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Tablet

set 252012
 

Nandroid backup pianificati

Scopo della guida è illustrare una procedura che consente di realizzare Nandroid Backup automatici, in base ad una pianificazione, utilizzando solo app gratuite attualmente presenti su Google Play Store.

Cosa serve

  • Occorre aver effettuato il root del dispositivo Android con recovery CWM;
  • Online Nandroid Backup, un’app gratuita che consente l’esecuzione di nandroid backups senza che sia necessario il reboot in modalità recovery (verificate se il vostro device è supportato);
  • Script Manager per l’esecuzione e la pianificazione di script;
  • (opzionale) AppExtractor consente l’estrazione, dati, SMS e MMS da un nandroid backup.

Procedura

  1. Installare Online Nandroid Backup e Script Manager.

  2. Avviate l’app Script Manager; al primo avvio compare la seguente schermata:image
    Premete su Browse as root,flaggate l’opzione Non chiedermelo più e premete il pulsante OK.
    Verificate che sia spuntata l’opzione Browse as root premendo sul tasto menù –> Opzioni avanzate –> Configurazione
    Screenshot_2012-09-19-13-19-37
  3. Per pianificare l’esecuzione di uno script con Script Manager, premete il pulsante menù –> Altro –> Opzioni avanzate
    Screenshot_2012-09-19-13-16-48
    e poi Pianificatore
    Screenshot_2012-09-19-13-16-54

    Comparirà la seguente schermata in cui ho indicato tutte le aree in cui dovrete tappare per impostare la pianificazione.
    image

  4. Iniziamo con lo scegliere lo script da eseguire. Fate tap su Seleziona file… e selezionate onandroid presente nella cartella /system/bin.
    Compilate il campo argomenti con:
    -h – s <cartella in cui salvare il nandroid backup> (nell’esempio ho utilizzato /sdcard/external_sd).
    Il parametro –h fa in modo che il nome della cartella che conterrà il nandroid backup venga creato utilizzando data e ora impostati sul dispositivo nel formato aaaa-mm-gg.hh.mm.ss.
    Il parametro –s indica il percorso in cui è presente la cartella clockworkmod.
    Selezionate l’esecuzione co diritti root (SU) e Ntfy per avere una notifica al termine dell’esecuzione del nandroid backup.
    Infine, premete su Salva.
    image
    In questo modo abbiamo creato una configurazione per lo script.
  5. Ora creiamo la pianificazione per l’esecuzione dello script configurato come in precedenza.
    Premete su Aggiungi script….
    image
    e selezionate onandroid
    Screenshot_2012-09-23-09-14-20
    che comparirà nell’elenco degli script che saranno eseguiti in questa pianificazione
    image

    Fate tap sull’ora (sulla scritta Alle 00:00.) e scegliete l’ora ed i giorni in cui eseguire lo script (per impostare i valori desiderati fate tap nelle aree indicate)
    image
    Premendo OK si salvano queste impostazioni e si torna alla schermata precedente.

  6. Assegnamo un nome alla pianificazione facendo tap sulle parentesi “<>” che compaiono dopo la scritta “Nome:” ed inserire il nome a piacere nel campo Nuovo alias.
    Nell’esempio ho impostato una pianificazione giornaliera dello script onandroid da eseguire alla una di notte a cui ho assegnato il nome di Nandroid Backup.
    image
    Non resta che fare tap su Salva per salvare la pianificazione.
    Screenshot_2012-09-23-09-15-22

In questo modo si ottiene l’esecuzione di Nandroid Backups automatici in base alla pianificazione scelta.

Occorre ricordarsi di eliminare manualmente i nandroid backup vecchi che non interessa tenere in memoria, pena il rapido esaurimento dello spazio sulla sdcard.

Il nandroid backup potrà essere ripristinato tramite recovery CWM; in questo modo si ripristina il device allo stato in cui si trovava al momento del backup.
A volte può essere utile ripristinare solo parte del backup, come ad esempio una particolare app con i suoi dati, o gli SMS, ecc.
Con l’app AppExtractor sarà possibile estrarre solo ciò che serve dal nandroid backup.
L’uso combinato di Online Nandroid Backup e AppExtractor consente, in sostanza, di fare a meno di Titanium Backup quando utilizzato solo per fare i backup delle applicazioni.

