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Tips, Guide, Howto

Dic 082012
 

works-on-my-machine-starburst

Di recente mi sono imbattuto in un problema che, pur essendo noto ormai da tempo, Microsoft non ha ancora risolto.

Si tratta dell’impossibilità di effettuare l’aggiornamento al SP1 di Windows 7 a causa dell’errore
ERROR_NOT_FOUND (0×80070490)
che compare alla fine di quella che sembra una procedura di installazione andata a buon fine, in schermate come queste:

errorsp

SNAGHTML3837080_thumb

In rete si trovano decine di rimedi (in si tratta di piccole variazioni di una stessa soluzione) che spesso però non raggiungono il risultato desiderato.

La procedura che spiego di seguito, invece, si è rivelata sempre efficace, a patto di seguirla alla lettera.

Per precauzione, consiglio di effettuare un backup prima di iniziare.

  1. Eseguire System File Checker, una utility inclusa in Windows 7 che verifica l’integrità dei file di sistema e ripristina gli originali se necessario.
    Aprite una finestra con il prompt dei comandi in modalità Amministratore cliccando con il tasto destro del mouse sulla voce Prompt dei comandi raggiungibile tramite Start-> Tutti i programmi –> Accessori e scegliendo, appunto, l’opzione Esegui come amministratore
    image
    All’interno della finestra, eseguite il comando sfc /scannow ed attendete pazientemente che la scansione abbia termine.E’ possibile che vengano rilevati e ripristinati dei file danneggiati
    image

    All’interno della cartella C:\Windows\Logs\CBS verrà creato un file di log (CBS.log) in cui, se andrete a cercare, troverete l’errore che vi impedisce di installare il SP1 per Windows 7
    CBS log errore
    Serve ad avere conferma che siete sulla buona strada per la soluzione del problema Occhiolino

  2. Non chiudete la finestra con il prompt dei comandi (ci servirà in seguito) e andate ad aprire il file setupapi.dev.log che si trova nella cartella C:\Windows\inf\.
    E’ un file di testo all’interno del quale dovrete cercare la frase
    Failed to find driver update
    Dovreste trovare una riga simile a questa:
    sto: Failed to find driver update ‘<nome del driver completo di path>’
    setupapi.dev log erroreDovete copiare il nome del driver completo di path, cioè la parte compresa all’interno degli apici ‘.
    Nello snapshot dell’esempio la parte da copiare è
    C:\Windows\WinSxS\ amd64_usbvideo.inf_31bf3856ad364e35_6.1.7600.16543_none_2dfb89901bc8b\ usbvideo.inf
  3. Tornate alla finestra con il prompt dei comandi e digitate il seguente comando
    pnputil -a <nome del driver completo di path>
    nell’esempio occorrerebbe digitare il comando
    pnputil – a C:\Windows\WinSxS\ amd64_usbvideo.inf_31bf3856ad364e35_6.1.7600.16543_none_2dfb89901bc8b\ usbvideo.inf
    Se avrete copiato il nome del driver completo di path come suggerito in precedenza, dopo aver digitato il comando
    pnputil – a seguito da uno spazio,
    potrete direttamente incollare il nome del driver cliccando col tasto destro e scegliendo Incollaimage

    Una volta premuto Invio verrà eseguita la procedura di installazione del driver.
    Probabilmente si tratta di un driver non firmato e perciò verrà richiesta un’autorizzazione alla sua installazione.
    Potrebbe cioè comparire una schermata simile (ovviamente nella vostra lingua), in cui occorre confermare l’installazione del driver
    image

E’ possibile che i driver che impediscono l’installazione del SP1 siano più di uno.
La procedura va ripetuta per ciascuno di essi.

Dopo aver completato l’installazione del driver (dei drivers) potrete ritentare l’installazione dell’aggiornamento del SP1.
Ma stavolta, molto probabilmente, tutto filerà liscio.

Fonte

Set 252012
 

Nandroid backup pianificati

Scopo della guida è illustrare una procedura che consente di realizzare Nandroid Backup automatici, in base ad una pianificazione, utilizzando solo app gratuite attualmente presenti su Google Play Store.

Cosa serve

  • Occorre aver effettuato il root del dispositivo Android con recovery CWM;
  • Online Nandroid Backup, un’app gratuita che consente l’esecuzione di nandroid backups senza che sia necessario il reboot in modalità recovery (verificate se il vostro device è supportato);
  • Script Manager per l’esecuzione e la pianificazione di script;
  • (opzionale) AppExtractor consente l’estrazione, dati, SMS e MMS da un nandroid backup.

