Ricerca in FOLBlog

Tips, Guide, Howto

Dic 052015
 

Windows 10

 

 

 

 

 

 

 

La procedura di aggiornamento automatico di Windows 10 mi ha proposto l’installazione dell’aggiornamento cumulativo per Windows 10 versione 1511 (KB3116908).
L’aggiornamento è stato avviato ma non arrivava a conclusione a causa dell’errore 0x080070570.

Esiste una procedura apposita per reimpostare i componenti di Windows Update che risolve gran parte di questi problemi.
Ma non esiste la versione per Windows 10 e la versione per Windows 7 o 8.1 non viene eseguita.

Ho allora pensato di scaricare da me l’aggiornamento per poi installarlo senza passare per Windows Update.
Facile a dirsi, impossibile a farsi.
E’ impossibile accedere al Windows Update Catalog con un browser differente da Internet Explorer, compreso, con mia grande sorpresa Microsoft Edge!
Snap01

 

 

 

 

 

 

Ok. Clicco su Apri con Internet Explorer e…non succede nulla.
Se cerco Internet Explorer tra le app installate non lo trovo.
Ma se faccio una ricerca testuale, ecco il collegamento al programma che però non viene eseguito…

Se si clicca sul link “Continua in Microsoft Edge” si viene spediti ad una pagina che spiega che occorre recarsi presso l’area download:
Snap02

 

 

 

 

 

 

Ma una volta arrivati all’area download e si procede con la ricerca dell’aggiornamento da scaricare, si viene rimandati al punto di partenza rendendo la procedura un loop infinito:
Snap03

 

 

 

 

 

 

 

Soluzione:

Con una serie di ricerche su Google scopro una procedura che, eseguita, ha risolto il problema consentendomi di installare l’aggiornamento.

  1. Arrestare il servizio BITS ed il servizio Windows Update
    Click con il tasto destro su Start, scegliere la voce Prompt dei comandi (amministratore) e, una volta aperta la finestra digitare i seguenti comandi:
    net stop wuauserv
    net stop bits
  2. Rinominare la cartella Catroot2.
    Nella stessa finestra comandi, digitare:
    net stop cryptsvc
    ren %systemroot%\System32\Catroot2 oldcatroot2
    net start cryptsvc
  3. Rinominare la cartella “SoftwareDistribution”.
    sempre nella stessa finestra comandi digitare:
    ren %systemroot%\SoftwareDistribution %systemroot%\SoftwareDistribution.old
  4. Registrare le librerie utilizzate da   Windows Update e Microsoft Update.
    Sempre nella solita finestra comandi, digitare:
    regsvr32 wuapi.dll
    regsvr32 wuaueng1.dll
    regsvr32 wuaueng.dll
    regsvr32 wucltui.dll
    regsvr32 wups2.dll
    regsvr32 wups.dll
    regsvr32 wuweb.dll
  5. Avviare i servizi BITS, Windows Updare e Event Log.
    Digitare:
    net start bits
    net start wuauserv
    net start Eventlog

Alla fine digitare exit per chiudere la finestra prompt dei comandi.

Per le persone affette da patologie che impediscono loro una digitazione dei comandi con la tastiera, ho realizzato un file (Script.bat), che deve essere scaricato memorizzato in una cartella ed eseguito con diritti di amministratore (tasto destro sul nome del file e scegliere Esegui come amministratore).
Esegue i comandi elencati, nella giusta sequenza, chiedendo di tanto in tanto la pressione di un qualsiasi tasto per proseguire. Un tasto a caso, quello che preferite….

Buon aggiornamento.

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
Lug 232014
 

globes

Il problema:

L’account Skype configurato in Trillian si connette e subito dopo si disconnette rimanendo offline.
E’ un problema noto di compatibilità tra Windows 8.1, il programma Trillian e il plugin skypekit.exe.

