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Interfacce

Passare a Windows 8 senza farsi troppo male

 Scritto da alle 06:27 del 22/05/2013  4 Risposte »
Mag 222013
 

windows-logo-flag-field

Ci sono parecchi motivi per cui varrebbe la pena installare Windows 8 sui nostri desktop:

Spazi di archiviazione, reinizializzazione & reinstallazione, le prestazioni migliorate, maggiore sicurezza, il nuovo task manager, la gestione dell’energia, il supporto all’hardware più recente, la gestione delle immagini ISO e dei dischi virtuali, sono solo alcuni dei motivi per cui varrebbe la pena passare a Windows 8.
In più Microsoft ha adottato una politica dei prezzi molto aggressiva rendendo economicamente attraente l’aggiornamento.

Purtroppo però, come ho più volte avuto modo di scrivere, ritengo che la nuova interfaccia funga da freno all’adozione del nuovo sistema operativo di Microsoft e contribuisca a celare, più che a valorizzare, le buone novità che Windows 8 porta con se: la doppia interfaccia Modern UI/Desktop, il balletto tra una e l’altra a cui è spesso costretto l’utente e le varie incongruenze ed incoerenze che la scelta effettuata a Redmond ha comportato, rendono a volte frustrante l’esperienza d’uso per l’utente, ed è motivo valido per snobbare un sistema operativo che, probabilmente, è il più avanzato a disposizione dell’utente medio.

L’interfaccia utente è in grado di valorizzare le funzioni di un’applicazione, oppure di renderle inusabili.
L’utente spesso preferisce applicazioni con funzioni più basilari, meno evolute, perché un’interfaccia utente ben progettata gli consente una maggiore facilità d’uso.
Che me ne faccio di un’applicazione potentissima se la sua interfaccia rende l’esperienza d’uso frustrante e faticosa, o il sistema quasi inusabile?

Purtroppo, con Windows 8, Microsoft sembra aver commesso l’errore madornale di “confezionare” un ottimo sistema operativo con un’interfaccia di default che segna un clamoroso passo indietro, sotto molti punti di vista, rispetto ai risultati ottenuti fino a Windows 7.

E non mi riferisco ai gusti personali, non intendo dire solo che a me Metro UI non piace, ma intendo affermare che ci sono principi di usabilità che sono stati ignorati, quando non proprio calpestati senza ritegno!
Chi si occupa di usabilità coglie al volo le cose che non vanno; per gli altri, che vogliono avere un’idea dei problemi che impediscono a Windows 8 di dare il meglio di se’, consiglio la visione di questo simpatico video, che spiega alcune incongruenze in modo molto amichevole.

Windows 8 è inusabile…?

 

Per i desktop c’è però la possibilità di installare Windows 8 ma continuare ad utilizzare la nota e eccellente interfaccia grafica di Windows 7.

E’ sufficiente installare StartIsBack, una utility che consente di impostare l’ambiente desktop come default, saltando lo Start Screen della Modern UI e tuffandosi direttamente nel desktop ad ogni avvio.

Ovviamente, per masochisti, curiosi e temerari, è sempre possibile accedere comodamente allo Start Screen e quindi alla Modern UI con tutte le sue belle app (ancora poche e spesso mal fatte in verità).

StartIsBack offre diverse features e risulta parecchio personalizzabile, essendo in grado di accontentare persone con gusti molto differenti.

E’ disponibile per il download una versione di prova che dura 30 giorni; esaurito il periodo di prova si può acquistare l’applicazione ad un prezzo realmente irrisorio ($3,00, meno di 2,5 Euro, per la versione installabile su 2 PC, $5,00, meno di 4 Euro per quella installabile su 5 PC).

Insomma, prendere capra e cavoli si può.

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iPad ed usabilità

 Scritto da alle 06:27 del 15/03/2012  3 Risposte »
Mar 152012
 

Draft-iPad

Fa quasi parte dell’immaginario collettivo l’assunto che l’iPad sia un oggetto caratterizzato da un’alta usabilità ed intuitività.

Ma c’è chi, come me, sostiene il contrario.