In un prossimo articolo illustrerò come sia possibile eseguire la procedura pianificata di nandroid backup con l’utilizzo di app più sofisticate (e non gratuite) che consentono di gestire, tra le altre cose, anche la cancellazione automatica dei backup precedenti.

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set 042012
 

Samsung-Galaxy-Note5

Defective on Arrival (D.O.A.) indica un prodotto non funzionante all’arrivo o alla consegna.

A mio parere il Samsung Galaxy Note 10.1, presentato saggiamente a febbraio per non accavallarsi con lo smartphone Galaxy Note, è un prodotto di cui sembra facile prevedere uno scarso successo.

Dalla sua presentazione ad oggi, le specifiche hardware sono state migliorate: la CPU è quad core (era stato presentato indicando una CPU dual core), 2GB RAM (inizialmente 1GB), fotocamera da 5MP (contro i 3MP iniziali), connessioni 2G/3G/WiFi/ USB/Bluetooth.

Nonostante la presenza del pennino e delle relative utility, il vero tallone d’Achille è lo schermo: ha una risoluzione di 1280*800 (WXGA), la stessa del Galaxy Note da 5,3” per intenderci, in commercio da 9 mesi o del Motorola Xoom e iPad 2, sul mercato da ben 17 mesi.

Il new iPad col suo Retina Display da 2048×1536 pixel, e altri tablet come l’Acer Iconia Tab A700 o l’Asus Transformer PAD Infinity, entrambi con risoluzione di 1920×1200 full HD hanno abituato l’utente a pretendere di più dal display di un tablet, soprattutto se da 10” e dimostrano che questa scelta non è guidata da limiti di Android o dalla mancanza dei chipset adatti.

La densità del display del Galaxy Note 10.1 è di soli 150ppi; il che lo rende poco confortevole: se è vero che l’occhio umano non è in grado di percepire differenze tra una densità di 250ppi e densità superiori e che è ragionevole produrre tablet da 7” con schermi di densità attorno ai 220ppi (vedi Google Nexus 7), oggi un densità di 150ppi su uno schermo da 10” rischia di far apparire l’intero tablet come un prodotto scadente, nonostante, complessivamente, non lo sia affatto.

Non aiuta il fatto che risulti disponibile in preordine alla bellezza di 750$ (oltre € 600); anche considerando che probabilmente il prezzo sarà immediatamente destinato a calare, dubito che sarà un prodotto destinato a far gran parlare di se.

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Effettuare il root su Asus Transformer Prime

 Scritto da alle 10:09 del 06/08/2012  4 Risposte »
ago 062012
 

root-asus-transformer-prime

Finalmente una procedura facile facile anche per i meno esperti per ottenere i permessi di root dell’Asus Transformer Prime.

Funziona con i seguenti modelli :

  • TF201 con firmware v9.4.2.28 (è il modello in cui ho testato la procedura)
  • TF101 con firmware v9.2.1.24
  • TF300 con firmware v9.4.3.30
  • TF700 con firmware v9.4.5.26

In breve:

  1. Collegare il proprio tablet al PC
  2. Scaricare e decomprimere in una cartella del PC il file DebugfsRoot_Generic_v2.3.zip
  3. All’interno della cartella in cui è stato decompresso il file, cercare ed eseguire il file RootDebugfs.bat
    image
  4. Si aprirà una nuova finestra in cui comparirà il seguente menù:
    image
    Scegliere l’opzione 1 inserendo 1 e premendo Invio
  5. Confermare i vari passaggi premendo invio sulla tastiera.
    La procedura andrà avanti da sola e si concluderà in pochi minuti.
    Il tablet verrà riavviato più volte: dopo il primo riavvio verrà effettuato il root; dopo un successivo riavvio verrà installato Superuser.
    Occorre lasciare il tablet connesso al PC fino al completamento della procedura e solo dopo che sarà nuovamente comparso il menù principale, si potrà scegliere l’opzione 4 – Exit e scollegare il tablet.

Facile facile.

Eseguite il tutto a vostro rischio e pericolo.

Buon root.

Fonte

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apr 192012
 

Samsung-Galaxy-Tab-7-0-Plus

Annunciato nell’ottobre 2011, il tablet Samsung Galaxy Tab 7.0 Plus si trova disponibile da qualche settimana, principalmente negli store online.

