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Android

Dic 232011
 

Samsung Galaxy Note lock screen

Lo schermo del Galaxy Note ha una dimensione di 5,3”, una risoluzione di 1280×800 pixel e 285 PPI.
Di default, la densità dello schermo del Note è impostata ad un valore di 320, che rappresenta un indice della distanza tra i vari punti sullo schermo, misurata dal parametro Dot Pitch.
In parole povere lo schermo del GNote visualizza 1.024.000 (1280×800) pixel, 285 per ogni pollice quadrato e, semplificando, la distanza tra i vari pixel è influenzata dal valore di Dot Pitch.
Il Dot Pitch[1] viene definito da Wikipedia

…una specifica di un monitor che descrive la distanza tra i punti di fosforo o tra le celle LCD dello stesso colore di pixel adiacenti. Quindi, il dot pitch è una misura della grandezza della terna di punti di colore che compone un pixel, più l’eventuale distanza tra terne adiacenti. È generalmente misurato in millimetri.
Un dot pitch più piccolo significa normalmente un’immagine più nitida, perché significa che c’è un maggior numero di punti in una data area.

L’unico parametro che si può modificare è il Dot Pitch.
A detta di molti, me compreso, il valore ideale della densità di schermo per il Galaxy Note è di 240.

Per poter modificare questo parametro occorre:

  • Il Root del Galaxy Note (qui una guida su come farlo)
  • Un’app che consenta la modifica della densità dell’LCD; utilizzo ROM Toolbox Pro (a pagamento) che implementa anche questa funzione, ma si può usare anche LCD Resolution (gratis), realizzata appositamente per questo scopo.

Per sfruttare al massimo la nuova impostazione è consigliabile dotarsi di alcune app:

  • Un launcher come Go Launcher EX (gratis) che consenta di modificare il numero di righe e di colonne che compongono le pagine delle applicazioni (nel mio ho impostato 6 colonne per 7 righe in modo che ogni pagina dell’app drawer contenga 42 apps).
    Go Launcher EX
    App Drawer 6x7
  • Un’app come Spare Parts+ (gratis) che consenta di modificare la dimensione standard  dei caratteri
    Spare Parts+
  • Una tastiera come Swift Key X o Smart Keyboard (entrambe a pagamento) che consenta di personalizzare la dimensione dei tasti.

Il risultato finale è che lo schermo può contenere più informazioni e la definizione è migliore.
Due esempi; a sinistra la schermata a 240 DPI, a destra la stessa schermata a 320 DPI:

240DPI320DPI

240DPI320DPI

S Memo, l’applicazione di default per prendere appunti e disegnare con il pennino, non è ottimizzata per questa densità e presenta delle antiestetiche righe.
SMemo stock a 240DPI
Per fortuna un volenteroso utente di XDA Developers, claudekenni, ha realizzato una versione dell’app che risolve questo problema, sostituendo opportunamente le immagini di sfondo dell’app stessa con altre la cui risoluzione è adatta alla nuova densità di 240.
SMemo personalizzata a 240DPI

Prima di installare l’app Smemo modificata da claudekenni, consiglio di effettuare il backup della versione originale, in modo da poter tornare alla situazione precedente in caso di ripensamenti.
Per effettuarne il backup è sufficiente copiare da qualche parte (in una cartella sul telefono o nella SD card, se installata) il file SMemo.apk che si trova nella directory /system/app/.

In alternativa si può utilizzare Go Note Widget (gratis), niente male davvero.

Un avvertimento: impostare alcuni valori di densità differenti, ad esempio 280, può portare ad aver problemi a scaricare/aggiornare alcune app dal Market, che, segnala l’errore
Il tuo dispositivo non è compatibile con questo articolo

Il mio consiglio: provate le varie densità e scegliete quella che fa al caso vostro.


[1] Per chi fosse interessato e per i più curiosi segnalo un calcolatore di DPI e PPI online.