Innanzitutto, l’iPad funziona in simbiosi con iTunes (Mac o Windows) e qui sorge il primo problema: l’utente all’atto dell’acquisto può non aver ricevuto questa informazione che scopre solo aprendo la confezione e lo scarno foglietto di istruzioni allegato. A questo punto l’utente deve collegare l’iPad al computer e lanciare iTunes.

L’utente scopre a questo punto che l’iPad è completamente dipendente da iTunes.

 

Il seguito lo potete leggere qui.

A prescindere da altre considerazioni relative ai prerequisiti non citati all’atto dell’acquisto (“per usare l’iPad ti serve un computer con iTunes”), se per usare un iPad sono obbligato ad avere a che fare con iTunes, è lecito mettere sulla bilancia che pesa l’usabilità dell’aggeggio anche l’intuitività e l’usabilità degli strumenti senza i quali è impossibile il suo utilizzo?
A mio parere non solo è lecito ma doveroso.

Con l’iPad effettuare operazioni relativamente semplici è una sorta di Odissea (spostare un contenuto da qui a lì ad esempio); questo grazie a limitazioni che fanno a capo al progetto ed alla interfaccia.

Supponiamo di voler salvare un documento PDF scaricato da Internet su un pen drive.
Con un computer l’operazione è relativamente semplice e, almeno su Windows 7, richiama il modello concettuale dello spostamento (clicco sul mio PDF e lo trascino sul pen drive) o dell’invio altrove (click col tasto destro –> invia a-> pen drive), pur mantenendo la possibilità di effettuare l’operazione tramite il comando il copia/sposta-incolla da menù.
Fatelo con l’iPad e poi tornate a parlarmi di usabilità ed intuitività.

Il problema, ovviamente, non è del solo iPad, ma coinvolge,  la maggior parte (tutti?) dei tablets in commercio.
Ma mentre per gli altri tablets si da’ per scontato che certe operazioni siano necessariamente più complicate da eseguire, per l’iPad, che soffre degli stessi problemi, si da’ per scontato l’esatto contrario.

A proposito di PDF

Ora l’utente vorrebbe importare degli e-book in formato PDF nel suo iPad. Dato che non c’è una presa per chiavetta USB sull’iPad, l’utente deve cercare su Google la soluzione.

Se leggere un ebook in formato PDF mette a dura prova l’usabilità di un oggetto che viene spacciato come la soluzione ideale (o quasi) per questo tipo di cose, la dice lunga sull’usabilità complessiva che ci si deve aspettare.

Si scopre che si può usare iTunes per importare i PDF aggiungendoli alla libreria del programma. L’utente lo fa, clicca su Books in iTunes e sincronizza i PDF importati sul suo iPad. Ora l’utente pensa che può finalmente leggere i suoi libri. In realtà l’iPad non può farlo direttamente, ma ha bisogno di una app (chiamata iBooks) che si scarica sull’Apple Store.

L’app è gratuita, ma per scaricarla l’utente deve avere un account attivo sull’Apple Store. Quindi deve inserire il suo Apple ID (la sua email) e la password per scaricare l’app. Se l’utente non ha un account (cosa probabile se l’utente non aveva mai usato iTunes prima d’ora) deve crearne uno.

L’utente crea l’account, scarica l’app in iTunes, quindi clicca su App e importa l’app sul suo iPad. A un certo punto compare un messaggio di errore: l’importazione è fallita perché il computer non è autorizzato ad usare l’account appena creato. Quindi l’utente deve autorizzare il computer, ripetere la procedura di importazione e alla fine vede comparire l’icona della app sul desktop del suo iPad.

Alla faccia del “It just works” di Jobsiana memoria…

In realtà l’usabilità dell’iPad sarebbe di molto superiore se Apple non l’avesse infarcito di limiti ed ostacoli volti ad indurre l’utente ad utilizzare il tablet in un certo modo, un modo che consenta ad Apple, cioè, di controllare le modalità di utilizzo e tradurle in denaro (che per l’utente equivale ad ulteriori spese).
In sostanza, perciò, un qualsiasi tablet non prodotto da Apple e privo di queste limitazioni è, almeno teoricamente, avvantaggiato rispetto al problema dell’usabilità.