 

Soluzione:

  • Scaricare il plugin skypekit.exe fornito con la versione 5.2 di Trillian
  • Se è in esecuzione, chiudere l’applicazione Trillian.
  • Scompattare il file e copiare skypekit.exe nella cartella plugins, contenuta nella cartella in cui è installato Trillian (tipicamente C:\Program Files (x86)\Trillian\plugins).
  • Cliccare con il tasto destro sul file skypekit.exe, selezionare la scheda Compatibilità, premere il pulsante Modifica impostazioni per tutti gli utenti e, nella finestra successiva, inserire il segno di spunta su “Esegui il programma in modalità compatibile per:” e poi selezionare “Windows 7”.
    image
  • Ripetere la stessa operazione con il file trillian.exe che si trova nella cartella in cui è istallato Trillian (tipicamente C:\Program Files (x86)\Trillian\)
    image
  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
Apr 142014
 

lo scorso 7 aprile è stata scoperta l’esistenza di Heartbleed, probabilmente la più seria minaccia ai nostri dati mai comparsa su Internet.

Ecco come funziona (semplificando al massimo), quali siti colpisce e in che modo possiamo proteggere i nostri dati online e i nostri social network.

 

Che cosa è Heartbleed

Heartbleed (cuore che sanguina in inglese) è un vulnerabilità informatica.
In pratica, una falla in una componente chiave dei sistemi che garantiscono la sicurezza delle comunicazioni su Internet, e precisamente in uno dei meccanismi più diffusi per criptare i dati inviati online (OpenSSL).

Quindi, in questo caso, il semplice fatto di avere l’antivirus installato ed aggiornato non ci mette al riparo.

 

Che cosa fa Heartbleed

Come detto, colpisce OpenSSL, un sistema di cifratura (SSL) delle comunicazioni online usato dalla maggior parte dei server.
OpenSSL è utilizzato per codificare (crittografare) i dati inviati da un computer e che viaggiano nella rete per raggiungere un altro computer (il nostro o un server): nel computer di destinazione, OpenSSL esegue il processo inverso permettendo la decodifica dei i dati.

È un processo totalmente trasparente all’utente che riconosce l’invio dei dati in modo codificato solo dalla presenza di un lucchetto nella barra degli indirizzi del browser (di solito prima dell’URL del sito): significa che un servizio di crittografia SSL è abilitato.
clip_image002

clip_image004

 

Come funziona l’attacco

OpenSSL ha una funzionalità chiamata Heartbeat (battito del cuore) che viene utilizzato dai gestori dei server per avere conferma che tutto sta funzionando a dovere.
Per dirla in termini elementari è come se un computer chiedesse, ad intervalli di tempo regolari, al sistema responsabile “Sei vivo?” e ricevesse la risposta “Sì sto bene”.

Si è scoperto che Heartbeat può essere ingannato dall’invio di un codice modificato da un hacker: in questo caso quando questi gli invia il “Sei vivo?”, Heartbeat risponde inviando anche altri pacchetti di memoria presenti sul server in quel momento.
Se si tratta di un server presso il quale ci si autentica inserendo username e password (come Gmail, Facebook, Twitter, ecc), quei pacchetti di memoria potrebbero contenere dati di nomi utente e password.

 

Quali siti sono colpiti

Sono potenzialmente a rischio tutti i server che utilizzano OpenSSL e con il tool Heartbeat installato e funzionante. Si stima siano i due terzi del totale.

Tra questi ci sono Google, Facebook, Dropbox e Yahoo.

Altri siti che utilizzano differenti sistemi SSL (quali ad esempio Microsoft, Amazon, Linkedin e PayPal) sono invece al riparo dalla minaccia..

Non sono a rischio neppure i siti di home banking, protetti solitamente da protocolli proprietari.

 

Cosa fare

E’ meglio cambiare le password sei servizi indicati di seguito, dato che hanno dichiarato di aver corretto la falla.
Nel caso specifico di Heartbleed, prima di cambiarla è bene chiedere all’operatore se la falla di OpenSSL è stata corretta: altrimenti il cambiamento è inutile.