Nonostante la mia convinzione che 7” siano la dimensione ideale per un tablet “da spaparanzo sul divano”, purtroppo, a mio parere, è un prodotto che, dal momento del suo annuncio ad oggi, ha perso molto appeal.

La configurazione hardware non spicca in nessuna caratteristica: il processore dual core da 1,2GHz e, soprattutto, uno schermo PLS LCD con risoluzione 1024×600 sono dotazioni caratteristiche di modelli del passato.

Non bastano la possibilità di usarlo anche come telefono (grazie alla possibilità di inserirvi una SIM), ne’ i suoi 16GB di RAM interna espandibile attraverso MicroSD, ne’ la doppia fotocamera (3,15 Mpixel la posteriore  2 Mpixel quella frontale) a migliorare la situazione.
Basti pensare che prodotti come lo smartphone Galaxy Note, a parità di altre caratteristiche, può vantare una CPU dual core da 1,4GHz, uno schermo con risoluzione 1280×800 e una fotocamera da 8Mpixel.
La versione 3.2 di Android (Honeycomb) che si trova installata non migliora l’attrattività di questo prodotto.

Il colpo di grazia, lo da’ il prezzo: attualmente lo si trova a circa €350,00, ma, a mio parere, il Galaxy Tab 7.0 Plus è un prodotto che sarebbe da prendere in considerazione solo quando/se il suo prezzo dovesse avvicinarsi ai 200 Euro.

Insomma dai nuovi prodotti mi sarei atteso qualcosina di più.

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mar 232012
 

114b62c199e8a50d6443dd467764cc71d8f45b5d

In un articolo di qualche mese fa, parlavo di un’alternativa ai tradizionali abbonamenti dati per tablet e smartphone per collegarsi ad Internet in mobilità.

In particolare, in quel periodo, mi aveva colpito un’offerta Vodafone relativa all’acquisto di un modem router WiFi (Huawei R201) con abbonamento di 3 mesi incluso.

Terminati i tre mesi di abbonamento compresi nell’offerta, mi son messo alla ricerca di un abbonamento ad Internet per tablet che soddisfacesse le mie esigenze: considerando copertura e costi, ho scelto un abbonamento TIM per un anno.

Nasceva la necessità di configurare il mini-router brandizzato Vodafone affinché funzionasse con la SIM TIM.

L’operazione è molto semplice.

  1. Collegare il PC (o il tablet o lo smartphone) al router WiFi
  2. Nel browser inserire l’indirizzo 192.168.0.1 (oppure vodafoneinternetkey.wifi) e premere invio per visualizzare l’interfaccia di configurazione del router 3G
    image
    inserire la password di configurazione (se non l’avete cambiata è “admin”) e premere il pulsante Accesso
  3. Cliccare sulla voce Banda larga cellulare per far comparire la videata con le impostazioni di connessione
    image
  4. La prima cosa da fare è memorizzare il PIN della SIM (solitamente 0000): inserire il PIN nel campo Codice PIN per la SIM, spuntare l’opzione Archivia PIN.
  5. Nella sezione Connessione banda larga cellulare occorre modificare le impostazioni come segue:
    - selezionare la voce “Manuale” nelle Impostazioni Connessione
    - inserire ibox.tim.it nel campo APN
    - Selezionare la voce Password non codificata (PAP) nel campo Sicurezza
    - Lasciare invariate le altre impostazioni e premere il pulsante OK in fondo alla pagine.

Alla fine, dovreste ritrovare i campi della schermata compilati come nell’immagine precedente.

Tutto qui; da questo momento in poi, a patto che vi siate ricordati di farvi attivare la SIM recandovi presso un centro TIM (non come il sottoscritto…), sarete in grado di utilizzare la il modem router WiFi Huawei R201 brandizzato Vodafone per collegarvi ad internet utilizzando una SIM di TIM.

Per configurare l’accrocchio con SIM di altri operatori, suppongo che non ci siano difficoltà superiori: dovrebbe essere sufficiente impostare l’APN relativo all’operatore la cui SIM si intende utilizzare.

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Nel futuro tablet, PC o…transformers?

 Scritto da alle 06:27 del 21/03/2012  Nessuna risposta »
mar 212012
 

tablet-vs-PC

Da tempo fervono discussioni sugli scenari possibili che si prospettano per il futuro nel settore IT ed è molto gettonata l’ipotesi che il personal computer, per molti già sul viale del tramonto, verrà rimpiazzato dai tablet.

