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mar 292013
 

Stunner&DH

La comunità di sviluppatori Android non smette di interessarsi al Galaxy Note sfornando continuamente nuovi kernel e nuove ROM custom in grado di dare nuova vita ad uno degli smartphone di maggior successo.

Il risultato è poter contare su un device sempre aggiornatissimo ed efficiente, a prescindere dalle lentezze con cui Samsung mette a disposizione gli aggiornamenti del sistema.

Dopo aver utilizzato con estrema soddisfazione il Kernel HydraCore (e la sua evoluzione HydraCore Nirvana) e la ROM Chimera, basata su Android 4.1.2, mi son messo alla ricerca di una ROM basata su Android 4.2.2 che non me li facesse rimpiangere.

Da qualche settimana seguo con grande interesse il lavoro su XDA di neobuddy89, uno sviluppatore molto noto tra coloro che frequentano quel forum, che ha realizzato una eccellente ROM basata su Android 4.2.2, Stunner e un superlativo Kernel, DragonHeart, il cui uso combinato rendono il Note fluido, completo nelle funzioni e profondamente personalizzabile.

Questo video illustra brevemente la ROM

SAMSUNG Galaxy Note Stunner v2.2.17

Per le istruzioni su come scaricare ed installare la ROM e, successivamente, il Kernel più aggiornato, vi rimando agli appositi thread su XDA.

Un consiglio: provateli, ne vale la pena.

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set 252012
 

Nandroid backup pianificati

Scopo della guida è illustrare una procedura che consente di realizzare Nandroid Backup automatici, in base ad una pianificazione, utilizzando solo app gratuite attualmente presenti su Google Play Store.

Cosa serve

  • Occorre aver effettuato il root del dispositivo Android con recovery CWM;
  • Online Nandroid Backup, un’app gratuita che consente l’esecuzione di nandroid backups senza che sia necessario il reboot in modalità recovery (verificate se il vostro device è supportato);
  • Script Manager per l’esecuzione e la pianificazione di script;
  • (opzionale) AppExtractor consente l’estrazione, dati, SMS e MMS da un nandroid backup.

Procedura

  1. Installare Online Nandroid Backup e Script Manager.

  2. Avviate l’app Script Manager; al primo avvio compare la seguente schermata:image
    Premete su Browse as root,flaggate l’opzione Non chiedermelo più e premete il pulsante OK.
    Verificate che sia spuntata l’opzione Browse as root premendo sul tasto menù –> Opzioni avanzate –> Configurazione
    Screenshot_2012-09-19-13-19-37
  3. Per pianificare l’esecuzione di uno script con Script Manager, premete il pulsante menù –> Altro –> Opzioni avanzate
    Screenshot_2012-09-19-13-16-48
    e poi Pianificatore
    Screenshot_2012-09-19-13-16-54

    Comparirà la seguente schermata in cui ho indicato tutte le aree in cui dovrete tappare per impostare la pianificazione.
    image

  4. Iniziamo con lo scegliere lo script da eseguire. Fate tap su Seleziona file… e selezionate onandroid presente nella cartella /system/bin.
    Compilate il campo argomenti con:
    -h – s <cartella in cui salvare il nandroid backup> (nell’esempio ho utilizzato /sdcard/external_sd).
    Il parametro –h fa in modo che il nome della cartella che conterrà il nandroid backup venga creato utilizzando data e ora impostati sul dispositivo nel formato aaaa-mm-gg.hh.mm.ss.
    Il parametro –s indica il percorso in cui è presente la cartella clockworkmod.
    Selezionate l’esecuzione co diritti root (SU) e Ntfy per avere una notifica al termine dell’esecuzione del nandroid backup.
    Infine, premete su Salva.
    image
    In questo modo abbiamo creato una configurazione per lo script.
  5. Ora creiamo la pianificazione per l’esecuzione dello script configurato come in precedenza.
    Premete su Aggiungi script….
    image
    e selezionate onandroid
    Screenshot_2012-09-23-09-14-20
    che comparirà nell’elenco degli script che saranno eseguiti in questa pianificazione
    image

    Fate tap sull’ora (sulla scritta Alle 00:00.) e scegliete l’ora ed i giorni in cui eseguire lo script (per impostare i valori desiderati fate tap nelle aree indicate)
    image
    Premendo OK si salvano queste impostazioni e si torna alla schermata precedente.

  6. Assegnamo un nome alla pianificazione facendo tap sulle parentesi “<>” che compaiono dopo la scritta “Nome:” ed inserire il nome a piacere nel campo Nuovo alias.
    Nell’esempio ho impostato una pianificazione giornaliera dello script onandroid da eseguire alla una di notte a cui ho assegnato il nome di Nandroid Backup.
    image
    Non resta che fare tap su Salva per salvare la pianificazione.
    Screenshot_2012-09-23-09-15-22

In questo modo si ottiene l’esecuzione di Nandroid Backups automatici in base alla pianificazione scelta.

Occorre ricordarsi di eliminare manualmente i nandroid backup vecchi che non interessa tenere in memoria, pena il rapido esaurimento dello spazio sulla sdcard.

Il nandroid backup potrà essere ripristinato tramite recovery CWM; in questo modo si ripristina il device allo stato in cui si trovava al momento del backup.
A volte può essere utile ripristinare solo parte del backup, come ad esempio una particolare app con i suoi dati, o gli SMS, ecc.
Con l’app AppExtractor sarà possibile estrarre solo ciò che serve dal nandroid backup.
L’uso combinato di Online Nandroid Backup e AppExtractor consente, in sostanza, di fare a meno di Titanium Backup quando utilizzato solo per fare i backup delle applicazioni.

In un prossimo articolo illustrerò come sia possibile eseguire la procedura pianificata di nandroid backup con l’utilizzo di app più sofisticate (e non gratuite) che consentono di gestire, tra le altre cose, anche la cancellazione automatica dei backup precedenti.

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set 012012
 

HydraCore

Ultimo aggiornamento: 28/09/2012 12.40

Gavin Lewarne è -credo- un ragazzo che ha affermato di aver iniziato ad occuparsi dello sviluppo di kernel solamente nello scorso luglio 2012.

A giudicare dai risultati ottenuti siamo di fronte ad una persona dalle indubbie capacità: il suo Kernel per il Samsung Galaxy Note (con Android ICS o JB), HydraCore, è divenuto popolarissimo nel giro di poche settimane, grazie al mix di stabilità, prestazioni eccellenti e durata della batteria.

Il kernel viene costantemente aggiornato e migliorato, fornito in due versioni:

  • OC, con CPU e GPU overclockate e voltaggio ridotto per ridurre il consumo della batteria
  • STD, senza overclock, voltaggio ridotto per ridurre il consumo della batteria

Seguo il suo sviluppo da quando si trovava alla versione 5, quando ancora era conosciuto col nome di NoteCore (O GL_NoteCore) e funzionava solo su ROM stock TW (originali Samsung).

Da qualche settimana Gavin sta lavorando attorno all’idea di fornire una versione di kernel in grado di funzionare con qualsiasi ROM (AOKP-AOSP-CM9-CM10-PA-MIUI) e non solo sulle stock ROM Touchwiz.
Da qui la necessità di cambiare nome al progetto che, dopo aver assunto il nome di UniKernel per qualche giorno, è divenuto ora ufficialmente HydraCore.

Il thread del progetto conta, al momento, quasi 10.000 messaggi, e scorrerli fa capire l’enorme mole di lavoro e lo sforzo profuso dall’autore e dalla comunità di utenti che partecipa allo sviluppo, installando e testando le varie versioni che si sono succedute ad un ritmo frenetico (in alcuni periodo veniva rilasciata anche più di una versione del kernel al giorno).

Con le versioni OC di questo kernel (quelle con overclock), pur incrementando notevolmente le prestazioni del mio Note, grazie alle migliorie introdotte e alla riduzione del voltaggio, la durata della batteria resta simile a quella che si ha con kernel originale e lo smartphone risulta molto più stabile e freddo, anche dopo un uso intenso.

Questo risultato si è ottenuto anche grazie all’attenta riduzione dei voltaggi utilizzati per ciascuna frequenza della CPU e della GPU, impostati al valore minimo in grado di garantire la massima stabilità. Un lavoro molto laborioso è stato quello di individuare le varie versioni delle schede madri installate sui Galaxy Note, caratterizzate da differenti schemi di voltaggio, inserirle in una tabella in modo da raggrupparle ed impostare valori di voltaggio ottimali per ciascun gruppo.
Installando la versione STD, si ottiene un incremento inferiore delle prestazioni nei giochi ed in quelle apps che fanno uso intenso della CPU, la durata della batteria è superiore a quella ottenibile con la versione OC di HydraCore e la differenza di prestazioni tra le due versioni, non è facilmente percepibile ad occhio nudo nell’uso quotidiano dello smartphone.

Preferisco la versione con overclock. Occhiolino

 

Download

Nel momento in cui scrivo, è stata rilasciato ufficialmente il kernel HydraCore v5.4 (vedere la sezione download nella pagina iniziale del thread), ma è possibile installare eventuali versione di test (si tratta di versioni intermedie tra un rilascio ufficiale ed il successivo) accedendo a questo indirizzo.

Su XDA è stato recentemente creato un thread parallelo con lo scopo di dare risposta alle numerose domande non prettamente legate allo sviluppo e al debugging del kernel e che affollavano il thread principale il quale, tra l’altro, essendo riservato al development, non accessibile a tutti gli utenti per inserire propri messaggi.
Per domande, curiosità e consigli quindi, consiglio l’utilizzo del thread Hydracore kernel discussion thread.

Lo sviluppo del kernel prosegue a ritmo serrato per cui consiglio di verificare con frequenza il rilascio di nuove versioni, controllando il changelog per verificare quali cambiamenti e migliorie siano state introdotte.
Da parte mia, mi impegnerò ad aggiornare questa pagina fintanto che continuerò a seguire lo sviluppo di Hydracore.

Entrambe le versioni (OC e STD) sono rilasciate sia in formato .zip, da installare in modalità recovery via ClockWorkMod, che in formato .tar, da utilizzare per l’installazione attraverso Odin o Mobile Odin PRO.

 

Installazione

Prima di tutto, occorre effettuare un backup dei dati del Galaxy Note (non si sa mai).
L’ideale sarebbe un bel Nandroid Backup; in alternativa ci si può accontentare del backup di applicazioni e dati effettuato tramite Titanium Backup.

Scaricate la versione del Kernel che vi interessa installare scegliendo tra OC e STD.

Installatela seguendo le istruzioni riportate in questa guida:

  • Seguite le istruzioni riportate nella sezione “Installare un kernel modificato tramite Odin” se il vostro Galaxy Note è come mamma Samsung l’ha fatto, con il suo kernel originale (dovete utilizzare il kernel scaricato in formato .tar)
  • Se invece sul vostro note avete effettuato in precedenza il root del dispositivo e l’installazione della recovery  ClockWorkMod, seguite le istruzioni della sezione “Installare un kernel modificato tramite ClockWorkMod Recovery”. (dovete utilizzare il kernel scaricato in formato .zip).

In alternativa si può utilizzare Mobile Odin PRO con file del kernel in formato .tar.

N.B.:
Se utilizzerete Odin per PC, occorrerà poi utilizzare l’applicazione Triangle Away per azzerare il flash counter e rimuovere il triangolo giallo che segnala l’installazione di un kernel non originale.

La prima volta che l’app Triangle Away verrà avviata, richiederà il download di alcuni files; fate completare il download e poi scegliete l’opzione Reset Counter che riavvierà il Galaxy Note in una particolare modalità per l’esecuzione del reset.
Glia altri due metodi (installazione via recovery CWM o con Mobile Odin PRO) non incrementano invece il flash counter, rendendo superfluo l’utilizzo dell’app Triangle Away.

L’installazione di HydraCore include permessi root e una recovery ClockWorkMod modificata dall’autore del kernel.

Con HydraCore si risolve anche il problema del bug MMC_CAP_ERASE, un bug che può causare il brick di Galaxy Note e Galaxy S2 con Android ICS quando si effettua un full wipe (cancellazione dei dati utente) dello smartphone.
Dopo aver installato il kernel, si può quindi effettuare in tutta sicurezza il full wipe, quando fosse necessario.

Questo è il video realizzato da un utente per dimostrare le prestazioni e la fluidità raggiunte con il suo Galaxy Note, con ROM Jelly Bean CyanogenMod 10 Utacka’s Preview, dopo aver installato il kernel HydraCore

Conclusioni
Ho sempre avuto grande diffidenza nei riguardi delle ROM personalizzate (aka custom ROM o ROM cucinate) e kernel non originali.
Ho installato kernel solo per avere i diritti di root sui miei dispositivi Android.
Ma quando su XDA-Developers Forum mi sono imbattuto nel thread di questo kernel, ho immediatamente capito che si trattava di una cosa diversa dalle altre.
Dopo averlo seguito per un po’, ho deciso di provarlo e ne sono rimasto veramente impressionato.
Consiglio perciò senza esitazioni il kernel, stabile ed in grado di migliorare notevolmente le prestazioni del Note senza pesare sulla batteria.

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ago 202012
 

galaxy-note-s-pen-stylus

Mi ha sempre sorpreso l’assenza di un tool per la calibrazione del touch screen sugli smartphone Android che ho avuto tra le mani.

Ancor di più, ricordo, è stato lo stupore nel non trovare un tool per la calibrazione della S Pen sul Galaxy Note.
Mi ha tranquillizzato il leggere che l’S Pen ha un sistema di auto calibrazione ed in effetti non ho mai avuto problemi al riguardo.
Ma, come tanti, anche a me da’ un po’ fastidio il fatto che il tratto disegnato usando il pennino risulti sfasato di circa 1mm rispetto alla punta del S Pen, comportamento a cui ci si deve abituare prima di poter padroneggiare il pennino.

Mi ha fatto perciò molto piacere scoprire che Vitalij ha realizzato un tool per Galaxy Note e Galaxy S2 che serve a calibrare sia il touch screen che l’S Pen presente nel Note.

TouchScreenTune (Note, S2) ha un aspetto molto spartano ma fa egregiamente il suo lavoro.

E’ possibile agire sulla sensibilità del touch screen (Touch sensivity)  e sulla “risoluzione” del movimento rilevabile (Minimun movement amount).

Inoltre è possibile stabilire l’offset orizzontale e verticale dell’ S Pen, in modo da eliminare quel fastidioso scostamento del tratto rispetto al puntatore.

unnamed

I valori raccomandati sono effettivamente risultati i migliori per i miei gusti.

Premendo il pulsante menù è possibile specificare gli offset per l’S Pen a seconda dell’orientamento.

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Questo tool, in sintesi, colma una lacuna che in molti abbiamo sentito consentendo di personalizzare il comportamento del touch screen e del S Pen in modo da aderire maggiormente ai propri gusti personali.

L’app, nella sua versione gratuita, serve solo a verificarne il corretto funzionamento, dato che ogni volta che si sblocca il telefono dal lock screen la configurazione impostata va persa.

La versione completa che consente di memorizzare i parametri impostati, costa $5,00 (poco più di 4 Euro) e va acquistata effettuando un pagamento tramite Paypal.
Non pochi. Ma probabilmente l’app vale la spesa.

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mar 232012
 

114b62c199e8a50d6443dd467764cc71d8f45b5d

In un articolo di qualche mese fa, parlavo di un’alternativa ai tradizionali abbonamenti dati per tablet e smartphone per collegarsi ad Internet in mobilità.

In particolare, in quel periodo, mi aveva colpito un’offerta Vodafone relativa all’acquisto di un modem router WiFi (Huawei R201) con abbonamento di 3 mesi incluso.

Terminati i tre mesi di abbonamento compresi nell’offerta, mi son messo alla ricerca di un abbonamento ad Internet per tablet che soddisfacesse le mie esigenze: considerando copertura e costi, ho scelto un abbonamento TIM per un anno.

Nasceva la necessità di configurare il mini-router brandizzato Vodafone affinché funzionasse con la SIM TIM.

L’operazione è molto semplice.

  1. Collegare il PC (o il tablet o lo smartphone) al router WiFi
  2. Nel browser inserire l’indirizzo 192.168.0.1 (oppure vodafoneinternetkey.wifi) e premere invio per visualizzare l’interfaccia di configurazione del router 3G
    image
    inserire la password di configurazione (se non l’avete cambiata è “admin”) e premere il pulsante Accesso
  3. Cliccare sulla voce Banda larga cellulare per far comparire la videata con le impostazioni di connessione
    image
  4. La prima cosa da fare è memorizzare il PIN della SIM (solitamente 0000): inserire il PIN nel campo Codice PIN per la SIM, spuntare l’opzione Archivia PIN.
  5. Nella sezione Connessione banda larga cellulare occorre modificare le impostazioni come segue:
    - selezionare la voce “Manuale” nelle Impostazioni Connessione
    - inserire ibox.tim.it nel campo APN
    - Selezionare la voce Password non codificata (PAP) nel campo Sicurezza
    - Lasciare invariate le altre impostazioni e premere il pulsante OK in fondo alla pagine.