Questi alcuni siti e la situazione attuale (work in progress):

· Google Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Facebook Vulnerabilità corretta, cambiare password

· YouTube Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Yahoo! Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Amazon Non a rischio

· Wikipedia Vulnerabilità corretta, cambiare password

· LinkedIn Non a rischio

· eBay Non a rischio

· Twitter Non a rischio

· Craigslist In attesa di risposta

· Bing Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Pinterest Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Blogspot Vulnerabilità corretta, cambiare password

· CNN In attesa di risposta

· Live Non a rischio

· PayPal Non a rischio

· Instagram Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Tumblr Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Espn.go.com Vulnerabilità corretta, cambiare password

· WordPress In attesa di risposta

· Imgur In attesa di risposta

· Huffington Post In attesa di risposta

· Reddit Vulnerabilità corretta, cambiare password

· MSN Non a rischio

· Netflix Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Weather.com Vulnerabilità corretta, cambiare password

· IMDb Non a rischio

· Yelp Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Apple Non a rischio

· AOL In attesa di risposta

· Microsoft Non a rischio

· NYTimes In attesa di risposta

· Bank of America Non a rischio

· Ask Non a rischio

· Fox News Non a rischio

· Chase Non a rischio

· GoDaddy Vulnerabilità corretta, cambiare password

· About Non a rischio

· BuzzFeed In attesa di risposta

· Zillow Non a rischio

· Wells Fargo Non a rischio

· Etsy Vulnerabilità corretta, cambiare password

· XVideos In attesa di risposta

· Walmart Non a rischio

· CNET Non a rischio

· Pandora Non a rischio

· xHamster In attesa di risposta

· PornHub In attesa di risposta

· Comcast In attesa di risposta

· Stack Overflow Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Salesforce Non a rischio

· Daily Mail In attesa di risposta

· Vimeo Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Condui In attesa di risposta

· Flickr Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Zedo Non a rischio

· Forbes Non a rischio

· LiveJasmin In attesa di risposta

· USPS Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Indeed In attesa di risposta

· Hulu Non a rischio

· Answers Non a rischio

· HootSuite Non a rischio

· Amazon Web Services In attesa di risposta

· Adobe In attesa di risposta

· Blogger Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Dropbox Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Reference.com Non a rischio

· AWeber Non a rischio

· UPS Non a rischio

· Intuit In attesa di risposta

· NBC News In attesa di risposta

· USA Today Non a rischio

· Outbrain Vulnerabilità corretta, cambiare password

· The Pirate Bay In attesa di risposta

· The Wall Street Journal In attesa di risposta

· Bleacher Report In attesa di risposta

· Constant Contact Non a rischio

· Wikia Vulnerabilità corretta, cambiare password

· CBSSports Non a rischio

· Publishers Clearing House In attesa di risposta

· Washington Post Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Target Non a rischio

· Drudge Report In attesa di risposta

· TripAdvisor Non a rischio

· FedEx Non a rischio

· Capital One Non a rischio

· wikiHow Non a rischio

· Googleusercontent.com Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Groupon Non a rischio

· Best Buy In attesa di risposta

· AT&T In attesa di risposta

· Home Depot In attesa di risposta

· Trulia Non a rischio

· TMZ In attesa di risposta

· Feedbin Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Pinboard Vulnerabilità corretta, cambiare password

· GetPocket Vulnerabilità corretta, cambiare password

· IFTTT Vulnerabilità corretta, cambiare password

· ManageWP Non a rischio

· PayScale Non a rischio

· OKCupid Vulnerabilità corretta, cambiare password

· Dillard’s Non a rischio

· NetZero Non a rischio

· Classmates Non a rischio

· MyPoints Non a rischio

Per verificare la sicurezza del protocollo SSL su altri siti è possibile utilizzare il servizio Qualsys che sottopone ad analisi il sito e restituisce un voto che va da A+ (il migliore) a F (il peggiore)

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
Gen 292014
 

image

Pare sia un problema diffuso quello delle stampanti condivise che risultano offline per Windows 8 anche quando non lo sono.