Jacob Nielsen, guru dell’usabilità, ci va giù pesante sull’iPad; interessantissimi sono i report che illustrano i risultati di due ricerche sull’usabilità degli iPad realizzate dalla Nielsen Norman Group, la cui lettura consiglio a tutti.
Il primo, datato 2010 riguarda l’iPad 1, il secondo, del 2011, è relativo alla ricerca effettuata sull’iPad 2.

C’è chi obietta che la ricerca Nielsen è incentrata sull’usabilità delle apps e non dell’iPad; ma non si può dapprima tessere le lodi dell’iPad visto come ecosistema che comprende anche l’impressionante mole di apps scritte per il tablet Apple, e poi sottrarre questo ecosistema quando non conviene più.
L’iPad è stato progettato per essere privo di porte che quasi tutti diamo per scontate nei dispositivi moderni, per essere dipendente totalmente da iTunes e valorizzato dall’App Store ed il suo sterminato numero di apps.
Ed è questo insieme che va valutato quando si parla di usabilità.

Dire che l’iPad è un esempio di usabilità è, a mio parere, un errore di valutazione che sarebbe meglio evitare.

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Feb 092012
 

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Negli anni ne ho provati a decine, ma credo che il miglior programma per le radio via web sia TapinRadio di RaimerSoft, gratuito.
Potrete perdervi tra le oltre 16mila Basito stazioni, suddivise per area geografica/nazione, genere o rete.
Ce ne sono pure due dell’Antartico!!
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Una cosa che apprezzo molto è la possibilità di registrare la radio che ascolto.
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TapinRadio è scaricabile sia in versione installabile che in versione portable per Windows XP/Vista/7.
Attenzione che la procedura di setup propone l’installazione della toolbar babylon; se non i interessa deselezionate l’apposita voce.

Se vi interessa poter vedere anche le TV via Web, date un’occhiata a RamaRadio, sempre di RaimerSoft, sempre gratis, un po’ meno spartano, molti canali radio in meno.
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Buon ascolto.

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Ott 162011
 

(C) Jorge Ilieff

La mia banca mi consente di pagare online il modello F24, ma non l’F23, che serve per versare, tra le altre, l’imposta sui contratti di locazione registrati.
Idem le Poste: si l’F24, no l’F23.

Dato che da anni usufruisco dei servizi online che l’Agenzia delle Entrate eroga agli utenti abilitati, vado sul sito, accedo all’area riservata e seguo il percorso logico che mi porta a pagare qualcosa:

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Sembrerebbe che tramite il servizio online si possano pagare solo i modelli F24, ma non gli F23.

Mi rituffo nella ricerca su Google e trovo indicazioni per pagamenti online che sono obsolete: si parla di Poste, di “…ormai tutte le Banche..” e sembrerebbe che dal sito dell’Agenzia delle Entrate sia possibile compilare l’F23 ma non pagarlo.

Ho appena deciso di desistere e rassegnarmi all’idea che devo recarmi in Banca per pagare questo accidenti di modello F23 quando, navigando a caso nel sito dell’Agenzia delle Entrate, clicco sulla voce Registrare contratti di locazione
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…e così scopro casualmente che è possibile effettuare il pagamento “…delle imposte relative ai contratti di locazione già registrati”.
Clicco sul link ed avvio la procedura che mi consente di selezionare il contratto la cui imposta devo versare ed effettuare il pagamento indicando i dati del c/c bancario su cui addebitare l’importo.
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La procedura graficamente ti riporta indietro agli anni ‘90, ma funziona ed alla fine, senza nessun intoppo o complicazione, consente di effettuare la comoda operazione di pagamento online.

Ora una considerazione: se mi fossi arreso all’evidenza, lunedì mattina sarei stato tra i tanti a fare una coda allo sportello di una banca per versare un’imposta che invece si può agevolmente pagare online.
Non smetterò mai di sottolineare l’importanza dell’usabilità delle interfacce.
In questo caso un grave errore semantico mi aveva portato fuori strada: per pagare un’imposta è corretto consultare la sezione Servizi per->Pagare, non certo quella relativa alla registrazione di un contratto.
Altra incongruenza è quella che nella sezione adibita alla registrazione di un nuovo contratto di locazione, si possa pagare l’imposta per i soli contratti già registrati Sorpresa.

