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Windows

dic 052011
 

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Dopo un aggiornamento Samsung Kies non è stato più in grado di riconoscere e connettere il Samsung Galaxy S2.

Ho fatto una ricerca su Google ed ho scoperto che il problema è abbastanza diffuso.

Dopo aver provato, senza successo, i vari rimedi proposti qui e là, con Windows 7 sono riuscito a risolvere il problema seguendo questa procedura:

  • Disinstallare Samsung Kies e Samsung USB Driver for Mobile Phones
    Per farlo, cliccare su Start->Pannello di controllo; in Programmi cliccare su Disinstalla un programma
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  • Scorrere l’elenco delle applicazioni fino a trovare Samsung Kies e Samsung USB Driver for Mobile Phones e procedere con la loro disinstallazione
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  • Disinstallare tutti i driver relativi al Galaxy
    per farlo, utilizzare USBDeview disponibile in versione per sistemi a 32bit e a 64bit.
    Una volta scaricato, il file va scompattato in una cartella a piacere; bisogna eseguire USBDeview.exe con diritti di amministratore (tasto destro sul nome del file e scegliere Esegui come amministratore dal menù contestuale).
    Una volta avviato, USBDeview mostra un elenco di drivers installati nel sistema.
    occorre cercare e rimuovere i seguenti drivers:
    Samsung Mobile USB Modem,
    GT-I9100 (o il modello del vostro Galaxy)
    Android UMS Composite USB device.
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    Per rimuoverli, fare click col tasto destro del mouse su ciascun driver e scegliere la voce Uninstall Selected Devices
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  • Riavviare il computer (per esser certi di non avere processi o servizi indesiderati in esecuzione)
  • Scaricare ed installare l’ultima versione di Kies dal sito Samsung
  • Sul Galaxy verificare che la modalità Debug USB sia disabilitata
    Per farlo da Impostazioni –> Applicazioni –> Sviluppo verifichiamo che non sia spuntata l’apposita voce
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  • Ricollegare il Galaxy al computer tramite il cavo USB avendo l’accortezza di cambiare la porta USB a cui lo si connette.
  • Attendere il caricamento e l’installazione dei drivers che avviene automaticamente
  • Avviare Kies

Ora il Galaxy dovrebbe essere nuovamente riconosciuto da Kies.

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nov 012011
 

 

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Nel mio PC con Windows 7 Ultimate 64bit ho pianificato l’esecuzione giornaliera di una copia di sicurezza delle partizioni più importanti dei miei HD, utilizzando l’ottimo Macrium Reflect (versione free).

Le immagini disco così create vengono memorizzate su un HD ethernet da 2TB.
L’accumularsi di questi grossi file tende ad esaurire rapidamente lo spazio su HD esterno.
Perciò ho cercato un modo per cancellare automaticamente le immagini disco più vecchie .

Ho trovato la soluzione in FORFILES, un tool eseguibile da riga di comando, presente in Windows 7 (ma non in Windows XP), che consente di eseguire dei comandi su un insieme di files selezionabili con vari criteri.

La sintassi del comando è questa:

FORFILES [/p <Path>] [/m <SearchMask>] [/s] [/c "<Command>"] [/d [{+|-}][{<Date>|<Days>}]]

p = path
s = cerca anche nelle subdirectory del path principale
m = file con criteri specificati (esempio.: *.img); di default assume *.*
c = esegue il comando racchiuso tra apici doppi
d = ultima modifica più vecchia di (giorni/data)

Ad esempio, per cancellare i files più vecchi di 10 giorni (ciò che mi occorreva) il comando  è:

FORFILES /P Z:\Diskimages /C “cmd /c DEL @file /f /q” /D –10

In questo modo viene eseguito il comando DEL /f /q su tutti i files presenti nella cartella Z:\Diskimages e che sono più vecchi di 10gg

Attenzione però che FORFILES non supporta i percorsi UNC (tipo \\192.168.0.10\Folder oppure \\MYETHHD\Folder).

Se si vuole operare su un percorso di rete occorre perciò associarlo ad una lettera tramite il comando:

NET USE Z:\ \\192.168.0.10\Folder [pwd]  [/USER {nomeutente}]

in cui Z:\ è la lettera che si vuole associare al percorso UNC (\\192.168.0.10\Folder nell’esempio), pwd e /USER nomeutente sono gli eventuali username/password necessari per poter accedere alla cartella condivisa.