In sintesi, dopo aver installato su un PC (PC A) una stampante condivisa da un altro PC (PC B) ed essersi assicurati che tutto funzioni ben, capita invece che, anche a distanza di giorni, la stampante risulti offline per il PC che tenta di utilizzarla da remoto (PC A), nonostante sia invece accesa e pronta per essere utilizzata.

Al momento non sembra esserci una soluzione.
Gli unici due modi per aggirare il problema e fare in modo che la stampante condivisa torni a funzionare sembrano essere:

  • rimuovere e reinstallare la stampante sul PC remoto (quello che non ha la stampante fisicamente a se collegata, PC A per intenderci)
  • riavviare lo spooler di stampa sul PC (PC A) che vorrebbe stampare sulla stampante condivisa.

Mi concentro sul secondo metodo in quanto è possibile automatizzarlo in modo molto semplice.

Occorre creare un file batch (.bat) utilizzando Blocco Note in cui inserire i seguenti comandi:

@echo off
net stop spooler
FOR /l %%a in (10,-1,1) do (ping -n 1 -w 1000 127.0.0.1>NUL)
net start spooler
 

Il file batch arresta lo spooler, esegue un ciclo FOR che ha come unico scopo quello di tenere occupato il PC per 10 secondi e, trascorso questo intervallo di tempo, riavvia lo spooler.

Magicamente, le stampanti di rete che prima risultavano offline tornano ad essere disponibili per la stampa (se effettivamente sono online).

Ora è sufficiente pianificare l’esecuzione di questo file batch ad intervalli regolari (ad esempio ogni X ore) o all’accesso dell’utente tramite l’Utilità di pianificazione per automatizzare il riavvio dello spooler senza che sia necessario l’intervento dell’

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
Gen 152014
 

Uno dei miei clienti mi ha incaricato, tempo fa, di selezionare per l’acquisto una stampante laser adatta alle sue esigenze.

Dopo una ricerca ho selezionato un insieme di stampanti laser che ho reputato essere in grado di rispondere adeguatamente alle sue esigenze, descrivendone i pro ed i contro.
Tra queste ho consigliato un modello HP – poi acquistato dal mio cliente – motivando le ragioni della mia preferenza.

Quasi contemporaneamente, un collega del mio cliente si è trovato nella condizione di dover effettuare lo stesso acquisto e ha optato per il fai da te: ha acquistato una stampante laser, stessa marca, modello differente ad un prezzo di acquisto inferiore di circa 50 Euro.
Il collega del mio cliente, convinto di aver acquistato un modello del tutto analogo, ha iniziato a sfottere il mio cliente per la scelta –a suo dire- infelice di essersi affidato ad un consulente per la scelta;  il mio cliente, volendo capire meglio, mi ha chiesto un confronto tra i due modelli di stampante.

Si tratta dei modelli elencati in questa tabella, in cui ho elencato le differenze salienti (a destra il modello di stampante che ho consigliato al mio cliente, che d’ora in poi chiamerò Utente B).

MODELLO

Utente A
HP LaserJet Pro P1606dn

Utente B
HP LaserJet Pro 400 M401dne

Prezzo di listino € 200,00 + IVA € 309,00 + IVA

Velocità di stampa

25ppm

33ppm

Qualità di stampa

600×600 dpi

1200×1200 dpi

Ciclo operativo mensile (robustezza)

8.000 pagine

50.000 pagine

Volume di stampa mensile consigliato

250-2000

750-3000

Velocità processore interno

400MHz

800MHz

Schermo LCD

no

si

Connettività di rete

10/100mbps

10/100/1000mbps

Memoria

32MB

256MB

Ingresso carta aggiuntivo (ad es.: per stampa buste)

no

si

 

 

 

 

 

 

Durata cartuccia toner standard

1000 pagine

2700 pagine

Prezzo listino toner standard

€ 68,00

€ 88,00

Costo stampa pagina toner standard

€ 0,068

€ 0,033

 

 

 

Durata cartuccia toner alta capacità

6900 pagine

Prezzo listino toner alta capacità

€ 152,00

Costo stampa pagina toner alta capacità

€ 0,022

Da un primo esame delle caratteristiche tecniche, stando ai dati ufficiali riportati dal produttore, emergerebbe che il modello LaserJet Pro 400 M401dne (quello acquistato dall’Utente B) è, almeno teoricamente, più robusto, più completo nelle funzioni (alcune sono possibili solo grazie alla presenza del mini schermo LCD) del modello acquistato dall’Utente A.