Della serie: come perdersi in un bicchier d’acqua

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Ott 042011
 

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L’interfaccia Metro non mi piace.
Possibile che un’interfaccia minimalista debba necessariamente essere anche rozza?
Quando passo da Windows 7 a Windows 8 mi sembra di tornare indietro nel tempo.
So che a molti questa può suonare come un’eresia, ma dopo aver speso non poche energie per realizzare l’interfaccia molto curata (anche graficamente) e funzionale di Windows 7, si passa a Windows 8 (o meglio, a quel che è Windows 8 per quel che ce l’hanno fato vedere fino ad ora, nella developer preview) e ci si ritrova…Metro
Può piacere o meno; a me, decisamente, non piace.
E chiudo qui la parentesi relativa a considerazioni di carattere prettamente soggettivo.

Ora però vorrei andare sulla sostanza della mia critica all’interfaccia di Windows 8.
Parlo di usabilità ed intuitività.
L’interfaccia Metro adottata con Windows 8 perde moltissimo in termini di usabilità, di efficienza ed efficacia se paragonata a quella di Windows 7 (che, a mio parere, da questo punto di vista non ha rivali).
L’utilizzo di Windows 8 risulta, per molti aspetti, per nulla intuitivo.
Esempi:

  1. Pulsante Start.
    Invisibile e senza indizi della sua esistenza fino a quando il puntatore del mouse non finisce sotto l’angolo sinistro dello schermo.
    Cosa che, ovviamente, capita fin troppo spesso quando si cerca di scorrere verso sinistra il ribbon che contiene le tiles 🙁
    Il pulsante Start, in Windows 7 aveva raggiunto l’apice dell’utilità e praticità; là (in Windows 7 intendo) non è solo un pulsante per il lancio di applicazione, ma anche un’utilissima scorciatoia a tantissime funzioni altrimenti raggiungibili con una carriola di click.
    La search box del pulsante Start (tanto comoda là) è stata spostata ad un click di distanza e smembrata in tre parti: ricerca di Apps, di Settings e di files. (*)
    Lo scheduler lo cerco tra le Apps o tra i Settings?
    Ah, già non importa. Lo trovo comunque in entrambi i casi. Ma con nomi diversi!!! (“Shedule tasks”, con relativa icona, se cercate in Settings e “Task scheduler”, con icona differente 😐 se cercate tra le Apps).
    Stessa cosa per i servizi…
    Alla faccia della coerenza.
    Fateci caso: per fare le medesime operazioni con Windows 8 occorrono un numero di click >= (= quando va bene!) a quelli necessari per svolgere il medesimo compito con Windows 7.
  2. Spegnere/riavviare il computer.
    Ad un utente che non ha mai visto Windows 8 date in mano un PC / Tablet e chiedetegli di eseguire questa semplice operazione.
    Poi, con pazienza, sedetevi e cronometrate quanto tempo ci mette a svolgere questo semplicissimo task.
    Vi sembra logico che per spegnere/riavviare il PC si debba clikkare sul pulsante Start e poi scegliere la voce Settings (??)
    A me no.
    E prego notare che l’operazione, ancora una volta, è stata spostata qualche click più in là.
  3. Uso del tasto destro del mouse.
    Nell’interfaccia Metro è quasi inesistente quell’intelligente e dinamica lista di task a cui si aveva rapido accesso con il click del tasto destro del mouse.
    Appare abbastanza lampante che l’interfaccia Metro sia pensata per dispositivi touch (in cui comunque il tasto destro del mouse può essere emulato in modo coerente e paratico, con una pressione prolungata).
    Ma allora perché me la ritrovo di default su qualunque device su cui ho installato Windows 8?
    Sarebbe stato così utile fare il pin della tile di un’applicazione con il tasto destro….
    Invece è sembrato logico usare il tasto destro per consentire l’unpin, ma il percorso Start->Search (?) per il pin.
    Come se per spegnere una lampadina si agisse su un interruttore posto nella stanza in cui la lampadina è collocata, ma per riaccenderla occorresse andare in un’altra stanza chiamata “magazzino”.
  4. Internet Explorer 10.
    Provate ad utilizzarlo navigando uno di quei siti che hanno la simpatica abitudine di aprire nuove finestre ad capocchiam.
    La navigazione diventa un’Odissea.
    E quando la pagina web viene visualizzata in full screen, come cacchio si fa a riavere la barra degli indirizzi con i pulsanti di navigazione?
    Ah, già! Col tasto destro del mouse….
    Problemino semplice semplice: voglio conoscere la versione di Internet Explorer che gira sul mio PC/Tablet.
    Come faccio a scoprirla?
    No…usare la desktop view non vale….
    Allora, come si fa?
    E per passare da una pagina web all’altra supponendo che siano entrambe aperte in “tab” diversi?
    Sempre col tasto destro…e l’operazione, con Internet Explorer Metro style ancora una volta risulta qualche click più in là rispetto a quanto è possibile fare con la versione utilizzabile nella desktop view.
    Se poi si chiude una tab per errore, il tanto comodo “Reopen Closed tab” non è accessibile se non con IE in Desktop View.
    Insomma, Internet Explorer lanciato dalla tile dello Start Screen fa veramente … Nauseato
  5. Interfaccia Desktop
    OK, l’interfaccia “Desktop” (per così dire) c’è sempre, come la conosciamo noi.
    O quasi.
    Perché se, una volta visualizzato il Desktop, si preme il pulsante Start, si viene immediatamente catapultati in Metro.
    Mi stupisco che qualcuno lo trovi un comportamento logico…

