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Test, recensioni

Gen 062012
 

Per collegarsi ad Internet in mobilità esistono sostanzialmente due soluzioni: le chiavette USB, utilizzabili con PC, netbook e notebook ed i contratti di connessione dati disponibili per smartphone e tablet.

Da un po’ sono presenti sul mercato dei mini router WiFi 3G, come il TPLink TL-WR700N ad esempio, che solo di recente, grazie anche al drastico calo dei prezzi, stanno prendendo piede.

Si tratta di apparecchietti grandi poco più di un pacchetto di sigarette in grado di ospitare la classica SIM abilitata per la connessione dati 3G/3.75G/UMTS/HSPA; sono dotati di una batteria ricaricabile, si collegano ad Internet sfruttando la connessione DATI ed il piano tariffario attivato sulla SIM inserita e consentono la connessione di vari terminali (3, 5 o più) via WiFi.

Il mini router WiFi 3G viene visto dai PC, notebook, netbook, smartphone e tablet come un normale router WiFi a cui ci si può collegare per connettersi ad Internet.

Vodafone propone l’interessantissima Internet Key WiFi, con 3 mesi di navigazione Internet inclusa (fino a qualche settimana fa era in offerta a 29 Euro e ne ho approfittato al voloOcchiolino ) a soli 49 Euro.
Si tratta, appunto, di un mini router 3G WiFi (9,7cm x 6,2cm, 13mm di spessore, 84gr. di peso con la batteria inserita) che consente di condividere la connessione Internet HSPA con un massimo di tre devices contemporaneamente.
Consente anche l’inserimento di una microSd fino a 16Gb per la condivisione di dati tra i dispositivi collegati.

La connessione alla massima velocità (HSPA+ a 43.2 Mbps) è al momento possibile nelle principali città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Venezia, Verona) mentre nelle altre città può variare tra 14.4 e 21.6 Mbps.

In questo modo ho risolto i problemi di connessione in mobilità praticamente dell’intera famiglia: chi è a casa si collega tramite la WiFi di casa, quando siamo in giro possiamo collegare i nostri smartphone, il tablet ed il netbook sfruttando il comodissimo router WiFi 3G.
Quando per lavoro mi trovo ad operare in un’area priva di connessione WiFi, mi porto dietro il routerino e sono a posto.
Una volta terminati i 3 mesi di navigazione inclusi nel prezzo, andrò a caccia dell’offerta di connessione che più si adatterà alle mie esigenze; non sono legato a Vodafone e il mini router 3G si può utilizzare con SIM di qualsiasi provider.

Lo utilizzo da oltre un mese, con grande soddisfazione e la consiglio a tutti.

Il vantaggio sostanziale di questo tipo di soluzione alla necessità di connessione in mobilità è essenzialmente il risparmio sul costo della connessione in mobilità (si fa un unico abbonamento/ricaricabile anziché vari abbonamenti o piani tariffari per i diversi devices).

Recensione naif del mio Samsung Galaxy Note

 Scritto da alle 15:02 del 16/12/2011  12 Risposte »
Dic 162011
 

Sul Galaxy Note troverete in rete recensioni di ogni tipo, tabelle, video, benchmark, confronti con questo e quello, guerre di religione tra Android-fan ed Apple-fan.
Di tutto insomma, nel bene e nel male.

Prima di addentrarmi in considerazioni personali dopo un mese esatto di utilizzo, mi permetto di segnalarvi quella che ritengo la miglior recensione del Samsung Galaxy Note che ho visto fino ad ora ed un video confronto in cui è possibile apprezzare la netta superiorità delle prestazioni del Galaxy Note rispetto all’iPhone 4s e al Nokia Lumia 800.

Il Galaxy Note non è molto maneggevole…
…se ci si aspetta di avere a che fare con un classico smartphone; ben presto ci si rende conto che, per poterlo utilizzare per tutto ciò che non è semplicemente telefonare, occorre usare entrambe le mani; una regge, l’altra impartisce i comandi attraverso l’interfaccia grafica touch.
E’ un difetto? Dipende: se uno vuol continuare a rischiare la vita inviando sms mentre guida, col Note non ci riuscirà.
Diciamo che il Note si regge in mano con la tipica impugnatura dei tablet (specificatamente quelli entro gli 8”).

