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Interfacce

Feb 202009
 

WDF Demo

Dopo aver presentato il nuovo framework WDF ed esserci fatti un’idea di come si sviluppi un’applicazione weD, siamo arrivati quello che credo sia il momento più atteso, quello in cui lo si vede in azione.

Tramite questo link è possibile accedere alla demo di un’applicazione weD che illustra i vari controlli disponibili fino ad ora.
Come potrete notare, l’applicazione nel suo aspetto e funzionamento, riflette molto una tradizionale applicazione stand alone per desktop.

L’applicazione funziona alla perfezione con IE7, Google Chromium (o SRWare Iron), Safari per Windows (non l’ho provato, ma suppongo gli stessi ottimi risultati con la versione per Mac).

Con IE8 RC 64 bit l’applicazione praticamente non gira, nemmeno abilitando il Compatibility Mode. (ma non ha molto senso tentare di risolvere i problemi finchè il browser si trova a questo stadio di sviluppo).

Con IE8 32bit incluso in Windows 7 invece, l’applicazione viene eseguita perfettamente abilitando la modalità compatibile, mentre au naturelle è possibile notare qualche difetto.

Con Firefox 3 mostra alcuni problemi, causati da un annoso bug di Firefox che si trascina da tempo e che sembrava risolto con la versione 2 del popolare browser, ma che si è inesorabilmente ripresentato con la versione 3.
In pratica capita che, a volte, le windows form dell’applicazione, restino come “appiccicate” al puntatore del mouse.
Inoltre è possibile notare un fastidioso ritardo tra il movimento del puntatore del mouse e l’evidenziazione della voce di menu.

Con Opera si presenta il medesimo ritardo, ma di entità nettamente inferiore, ed un piccolo difetto di visualizzazione della grid quando la si trascina orizzontalmente agendo sulla slide bar.

Davide ed il suo staff, stanno comunque alacremente lavorando per risolvere questi problemini.

Per i curiosi è possibile scaricare da qui un report con una sintesi dei principali difetti riscontrati.

E’ inoltre possibile scaricare l’intero codice sorgente dell’applicazione weD, scritto in C#, che può essere liberamente ficcanasato con un IDE tipo  Visual C# Express 2008, gratuito.
weD application in Visual C# Express 2008

In questo modo, per chi ha un po’ di dimestichezza con lo sviluppo di applicazioni desktop, è semplicissimo rendersi conto quanto, con WDF, il paradigma di sviluppo delle applicazioni weD sia simile a quello delle applicazioni stand alone.

Come sempre, ogni commento, parere, segnalazione è la benvenuta.
Feedback riguardo al funzionamento dell’applicazione weD con browser meno diffusi, una manna.

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,sviluppo,web,weD,WDF,Evoluzione Sistemi,applicazioni web

Tastiera virtuale ad ultrasuoni per iPhone

 Scritto da alle 00:15 del 04/02/2009  2 Risposte »
Feb 042009
 

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Un team di ricercatori giapponesi ha sviluppato un innovativo sistema a ultrasuoni (Airborne Ultrasound Tactile Display) in grado di stimolare il senso del tatto.
In questo modo è possibile ricevere la sensazione di toccare oggetti solidi inesistenti.

Il dispositivo realizzato da Takayuki Iwamoto dell’Univeristà di Tokio emette ultrasuoni, non percepiti dall’orecchio umano, che si propagano nell’aria attraverso una serie di compressioni come tutte le onde sonore.
Quando molte di queste onde interferiscono tra loro in un unico punto, si sommano e generano la sensazione di un oggetto solido, che in realtà altro non è che “aria compressa in vibrazione”.
Per avere una vaga idea di questo fenomeno provate a mettere la mano aperta davanti a una cassa dell’impianto hi-fi di casa mentre ascoltate un brano dove bassi e tamburi hanno un ruolo importante.

Suoni da toccare.
Il sistema messo a punto da Iwamoto utilizza una videocamera per tracciare la posizione della mano dell’utente e spostare di conseguenza il punto di sovrapposizione delle onde, così da ricreare profilo e superficie del solido in questione.

Attualmente il prototipo è in grado di generare solo oggetti verticali e con una piccola forza, ma i ricercatori lo stanno sviluppando con l’obiettivo di realizzare oggetti più complessi e robusti.

I possibili utilizzi di questo sistema sono numerosi e spaziano dalla modellazione 3D ai videogame: si potrà impugnare una spada laser e magari anche farsi male tirando un pugno al mostro di turno. :XD

Una tastiera per l’iPhone.
Alcune applicazioni di questa tecnologia sono già sul mercato: i ricercatori dell’Università di Glasgow hanno messo a punto una modifica per l’iPhone che, grazie alle vibrazioni, riproduce la sensazione tattile di una tastiera quando si sfiorano i tasti virtuali del telefonino Apple.
In pratica ad ogni pressione di un tasto virtuale vengono associate una vibrazione da 175 Hz della durata di 70 millisecondi e una da 100 Hz per 50 millisecondi quando si solleva il dito.
Questa applicazione permette di percepire i bordi dei tasti virtuali riproducendo nell’aria l’equivalente tattile dei margini dei tasti reali.
Chi vuol regalare una tastiera al proprio iPhone può scaricare il necessario a questa pagina e seguire le istruzioni (funziona solamente su iPhone “sbloccati”).

Fonte

Technorati Tag: ,,tecnologia,,

Interfaccia touch

 Scritto da alle 10:01 del 27/01/2009  7 Risposte »
Gen 272009
 

Finger touch
Da sempre sono convinto che la modalità di interazione touch o multitouch, non possa essere applicata alle interfacce standard attuali, come quella di Vista, Leopard, Ubuntu, ecc., senza opportune modifiche, meglio definibili con stravolgimenti.
Il motivo mi sembra facilmente comprensibile: sono pensate per l’interazione con un puntatore di dimensioni ridotte, come il puntatore del mouse o quello di un pennino.

Con le GUI attualmente più diffuse, l’introduzione del touch/multitouch ha perciò un’utilità molto limitata, e viene utilizzata, a mio parere, più per scopi di marketing che per incrementare realmente la fruibilità del device su cui è implementata: il touch ed ancor più il multitouch “tira”, come si sul dire.

L’interfaccia di Windows 7, da questo punto di vista, mi sembra per alcuni aspetti ancora molto marginali  un punto di transizione tra l’interfaccia XP-style e un’interfaccia interamente pensata per l’interazione con un dito (es.: iPod Touch e iPhone): forma e dimensione del pulsante presente in alto a sinistra in Office 2007 e del pulsante Start di Vista, mi avevano già fatto pensare che si stesse in un certo modo trainando l’abitudine degli utenti alle interfacce future, quelle touch, utilizzabili con oggetti di forma e dimensione adeguata; l’interfaccia di Windows 7 ha rafforzato questa sensazione, anche se, a mio parere, siamo ancora molto lontani da come un interfaccia touch dovrebbe essere.

Asus con due modelli di EeePC fornisce, a mio modo di vedere, due esempi concreti dei due aspetti appena evidenziati:

  • EeeTop, l’all-in-one di cui avevo parlato in passato quando ancora si pensava che il suo nome sarebbe stato Eee Monitor, con touchscreen.
    Il sistema operativo è però Windows XP con interfaccia standard; Asus si è limitata ad inserire un’utility (Easy Mode), per facilitare l’utilizzo del pannello touchscreen, che fa uso di larghe icone che si possono facilmente toccare per avviare l’applicazione desiderata.

    In questo caso, a mio parere, l’interfaccia touch, più che un’utilità pratica immediata, ha lo scopo di cavalcare la cresta dell’onda del successo che le interfacce touch stanno registrando da quando Apple ha lanciato l’iPhone.

  • EeePC T91 e T101, il tablet EeePC presentato al recente CES 2009, è invece dotato di una nuova interfaccia, con grandi icone e una dock sul basso dello schermo, dalla quale lanciare e gestire le applicazioni. In nuovo ambiente desktop è poi dotato di effetti 3D ed animazioni interessanti, in linea con le richieste degli utenti attuali.

    Mi sbaglierò, ma la mia sensazione è che questa nuova interfaccia abbia qualche relazione con Windows 7 (che sia così Windows 7 sui tablet PC?)

La nuova interfaccia dei Tablet EeePC della Asus è l’esempio di come dovrebbe essere un’interfaccia touch per essere veramente fruibile con le dita: completamente diversa da quelle che conosciamo, con oggetti di adeguate dimensioni, menù completamente diversi, etc.
Ciò non significa che ritenga queste interfacce (allo stato attuale) più comode delle classiche GUI progettate pensando al mouse.

Probabilmente lo diverranno; ci son voluti anni di evoluzione per ottenere gli ottimi risultati delle GUI attuali, probabilmente ce ne vorranno altrettanti perchè le interfacce touch e multitouch risolvano gli inevitabili problemi che ogni novità si porta dietro.

Basti pensare che le gestures, cioè quei movimenti delle dita che corrispondono a comandi impartiti al computer, devono affrontare un problema che nelle interfacce grafiche attuali è meno importante: il significato del gesto corrispondente ad un comando dovrà probabilmente essere il più possibile alla gestualità nel mondo reale.
Ad esempio la modalità con cui è implementato lo zoom in tutte le interfacce multitouch attuali (due dita che si distanziano o si riavvicinano l’una all’altra) è estremamente mnemonica e richiama un gesto comune.
Mettere tre dita sulla superficie touch per abilitare il passaggio da un’applicazione all’altra (vedi multitouch degli EeePC), non lo è altrettanto.
Il rischio è quello rappresentato da numerose shortcut da tastiera, di difficile memorizzazione in quanto hanno scarsa attinenza con parole comunemente utilizzate (soprattutto per lingue diverse dall’inglese).
Ora immaginate di poter interagire con il computer solo tramite numerose combinazioni di tasti difficili da ricordare…un inferno, no?
Il problema si pone se l’interazione potrà avvenire solo (o in prevalenza) tramite gestures, che appunto equivalgono, in questo senso, a scorciatoie da tastiera.

Lo stesso problema, cioè il richiamo immediato ad un significato facilmente comprensibile, esiste, accentuato rispetto ad ora, nelle icone.
E’ presumibile infatti che in queste interfacce ogni oggetto sarà rappresentato da un’icona; il testo sarà utilizzato con meno frequenza perchè occupa tanto spazio, troppo spazio in un’interfaccia che deve disporre numerosi oggetti di dimensioni adeguate.
Attualmente alcune lacune sono meno evidenti, perchè vengono aggirate e colmate con altri metodi: si ad esempio pensi al baloon esplicativo che compare quando si passa con il mouse sopra un oggetto; ma nell’interfaccia touch non esiste “un puntatore”, e non lo si può far passare su un oggetto per ottenere lo stesso aiuto.

I menù avranno, giocoforza, un aspetto nettamente diverso da quello a cui siamo abituati.
Gestures e limitato ricorso al testo amplificano la necessità che gesti ed icone richiamino con una certa facilità al significato implicito del comando.

Questi problemi non sono nuovi, ne’ assenti con le interfacce attuali, ma anni di abitudine all’uso, il consolidamento di standard de facto ed il ricorso a palliativi, rendono meno pressante l’eventuale  carenza.

Technorati Tag: ,,multitouch,Asus,EeePC,,

Contro Clickjacking solo il duo Firefox NoScript

 Scritto da alle 15:10 del 17/11/2008  6 Risposte »
Nov 172008
 

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Robert Hansen e Jeremiah Grossman, due ricercatori americani, hanno recentemente messo in evidenza un nuovo e allarmante sistema di attacco contro i browser.
Si tratta del Clickjacking (letteralmente “scippo dei click”), una nuova minaccia potenzialmente molto pericolosa che consiste nel catturare con l’inganno il click del mouse ridirigerlo su un oggetto diverso da quello che l’utente intendeva cliccare.

Si tratta di una vulnerabilità cosiddetta zero-day (gli zero-day o 0day sono tipi d’attacchi informatici che sfruttano bug software non ancora noti  ai produttori del software ne’ tanto meno agli utenti e per il quale non esistono patch.
Tutti i browser in circolazione sono affetti da questa grave vulnerabilità e solo i browser molto vecchi e quelli puramente testuali ne sono immuni (esempio Lynx e Links).

Come funziona il Clickjacking?
L’hacker può agire in due modi differenti:

1) Manipolare un Javascript in modo da modificare il collegamento ad un indirizzo esterno;
2)
Creare Inner Frame trasparenti, cioè delle cornici html invisibili all’utente, capaci di collegare una parte della pagina ad un sito web diverso.

Esempi: l’utente fa click su un link per accedere ad una pagina web e questa sua azione viene ridiretta a sua insaputa su un pulsante per attivare una certa azione.

Oppure, pensiamo ad un utente con router wireless autenticato per poter andare su un sito legittimo; in questo caso l’hacker potrebbe creare un iframe che ridirige il click dell’utente su un pulsante che invia un comando al router router, ad esempio quello di cancellare tutte le regole che riguardano il firewall, esponendo il computer ad un possibile attacco su più larga scala.

O ancora potrebbe nascondere in un iframe un programma che l’utente potrebbe avviare cliccandoci inconsapevolmente sopra.

Insomma, sfruttando questa vulnerabilità, è possibile costringere l’utente a fare quasi qualunque cosa all’interno di una pagina web.
Anche al momento questo meccanismo viola semplicemente le regole della privacy e viene utilizzato per scopi pubblicitari, e fino ad ora i più colpiti sono soprattutto i siti di giochi interattivi in flash, in cui l’utente si trova ad usare di più il mouse e quindi aumenta il rischio di click ‘rubati’.

Come difendersi dal Clickjacking?
Il Clickjacking sfrutta un difetto strutturale sul modo in cui funziona il browser, non può essere risolto con una semplice patch.
Anche le ultime versioni d’Internet Explorer (compresa la versione 8), Safari, Opera  e Firefox 3 sono vulnerabili.
L’unica cosa che si può fare è quella di  disabilitare gli script del browser ed i plugin.

Oppure (per fortuna c’è un oppure…..) l’unica difesa efficace consiste nell’utilizzare Firefox abbinato al estensione NoScript.

Perché ho parlato di Clickjacking?
Perché oggi, utilizzando la dashboard di WordPress ho avuto una sorpresina:

Oooopssss.....

Ora, sperando che si tratti solo di un falso allarme, non posso che ringraziare NoScript che mi ha rilevato la potenziale minaccia.

Technorati Tag: ,,,sicurezza,
Nov 162008
 

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In pochi sanno che gli EeePC della Asus, a partire dal modello 900 in poi, sono dotati di un touchpad multitouch della Elan.
in molti si lamentano che non è facile reperire l’elenco delle gestures e dei comandi ad esso associati per poterlo sfruttare al massimo, e che il manuale in dotazione è alquanto carente da questo punto di vista.

Per venire incontro alle esigenze di coloro che hanno questo problema, ho trovato una semplice demo dei gesti possibili con lo SmartPAD degli EeePC:
[kml_flashembed movie=”http://www.emc.com.tw/eng/images_ef/bar_e9.swf” height=”450″ width=”450″ /]

Segnalo inoltre la disponibilità di un driver per Windows XP aggiornato che promette di migliorare la sensibilità e la funzionalità dello SmartPAD.
E’ possibile scaricarlo da questo link.
Prima di installarlo – Click con il tasto destro sull’icona “Risorse del computer” presente nel desktop;
– Selezionate la scheda “Ripristino configurazione di sistema“;
– Verificate che lo stato delle unità sia “Monitoraggio
Creazione automatica punti di ripristino

In questo modo che, se qualcosa non va per il verso giusto, possiate sempre ripristinare il sistema allo stato precedente l’installazione del nuovo driver.

Vi consiglio poi di tenere d’occhio questa pagina in cui vengono pubblicati eventuali aggiornamenti.

Technorati Tag: howto,EeePC,multitouch,smartpad,,ASUS

In arrivo Apple MacBook Touch

 Scritto da alle 00:15 del 27/07/2008  7 Risposte »
Lug 272008
 

MacBook Touch

Si iniziano ad avere le prime anticipazioni su futuri prodotti che utilizzeranno l’interfaccia multitouch implementata sull’iPhone e l’iPod Touch da Apple ed ancor meglio in Surface di Microsoft.
Con il MacBook Touch di Apple, previsto in arrivo ad ottobre 2008, l’area in cui l’interfaccia touch agisce comincia ad essere un po’ più adeguata dei minuscoli 3,5” dell’iPhone.

Però c’è ancora qualcosa che non mi convince.
L’interfaccia grafica normale non può essere adatta al multitouch o al touch con le dita, e rischia anzi di essere estremamente scomoda.
Per esempio, guardando l’immagine del MacBook sopra riportata, immaginate di voler ingrandire una finestra alla sua dimensione massima; le tre icone che rappresentano i pulsanti associate al comando sono molto vicine, vanno bene se devo utilizzare il puntatore del mouse od un pennino, ma sono troppo vicine per essere utilizzate con le dita.
Sono convinto perciò che l’arrivo sul mercato dei pannelli multitouch imporrà un ripensamento delle interfacce grafiche, che andranno adattate sia alle nuove dimensioni del puntatore utilizzato (il nostro dito) ed anche per poter sfruttare al massimo le potenzialità (abbiamo 10 dita con cui è possibile un nuovo alfabeto di gestures corrispondenti a comandi).
Insomma avremo un’interfaccia grafica da utilizzare con il mouse oppure un pennino, ed una da utilizzare con il touch delle dita.

Inoltre, anche la dimensione dei pannelli multitouch dovrà essere adeguata (penso che la dimensione minima sia circa 22”). Sui tablet PC il touch ha senso solo se si utilizza un pennino oppure se si adottano interfacce appositamente studiate per il touch/multitouch con le dita.

Fonte

[ratings]

Technorati Tags: Apple-fan,MacBook Touch,intrerfacce