E’ innegabile che, da quando gli iPad hanno fatto la loro comparsa sul mercato, il “tablet” sia sulla bocca di tutti, divenuto l’oggetto del desiderio.
Oltre ad essere utile in molte situazioni, è diventato anche un oggetto trendy, che fa sentire più giovani, più intelligenti (esagero ma non troppo), più cool, una cosa che “si deve” possedere, una sorta di status symbol, da sfoggiare per potersi pavoneggiare con amici e colleghi.
Succede sempre così con le novità tecnologiche: prima era l’impianto hi fi in auto, poi il cellulare, poi l’iPod, poi lo smartphone, ora i tablet e domani qualcos’altro.

Che in futuro i device mobili saranno sempre più diffusi non è difficile da prevedere: è da almeno 12 anni che ce lo vanno ripetendo ed ora, finalmente, si intravede una possibile concretizzazione degli scenari ipotizzati, in cui tutti avranno il loro terminale portatile.
Ma che il tablet sia destinato a soppiantare il personal computer non lo darei così per certo. Tutt’altro.

E’ noto a tutti che le vendite di PC hanno subito un calo, iniziato con la comparsa sul mercato dei netbook; i tablet hanno contribuito ad accentuare questa tendenza (rubando la scena più che altro ai netbook stessi), ma non credo che questo sia l’inizio del processo che li porterà a soppiantare i PC.

Se ci si sofferma a pensare a come, dove, quando si utilizza con profitto un tablet, ci si rende conto che pochissime volte il suo utilizzo si sovrappone a quello dei PC o dei laptop.
I tablet attualmente in circolazione sono più che altro strumenti “passivi”, adatti soprattutto per fruire contenuti, più che gestirli.
Finché si tratta di aggiornare il proprio stato su Facebook, scrivere un post su Twitter o brevissimi testi, la cosa non è affatto evidente, ma quando si pensa a realizzare una presentazione, una lettera, un articolo sul blog o anche, semplicemente, un commento un po’ articolato ad un articolo altrui, che magari richiede cose banalissime come copia/incolla, evidenziazione o formattazione di testi,  tutti i limiti di questo presunto sostituto dei PC emergono chiari come il sole.

La differenza sostanziale tra un tablet ed un PC desktop od un laptop sta nel metodo di input adottato e nel fatto che, solitamente, il tablet è trasportabile in modo molto più agevole anche di un netbook o di un ultrabook.
Le interfacce finger friendly sono comode ed intuitive in alcune occasioni, ma hanno innegabili limiti in molti ambiti.
Operazioni che con un computer sono banali, non sono affatto semplici ne’ scontate con un tablet (copiare o spostare un file da un device ad un altro, stampare un documento, per fare due esempi a caso).
Probabilmente il tablet oggi è destinato a soppiantare il PC in quei casi in cui un PC si dimostri nettamente sovradimensionato rispetto alle reali esigenze dell’utente (esigenze basilari quali navigazione Internet, social networks, email, ecc), ma di certo, attualmente, non si può sostituire efficacemente ai PC/notebook/netbook in compiti quali sviluppo di software, di siti web, ritocco ed elaborazione di immagini, montaggi video, redazione di testi corposi, presentazioni, possibilità immense di connessione con altri dispositivi, utilizzo con videogiochi di ultima generazione ne’, tantomeno, in ambito aziendale con la stragrande maggioranza (la totalità?) degli applicativi gestionali.
In molti casi, pur non essendo impossibile l’utilizzo di un tablet per svolgere certi compiti, questi sono talmente più faticosi, laboriosi e complicati da svolgere con un device mobile/touch, che le situazioni in cui il tablet è preso in considerazione sono relegate nell’ambito delle emergenze e delle urgenze.

La verità è che con il tablet si è in grado di eseguire solo un ristretto sottoinsieme di compiti che si eseguono facilmente con un PC.
E questo principalmente a causa della modalità di interazione e delle limitazioni imposte dalla necessità di massimizzare la portabilità del device.
Il suo utilizzo affiancherà quello dei PC, che vengono così sollevati solo dai compiti più banali, come detto prima.
Un tablet, ripeto, è comodo per navigare su Internet, controllare le email, per brevi letture, durante le pause, in metro, dal medico, in coda alle poste, spaparanzati sul divano di fronte alla TV; può essere utile per mostrare delle presentazioni o cataloghi (realizzati con strumenti più idonei, ovviamente), per ricevere le imbeccate da suggeritori esterni quando si partecipa a talk show televisivi, per mostrare le foto ed i video ad amici e parenti…insomma in molti casi è l’ideale, come ho già detto, come strumento passivo per la fruizione di contenuti, i più disparati.