C’è però un piccolo problema: in modalità landscape, impugnandolo come un tablet, occorre fare attenzione a non premere nessuno dei tasti (fisici o virtuali) che stanno proprio sotto il pollice della mano destra.
Galaxy Note Landscape

Il Galaxy Note è molto veloce.
Molto più veloce del Galaxy Nexus, del Samsung Galaxy S2 che risultava uno dei più veloci (il più veloce?) smartphone in circolazione, nettamente superiore anche all’iPhone 4s, e straccia letteralmente il Galaxy Tab 10.
Ma questa velocità non risulta evidente nel rendering dell’interfaccia, che è meno fluida di quella del Galaxy S2, soprattutto nella transizione tra le varie pagine di widgets.
La cosa impatta sulla user experience: device come iPhone e Galaxy S2 che risultano effettivamente nettamente inferiori, appaiono all’utente più prestanti, grazie alla maggiore fluidità della loro interfaccia.
Questa considerazione, ovviamente, non è più valida quando si gioca: nonostante la grande differenza di risoluzione, le prestazioni del Note sono nettamente superiori.
La differenza di fluidità è più evidente se si utilizza un launcher come Go Launcher Ex, che risulta un po’ più “pesante” di altri launcher, soprattutto di quello di default.
Per capire come ciò possa accadere occorre considerare alcune cose:

  • il Note ha una risoluzione di 800×1280 pixel (1.024.000 pixel) mentre quella del Galaxy S2, ad esempio, è di 480×800 (384.000 pixel). Il Note quindi, con lo stesso processore grafico del GS2, deve gestire quasi il triplo di pixel.
  • Una delle cose che tendono ad appesantire la fluidità dell’interfaccia sono i widgets.
    Beh, nel Galaxy Note ogni pagina contiene, di default, 25 widgets contro i 16 dei device Android con display di dimensione inferiore.

Delle due l’una: o si tratta di un aspetto che verrà migliorato con i prossimi aggiornamenti del sistema Android oppure si tratta di un errore in fase di progettazione.
Fortunatamente si tratta di una mera questione di estetica: la funzionalità e l’usabilità restano intatte.

Il Galaxy Note è grande, molto grande.
Non tanto grande, però, da non entrare nella tasca dei jeans (anche se la cosa non è affatto consigliabile, entra comodamente sia in quella posteriore che in quella anteriore), della giacca, della camicia, del borsello…
Una volta iniziato ad utilizzare il Note, vi assicuro che gli altri, compresi i già “grandi” Nexus e Galaxy S2, sembreranno ridicolmente piccini.

Pesa però solo 178 grammi! Un risultato eccellente, viste le dimensioni.
Basti pensare che sono solo 38 in più dell’iPhone, che al cospetto, appare veramente minuscolo.

Il pennino?
Lo uso quando scrivo la lista della spesa o prendo un appunto al volo mentre telefono.
In questi casi è insostituibile.
Ma soffre di alcuni problemi:

  • la posizione in cui è parcheggiato ed il modo in cui è “nascosto” nella scocca, rendono impossibile la sua estrazione senza premere il pulsante “indietro” (vi si poggia inevitabilmente il pollice mentre si estrae il pennino facendo leva con l’unghia dell’indice o del medio) e la sua estrazione alla cieca: scorrendo il dito sulla scocca posteriore la presenza del pennino incastonato è quasi impercettibile; occorre quasi sempre girare il Note per guardare quel che si fa.
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  • Il pulsante che attiva alcune funzioni utili (snapshot, gesture per tornare indietro, ecc) è tattilmente e visivamente molto ben nascosto e difficile da trovare.
    image
    Che cacchio costava farlo zigrinato e di un colore differente dal corpo del pennino?
  • Diversamente da una penna, il pennino non viene a contatto con la superficie su cui scrive ma sembra restare sospeso a circa 1 mm dal “foglio”; occorre abituarsi a questo offset per poterlo padroneggiare al meglio.
  • In teoria si potrebbe utilizzare con il software di riconoscimento della scrittura per scrivere a mano anzichè con la tastiera virtuale. Lassamo perde….

