wipe, che, cioè, lascia intatti dati, apps ed impostazioni dello smartphone, evitando all’utente di dover reinstallare le apps e ripristinare i dati da un backup.

Qualora, collegando il proprio Galaxy Note al PC tramite Kies, non venga proposto l’aggiornamento, è possibile installarlo seguendo una procedura manuale, facile e rapida.

  1. Scaricare  Odin3 versione 1.85, scompattate il file Odin3 v1.85.zip in una cartella ed eseguite il file odin3 v1.85.exe.
  2. Scaricate il file contenente il firmware N7000OXALA4 e decomprimetelo in una cartella sul PC (la password è samfirmware.com).
  3. Spegnete il Note e riavviatelo in Download mode: premete in sequenza, volume giù, tasto home e tasto power, rilasciateli quando compare la scritta di avvio; una volta avviato, confermate la modalità download premendo il tasto volume su
  4. Collegate lo smartphone al PC tramite il cavetto USB ed attendete che Odin rilevi la porta COM associata al Note
    image
  5. Spuntate le caselle Auto Reboot e F.Reset time, cliccate sul pulsante PDA e scegliete il file
    N7000XXLA4_N7000OXALA4_N7000XXLA4_HOME.tar.md5
    che avete scaricato al punto 2.
  6. Premere il pulsante Start ed attendere il completamento della procedura (durerà qualche minuto)

Alla fine lo smartphone si riavvierà da solo.
Non preoccupatevi se resterà per qualche minuto fermo all’avvio con la sola scritta Samsung: è normale al primo avvio dopo l’aggiornamento.

Una volta riavviato il Note verificate le info sul dispositivo (menù-> impostazioni –> info sul dispositivo)
capture_08

Fonte

Gen 202012
 

Ben nascosto in Windows 7 è presente un tool che consente di registrare le azioni compiute dall’utente per poi riprodurle, sotto forma di sequenza di screenshots, in una presentazione.

A cosa può servire?
Essenzialmente a mostrare la serie di passaggi che è necessario eseguire per completare un qualche compito o, in genere, per documentare le azioni eseguite.

Scovare questo programmino è un’impresa mica da poco.
Sfido chiunque a navigare il Pannello di Controllo (un aiutino: andare alla sezione Sistema e sicurezza>Trova e risolvi problemi) e trovare il programmino Registra passaggi per riprodurre un problema…

Non si trova, vero? (no comment)

Per poterlo eseguire si possono usare questi metodi:

  1. Aprire il Pannello di Controllo e, nel box di ricerca in alto a destra, digitare “Registra”
    image
  2. Nel box di ricerca del menu Start, digitare “regis”
    imageoppure “psr”
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Avviato il programma, compare una piccola finestra che contiene i pulsanti per iniziare la registrazione delle azioni, interromperle ed inserire eventuali commenti.
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Durante la registrazione è possibile sospendere e riprendere la registrazione stessa; una volta effettuate le azioni che si vogliono registrare, premendo il pulsante Interrompi registrazione il programmino chiede di salvare la registrazione.
Viene salvato un file .mht che viene automaticamente compresso in un file .zip.

Se sul computer è in esecuzione qualche programma con diritti di amministratore, compare il seguente avviso:
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Occorre perciò eseguire anche il tool di registrazione delle azioni utente con diritti di amministratore.
Ignorate le istruzioni riportate nell’avviso (non c’è nessun pulsante a forma di scudo “…accanto al cronometro..(??) ..nell’interfaccia utente di Registrazioni azioni utente”) Basito e invece digitate psr nel box di ricerca del menu Start, cliccare col tasto destro su psr.exe e scegliere la voce di menù Esegui come amministratore (che compare solo se si opera sul file psr.exe).
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Per visualizzare la sequenza di schermate catturate dal programma, occorre scompattare ed aprire il file .mht contenuto nel file .zip che avete salvato da qualche parte.

Il file avrà un nome tipo Problem_aaaammgg_hhmm.mht in cui aaaammgg e hhmm saranno rispettivamente la data e l’ora della registrazione.

Verrà aperto con Internet Explorer e sarà possibile visualizzare le schermate catturate, con opportune evidenziazioni delle aree oggetto dell’azione utente, sotto forma di presentazione (sempre all’interno del browser).
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Si può invece scorrere l’elenco delle immagini salvate selezionando “Esamina le azioni utente registrate”.
Soffermandosi con il mouse sull’immagine, compare un fumetto con la descrizione dell’azione intrapresa dall’utente al momento del salvataggio dello screenshot
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Per estrapolare le immagini (in formato png) relative alle schermate catturate, si può fare click col tasto destro del mouse sulle immagini che interessano e scegliere Salva immagine con nome
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Alla fine della pagina si trova una serie di informazioni in formato testuale, riguardanti inizio e termine della registrazione, numero di azioni registrate, sistema operativo utilizzato e l’elenco delle azioni registrate.
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Che dire?
Può essere utile; meglio sapere che uno strumento simile l’abbiamo a portata di mano (più o meno…) senza dover necessariamente ricorrere a software aggiuntivi.
Buona registrazione a tutti.

Gen 172012
 

Windows-7

Improvvisamente un client Windows 7 non riesce più ad avere accesso al dominio aziendale gestito da un server Windows.

Si riesce ad accedere alle condivisioni sul server con \\10.0.0.2 (l’ip del server) regolarmente, ma se si tenta di accedere utilizzando l’UNC \\NOME_SERVER viene segnalato il seguente messaggio di errore:

Impossibile accedere a \\NOME_SERVER. L’utente potrebbe non disporre dell’autorizzazione necessaria per l’utilizzo della risorsa di rete.Per le autorizzazioni di accesso contattare l’amministratore del server.

Impossibile trovare il nome utente.

Ovviamente Outlook, configurato per accedere al server per scaricare la posta, non ne vuol sapere di funzionare.

Eppure tutto funzionava correttamente fino a poche ore prima….e nessuno, ovviamente, ha fatto nessuna modifica da nessuna parte….

La soluzione è molto semplice (una volta che si sa dove mettere il naso… Occhiolino ):

Sul PC con Windows 7:

in Pannello di controllo > Account utente e protezione famiglia > Account utente
selezionare Gestione delle credenziali
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Nella videata successiva sono elencate le credenziali di accesso alle risorse condivise configurate sul PC.
Cercate quella relativa al server, cliccate su Modifica ed inserite username e password d’accesso corretti.

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Voilà…