Procedura

  1. Installare Online Nandroid Backup e Script Manager.
  2. Avviate l’app Script Manager; al primo avvio compare la seguente schermata:image
    Premete su Browse as root,flaggate l’opzione Non chiedermelo più e premete il pulsante OK.
    Verificate che sia spuntata l’opzione Browse as root premendo sul tasto menù –> Opzioni avanzate –> Configurazione
    Screenshot_2012-09-19-13-19-37
  3. Per pianificare l’esecuzione di uno script con Script Manager, premete il pulsante menù –> Altro –> Opzioni avanzate
    Screenshot_2012-09-19-13-16-48
    e poi Pianificatore
    Screenshot_2012-09-19-13-16-54

    Comparirà la seguente schermata in cui ho indicato tutte le aree in cui dovrete tappare per impostare la pianificazione.
    image

  4. Iniziamo con lo scegliere lo script da eseguire. Fate tap su Seleziona file… e selezionate onandroid presente nella cartella /system/bin.
    Compilate il campo argomenti con:
    -h – s <cartella in cui salvare il nandroid backup> (nell’esempio ho utilizzato /sdcard/external_sd).
    Il parametro –h fa in modo che il nome della cartella che conterrà il nandroid backup venga creato utilizzando data e ora impostati sul dispositivo nel formato aaaa-mm-gg.hh.mm.ss.
    Il parametro –s indica il percorso in cui è presente la cartella clockworkmod.
    Selezionate l’esecuzione co diritti root (SU) e Ntfy per avere una notifica al termine dell’esecuzione del nandroid backup.
    Infine, premete su Salva.
    image
    In questo modo abbiamo creato una configurazione per lo script.
  5. Ora creiamo la pianificazione per l’esecuzione dello script configurato come in precedenza.
    Premete su Aggiungi script….
    image
    e selezionate onandroid
    Screenshot_2012-09-23-09-14-20
    che comparirà nell’elenco degli script che saranno eseguiti in questa pianificazione
    image

    Fate tap sull’ora (sulla scritta Alle 00:00.) e scegliete l’ora ed i giorni in cui eseguire lo script (per impostare i valori desiderati fate tap nelle aree indicate)
    image
    Premendo OK si salvano queste impostazioni e si torna alla schermata precedente.

  6. Assegnamo un nome alla pianificazione facendo tap sulle parentesi “<>” che compaiono dopo la scritta “Nome:” ed inserire il nome a piacere nel campo Nuovo alias.
    Nell’esempio ho impostato una pianificazione giornaliera dello script onandroid da eseguire alla una di notte a cui ho assegnato il nome di Nandroid Backup.
    image
    Non resta che fare tap su Salva per salvare la pianificazione.
    Screenshot_2012-09-23-09-15-22

In questo modo si ottiene l’esecuzione di Nandroid Backups automatici in base alla pianificazione scelta.

Occorre ricordarsi di eliminare manualmente i nandroid backup vecchi che non interessa tenere in memoria, pena il rapido esaurimento dello spazio sulla sdcard.

Il nandroid backup potrà essere ripristinato tramite recovery CWM; in questo modo si ripristina il device allo stato in cui si trovava al momento del backup.
A volte può essere utile ripristinare solo parte del backup, come ad esempio una particolare app con i suoi dati, o gli SMS, ecc.
Con l’app AppExtractor sarà possibile estrarre solo ciò che serve dal nandroid backup.
L’uso combinato di Online Nandroid Backup e AppExtractor consente, in sostanza, di fare a meno di Titanium Backup quando utilizzato solo per fare i backup delle applicazioni.

In un prossimo articolo illustrerò come sia possibile eseguire la procedura pianificata di nandroid backup con l’utilizzo di app più sofisticate (e non gratuite) che consentono di gestire, tra le altre cose, anche la cancellazione automatica dei backup precedenti.

Anteprima file PDF con Windows 7 64bit

 Scritto da alle 06:27 del 07/09/2012  Nessuna risposta »
Set 072012
 

image

Un bug del programma Adobe Reader e Reader X,  impedisce di mostrare le miniature dei file PDF in Windows 7 64 bit.

Il generatore di miniature dei file PDF di Adobe, infatti, è un componente a 32 bit che funziona correttamente solo nella versione a 32 bit del sistema operativo e nonostante il problema sia noto da anni, Adobe non si è mai curata di risolverlo.