La differenza di prezzo reale, rispetto al prezzo di listino è stata, come detto di circa 50 Euro IVA compresa, essendo entrambi gli street price nettamente inferiori a quelli di listino.

Ma volendo considerare, per omogeneità di calcolo, solo i dati ufficiali pubblicati dal produttore, ho proceduto ad analizzare il costo di gestione delle due stampanti.

E’ emerso che:

  • Se per ipotesi si utilizzasse sempre e solo il toner standard, ogni volta che l’Utente B sostituisce il toner (cioè teoricamente ogni 2700 pagine) risparmierebbe ben 94,5 Euro rispetto alla spesa sostenuta dall’Utente A.
    Infatti il costo per pagina della sua stampante è inferiore di € 0,035  (€ 0,033 contro € 0,068 per pag.) rispetto al costo per pagina dell’altra.
    Moltiplicando il risparmio (0,035) per il numero delle pagine stampate (2.700) si ottiene appunto 94,5 Euro.
  • Invece, se si utilizzasse toner ad alta capacità, disponibile solo per il modello acquistato dall’Utente B, si arriva a un risparmio di ben € 317,40 ogni 6.900 pagine stampate.
    Il costo per pagina della sua stampante dell’utente B è, infatti, inferiore di € 0,046 (€ 0,022 contro € 0,068 per pag.) rispetto al costo per pagina dell’altra.

In sostanza, ogni 1000 pagine stampate, l’Utente B risparmierà, rispetto all’Utente A, € 35,41 se utilizzerà toner standard e € 45,97 se opterà per il toner alta capacità.

La questione può anche essere vista in altri termini: sempre considerando, per omogeneità di calcolo, il prezzo di listino sia delle stampanti che dei relativi materiali di consumo, dopo aver stampato 10.600 pagine (2700 con il toner standard, 6900 con il toner alta capacità), l’utente B avrà speso in tutto, considerando anche il prezzo di listino della stampante, € 461,00 + IVA (prezzo stampante + costo toner alta capacità).
L’utente A, per stampare le stesse 10.600 pagine avrà speso in totale € 920,80 + IVA (prezzo stampante + costo stampa di 10.600 pagine con il toner standard).
E mentre l’Utente B avrà affrontato una sola volta la seccatura di dover sostituire il toner, l’Utente A avrà sostituito il toner ben 10 volte.

In sintesi, l’utente B, a fronte di un costo iniziale superiore, ha acquistato una stampante con caratteristiche superiori e che, nel tempo, costerà nettamente meno del modello più…”economico”.

Ora si può rispondere alla domanda: chi ha fatto il miglior acquisto?

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Pagare il bollo online

 Scritto da alle 14:51 del 13/01/2014  Nessuna risposta »
Gen 132014
 

BolloAuto

Per pagare il bollo online è necessaria una carta di credito.

I residenti nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Prov. autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Puglia, Toscana, Prov. autonoma di Trento, Umbria, Valle d’Aosta possono pagare il bollo tramite l’apposito servizio messo a disposizione dall’ACI.

image

Gli altri possono utilizzare il servizio pagamento Bollettini messo a disposizione dalle Poste per gli utenti registrati.

Dopo aver effettuato l’accesso occorre andare alla sezione bollettini contenuta in Myposte
image

selezionare Bollo auto…
image

e seguire la procedura che consente di compilare il bollettino.

Al pagamento della tassa verranno aggiunti i costi per il servizio, a seconda del metodo di pagamento utilizzato.
image

Il calcolo del bollo da pagare può essere fatto sia attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, che tramite il servizio offerto dall’ACI.

“buon” pagamento a tutti.

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Wikio
  • Reddit
  • Technorati
  • Segnalo
  • Live
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS