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Interfacce

Dic 202007
 


Nella Parte 1 ho parlato di ciò che dell’iMac si può apprezzare dal di fuori.
Nella Parte 2 ho descritto le prestazioni dell’iMac nel modo in cui è possibile apprezzarle a “occhiometro”.
Ora inizerò a parlare delle impressioni d’uso dell’interfaccia e di alcuni dei programmi che vengono forniti in dotazione con Leopard.
Solite premesse: le considerazioni che seguono, sono fatte tenendo sempre presenti i principi base di usabilità, universalmente riconosciuti e valutabili in modo oggettivo, cercando di escludere valutazioni attinenti ai gusti personali (De gustibus non est disputandum) ed avendo come metro di paragone eventuali funzioni equivalenti disponibili in Vista.
L’obiettivo è sempre il solito: trovare conferme riguardo alla maggiore usabilità di un Mac rispetto a Windows e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente.

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Dic 172007
 


Nella Parte 1 ho parlato di ciò che dell’iMac si può apprezzare dal di fuori; con questo articolo inizio a descrivere le impressioni d’uso.
Qui si comincia ad entrare nel vivo ed i confronti con Vista saranno via via più frequenti.
Ribadisco che le considerazioni che seguono, sono fatte tenendo sempre presenti i principi base di usabilità, universalmente riconosciuti e valutabili in modo oggettivo, cercando di escludere valutazioni attinenti ai gusti personali (De gustibus non est disputandum) ed avendo come metro di paragone eventuali funzioni equivalenti disponibili in Vista.
L’obiettivo è sempre quello: trovare conferme riguardo alla maggiore usabilità di un Mac rispetto a Windows e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente.

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Dic 152007
 


Ho sempre pensato che uno dei problemi che devono trovare una soluzione per le interfacce touch e, a maggior ragione quelle multitouch come iPhone, iPod Touch o Surface, siano gli antiestetici aloni che si lasciano con l’uso.
Chiunque abbia utilizzato una di queste interfacce o possegga un palmare o apparecchio (anche un cellulare) con finiture scure lucide, sa a cosa mi riferisco.
Mi ha fatto sorridere leggere della “soluzione” (se così dobbiamo proprio chiamarla) brevettata da Sony.
Non mi convince nemmeno l’escamotage del Lucid Touch adottato da Microsoft Research & Mitsubishi Electric Research Labs, in cui si interagisce tramite il tocco (multitouch) della parte posteriore dello schermo.
Non credo che siano quelle le strade che ci poteranno ad una soluzione del problema.
Credo invece che la soluzione arriverà dalle nanotecnologie, che consentiranno di realizzare superfici in cui le particelle indesiderate non hanno modo di restare attaccate (similmente a quanto accade per i tessuti idrorepellenti con l’acqua).
Infatti mi pare che la ricerca si sia già da tempo mossa in questa direzione con la creazione delle cosiddette superfici intelligenti.
Esempi:
Il vetro che non si appanna
Vetro autopulente
Diamon Fusion

Technorati Tag: multitouch,nanotecnologie

Dic 132007
 


Alla fine mi son deciso ed ho acquistato un iMac, in modo da poter verificare, con “SanTommasica” mano, in prima persona, pregi e difetti.
Si tratta un iMac 20″, CPU Intel Core 2 Duo da 2 GHz, con 2 GB di RAM, HD 250GB, SVGA Radeon HD2400XT 128MB Ram (prezzo al momento in cui scrivo: € 1.339,00).

Ci ho immediatamente installato Leopard e successivamente l’ho aggiornato con la procedura si aggiornamento automatico.
L’ho sistemato fianco a fianco al mio PC con Vista ed ho inziato a giocchicchiarci un po’…
Ed ora vi racconto le mie impressioni.
Le considerazioni che seguono sono fatte tenendo sempre presenti i principi base di usabilità, cercando di escludere valutazioni attinenti ai gusti personali (De gustibus non est disputandum) ed avendo come metro di paragone equivalenti funzioni disponibili in Vista.
Dopo solo una decina di giorni di utilizzo, ovviamente, non sono diventato un esperto di MacOSX ne’ ho potuto esplorare in ogni anfratto l’intero sistema.
Ma per gli scopi che mi prefiggo, e cioè trovare conferme riguardo alla maggiore usabilità di un Mac rispetto a Windows e individuare il target di utenti a cui questa soluzione Apple si adatta maggiormente, l’esperienza è stata certamente illuminante e già ora credo di poter trarre alcune conclusioni.
Inoltre, sono convinto che per valutare l’intuitività di un sistema, non solo non è necessario ma è controproducente protrarre troppo a lungo i test
Iniziamo! Indicherà con [+] i pregi e con [-] i difetti che ho riscontrato.

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Un cellulare dal futuro?

 Scritto da alle 08:15 del 01/11/2007  Nessuna risposta »
Nov 012007
 


Synaptics e Pilotfish, le due società che hanno realizzato i controlli sensibili al tocco dell’iPod, hanno presentato un prototipo di cellulare di nuova generazione.

Si tratta di Onyx, e definirlo cellulare è un po’ riduttivo: si tratta infatti di un cellulare che è anche player MP3, GPS, agenda elettronica ed anche altre cose.

Un oggetto dal design curatissimo, di dimensioni contenute (55 x 154 x 16mm) con un’interfaccia innovativa, sensibile al tocco che accetta anche comandi gestuali.

Lo schermo, infatti, non è un semplice touch screen ma un sensore ottico capacitivo trasparente in grado di riconoscere oltre che punti e tocchi anche ombre, aree ampie, parti del corpo come le labbra, e gesti complessi.


E’ in grado,ad esempio,di riconoscere quando l’utente lo accosta ad una guancia e questo può essere utilizzato per implementare la funzionalità di risposta alla chiamata; il gesto di tracciare una X su un’applicazione, invece, ne comanda la chiusura.

E basta accostare le labbra al display per inviare l’emoticon del bacio all’interlocutore con cui si conversa, ecc.

I controlli compaiono sul display, la cui risoluzione è 640×200, solo quando sono necessari, ottimizzando in tal modo l’area disponibile.

Maggiori info

Technorati Tag: gadget , interfacce innovative , cellulari

Fumo negli occhi

 Scritto da alle 11:04 del 13/07/2007  Nessuna risposta »
Lug 132007
 

La notizia non è nuovissima perchè circola in rete già da qualche giorno: Apple ha brevettato il mouse multitouch.
Sempre a caccia di hype (un misto di esagerazioni e aspettative che è spesso tipico delle nuove tecnologie), ora si aggarappa alle interfacce multitouch.
Non so a voi, ma a me da un po’, Apple da’ l’impressione di un’azienda alla caccia del colpo a sensazione, fine a se stesso, senza un progetto globale. Brutto segno; di solito indica un’azienda che naviga in cattive acque e cerca di dare gli ultimi colpi di coda per tentare di non affondare.

Premessa: le interfacce multitouch, a mio parere, segneranno una vera e propria rivoluzione, incrementando notevolmente l’usabilità dei computer. E penso sarà la fine per mouse e tastiere, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle scrivanie!
Vedremo “monitor” quasi orizzontali che avranno contemporaneamente funzioni delle attuali periferiche di input e di output, in un unico strumento.
Per avere un’idea delle loro potenzialità, date ad esempio un’occhiata a questo filmato dimostrativo dell’interfaccia di Jeff Han.

Ma un mouse multitouch…. a che cacchio serve? Cosa aggiunge? A chi serve? E chi riuscirà ad utilizzarlo?
Immagino la faccia di chi pensa che 3 tasti sul mouse siano troppi per 5 sole dita (Apple per prima!), figurarsi un mouse da utilizzare con più di un dito per volta!
Il multitouch, a mio modestissimo parere, è utilizzabile su una superficie piatta, stabile, non certo su una superficie bombata, che, in più, è pensata per muoversi sul piano nel modo più scorrevole possibile.
La grandiosità di apparecchi come il mouse è dovuta soprattutto all’etrema semplicità d’uso ed al fatto che, nelle interfacce grafiche, con un gesto naturalissimo sostituisce la digitazione di un comando.
C’è veramente necessità di migliorare il mouse dotandolo di interfaccia multitouch?
Secondo me no, e tutti i pulsanti aggiuntivi che sono comparsi nel tempo, incrementano di pochissimo l’utilità dello strumento, ma han fatto lievitare di molto il prezzo.
E Apple, una multinazionale come tante altre, dotata di scaltrezza commerciale come tante altre, non sembra volersi lasciare sfuggire l’occasione di spremere un altro po’ il parco buoi dei propri utenti.

Torniamo al nostro mouse multitouch; proviamo a simularne l’uso con limmaginazione: prendete il vostro abituale mouse; probabilmente lo impugnerete come fan quasi tutti, con il pollice contrapposto ad anulare e mignolo, con indice e medio (le dita “operative”) rispettivamente su tasto sinistro e destro (anche per chi i Mac-users che i due tasti non ce li hanno…).
In alcuni mouse anche il pollice può essere utilizzato per premere alcuni pulsanti aggiuntivi.
La mano è rilassata, e poggia con naturalezza sul mouse; se indice e medio, le due dita “operative”, poggiano entrambe sul mouse non succede nulla.
Ma se il mouse è multitouch, non va bene, perchè il secondo tocco, in
un’interfaccia multitouch, è necessariamente associato ad una specifica funzione (altrimenti che multitouch sarebbe?).
Morale della favola? Dovete poggiare o uno o l’altro a meno che non servano entrambi per attivare una specifica funzione.
Vi sembra più comodo? A me per nulla, devo stare attento a non poggiare inavvertitamente il medio o l’indice, tenendo perciò la mano in una posizione di tensione per nulla naturale; insomma una pacchia per la sindrome del tunnel carpale!
Vi sembra che in questo modo si possano “finalmente” eseguire compiti aggiuntivi di cui sentite le mancanza? Non mi pare proprio!

Insomma, fumo negli occhi, effetti speciali, specchietti per le allodole…