Chi ama disegnare, apprezzerà tantissimo la presenza del pennino che, con le tante applicazioni presenti per sfruttarlo (a partire da S Memo, in dotazione), gli consentirà di passare il tempo mentre fa la coda dal medico.
E chi sa disegnare, può anche ottenere risultati soddisfacenti, come questo esempio. 
Disegno con il Galaxy Note
Serve? Non serve? Anche in questo caso, dipende: senza contare i vari test e le prove, l’avrò utilizzato 6 o 7 volte; in quei casi ne ho apprezzato la presenza. Insomma, non è ne’ indispensabile ne’ determinante ai fini della scelta, ma il fatto che ci sia è, tutto sommato un bene: incrementa la versatilità del device.

La tastiera (virtuale)
E’ impossibile dare un giudizio parlando “della tastiera” virtuale del Note, visto il numero di applicazioni disponibili per gestirla.
La differenza sostanziale con gli altri smartphone è che, anche in modalità portrait, si può utilizzare per scrivere con entrambi i pollici, visto lo spazio sul display.
Swiftkey X
La dimensione del display, però, rende la possibilità di scrivere ad una mano un esercizio impossibile per chi ha mani piccole.
Dopo averne provate parecchie, ho preso ad utilizzare SwiftKey X che, grazie alla possibilità di auto apprendimento da Gmail, blog, SMS, Twitter e Facebook, assicura dei risultati stupefacenti, consentendomi di digitare i testi a rapidità supersonica.
Altri due aspetti che me l’hanno fatta preferire rispetto a quella di default sono la disposizione dei numeri stile tastierino numerico e la presenza delle frecce di direzione che consentono di pilotare agevolmente il cursore.

Fotocamera posteriore.
Eccellente. Mi ha colpito la qualità delle foto e, soprattutto, dei video che si riesce a realizzare con questo aggeggino da 8 megapixel.
La risoluzione massima è di 3264×2448 per le foto e 1920×1080 per i video.
Ma i valori con cui è impostata di default sono inferiori. Perchè? Boh!
Le molte possibilità di personalizzazione offerte dal software di gestione della fotocamera consentono poi di adattare le impostazioni in modo da farla rendere al meglio in diverse condizioni. Alla fine il risultato netto è quello di riuscire ad ottenere scatti decenti anche in condizioni critiche.

Fotocamera anteriore.
C’è.
E’ da 2 megapixel. Non la si usa praticamente mai, anche perchè fa foto da schifo.
Ma d’altronde è pensata per le videochiamate (alzi la mano chi fa videochiamate).
In ogni caso stratosfericamente migliore della ciofeca che si ritrova installata l’iPad 2…

Il display
Spettacolare!
La risoluzione, il nero che più nero non si può ed i contrasti fanno apparire lo schermo del Galaxy Note superiore a quello dell’iPhone 4s e del Galaxy S2 anche se, tecnicamente, non lo è affatto.
Di default si può impostare in tre modalità (dinamico, standard e filmato), in modo da regolare l’intensità dei colori ai propri gusti.
Le dimensioni dello schermo giocano un ruolo fondamentale quando si deve leggere qualcosa: che sia una pagina web o quella di un libro, poco importa. In modalità landscape, la maggior parte dei siti web sono fruibili senza che si debba ricorrere allo zoom.
Foto e video si apprezzano in maniera maggiore: guardare un film o la TV su un Galaxy Note non sembra più una forzatura.
Chi, superati i 40, comincia a soffrire di presbiopia, apprezzerà il fatto di poter tenere il Note ad una distanza confortevole senza perdere la leggibilità dei contenuti.

La batteria
Se non si passano delle ore a giocare con i videogames, anche con un uso abbastanza pesante del WiFi, arriva a sera con ancora un bel po’ di carica.
Il primo giorno, dopo 11 ore ininterrotte di WiFi, GPS e bluetooth attivi, e lo smartphone praticamente sempre in uso, avevo ancora il 31% di carica.
Non è un risultato per cui spellarsi le mani in applausi ma sicuramente invidiato da chi in questo momento si ritrova un Galaxy S2 o un iPhone tra le mani….