E’ però possibile scaricare una patch gratuita che pone rimedio al problema.

Una volta scaricato il file Adobe_Reader_x64_fixes_v3_001_installer.zip, è sufficiente scompattarlo in una cartella ed eseguire il file Fixes_for_64-bit_Adobe_Reader_setup.exe.

La procedura prevede l’installazione di due patch, una che risolve il problema della mancata creazione delle miniature ed una che oramai risulta superflua perchè servirebbe a sistemare il problema della mancata creazione dell’anteprima che è stato però già risolto.

Va quindi selezionata solo l’installazione relativa alla patch correttiva per le miniature.

image

Dopo l’installazione le miniature dei file PDF saranno regolarmente visibili.

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Set 012012
 

HydraCore

Ultimo aggiornamento: 28/09/2012 12.40

Gavin Lewarne è -credo- un ragazzo che ha affermato di aver iniziato ad occuparsi dello sviluppo di kernel solamente nello scorso luglio 2012.

A giudicare dai risultati ottenuti siamo di fronte ad una persona dalle indubbie capacità: il suo Kernel per il Samsung Galaxy Note (con Android ICS o JB), HydraCore, è divenuto popolarissimo nel giro di poche settimane, grazie al mix di stabilità, prestazioni eccellenti e durata della batteria.

Il kernel viene costantemente aggiornato e migliorato, fornito in due versioni:

  • OC, con CPU e GPU overclockate e voltaggio ridotto per ridurre il consumo della batteria
  • STD, senza overclock, voltaggio ridotto per ridurre il consumo della batteria

Seguo il suo sviluppo da quando si trovava alla versione 5, quando ancora era conosciuto col nome di NoteCore (O GL_NoteCore) e funzionava solo su ROM stock TW (originali Samsung).

Da qualche settimana Gavin sta lavorando attorno all’idea di fornire una versione di kernel in grado di funzionare con qualsiasi ROM (AOKP-AOSP-CM9-CM10-PA-MIUI) e non solo sulle stock ROM Touchwiz.
Da qui la necessità di cambiare nome al progetto che, dopo aver assunto il nome di UniKernel per qualche giorno, è divenuto ora ufficialmente HydraCore.

Il thread del progetto conta, al momento, quasi 10.000 messaggi, e scorrerli fa capire l’enorme mole di lavoro e lo sforzo profuso dall’autore e dalla comunità di utenti che partecipa allo sviluppo, installando e testando le varie versioni che si sono succedute ad un ritmo frenetico (in alcuni periodo veniva rilasciata anche più di una versione del kernel al giorno).

Con le versioni OC di questo kernel (quelle con overclock), pur incrementando notevolmente le prestazioni del mio Note, grazie alle migliorie introdotte e alla riduzione del voltaggio, la durata della batteria resta simile a quella che si ha con kernel originale e lo smartphone risulta molto più stabile e freddo, anche dopo un uso intenso.

Questo risultato si è ottenuto anche grazie all’attenta riduzione dei voltaggi utilizzati per ciascuna frequenza della CPU e della GPU, impostati al valore minimo in grado di garantire la massima stabilità. Un lavoro molto laborioso è stato quello di individuare le varie versioni delle schede madri installate sui Galaxy Note, caratterizzate da differenti schemi di voltaggio, inserirle in una tabella in modo da raggrupparle ed impostare valori di voltaggio ottimali per ciascun gruppo.
Installando la versione STD, si ottiene un incremento inferiore delle prestazioni nei giochi ed in quelle apps che fanno uso intenso della CPU, la durata della batteria è superiore a quella ottenibile con la versione OC di HydraCore e la differenza di prestazioni tra le due versioni, non è facilmente percepibile ad occhio nudo nell’uso quotidiano dello smartphone.

Preferisco la versione con overclock. Occhiolino

 

Download

Nel momento in cui scrivo, è stata rilasciato ufficialmente il kernel HydraCore v5.4 (vedere la sezione download nella pagina iniziale del thread), ma è possibile installare eventuali versione di test (si tratta di versioni intermedie tra un rilascio ufficiale ed il successivo) accedendo a questo indirizzo.

Su XDA è stato recentemente creato un thread parallelo con lo scopo di dare risposta alle numerose domande non prettamente legate allo sviluppo e al debugging del kernel e che affollavano il thread principale il quale, tra l’altro, essendo riservato al development, non accessibile a tutti gli utenti per inserire propri messaggi.
Per domande, curiosità e consigli quindi, consiglio l’utilizzo del thread Hydracore kernel discussion thread.