Riflettiamo ora un momento su quand’è che un device mobile sarà realmente in grado di rendere superfluo un PC od un laptop.
E’ necessario che la comodità/efficienza/efficacia della modalità di input dei testi sia paragonabile a quella che chiunque può sperimentare attualmente con l’uso di mouse e tastiera.
Probabilmente ci sarà una fase in cui verranno fuori dei device mobili, sempre più leggeri e sottili, ma in grado di presentare, all’occorrenza una tastiera fisica (incorporata nel corpo del device) ed un modo per poterli poggiare su qualche superficie o sulle gambe (insomma come per i laptop).
Parlo di prodotti come l’Asus Trasformer Prime,

asus-transformer-prime-confermato-per-il-19-d-L-pG5-77

o l’Asus PadFone e delle loro evoluzioni.

asus-padfone-ecco-il-video-promozionale-L-236H8j

Penso perciò sia più probabile assistere ad un’evoluzione dei PC (che li renderà ancora più versatili e potenti) piuttosto che alla loro estinzione in favore dei tablets.
Tecnologie come Kinect potrebbero far parte delle dotazioni standard di un computer, visto che da tempo Microsoft ne ha rilasciati i drivers opensouce.
Le applicazioni, anche con l’interazione di altre tecnologie, non sono certamente relegate al solo mondo ludico.
Vari esempi già ora sono in grado di dare un’idea di cosa potremmo aspettarci in futuro

Se Microsoft sarà in grado con Windows 8 (o il suo successore, come mi pare più probabile) di realizzare il sogno di un ambiente unico, disponibile sia su PC che su device mobili, e Intel quello di realizzare una piattaforma hardware x86 efficiente anche per il mercato mobile, è possibile che assisteremo alla commercializzazione di prodotti ad-hoc che sfruttino queste nuove opportunità, fino al raggiungimento dell’obbiettivo di un PC all-in-one performante ma talmente sottile e leggero  da poter essere trasportato (in tutto o in parte) come un tablet ma utilizzato anche come strumento da scrivania.
Il cloud computing e le sue possibili applicazioni così come la velocità e l’economicità delle connessioni a banda larga giocano anch’esse un ruolo fondamentale nella realizzazione di questi scenari ipotetici.

Son pronto a scommettere più su un’evoluzione del PC in forma “tabletizzata” che il potenziamento dei tablet al punto da poter essere considerati sostituti del PC.

Probabilmente, contemporaneamente, si assisterà ad un forte impulso allo sviluppo del riconoscimento vocale: presumibilmente l’interazione con i device mobili avverrà molto, oltre che con interfacce touch sempre più perfezionate (quelle attuali checchè se ne pensi sono ancora lontane dalla maturità), anche attraverso comandi vocali.
Al momento, nonostante decenni di studi al riguardo, soluzioni efficaci sembrano ancora relegate alla fantascienza.
Siri ed altri sistemi analoghi sono ancora lontani dal poter essere utilizzabili per qualsiasi scopo ed in qualunque ambiente.

In questo possibile scenario, il PC resta uno strumento molto potente e molto versatile, soprattutto nella versione Wozniak’s-way, cioè nella versione modulare in cui è possibile assemblarlo con componenti discreti, possibilmente sempre più potenti e miniaturizzati.
La capacità di calcolo, già attualmente, viene raramente sfruttata dal software disponibile per PC.
In pratica, mentre ora i tablet iniziano ad essere produttivi sfruttando al massimo le capacità di calcolo a disposizione, i PC, enormemente più potenti, hanno enormi potenzialità di espansione delle loro capacità semplicemente sfruttando adeguatamente tecnologie attuali, senza dover cioè attendere l’inevitabile evoluzione delle stesse.
La possibilità che uno strumento simile possa essere pensionato dai tablet, a mio parere, è veramente remota, almeno per quanto riguarda il prossimo futuro.

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