Qualità dei materiali e qualità costruttiva
Indubbiamente la qualità dei materiali usati per realizzare soprattutto la scocca posteriore, lascia un po’ a desiderare: si tratta di plastica, plasticaccia, plastichina.
Se paragoniamo da questo punto di vista il Note ed il Galaxy S2 all’iPhone, c’è da far arrossire quelli di Samsung.
Ma…perchè c’è un ma….il risultato finale com’è?
Finchè non si apre la scocca posteriore non ci si rende conto della povertà del materiale utilizzato per realizzarla; il tutto risulta ben assemblato, ben integrato con il corpo dello smartphone, solido, a prova di graffio, resistente, privo di gioco.
Perciò occorre distinguere la qualità dei materiali utilizzati (scarsina proprio) con la qualità costruttiva, il risultato finale ottenuto (niente male affatto).
Probabilmente la scelta è stata dettata dalla considerazione che non si perde nulla in funzionalità e si riesce a tenere il peso complessivo molto contenuto. Il che, mi pare, sia un risultato in genere più apprezzabile ed apprezzato.
Un altra differenza che ho notato con il Galaxy S2, è che il Note non scalda molto, nemmeno dopo un periodo di uso intenso (leggi videogames HD).

Prezzo
E’ alto. Ma come tutti i prodotti in  regime di concorrenza (esclusi gli Apple quindi) tende a scendere.
Presentato alla stratosferica cifra di € 699,00, si può trovare già ora sotto i 500.
Per la cronaca, l’ho pagato €565,00 comprese spese di spedizione.

Conclusioni
L’unica cosa che mi piace poco del Note sono gli inaspettati micro lag dell’interfaccia grafica; avendo giornalmente a che fare con un Galaxy S2 e sapendo che il Note era in grado di fornire prestazioni superiori, mi aspettavo una ancor maggiore fluidità, del tutto simile a quella degli iPhone.
Per il resto sono semplicemente entusiasta: a mio parere Samsung ha centrato il formato di questo tipo di device, una via di mezzo tra un classico smartphone ed un tablet.
La dimensione, la risoluzione e l’eccellente qualità del display lo rendono usabile per moltissimi scopi: anche il controllo remoto di un PC attraverso RDP o VNC diventano fattibili; l’analoga esperienza con display di dimensioni/risoluzione inferiore, diciamoci la verità, non è consigliabile.
La navigazione su Internet con queste dimensioni, questa risoluzione e questa velocità, è del tutto appagante.
Cessa di essere una soluzione d’emergenza per divenire una vera alternativa.
L’altra faccia della medaglia è che, vista la comodità, si tende ad usare troppo il Note per leggere (pagine web, facebook, Twitter, libri, documenti PDF, ecc.) molto di più di quanto accade con device con schermi di dimensioni inferiori; ma come tutti gli schermi retroilluminati, la cosa non è una manna per gli occhi, che tendono ad affaticarsi.
Occorre perciò darsi una regolata.
Consiglierei il Note? Assolutamente si. Sul mercato non c’è niente di paragonabile, niente in grado di assicurare analoga versatilità.
Con il rilascio di Android 4.0 anche per il Note, Samsung dovrebbe completare il capolavoro.

Dic 022011
 

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Little Printer di Berg Cloud è una mini stampante termica pensata soprattutto per l’utilizzo con smartphone e tablet.

Ha il simpatico aspetto di un piccolo cubo e stampa su carta termica con il tipico formato degli scontrini.

Funziona tramite i servizi web erogati da Berg Cloud e si connette via Wi-Fi attraverso un aggeggino collegato al router.
Il PC non serve.

Nel 2012 sarà possibile effettuare pre-ordini; gli interessati possono sottoscrivere la mailing list per avere notifica delle novità.

Il prezzo della Stampantina non è ancora noto.

Mi sembra un oggettino potenzialmente molto utile ed interessante per molti aspetti.
Forse segna la nascita di una nuova tipologia di prodotti cloud-based.

Nov 082011
 

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WaybackMachine è un servizio online, gratuito, che consente di esplorare l’evoluzione grafica di siti web.

E’ sufficiente inserire l’indirizzo del sito web nell’apposito form
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per poter visualizzare un calendario in cui sono evidenziati i giorni in cui il crowler ha memorizzato l’aspetto del sito.
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Cliccando su una delle date evidenziate, viene visualizzata la home page nello stato dell’epoca.
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Non si tratta di snapshot, ma di vere e proprie versioni del sito, completamente navigabile, con l’aspetto grafico che aveva all’epoca della memorizzazione da parte di WayBackMachine.

Buon divertimento.

Set 092011
 

Freemake Video Converter

Di recente ho avuto la necessità di convertire un video memorizzato in formato MKV.

Il video doveva essere visualizzato utilizzando il media player HMR-500, che però non gestisce i file MKV.

Ho quindi tentato di utilizzare l’ultima versione di Super, l’ottimo convertitore video di cui ho già parlato, ed altri convertitori che ho scaricato per lo scopo per convertire il video dal contenitore MKV a quello AVI.

Niente da fare; per un motivo o per l’altro o non riuscivo ad ottenere un file funzionante o il risultato era scadente o limitato, nonostante le innumerevoli prove effettuate con i parametri settabili nei vari software di conversione.

Fino a quando, mi sono imbattuto in Freemake Video Converter, un convertitore per piattaforma Windows: interfaccia grafica molto gradevole, facile, veramente facile ed intuitivo da usare e, last but not least, fa il suo lavoro alla grande.

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Come si vede nell’immagine, l’interfaccia si presenta con icone auto esplicative: in alto quelle per aggiungere i file da convertire (video, audio, foto, ecc), in basso quelle per selezionare uno dei profili preimpostati per ottenere la conversione in alcuni formati (AVI, MKV, per Apple, per Android, ecc.).

I parametri (durata, codifica, risoluzione, codifica audio, ecc) del file originale vengono indicati subito sotto il nome del file stesso:
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E’ possibile creare dei profili di conversione personalizzati o modificare le impostazioni dei profili preimpostati.
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Nell’esempio (in cui la conversione in realtà è del tutto superflua) dopo aver cliccato sull’icona che rappresenta un ingranaggio, si è aperta una finestra in cui è possibile modificare i parametri che si vogliono utilizzare per la conversione.
Il tutto, come si vede, in modo graficamente gradevole e intuitivo.

E’ anche possibile utilizzare il programma per unire più file
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o per fare basilari operazioni di editing, tagliando porzioni del video o del brano audio
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La conversione avviene in tempi rapidi; ancor più velocemente se si utilizza un PC con piattaforma CUDA/DXVA

Provatelo!

Kindle 3, che meraviglia…

 Scritto da alle 19:04 del 16/05/2011  3 Risposte »
Mag 162011
 

Kindle 3

Il Kindle 3 ispira sul web una moltitudine di recensioni, più o meno ben fatte.

Chi solo di recente si è incuriosito sentendo parlare di ebook, vuol forse sapere cosa sono ‘sti ebook e cosa cavolo è ‘sto Kindle, di cui tutti parlano, a che serve, quanto costa e se è veramente utile, anche considerando che probabilmente già possiede un tablet (iPad, Galaxy Tab et similia) o ne sta valutando l’acquisto.

A mio parere, al momento, il Kindle 3 è il miglior ebook reader sul mercato e, oggettivamente, quello con il miglior rapporto qualità/prezzo.
La  tecnologia e-ink Pearl con cui è realizzato il suo schermo è ritenuta, al momento, indiscutibilmente la migliore.
A differenza dei tablet o dei computer, infatti, gli ebook reader sono dotati di schermi con tecnologia e-ink che li rende del tutto simili ad una pagina stampata, tipica dei libri cartacei.
La differenza sostanziale tra un ebook reader ed un tablet, quando li valutiamo nella loro funzione di lettori di ebook, sta proprio nello schermo che negli ebook reader non è retroilluminato.
Ciò consente ai lettori di ebook di essere perfettamente utilizzabili anche in condizioni di intensa luminosità e per lunghi periodi senza affaticare la vista, esattamente come avviene per i libri tradizionali.
Perciò se volete leggere un libro sotto l’ombrellone o seduti in una panchina dei giardini, l’ebook reader è l’ideale.
E, esattamente come per un libro, al buio non sono utilizzabili; per leggere tramite un lettore di ebook occorre luce.