Alla fine, dovreste ritrovare i campi della schermata compilati come nell’immagine precedente.

Tutto qui; da questo momento in poi, a patto che vi siate ricordati di farvi attivare la SIM recandovi presso un centro TIM (non come il sottoscritto…), sarete in grado di utilizzare la il modem router WiFi Huawei R201 brandizzato Vodafone per collegarvi ad internet utilizzando una SIM di TIM.

Per configurare l’accrocchio con SIM di altri operatori, suppongo che non ci siano difficoltà superiori: dovrebbe essere sufficiente impostare l’APN relativo all’operatore la cui SIM si intende utilizzare.

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feb 132012
 

image

Con un chilometrico articolo sul blog Building Windows 8 a firma di Steven Sinofsky, Microsoft finalmente, dopo oltre un anno dall’annuncio, illustra dettagliatamente in che modo Windows 8 sarà reso disponibile per piattaforme ARM[1], cioè tutta quella serie di device equipaggiati con un processore RISC a 32bit (quali ad esempio Tegra 3 di Nvidia, Qualcomm Snapdragon APQ8064, OMAP serie 5 di Texas Instruments, ecc)

Windows on ARM (WOA per gli amici) perciò è una specifica versione di Windows 8 (se si chiamerà così…) destinata a girare principalmente su device mobili quali tablet, smartphone e sui device che, molto probabilmente, vedranno la luce nel prossimo futuro.

Il nuovo sistema operativo per ARM, non sarà venduto separatamente, ma si troverà integrato nei device che compreremo (nessuna novità, ci siamo già abituati con Windows Phone, iOS, Android, ecc.).
La novità, in questo caso, è che l’utente ritroverà, anche su questo tipo di device, la medesima interfaccia che è abituato ad utilizzare sul computer desktop.
Si tratta della tanto discussa “interfaccia doppia” Metro/Desktop, la cui integrazione e coerenza, ancora oggi, non mi convince troppo e che spero verrà ulteriormente migliorata nel proseguo dello sviluppo di Windows 8.

windows8-on-arm-woa
win8_arm_02
Se inizialmente circolavano voci riguardo al fatto che la versione per ARM di Windows 8 non avrebbe incluso il desktop, cioè quella parte di interfaccia dedicata all’esecuzione delle applicazioni tradizionali che utilizziamo ora sui nostri computer Windows, la novità più dirompente è invece la conferma che l’ambiente desktop sarà disponibile anche su device ARM e che alcune applicazioni della prossima versione di Office (Excel, Word, PowerPoint e One Note di Office 15) saranno incluse in WOA (manca però Outlook…).
woa-office-15-apps

Ma conservate lo champagne per altre occasioni: mentre tutte le applicazioni realizzate per l’interfaccia Metro e con tecnologia WinRT saranno compatibili sia con WOA che con Windows 8 per computer, NON sarà possibile eseguire, anche sui tablet ARM, TUTTE le attuali applicazioni desktop che usiamo/useremo sui nostri computer Windows 8-dotati.
Questa possibilità è riservata ad un ristretto sottoinsieme di applicazioni Microsoft quali –appunto- Office, Explorer (il file manager di Windows), la prossima versione di Internet Explorer, il task manager (tra l’altro evoluto in maniera fantastica) e, forse, poco altro.
Al momento non è prevista la possibilità di consentire agli altri sviluppatori il porting di applicazioni Win32/Explorer in ambiente desktop/ARM, ne’ il ricorso a programmi di virtualizzazione (come VirtualBox, VMWare, ecc) in grado di eseguire applicazioni Win32 in ambiente emulato.
Non esiste invece alcuna limitazione alla realizzazione di versioni WinRT di queste applicazioni, utilizzabili attraverso l’interfaccia Metro; gli sviluppatori potranno realizzare ciascuna loro applicazioni attraverso Visual Studio 11 che si occuperà di compilarla sia in versione per WOA che per Windows 8.
In sintesi, solo Microsoft potrà sfruttare l’interfaccia desktop di WOA per far girare alcune applicazioni ritenute strategiche.

Questa limitazione ha già scatenato polemiche.
Da più parti si è levata la critica che, in questo modo, si potrebbe indurre l’utente ad acquistare un tablet con WOA sotto l’apparente promessa di poter utilizzare con esso anche tutte le applicazioni che utilizzerà con il computer.
Mi da’ l’impressione si tratti dei soliti pretesti per gettare un po’ di fango dalle parti di Redmond, e a mio parere,  si tratta di un falso problema, infatti:

  • da qui all’uscita di Windows 8 e WOA (prevista, in contemporanea, entro il 2012) ci sarà tempo di sbandierare in lungo ed in largo questa limitazione;
  • si tratta anche di un problema di integrità morale del venditore di un certo device: sta a lui eventualmente illustrare correttamente potenzialità e limiti della soluzione adottata da Microsoft;
  • limitazioni ben più vessatorie sono state “digerite” ed accettate con apparente nonchalance dagli utenti; si pensi all’obbligo di collegare l’iPad ad un computer, su cui deve essere necessariamente installato iTunes, pena l’inutilizzabilità, di fatto, dell’oggetto appena acquistato.

A mio avviso, invece, questa “mossa” di Microsoft, insieme al supporto USB assicurato da WOA e alla possibilità di installare su ben 5 device differenti le applicazioni acquistate tramite Windows Store, costituiscono una serie di novità potenzialmente dirompenti per il settore mobile, un insieme di quelle cose di cui Microsoft ha bisogno per scompaginare un po’ le carte sul tavolo da gioco (ora saldamente in mano di Android e iOS), in modo da consentire il recupero di quel ritardo accumulatosi, con Windows Phone, in anni di approcci sbagliati a questo mercato:

  1. Poter utilizzare pienamente (o quasi) Office anche su terminali mobili, soddisfa un’esigenza attualmente molto sentita dagli utenti, sia consumer che aziendali e rende maggiormente adatti questi device all’uso anche in ambito professionale.
    Non dimentichiamoci, infatti, che Office è di gran lunga uno standard de facto tra gli utenti, diffuso, di fatto, in modo forse più capillare di Windows stesso.
    E quando si inizia ad utilizzare il tablet anche per la gestione di documenti, diventa sempre più importante la possibilità di poter gestire un crescente numero di file con uno strumento adatto; e quale strumento è meglio del miglior file manager in circolazione (Explorer)?
    A me pare evidente, che, più che di un trucco per abbindolare qualche utente disinformato, come teorizza qualche malizioso, si tratta invece di un’azzeccatissima strategia commerciale.
  2. Il supporto USB rende possibile la realizzazione di device mobili utilizzabili anche come computer desktop collegandoci tastiera e mouse previo l’utilizzo di appositi supporti o dock stations.
    Per spiegare a quale tipo di device mi riferisco, si prendano ad esempio device come l’Asus Transformer Prime (Android) o l’Asus Eee Slate (Windows 7).
    Device di questo tipo renderebbero più sensata la scelta della doppia interfaccia grafica (Metro/Desktop).
  3. I prezzi generalmente molto ridotti delle apps, insieme alla possibilità di installarle su 5 device differenti, dovrebbe dare un duro colpo alle motivazioni per cui ora in molti ricorrono alla pirateria.
  4. Oggettivamente, poter utilizzare la stessa interfaccia sia sul computer desktop/laptop che in ognuno dei propri device mobili, è una enorme facilitazione per l’utente.

In conclusione, fatte salve le mia perplessità relative all’insufficiente integrazione e coerenza delle interfacce Metro/Desktop, ritengo che Microsoft, con questa scelta, sia sulla strada giusta.
Non so quanto la scelta di fornire una versione di Windows per ARM possa fungere da traino anche per le vendite di Windows 8 per desktop, ma son pronto a scommettere che darà grande impulso alle vendite di device WOA e potrà essere uno dei principali motivi di un eventuale erosione delle quote di mercato ai danni di iOS e Android.


[1]

ARM, acronimo di Advanced RISC Machine, indica una famiglia di microprocessori a 32-bit sviluppata da ARM Holdings e utilizzata in una moltitudine di sistemi embedded.
Vengono anche utilizzati su terminali mobili quali smartphone e tablet, ma sono sempre più diffusi anche in tutta una serie di altri apparecchi elettrici ed elettronici.

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