Per la mia esigenza, ho creato il seguente file .bat

set _TARGET=Z:
set _NET=\\192.168.3.244\backup
set _SOURCE=G:\
set _USR=FOLBlog
set _PWD=miapassword
set _GG=10

NET USE %_TARGET% /Delete
NET USE %_TARGET% %_NET% %_PWD%  /USER:%_USR%

FORFILES /P %_TARGET%\Diskimages /C “cmd /c del @file /f /q” /D –%_GG%

e ne ho pianificato l’esecuzione giornaliera (con diritti di amministratore) a fine serata.

Se sul vostro PC non è presente l’utility FORFILES, potete scaricarla (*) e inserirla nella cartella C:\Windows\System32.

(*) La versione di forfile.exe presente in Windows 7 x64 è la 6.1.7600.16385. Trovare un link per il download dell’utility non è stato affatto facile. E comunque si tratta di una versione inclusa nel Resource Kit di Windows 2000, perciò piuttosto datata.

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ott 192011
 

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Tutti i nuovi hard disk sono realizzati con settori da 4096 Bytes, anziché da 512 Bytes come avveniva per gli HD prodotti fino a qualche tempo fa.
Questa nuova organizzazione (Advanced Format), si è resa necessaria essenzialmente per due motivi:

  1. superare la limitazione dei 2,2TB in termini di spazio disco gestibile da un sistema operativo tradizionale; questa limitazione deriva dal Master Boot Record (MBR) che usa un indirizzamento a 32-bit LBA.
    Infatti con settori da 512 Bytes, la massima dimensione gestibile è data dal numero di settori indirizzabili con 32-bit (2^32 = 4.294.967.296) quindi lo spazio massimo indirizzabile utilizzando settori da 512 Bytes è pari a 4.294.967.296 * 512 Bytes = 2.199.023.255.552 Byte = 2,2TB.
    Con l’utilizzazione di settori da 4K, il limite di spazio indirizzabile con 32bit passa a 17,59 TB.
  2. aumentare l’efficienza nell’utilizzazione dello spazio formattabile: la suddivisione in settori da 4096 Bytes consente un risparmio tra il 7% e l’11% dello spazio utilizzabile su HD.

Risparmio: circa 7%-11%

I file systems moderni (come NTFS, EXT3 ed HFS+, ad esempio) gestiscono i dati su HD in blocchi da 4K (chiamati cluster); negli HD tradizionali, quindi, un cluster era rappresentato da 8 settori da 512 Bytes.
Questo è uno dei motivi principali per cui è stata scelta una dimensione di 4K per i settori dei nuovi HD.

Il passaggio dai settori da 512 Byte a quelli da 4KB crea alcuni problemi da risolvere.
Nel periodo di passaggio tra l’adozione di una tecnologia e l’altra, per rendere il funzionamento completamente trasparente agli utenti, gli HD utilizzano l’emulazione dei settori a 512 Byte che consente loro essere visti dal controller e dai sistemi operativi come HD organizzati in settori da 512B.
In questo modo, però, si genera il rischio che una partizione non sia allineata al corrispondente settore da 4K in quanto potrebbe partire da un qualunque punto del settore.
Il risultato è che i segmenti di un solo cluster del file system potrebbero finire all´interno di più settori del disco causando seri problemi prestazionali.

Leggi il seguito »

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ott 142011
 

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Di recente ho installato un SSD Crucial da 256GB in uno dei miei PC su cui è installato Windows 7 Ultimate 64bit.

Dopo aver clonato le tre partizioni che mi interessavano, ho riattivato il Boot Loader di Windows e riavviato il PC.

Un test effettuato con AS SSD Benchmark, l’ottima utility per la verifica delle prestazioni degli SSD, mi ha segnalato due problemi:

  1. il controller SATA della scheda madre era impostato in modalità IDE (anzichè AHCI)image
    che non è l’impostazione ottimale per gli SSD

  2. Le partizioni risultavano non allineate, ed anche questo è causa di un decadimento delle prestazioni degli HD in genere (prossimamente ho intenzione di scrivere un articolo al riguardo)

Per risolvere il primo problema occorre entrare nella configurazione del BIOS e modificare l’impostazione del controller SATA in AHCI.
Purtroppo, se si cambia l’impostazione del controller dal BIOS dopo che Windows è stato installato (com’era il mio caso), il computer non è in grado di avviarsi perchè il sistema operativo non ha i driver del controller AHCI (che solitamente vengono caricati in sede di installazione del sistema operativo).

Occorre perciò preparare il computer con Windows 7 PRIMA di modificare le impostazioni del BIOS.

Le operazioni da compiere sono le seguenti:

1) Installare in Windows 7 i driver AHCI specifici per il proprio controller SATA; per trovare i drivers adatti si può verificare con CPU-Z che scheda madre si utilizza e quale chipset vi è installato.
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Nel mio caso ho dovuto installare i drivers AHCI dell’Intel ICH10R.

 

2) Modificare il registro di configurazione di Windows in questo modo:

  • Cliccare Start, scrivere "regedit" in cerca programmi e file, premere ENTER
  • Selezionare Regedit.exe tasto destro del mouse e "Esegui come amministratore, click su Continuare.
  • Cercare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
    HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\Msahci
    Nel riquadro di destra, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla DWORD Start presente nella colonna Nome, quindi fare clic su Modifica e digitare 0 nella casella Dati valore,, quindi fare clic su OKModifica chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\Msahci
  • Ripetere la stessa operazione con la chiave
    HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\IastorV
    fare clic con il pulsante destro del mouse sulla DWORD Start presente nella colonna Nome, quindi fare clic su Modifica e digitare 0 nella casella Dati valore,, quindi fare clic su OK
    Modifica chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\iaStorV

Effettuate queste due modifiche, occorre riavviare il computer, accedere al BIOS e modificare l’impostazione del BIOS in modo che il controller SATA dell’HD utilizzi la modalità AHCI.
Attenzione che i pulsanti da premere durante il boot per accedere alle impostazioni del BIOS ed i menù delle impostazioni da modificare, variano a seconda della scheda madre in uso.
Quindi cercate sul manuale della vostra scheda madre (o su Google) quelli da utilizzare nel vostro caso.

Infine occorre sapere che gli stadi di attivazione di risparmio energetico avanzato di Intel (Intel C State) influiscono sulle prestazioni del controller.
Per gli SSD è consigliabile utilizzare fino ad un valore massimo di C3 in quanto gli stadi avanzati successivi (C4…C6 ecc) potrebbero diminuirne le prestazioni fino al 25%.

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ott 042011
 

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L’interfaccia Metro non mi piace.
Possibile che un’interfaccia minimalista debba necessariamente essere anche rozza?
Quando passo da Windows 7 a Windows 8 mi sembra di tornare indietro nel tempo.
So che a molti questa può suonare come un’eresia, ma dopo aver speso non poche energie per realizzare l’interfaccia molto curata (anche graficamente) e funzionale di Windows 7, si passa a Windows 8 (o meglio, a quel che è Windows 8 per quel che ce l’hanno fato vedere fino ad ora, nella developer preview) e ci si ritrova…Metro
Può piacere o meno; a me, decisamente, non piace.
E chiudo qui la parentesi relativa a considerazioni di carattere prettamente soggettivo.

Ora però vorrei andare sulla sostanza della mia critica all’interfaccia di Windows 8.
Parlo di usabilità ed intuitività.
L’interfaccia Metro adottata con Windows 8 perde moltissimo in termini di usabilità, di efficienza ed efficacia se paragonata a quella di Windows 7 (che, a mio parere, da questo punto di vista non ha rivali).
L’utilizzo di Windows 8 risulta, per molti aspetti, per nulla intuitivo.
Esempi:

  1. Pulsante Start.
    Invisibile e senza indizi della sua esistenza fino a quando il puntatore del mouse non finisce sotto l’angolo sinistro dello schermo.
    Cosa che, ovviamente, capita fin troppo spesso quando si cerca di scorrere verso sinistra il ribbon che contiene le tiles :(
    Il pulsante Start, in Windows 7 aveva raggiunto l’apice dell’utilità e praticità; là (in Windows 7 intendo) non è solo un pulsante per il lancio di applicazione, ma anche un’utilissima scorciatoia a tantissime funzioni altrimenti raggiungibili con una carriola di click.
    La search box del pulsante Start (tanto comoda là) è stata spostata ad un click di distanza e smembrata in tre parti: ricerca di Apps, di Settings e di files. (*)
    Lo scheduler lo cerco tra le Apps o tra i Settings?
    Ah, già non importa. Lo trovo comunque in entrambi i casi. Ma con nomi diversi!!! (“Shedule tasks”, con relativa icona, se cercate in Settings e “Task scheduler”, con icona differente :| se cercate tra le Apps).
    Stessa cosa per i servizi…
    Alla faccia della coerenza.
    Fateci caso: per fare le medesime operazioni con Windows 8 occorrono un numero di click >= (= quando va bene!) a quelli necessari per svolgere il medesimo compito con Windows 7.
  2. Spegnere/riavviare il computer.
    Ad un utente che non ha mai visto Windows 8 date in mano un PC / Tablet e chiedetegli di eseguire questa semplice operazione.
    Poi, con pazienza, sedetevi e cronometrate quanto tempo ci mette a svolgere questo semplicissimo task.
    Vi sembra logico che per spegnere/riavviare il PC si debba clikkare sul pulsante Start e poi scegliere la voce Settings (??)
    A me no.
    E prego notare che l’operazione, ancora una volta, è stata spostata qualche click più in là.
  3. Uso del tasto destro del mouse.
    Nell’interfaccia Metro è quasi inesistente quell’intelligente e dinamica lista di task a cui si aveva rapido accesso con il click del tasto destro del mouse.
    Appare abbastanza lampante che l’interfaccia Metro sia pensata per dispositivi touch (in cui comunque il tasto destro del mouse può essere emulato in modo coerente e paratico, con una pressione prolungata).
    Ma allora perché me la ritrovo di default su qualunque device su cui ho installato Windows 8?
    Sarebbe stato così utile fare il pin della tile di un’applicazione con il tasto destro….
    Invece è sembrato logico usare il tasto destro per consentire l’unpin, ma il percorso Start->Search (?) per il pin.
    Come se per spegnere una lampadina si agisse su un interruttore posto nella stanza in cui la lampadina è collocata, ma per riaccenderla occorresse andare in un’altra stanza chiamata “magazzino”.
  4. Internet Explorer 10.
    Provate ad utilizzarlo navigando uno di quei siti che hanno la simpatica abitudine di aprire nuove finestre ad capocchiam.
    La navigazione diventa un’Odissea.
    E quando la pagina web viene visualizzata in full screen, come cacchio si fa a riavere la barra degli indirizzi con i pulsanti di navigazione?
    Ah, già! Col tasto destro del mouse….
    Problemino semplice semplice: voglio conoscere la versione di Internet Explorer che gira sul mio PC/Tablet.
    Come faccio a scoprirla?
    No…usare la desktop view non vale….
    Allora, come si fa?
    E per passare da una pagina web all’altra supponendo che siano entrambe aperte in “tab” diversi?
    Sempre col tasto destro…e l’operazione, con Internet Explorer Metro style ancora una volta risulta qualche click più in là rispetto a quanto è possibile fare con la versione utilizzabile nella desktop view.
    Se poi si chiude una tab per errore, il tanto comodo “Reopen Closed tab” non è accessibile se non con IE in Desktop View.
    Insomma, Internet Explorer lanciato dalla tile dello Start Screen fa veramente … Nauseato
  5. Interfaccia Desktop
    OK, l’interfaccia “Desktop” (per così dire) c’è sempre, come la conosciamo noi.
    O quasi.
    Perché se, una volta visualizzato il Desktop, si preme il pulsante Start, si viene immediatamente catapultati in Metro.
    Mi stupisco che qualcuno lo trovi un comportamento logico…

Per il momento mi fermo qui.
Ho un elenco telefonico di cose che non vanno, dal punto di vista dell’usabilità e dell’intuitività dell’interfaccia grafica di Windows 8.

A mio parere l’errore di fondo è quello di ritenere che sia questo il modo di realizzare un’interfaccia che sia adatta a qualsiasi tipo di dispositivo.

Ma un dispositivo che si utilizza con le dita ed uno che si utilizza con mouse e tastiera non possono avere la stessa interfaccia.
O meglio, se si opera la scelta di adottare un’interfaccia comune, questa sarà necessariamente un compromesso tra l’optimum per un caso e l’optimum per l’altro, perdendo qualità da una parte e dall’altra.
L’alternativa, sarebbe quella di realizzare un’interfaccia che consentisse di svolgere le stesse operazioni agendo su qualunque device allo stesso modo, accedendo allo stesso insieme di comandi a cui andrebbero aggiunte funzionalità specifiche del sistema di input in uso.
E, ad occhio, mi pare impossibile trovare la quadratura quando gli estremi sono UN puntatore o DIECI dita…

A prescindere dai miei gusti personali, avrei fatto diversamente: avrei utilizzato di default l’interfaccia Metro (in mancanza di meglio…) sui dispositivi che “si presentano” al sistema operativo come dotati di interfaccia touch, e la classica interfaccia Desktop per quelli dotati di dispositivi di input tradizionali.
Lasciando la libertà all’utente di cambiare l’impostazione di default a piacimento.

Inoltre, uno che sceglie l’ambiente con interfaccia Desktop, là dovrebbe restare fino a scelta contraria.
Invece ogni volta che si preme il pulsante Start, si ripiomba in Metro.

Stavolta credo che, se Windows 8 non avrà successo, sarà a causa della sua interfaccia.
Rappresenta un balzo troppo lungo, presuppone che le cose cambino troppo e troppo in fretta.
Sicuramente arriveremo un giorno a non utilizzare più mouse e tastiera, ma non credo che la cosa avverrà nei prossimi mesi.
Microsoft sembra invece puntare tutto su tablet e periferiche di input touch mandando quasi al macero un risultato eccellente (l’interfaccia di Windows 7) ancora fresco di conquista.

Sono scettico che un parco utenti che risulta ancora restio a mollare Windows XP (soprattutto in certi ambienti aziendali dove, quando non ci sono oggettive motivazioni, la miopia regna sovrana) possa allegramente e con entusiasmo abbracciare un paradigma totalmente diverso.
Anche perché non mi pare rappresenti un miglioramento determinante in termini di aumento di produttività. Tutt’altro.

Mi piacerebbe il vostro illuminato parere (astenersi Fudders pelase) Occhiolino

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ott 032011
 

Problema: si desidera cambiare l’hard disk del proprio PC; si vuole copiare il contenuto del vecchio hard disk nel nuovo, sistema operativo compreso, evitando di dover reinstallare Windows e applicativi.

In questo articolo spiego un metodo che presuppone l’utilizzo di un ottimo programma gratuito.

1) Collegare il nuovo HD, non formattato
direttamente all’interno del computer

oppure alla porta USB (meglio se 3.0) attraverso una docking station per HD

oppure, ancora, inserendo l’hard disk nuovo in un box esterno da collegare via USB al computer
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2) Scaricare ed installare ESAEUS Partition Master Home Edition.

3) Copiare le partizioni dal vecchio HD al nuovo, rispettando l’ordine originale
Per fare ciò occorre avviare ESAEUS Partition master Home Edition

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Nell’esempio illustrato dall’immagine, il computer utilizzato mostra 3 hard disk collegati:
- nel primo (Disk 1 (MBR)) sono presenti tre (3) partizioni (Riservato per il sistema, C: SSD_SysOP e D:SSD_Prog&Data) di cui la prima è nascosta e va copiata per prima: si tratta di una partizione che Windows Vista e (in questo caso) Windows 7 creano durante la procedura di installazione.

- nel secondo (Disk 2 (MBR)) è presenta la sola partizione G: Todo (in questo esempio non è interessata dalla copia)

- nel terzo (Disk 9 (MBR)) non è presente alcuna partizione e l’intero spazio risulta non allocato. E’ questo l’HD destinato a ricevere la copia delle partizioni presenti sul primo HD

Per ciascuna partizione, nell’ordine in cui si trovano nell’HD di origine, occorre procedere alla copia selezionando di volta in volta la partizione da copiare e cliccando sull’icona Copy partition.
Verrà avviata una procedura guidata…
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…in cui occorre fare attenzione a selezionare lo spazio non allocato sull’HD di destinazione…
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…assegnare un nome alla partizione (salvo diverse necessità, uguale all’originale)…
Copia della partizione nascosta e riservata al sistema
…lasciando invariati gli altri dati…
Copia di una normale partizione

Dopo aver selezionato le partizioni da copiare e l’hard disk di destinazione, occorre fare eseguire al programma le operazioni
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La durata dell’operazione, durante la quale il computer potrebbe essere riavviato, dipende dalla dimensione delle partizioni e dalla velocità degli HD.

Una volta completata la copia delle partizioni, si può spegnere il computer e sostituire il vecchio HD con il nuovo, dato che ormai contiene la copia delle partizioni.
Prima di farlo, occorre sapere che per rendere avviabile il sistema dal nuovo HD, occorre ripristinare il Boot Manager di Windows utilizzando il DVD (o il pen drive) di installazione di Windows.
In questa guida spiego come si fa.

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