Recensione naif del mio Samsung Galaxy Note

 Scritto da alle 15:02 del 16/12/2011  12 Risposte »
Dic 162011
 

Sul Galaxy Note troverete in rete recensioni di ogni tipo, tabelle, video, benchmark, confronti con questo e quello, guerre di religione tra Android-fan ed Apple-fan.
Di tutto insomma, nel bene e nel male.

Prima di addentrarmi in considerazioni personali dopo un mese esatto di utilizzo, mi permetto di segnalarvi quella che ritengo la miglior recensione del Samsung Galaxy Note che ho visto fino ad ora ed un video confronto in cui è possibile apprezzare la netta superiorità delle prestazioni del Galaxy Note rispetto all’iPhone 4s e al Nokia Lumia 800.

Il Galaxy Note non è molto maneggevole…
…se ci si aspetta di avere a che fare con un classico smartphone; ben presto ci si rende conto che, per poterlo utilizzare per tutto ciò che non è semplicemente telefonare, occorre usare entrambe le mani; una regge, l’altra impartisce i comandi attraverso l’interfaccia grafica touch.
E’ un difetto? Dipende: se uno vuol continuare a rischiare la vita inviando sms mentre guida, col Note non ci riuscirà.
Diciamo che il Note si regge in mano con la tipica impugnatura dei tablet (specificatamente quelli entro gli 8”).

C’è però un piccolo problema: in modalità landscape, impugnandolo come un tablet, occorre fare attenzione a non premere nessuno dei tasti (fisici o virtuali) che stanno proprio sotto il pollice della mano destra.
Galaxy Note Landscape

Il Galaxy Note è molto veloce.
Molto più veloce del Galaxy Nexus, del Samsung Galaxy S2 che risultava uno dei più veloci (il più veloce?) smartphone in circolazione, nettamente superiore anche all’iPhone 4s, e straccia letteralmente il Galaxy Tab 10.
Ma questa velocità non risulta evidente nel rendering dell’interfaccia, che è meno fluida di quella del Galaxy S2, soprattutto nella transizione tra le varie pagine di widgets.
La cosa impatta sulla user experience: device come iPhone e Galaxy S2 che risultano effettivamente nettamente inferiori, appaiono all’utente più prestanti, grazie alla maggiore fluidità della loro interfaccia.
Questa considerazione, ovviamente, non è più valida quando si gioca: nonostante la grande differenza di risoluzione, le prestazioni del Note sono nettamente superiori.
La differenza di fluidità è più evidente se si utilizza un launcher come Go Launcher Ex, che risulta un po’ più “pesante” di altri launcher, soprattutto di quello di default.
Per capire come ciò possa accadere occorre considerare alcune cose:

  • il Note ha una risoluzione di 800×1280 pixel (1.024.000 pixel) mentre quella del Galaxy S2, ad esempio, è di 480×800 (384.000 pixel). Il Note quindi, con lo stesso processore grafico del GS2, deve gestire quasi il triplo di pixel.
  • Una delle cose che tendono ad appesantire la fluidità dell’interfaccia sono i widgets.
    Beh, nel Galaxy Note ogni pagina contiene, di default, 25 widgets contro i 16 dei device Android con display di dimensione inferiore.

Delle due l’una: o si tratta di un aspetto che verrà migliorato con i prossimi aggiornamenti del sistema Android oppure si tratta di un errore in fase di progettazione.
Fortunatamente si tratta di una mera questione di estetica: la funzionalità e l’usabilità restano intatte.

Il Galaxy Note è grande, molto grande.
Non tanto grande, però, da non entrare nella tasca dei jeans (anche se la cosa non è affatto consigliabile, entra comodamente sia in quella posteriore che in quella anteriore), della giacca, della camicia, del borsello…
Una volta iniziato ad utilizzare il Note, vi assicuro che gli altri, compresi i già “grandi” Nexus e Galaxy S2, sembreranno ridicolmente piccini.

Pesa però solo 178 grammi! Un risultato eccellente, viste le dimensioni.
Basti pensare che sono solo 38 in più dell’iPhone, che al cospetto, appare veramente minuscolo.

Il pennino?
Lo uso quando scrivo la lista della spesa o prendo un appunto al volo mentre telefono.
In questi casi è insostituibile.
Ma soffre di alcuni problemi:

  • la posizione in cui è parcheggiato ed il modo in cui è “nascosto” nella scocca, rendono impossibile la sua estrazione senza premere il pulsante “indietro” (vi si poggia inevitabilmente il pollice mentre si estrae il pennino facendo leva con l’unghia dell’indice o del medio) e la sua estrazione alla cieca: scorrendo il dito sulla scocca posteriore la presenza del pennino incastonato è quasi impercettibile; occorre quasi sempre girare il Note per guardare quel che si fa.
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  • Il pulsante che attiva alcune funzioni utili (snapshot, gesture per tornare indietro, ecc) è tattilmente e visivamente molto ben nascosto e difficile da trovare.
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    Che cacchio costava farlo zigrinato e di un colore differente dal corpo del pennino?
  • Diversamente da una penna, il pennino non viene a contatto con la superficie su cui scrive ma sembra restare sospeso a circa 1 mm dal “foglio”; occorre abituarsi a questo offset per poterlo padroneggiare al meglio.
  • In teoria si potrebbe utilizzare con il software di riconoscimento della scrittura per scrivere a mano anzichè con la tastiera virtuale. Lassamo perde….

Chi ama disegnare, apprezzerà tantissimo la presenza del pennino che, con le tante applicazioni presenti per sfruttarlo (a partire da S Memo, in dotazione), gli consentirà di passare il tempo mentre fa la coda dal medico.
E chi sa disegnare, può anche ottenere risultati soddisfacenti, come questo esempio. 
Disegno con il Galaxy Note
Serve? Non serve? Anche in questo caso, dipende: senza contare i vari test e le prove, l’avrò utilizzato 6 o 7 volte; in quei casi ne ho apprezzato la presenza. Insomma, non è ne’ indispensabile ne’ determinante ai fini della scelta, ma il fatto che ci sia è, tutto sommato un bene: incrementa la versatilità del device.

La tastiera (virtuale)
E’ impossibile dare un giudizio parlando “della tastiera” virtuale del Note, visto il numero di applicazioni disponibili per gestirla.
La differenza sostanziale con gli altri smartphone è che, anche in modalità portrait, si può utilizzare per scrivere con entrambi i pollici, visto lo spazio sul display.
Swiftkey X
La dimensione del display, però, rende la possibilità di scrivere ad una mano un esercizio impossibile per chi ha mani piccole.
Dopo averne provate parecchie, ho preso ad utilizzare SwiftKey X che, grazie alla possibilità di auto apprendimento da Gmail, blog, SMS, Twitter e Facebook, assicura dei risultati stupefacenti, consentendomi di digitare i testi a rapidità supersonica.
Altri due aspetti che me l’hanno fatta preferire rispetto a quella di default sono la disposizione dei numeri stile tastierino numerico e la presenza delle frecce di direzione che consentono di pilotare agevolmente il cursore.

Fotocamera posteriore.
Eccellente. Mi ha colpito la qualità delle foto e, soprattutto, dei video che si riesce a realizzare con questo aggeggino da 8 megapixel.
La risoluzione massima è di 3264×2448 per le foto e 1920×1080 per i video.
Ma i valori con cui è impostata di default sono inferiori. Perchè? Boh!
Le molte possibilità di personalizzazione offerte dal software di gestione della fotocamera consentono poi di adattare le impostazioni in modo da farla rendere al meglio in diverse condizioni. Alla fine il risultato netto è quello di riuscire ad ottenere scatti decenti anche in condizioni critiche.

Fotocamera anteriore.
C’è.
E’ da 2 megapixel. Non la si usa praticamente mai, anche perchè fa foto da schifo.
Ma d’altronde è pensata per le videochiamate (alzi la mano chi fa videochiamate).
In ogni caso stratosfericamente migliore della ciofeca che si ritrova installata l’iPad 2…

Il display
Spettacolare!
La risoluzione, il nero che più nero non si può ed i contrasti fanno apparire lo schermo del Galaxy Note superiore a quello dell’iPhone 4s e del Galaxy S2 anche se, tecnicamente, non lo è affatto.
Di default si può impostare in tre modalità (dinamico, standard e filmato), in modo da regolare l’intensità dei colori ai propri gusti.
Le dimensioni dello schermo giocano un ruolo fondamentale quando si deve leggere qualcosa: che sia una pagina web o quella di un libro, poco importa. In modalità landscape, la maggior parte dei siti web sono fruibili senza che si debba ricorrere allo zoom.
Foto e video si apprezzano in maniera maggiore: guardare un film o la TV su un Galaxy Note non sembra più una forzatura.
Chi, superati i 40, comincia a soffrire di presbiopia, apprezzerà il fatto di poter tenere il Note ad una distanza confortevole senza perdere la leggibilità dei contenuti.

La batteria
Se non si passano delle ore a giocare con i videogames, anche con un uso abbastanza pesante del WiFi, arriva a sera con ancora un bel po’ di carica.
Il primo giorno, dopo 11 ore ininterrotte di WiFi, GPS e bluetooth attivi, e lo smartphone praticamente sempre in uso, avevo ancora il 31% di carica.
Non è un risultato per cui spellarsi le mani in applausi ma sicuramente invidiato da chi in questo momento si ritrova un Galaxy S2 o un iPhone tra le mani….

Qualità dei materiali e qualità costruttiva
Indubbiamente la qualità dei materiali usati per realizzare soprattutto la scocca posteriore, lascia un po’ a desiderare: si tratta di plastica, plasticaccia, plastichina.
Se paragoniamo da questo punto di vista il Note ed il Galaxy S2 all’iPhone, c’è da far arrossire quelli di Samsung.
Ma…perchè c’è un ma….il risultato finale com’è?
Finchè non si apre la scocca posteriore non ci si rende conto della povertà del materiale utilizzato per realizzarla; il tutto risulta ben assemblato, ben integrato con il corpo dello smartphone, solido, a prova di graffio, resistente, privo di gioco.
Perciò occorre distinguere la qualità dei materiali utilizzati (scarsina proprio) con la qualità costruttiva, il risultato finale ottenuto (niente male affatto).
Probabilmente la scelta è stata dettata dalla considerazione che non si perde nulla in funzionalità e si riesce a tenere il peso complessivo molto contenuto. Il che, mi pare, sia un risultato in genere più apprezzabile ed apprezzato.
Un altra differenza che ho notato con il Galaxy S2, è che il Note non scalda molto, nemmeno dopo un periodo di uso intenso (leggi videogames HD).

Prezzo
E’ alto. Ma come tutti i prodotti in  regime di concorrenza (esclusi gli Apple quindi) tende a scendere.
Presentato alla stratosferica cifra di € 699,00, si può trovare già ora sotto i 500.
Per la cronaca, l’ho pagato €565,00 comprese spese di spedizione.

Conclusioni
L’unica cosa che mi piace poco del Note sono gli inaspettati micro lag dell’interfaccia grafica; avendo giornalmente a che fare con un Galaxy S2 e sapendo che il Note era in grado di fornire prestazioni superiori, mi aspettavo una ancor maggiore fluidità, del tutto simile a quella degli iPhone.
Per il resto sono semplicemente entusiasta: a mio parere Samsung ha centrato il formato di questo tipo di device, una via di mezzo tra un classico smartphone ed un tablet.
La dimensione, la risoluzione e l’eccellente qualità del display lo rendono usabile per moltissimi scopi: anche il controllo remoto di un PC attraverso RDP o VNC diventano fattibili; l’analoga esperienza con display di dimensioni/risoluzione inferiore, diciamoci la verità, non è consigliabile.
La navigazione su Internet con queste dimensioni, questa risoluzione e questa velocità, è del tutto appagante.
Cessa di essere una soluzione d’emergenza per divenire una vera alternativa.
L’altra faccia della medaglia è che, vista la comodità, si tende ad usare troppo il Note per leggere (pagine web, facebook, Twitter, libri, documenti PDF, ecc.) molto di più di quanto accade con device con schermi di dimensioni inferiori; ma come tutti gli schermi retroilluminati, la cosa non è una manna per gli occhi, che tendono ad affaticarsi.
Occorre perciò darsi una regolata.
Consiglierei il Note? Assolutamente si. Sul mercato non c’è niente di paragonabile, niente in grado di assicurare analoga versatilità.
Con il rilascio di Android 4.0 anche per il Note, Samsung dovrebbe completare il capolavoro.

Dic 052011
 

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Dopo un aggiornamento Samsung Kies non è stato più in grado di riconoscere e connettere il Samsung Galaxy S2.

Ho fatto una ricerca su Google ed ho scoperto che il problema è abbastanza diffuso.

Dopo aver provato, senza successo, i vari rimedi proposti qui e là, con Windows 7 sono riuscito a risolvere il problema seguendo questa procedura:

  • Disinstallare Samsung Kies e Samsung USB Driver for Mobile Phones
    Per farlo, cliccare su Start->Pannello di controllo; in Programmi cliccare su Disinstalla un programma
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  • Scorrere l’elenco delle applicazioni fino a trovare Samsung Kies e Samsung USB Driver for Mobile Phones e procedere con la loro disinstallazione
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  • Disinstallare tutti i driver relativi al Galaxy
    per farlo, utilizzare USBDeview disponibile in versione per sistemi a 32bit e a 64bit.
    Una volta scaricato, il file va scompattato in una cartella a piacere; bisogna eseguire USBDeview.exe con diritti di amministratore (tasto destro sul nome del file e scegliere Esegui come amministratore dal menù contestuale).
    Una volta avviato, USBDeview mostra un elenco di drivers installati nel sistema.
    occorre cercare e rimuovere i seguenti drivers:
    Samsung Mobile USB Modem,
    GT-I9100 (o il modello del vostro Galaxy)
    Android UMS Composite USB device.
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    Per rimuoverli, fare click col tasto destro del mouse su ciascun driver e scegliere la voce Uninstall Selected Devices
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  • Riavviare il computer (per esser certi di non avere processi o servizi indesiderati in esecuzione)
  • Scaricare ed installare l’ultima versione di Kies dal sito Samsung
  • Sul Galaxy verificare che la modalità Debug USB sia disabilitata
    Per farlo da Impostazioni –> Applicazioni –> Sviluppo verifichiamo che non sia spuntata l’apposita voce
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  • Ricollegare il Galaxy al computer tramite il cavo USB avendo l’accortezza di cambiare la porta USB a cui lo si connette.
  • Attendere il caricamento e l’installazione dei drivers che avviene automaticamente
  • Avviare Kies

Ora il Galaxy dovrebbe essere nuovamente riconosciuto da Kies.

Inviare email da smartphone, tablet o cellulare

 Scritto da alle 12:54 del 01/12/2011  19 Risposte »
Dic 012011
 

InvioEmailDaSmartphone

Sul web si trovano decine di guide su come configurare il proprio cellulare/smartphone/tablet per ricevere email.

In questa guida spiego come configurare uno smartphone, un cellulare o un tablet per poter inviare email da qualsiasi account, a prescindere dal provider o dal gestore telefonico con cui si effettua l’accesso ad Internet.

Il server SMTP che si utilizza per inviare le email, è infatti strettamente legato al provider che fornisce l’accesso alla rete.
Ciò significa che se mi collego ad Internet tramite un abbonamento Tiscali, dovrei utilizzare smtp.tiscali.it come server di posta in uscita per tutti i miei account email.

Nell’esempio che segue ho utilizzato uno screenshot che mostra la configurazione di un device Android, ma la tecnica indicata nell’articolo è valida, in realtà, per qualunque device, iPhone, iPod e iPad compresi.
Dovrebbe essere abbastanza semplice, per analogia, riuscire a configurare qualsiasi device mobile.

Iniziamo.
Per prima cosa è indispensabile dotarsi, se non se ne possiede già uno, di un account di posta Gmail e modificare alcune impostazioni.

Effettuato l’accesso a Gmail, occorre cliccare sull’icona delle Opzioni e selezionare la voce Impostazione Gmail (si trova nell’angolo in alto a destra)
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Comparirà la scheda impostazioni in cui occorre cliccare sulla voce Account e importazione
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Nella scheda Account e importazione, cliccare sulla voce Aggiungi un altro indirizzo email di tua proprietà
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Si aprirà una nuova finestra del browser in cui occorre inserire l’indirizzo email dal quale si vuole poter inviare posta con il proprio device mobile.
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Premendo il pulsante Passaggio successivo viene proposta la scelta del server smtp da utilizzare per inviare le email; scegliere gmail.
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Nel passaggio successivo viene avviata la procedura di verifica dell’email inserita;
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premendo il pulsante Invia verifica verrà inviata una email all’indirizzo indicato contenente un codice di verifica che va copiato ed incollato nell’apposito campo.
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Una volta aggiunto l’indirizzo email, consiglio di selezionare l’opzione che consente di rispondere alle email ricevute utilizzando lo stesso indirizzo al quale il messaggio è stato inviato
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Possiamo disconnetterci da Gmail e passare alla configurazione del programma di posta sul device mobile.

Sul device mobile
Una volta configurato il server di posta in arrivo (chi possiede un account email Libero può fare riferimento a questa guida che sfrutta la facilità di configurazione di Gmail e la funzione di inoltro automatico delle email presente in Libero), occorre inserire i seguenti parametri per quanto riguarda la posta in uscita (per l’esempio ho utilizzato una schermata di K-9 Mail che utilizzo con il Samsung Galaxy Note):

Server smtp: smtp.gmail.com

Tipo di protezione: TSL (SSL su iPhone/iPad)

Porta: 587 (465 se si usa tipo protezione SSL, vedi iPhone/iPad)

Tipo di autenticazione: login

Nome utente: <indirizzo di posta elettronica gmail>

Password: <password per accedere all’account email gmail>
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Inoltre solitamente è possibile indicare, oltre al proprio nome, anche l’indirizzo email da utilizzare quale mittente delle nostre email; nel mio caso ho impostato folblog@libero.it.

Con K-9 Mail si uò indicarenelle opzioni “Composizione messaggio” di Impostazioni Account.

Una volta configurato l’account con questi parametri della posta in uscita, sarete in grado di inviare email dal vostro device mobile utilizzando un qualsiasi provider per l’accesso ad Internet.

Il destinatario riceverà l’email con l’indirizzo email mittente desiderato:
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[Risolto] Samsung Galaxy Note non si avvia

 Scritto da alle 06:27 del 25/11/2011  6 Risposte »
Nov 252011
 

Da qualche giorno mi gingillo con il mio nuovo Samsung Galaxy Note (vedrò di fare un articolo sulle mie impressioni nei prossimi giorni).

Dopo aver fatto il root dello smartphablet, cioè quella procedura che consente di avere avere i permessi di root (administrator) su tutto il sistema, ho installato decine di app, widget e tools  di gestione per effettuare le prove.

Nell’aggiungere dei font utilizzando l’app Font Installer qualcosa non deve essere andata per il verso giusto: al riavvio il Note restava bloccato dopo aver visualizzato la scritta relativa al modello.
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Nemmeno riavviare il SG Note in modalità System Recovery (tasto volume su + tasto centrale + tasto accensione) e procedendo al ripristino delle impostazioni di fabbrica con cancellazione di tutti i dati utente (wipe data/factory reset) è servito a ridare vita al gioiellino.
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Mi sono così rassegnato all’idea che, probabilmente, l’unica soluzione sarebbe stata quella di reinstallare il sistema daccapo (installare una nuova ROM).