Perché varrebbe la pena di acquistare un Kindle 3?
Parto dalla risposta che viene data su Kindleitalia.com:


PRO:

  1. È il lettore più economico presente in commercio: circa 144€, spedizione e sdoganamento incluso. Esistono poi innumerevoli copertine a basso costo per proteggerlo…, sebbene a giudizio di chi scrive la migliore sia quella venduta da Amazon.
  2. Al momento, ha il migliore schermo non retroilluminato del mercato: il Pearl, superiore alla precedente versione di schermi E Ink. Un lettore di e-book serve per leggere ed è evidente che la caratteristica fondamentale sia la qualità dello schermo.
  3. La tastiera fisica permette di scrivere le note in maniera molto più veloce rispetto ai concorrenti dotati di touch screen; se siete abituati a riempire i libri di note e sottolineature, il Kindle è il prodotto che fa per voi. Purtroppo la tastiera è quella inglese, pertanto non presenta caratteri accentati, neanche nei simboli.
  4. Ha la scheda Wi-Fi integrata. Precisiamo: non è pensabile utilizzare una tecnologia come quella e-ink per usufruire di una buona navigazione su Internet; ma l’accesso a Internet è prezioso se bisogna cercare su Google o su Wikipedia un termine appena incontrato in un romanzo (con il Kindle bastano due click).
  5. Se leggete in lingua inglese: lo sconfinato catalogo di Amazon.com vi metterà a disposizione (quasi) qualsiasi testo partorito da mente umana.
  6. Amazon mette a disposizione una casella di posta elettronica personale alla quale inviare i propri documenti. È molto comodo, in qualsiasi parte mi trovi, inviare un documento epub, word, pdf o una pagina web al mio indirizzo “@kindle.com” e ritrovarmelo dopo pochi istanti sul mio Kindle pronto per essere letto.

Inserire tra i pro la presenza della tastiera fisica è, a mio parere, un po’ una forzatura: scrivere con la tastiera del Kindle 3 non è affatto comodo.
Inoltre tra i motivi per cui val la pena dotarsi di un Kindle 3, a mio parere ne mancano alcuni, forse dati per scontati:

  • peso contenuto (circa 220gr) che agevola una confortevole lettura da sdraiati anche a chi non è dotato di tricipiti allenatissimi; le dimensioni ridotte consentono di portarlo sempre appresso in borsetta;
  • la possibilità di memorizzare un elevato numero di pubblicazioni (più di 2000 libri) consente di leggere ciò che serve o che viene dettato dall’umore del momento o dalle circostanze; si moltiplicano così le occasioni in cui è possibile godere del piacere della lettura; e, tra l’altro, sparisce dal comodino quella simpatica pila di libri che siamo soliti tenere per poter scegliere con quale libro ci piace prender sonno.
  • La possibilità di poter installare un sistema operativo alternativo, senza modificare nulla dell’originale e poter passare comodamente da uno all’altro in una manciata di secondi, consente di aggirare il limite dell’impossibilità di leggere ebook in formato ePub, che è considerato uno dei limiti del Kindle.
  • La durata della batteria: 1 mese (esattamente, un mese!) se non si fa pesante ricorso alla connessione WiFi.

 

CONTRO:

  1. Se dovete leggere un gran numero di pdf complessi: lo schermo da sei pollici è troppo piccolo per gestirli e, ad oggi, non esiste un sistema di conversione capace di renderli al meglio. È possibile installare sul Kindle un sistema operativo alternativoche migliora di molto la lettura dei pdf, ma anche così la resa di pdf su due colonne non è ottimale. In generale, la lettura di un qualsiasi tipo di pdf su un lettore da sei pollici è molto frustrante.
  2. Se dovete leggere delle riviste a colori: in primo luogo, perché saranno quasi sempre formattate come dei pdf complessi, portandoci i problemi di cui sopra; in secondo luogo, perché il Kindle naturalmente non ha il colore.
  3. Se dovete leggere ebook dotati di DRM e o non siete particolarmente abili con il pc, o non volete violare la legge. Come è noto, il Kindle non legge gli Epub; se la conversione di Epub con Social DRM è abbastanza semplice (basta inviarli al nostro indirizzo “@kindle”), non altrettanto semplice può risultare la conversione di Epub con DRM Adobe. ….
    Bisogna sottolineare, infine, che la rimozione del DRM viola il contratto che l’utente stabilisce con l’editore al momento dell’acquisto.
  4. Non ha il touch screen: se per la lettura dei libri questo non è un grande disvalore, utilizzando la navigazione su Internet spesso se ne sente la mancanza.
  5. Per leggere fumetti con pagine composte da più di tre righe. Chiariamo: la lettura di qualsiasi tipo fumetto non è agevole sul Kindle; si riesce tuttavia a ottenere un risultato accettabile su quelli disposti su massimo di tre righe, disegnati in bianco e nero e con il testo non troppo fitto (è evidente, questa descrizione combacia con i manga); per fumetti più complessi, o addirittura a colori, meglio dirigersi verso altri prodotti.
  6. Se avete bisogno del Text to Speech: il TTS del Kindle è solo in lingua inglese e (a differenza dei dizionari) non c’è modo di aggiungerne uno italiano.

….

La mancanza del touch screen è, a mio parere, una “lacuna” molto soggettiva. 
E’ vero che la navigazione Internet se ne avvantaggerebbe, ma per tutto il resto non sarebbe utile; anzi ci costringerebbe continuamente a pulire lo schermo dagli inevitabili aloni lasciati dalle dita. 
Il web browser incluso nel Kindle 3, a mio parere, è un po’ di fumo negli occhi: è da considerarsi per situazioni di assoluta emergenza in cui il dover utilizzare i tasti per navigare non è il male maggiore; utile per leggere urgenti email, o l’ultimo articolo sul nostro blog preferito.
Insomma, stiamo parlando di un ebook reader, non lo si valuta di certo dal browser!
Comunque, per avere un’idea di come possa essere utilizzata la funzione browser del Kindle 3, niente di meglio che dare un’occhiata a questo video

Il browser del Kindle 3

La limitazione relativa all’impossibilità di leggere ebook protetti con DRM è solo teorica.
In realtà esiste il modo per eliminare la protezione in modo da poter leggere un ebook regolarmente acquistato da BOL.it anche sul proprio Kindle.
Inoltre, come detto, esiste anche la possibilità di installare sul Kindle un secondo sistema operativo alternativo, senza modificare niente in quello originale (niente jailbreak, crack o robe illegali) che resta sempre disponibile.
Doukan, questo è il nome del sistema operativo alternativo, è utile sia perché integra un migliore lettore di PDF, sia perché consente, nativamente, la lettura di ebooks protetti con ePub rendendo superflui i magheggi citati in precedenza.
Dato che il sistema operativo originale Kindle e il Doukan convivono in parallelo senza rompersi le scatole a vicenda e che passare da un sistema all’altro è un’operazione facile che comporta solo un’attesa di pochi secondi, installando Doukan, di fatto, si elimina uno dei limiti oggettivi del Kindle.

Riguardo ai fumetti, chi è appassionati di Diabolik potrà tranquillamente utilizzare il Kindle per portarsi dietro la sterminata collezione del famosissimo fumetto Sorriso.
Diabolik sul Kindle

Stremati da tutto ‘sto po’ po’ di lettura, è giunto il momento di vedere il Kindle 3 in azione.
Vi propongo questa serie di video in grado di dare un’idea molto precisa dell’utilità di questo ebook reader.

Video recensione generale

 

Kindle 3 ed i PDF
Kindle 3 e i PDF–2

 

Annotazioni e sottolineature

Conclusione
Se amate leggere libri, il Kindle 3 è un must!
Da quando lo possiedo ho ripreso a leggere a ritmo sostenuto; avendo sempre appresso centinaia di libri tra i quali pescare quello adatto al momento, le occasioni per una lettura si sono moltiplicate.
Ed ho riscoperto l’esistenza del comodino, prima sepolto sotto una montagna di libri che avrei potuto voler leggere prima di addormentarmi.
A proposito, impossibile rinunciare a questa copertina:

Cover Kindle 3 in pelle con luce per lettura al buio

Noi italiani risparmiamo un po’ acquistandola in Gran Bretagna presso Amazon.co.uk anziché nello store USA (in attesa che sia resa disponibile anche su Amazon.it).

Buona lettura.