Per il momento mi fermo qui.
Ho un elenco telefonico di cose che non vanno, dal punto di vista dell’usabilità e dell’intuitività dell’interfaccia grafica di Windows 8.

A mio parere l’errore di fondo è quello di ritenere che sia questo il modo di realizzare un’interfaccia che sia adatta a qualsiasi tipo di dispositivo.

Ma un dispositivo che si utilizza con le dita ed uno che si utilizza con mouse e tastiera non possono avere la stessa interfaccia.
O meglio, se si opera la scelta di adottare un’interfaccia comune, questa sarà necessariamente un compromesso tra l’optimum per un caso e l’optimum per l’altro, perdendo qualità da una parte e dall’altra.
L’alternativa, sarebbe quella di realizzare un’interfaccia che consentisse di svolgere le stesse operazioni agendo su qualunque device allo stesso modo, accedendo allo stesso insieme di comandi a cui andrebbero aggiunte funzionalità specifiche del sistema di input in uso.
E, ad occhio, mi pare impossibile trovare la quadratura quando gli estremi sono UN puntatore o DIECI dita…

A prescindere dai miei gusti personali, avrei fatto diversamente: avrei utilizzato di default l’interfaccia Metro (in mancanza di meglio…) sui dispositivi che “si presentano” al sistema operativo come dotati di interfaccia touch, e la classica interfaccia Desktop per quelli dotati di dispositivi di input tradizionali.
Lasciando la libertà all’utente di cambiare l’impostazione di default a piacimento.

Inoltre, uno che sceglie l’ambiente con interfaccia Desktop, là dovrebbe restare fino a scelta contraria.
Invece ogni volta che si preme il pulsante Start, si ripiomba in Metro.

Stavolta credo che, se Windows 8 non avrà successo, sarà a causa della sua interfaccia.
Rappresenta un balzo troppo lungo, presuppone che le cose cambino troppo e troppo in fretta.
Sicuramente arriveremo un giorno a non utilizzare più mouse e tastiera, ma non credo che la cosa avverrà nei prossimi mesi.
Microsoft sembra invece puntare tutto su tablet e periferiche di input touch mandando quasi al macero un risultato eccellente (l’interfaccia di Windows 7) ancora fresco di conquista.

Sono scettico che un parco utenti che risulta ancora restio a mollare Windows XP (soprattutto in certi ambienti aziendali dove, quando non ci sono oggettive motivazioni, la miopia regna sovrana) possa allegramente e con entusiasmo abbracciare un paradigma totalmente diverso.
Anche perché non mi pare rappresenti un miglioramento determinante in termini di aumento di produttività. Tutt’altro.

Mi piacerebbe il vostro illuminato parere (astenersi Fudders pelase) Occhiolino

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