Ho eseguito le seguenti fasi:

  • Tramite Check Fus Downloader ho scaricato una ROM aggiornata per il mio Note (Firmware N7000XXKK9 per la Germania); il programmino ha prima scaricato un file criptato (GT-N7000_DBT_1_20111111153717.zip.enc2) che poi ha automaticamente decriptato producendo un file .zip (GT-N7000_DBT_1_20111111153717.zip)
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  • Ho estratto il contenuto del file .zip in una cartella ottenendo i files N7000XXKK9_N7000OXAKK9_N7000XXKK5_HOME.tar.md5 e SS_DL.dll
  • Ho scaricato Odin3 versione 1.85, scompattato il file Odin3 v1.85.zip in una cartella ed eseguito il file odin3 v1.85.exe

A questo punto, per proseguire è necessario eseguire la seguente procedura utilizzando Odin:

  1. Riavviare il Galaxy Note in modalità Download (tasto volume giù + tasto centrale + tasto accensione)
  2. Connettere il Note al computer tramite cavetto USB in dotazione. Odin rileverà la porta COM associata al Galaxy (nel mio caso la COM9)
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  3. Nella videata, occorre spuntare solo la checkbox “Auto Reboot” e il flag PDA
  4. Premendo il pulsante PDA si sceglie la ROM da installare nel Galaxy Note (il file N7000XXKK9_N7000OXAKK9_N7000XXKK5_HOME.tar.md5 scaricato in precedenza con
  5. Non resta che premere Start ed attendere (la procedura dovrebbe impiegare al massimo 7/8 minuti; nel mio caso poco più di 3)
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Il Galaxy Note si è regolarmente riavviato con le impostazioni predefinite dalla fabbrica e con la versione 2.3.6 di Android (anzichè la 2.3.5 che avevo in precedenza); la prima cosa che ho fatto è stata selezionare la lingua italiana per il mio il Galaxy Note.

Tutto è bene quel che finisce bene.

Nov 192011
 

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Dopo aver parlato dello steccato con cui Amazon tenta di limitare e controllare le azioni a disposizione degli utenti del Kindle Fire, ho scoperto che è possibile aggirarlo abbastanza facilmente, senza che siano necessarie pratiche di rooting (pur sempre possibili) o jailbreak.

Il problema “dell’ingabbiamento” dell’utente continua ad esistere se si utilizza per la navigazione Internet il browser Silk, preinstallato da Amazon sul Kindle Fire.

Amazon non consente l’accesso all’Android Market e mette a disposizione il proprio Appstore per Android, in cui il numero delle apps disponibili è nettamente inferiore.

Fortunatamente esiste il modo di installare ulteriori apps non presenti nell’Amazon Android Appstore; si basa sulla possibilità di installare apps utilizzando i relativi file APK, l’equivalente dei file di installazione in ambiente PC.

La prima cosa da fare è consentire al Kindle Fire di installare apps anche da sorgenti sconosciute andando su
Settings->Device
e attivando l’opzione “Allow Installation of Applications From Unknown Sources

Per procurarsi i file di installazione delle applicazioni che ci interessano, esistono almeno due metodi:

Utilizzare un altro tablet o smartphone Android.

Se si possiede un altro tablet o smartphone Android, è possibile generare il file APK di una app installata tramite Astro File Manager.
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Una volta installato, è possibile fare il backup (cioè generare il file APK) di ogni app presente nel device, che viene salvato nella cartella backup (salvo diversa impostazione).

Scaricare i file APK delle apps da altri siti
come ad esempio:

Una volta ottenuto il file APK, è possibile trasferirlo in una cartella sul Kindle Fire, tramite collegamento via USB al computer ad esempio.
Quando il file APK dell’app desiderata si trova memorizzato sul tablet Amazon, basta fare un tap sull’icona dell’APK e poi premere il pulsante Install.