Lo sviluppo del kernel prosegue a ritmo serrato per cui consiglio di verificare con frequenza il rilascio di nuove versioni, controllando il changelog per verificare quali cambiamenti e migliorie siano state introdotte.
Da parte mia, mi impegnerò ad aggiornare questa pagina fintanto che continuerò a seguire lo sviluppo di Hydracore.

Entrambe le versioni (OC e STD) sono rilasciate sia in formato .zip, da installare in modalità recovery via ClockWorkMod, che in formato .tar, da utilizzare per l’installazione attraverso Odin o Mobile Odin PRO.

 

Installazione

Prima di tutto, occorre effettuare un backup dei dati del Galaxy Note (non si sa mai).
L’ideale sarebbe un bel Nandroid Backup; in alternativa ci si può accontentare del backup di applicazioni e dati effettuato tramite Titanium Backup.

Scaricate la versione del Kernel che vi interessa installare scegliendo tra OC e STD.

Installatela seguendo le istruzioni riportate in questa guida:

  • Seguite le istruzioni riportate nella sezione “Installare un kernel modificato tramite Odin” se il vostro Galaxy Note è come mamma Samsung l’ha fatto, con il suo kernel originale (dovete utilizzare il kernel scaricato in formato .tar)
  • Se invece sul vostro note avete effettuato in precedenza il root del dispositivo e l’installazione della recovery  ClockWorkMod, seguite le istruzioni della sezione “Installare un kernel modificato tramite ClockWorkMod Recovery”. (dovete utilizzare il kernel scaricato in formato .zip).

In alternativa si può utilizzare Mobile Odin PRO con file del kernel in formato .tar.

N.B.:
Se utilizzerete Odin per PC, occorrerà poi utilizzare l’applicazione Triangle Away per azzerare il flash counter e rimuovere il triangolo giallo che segnala l’installazione di un kernel non originale.

La prima volta che l’app Triangle Away verrà avviata, richiederà il download di alcuni files; fate completare il download e poi scegliete l’opzione Reset Counter che riavvierà il Galaxy Note in una particolare modalità per l’esecuzione del reset.
Glia altri due metodi (installazione via recovery CWM o con Mobile Odin PRO) non incrementano invece il flash counter, rendendo superfluo l’utilizzo dell’app Triangle Away.

L’installazione di HydraCore include permessi root e una recovery ClockWorkMod modificata dall’autore del kernel.

Con HydraCore si risolve anche il problema del bug MMC_CAP_ERASE, un bug che può causare il brick di Galaxy Note e Galaxy S2 con Android ICS quando si effettua un full wipe (cancellazione dei dati utente) dello smartphone.
Dopo aver installato il kernel, si può quindi effettuare in tutta sicurezza il full wipe, quando fosse necessario.

Questo è il video realizzato da un utente per dimostrare le prestazioni e la fluidità raggiunte con il suo Galaxy Note, con ROM Jelly Bean CyanogenMod 10 Utacka’s Preview, dopo aver installato il kernel HydraCore

Conclusioni
Ho sempre avuto grande diffidenza nei riguardi delle ROM personalizzate (aka custom ROM o ROM cucinate) e kernel non originali.
Ho installato kernel solo per avere i diritti di root sui miei dispositivi Android.
Ma quando su XDA-Developers Forum mi sono imbattuto nel thread di questo kernel, ho immediatamente capito che si trattava di una cosa diversa dalle altre.
Dopo averlo seguito per un po’, ho deciso di provarlo e ne sono rimasto veramente impressionato.
Consiglio perciò senza esitazioni il kernel, stabile ed in grado di migliorare notevolmente le prestazioni del Note senza pesare sulla batteria.

Nandroid Backup

 Scritto da alle 06:27 del 31/08/2012  5 Risposte »
Ago 312012
 

Nandroid Backup

Il Nandroid Backup è una procedura che consente di fare una copia di backup su SD Card dell’intero sistema di un terminale Android.

E’ come “scattare una fotografia” del sistema; in seguito sarà possibile ripristinare il Nandroid Backup per riportare il terminale esattamente allo stato in cui era al momento del Nandroid Backup.

Consiglio di effettuare regolarmente dei Nandroid Backup in quanto possono tornare utili in diverse situazioni, non solo a coloro che personalizzano il proprio device installando apps, ROM[1] o Kernel[2] personalizzati.

Per effettuare i Nandroid Backup occorre che sia stato eseguito il root del proprio dispositivo.
Questa è una delle tante guide che spiegano come eseguire il root sul Samsung Galaxy Note con ICS.
Su XDA Developer Forum si trova quella che considero la guida più esaustiva al riguardo.

Il metodo più usato per fare Nandroid Backup è quasi certamente quello permesso da una recovery personalizzata.
La recovery è una modalità di ripristino dei dispositivi, che si può utilizzare per effettuare operazioni di manutenzione del dispositivo (installazione aggiornamenti, Backup/Restore, cancellazione dati, cache,ecc.)
La recovery predefinita offre poche opzioni e non permette di installare niente che non abbia la firma digitale del produttore del dispositivo.
Perciò col tempo sono stare realizzate delle recovery personalizzate (la più famosa di tutte è forse la ClockWorkMod Recovery).
Ce n’è una versione specifica per ogni dispositivo.
Di solito l’installazione della recovery personalizzata è inclusa nella proceduta di root del dispositivo: in molti casi installando un Kernel[2] personalizzato viene anche installata la CWM Recovery.

Per effettuare un Nandroid Backup tramite CWM Recovery, occorre riavviare il dispositivo in modalità recovery (nei Samsung si ottiene premendo combinazione di tasti Volume su + Tasto home + power) e poi selezionare l’apposita voce del menu.

La navigazione tra le voci di menù avviene tramite il pulsante del volume e le opzioni si selezionano premendo il pulsante power del dispositivo.
Nella versione touch della CWM, invece, è possibile scorrere le voci del menù anche trascinando il dito e la selezione avviene tramite la pressione del tasto home.

Ma il metodo che preferisco e che uso regolarmente con smartphone Samsung Galaxy S2 e Galaxy Note, consente di effettuare il Nandroid Backup utilizzando l’apposita app gratuita Online Nandroid Backup senza che sia necessario riavviare il dispositivo in modalità recovery (modalità che verrà utilizzata solo per l’eventuale operazione di ripristino).

Online Nandroid Backup richiede sia il root del dispositivo che l’installazione della BusyBox.
Se sul vostro dispositivo non è presente la BusyBox, installate  l’app gratuita BusyBox Installer, scegliete la versione di BusyBox da installare e tappate sul pulsante Install
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L’interfaccia dell’app Online Nandroid Backup è molto semplice.
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Prima di effettuare il primo Nandroid Backup occorre installare, se presente, una patch relativa al proprio dispositivo.
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Fatto questo, per effettuare il backup basta semplicemente selezionare la modalità di creazione del nome della cartella che conterrà il backup (preferisco Phone timezone name) e premere il pulsante Start Backup.
Il backup verrà eseguito all’interno della cartella /clockworkmod/backup nella SD esterna (se presente).

L’esecuzione del backup richiede diversi minuti (anche 30 e più) a seconda del device.
Occorre scorrere manualmente la videata per visualizzare le scritte con cui l’applicazione descrive il passaggio in esecuzione in quel momento e perchè ci si renda conto del progresso dell’operazione.

Ciò che manca in questo momento all’applicazione, a mio parere, è un sistema di notifica che avvisi il termine dell’operazione di backup e la possibilità di pianificare l’esecuzione di Nandroid Backup.

Per il resto funziona alla grande.

Infine, non posso non segnalare l’eccellente app ROM Toolbox che consente, anche nella sua versione gratuita, di effettuare Nandroid Backup.

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Buon Nandroid Backup a tutti.


[1] Una ROM è l’insieme di sistema operativo (il Kernel[2]), applicazioni e tutto quello che li accompagna (es.: il manuale del device, l’insieme di sfondi, suonerie, file audio per le notifiche, ecc) di un dispositivo Android

.
Per fare un parallelo con il mondo Linux (da cui Android discende), la ROM è l’equivalente di una distribuzione Linux.
Le stock ROM sono le ROM fornite dal produttore del dispositivo (Samsung, HTC, Motorola, LG, ecc.), e sono in genere personalizzate da quest’ultimo rispetto alla versione di Android rilasciata da Google.
Le cooked ROM (ROM cucinate, in italiano) o Custom ROM, sono ROM personalizzate da sviluppatori indipendenti.


[2] Il Kernel è il cuore del sistema Android; si tratta della parte del sistema operativo che si occupa, tra le altre cose, di assicurare un corretto funzionamento dell’hardware a bordo del dispositivo.