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Hardware

Dic 212011
 

Dopo aver installato una stampante laser HP, capita che, del tutto casualmente, emetta una pagina con la scritta:

GET /DevMgmt/Discoverytree.xml HTTP/1.1

La soluzione, nella stragrande maggioranza dei casi, è molto semplice:

  • Click col tasto destro sulla stampante incriminata
  • Scegliere proprietà
  • Occorre cercare una scheda in cui siano elencate le Opzioni installabili; l’esatta posizione cambia a seconda del modello della stampante.
    In una HP LaserJet P2055d si trova nella scheda Impostazione periferica

    image

  • Cercate l’opzione Notifica stato stampante e disattivatela.

Recensione naif del mio Samsung Galaxy Note

 Scritto da alle 15:02 del 16/12/2011  12 Risposte »
Dic 162011
 

Sul Galaxy Note troverete in rete recensioni di ogni tipo, tabelle, video, benchmark, confronti con questo e quello, guerre di religione tra Android-fan ed Apple-fan.
Di tutto insomma, nel bene e nel male.

Prima di addentrarmi in considerazioni personali dopo un mese esatto di utilizzo, mi permetto di segnalarvi quella che ritengo la miglior recensione del Samsung Galaxy Note che ho visto fino ad ora ed un video confronto in cui è possibile apprezzare la netta superiorità delle prestazioni del Galaxy Note rispetto all’iPhone 4s e al Nokia Lumia 800.

Il Galaxy Note non è molto maneggevole…
…se ci si aspetta di avere a che fare con un classico smartphone; ben presto ci si rende conto che, per poterlo utilizzare per tutto ciò che non è semplicemente telefonare, occorre usare entrambe le mani; una regge, l’altra impartisce i comandi attraverso l’interfaccia grafica touch.
E’ un difetto? Dipende: se uno vuol continuare a rischiare la vita inviando sms mentre guida, col Note non ci riuscirà.
Diciamo che il Note si regge in mano con la tipica impugnatura dei tablet (specificatamente quelli entro gli 8”).

C’è però un piccolo problema: in modalità landscape, impugnandolo come un tablet, occorre fare attenzione a non premere nessuno dei tasti (fisici o virtuali) che stanno proprio sotto il pollice della mano destra.
Galaxy Note Landscape

Il Galaxy Note è molto veloce.
Molto più veloce del Galaxy Nexus, del Samsung Galaxy S2 che risultava uno dei più veloci (il più veloce?) smartphone in circolazione, nettamente superiore anche all’iPhone 4s, e straccia letteralmente il Galaxy Tab 10.
Ma questa velocità non risulta evidente nel rendering dell’interfaccia, che è meno fluida di quella del Galaxy S2, soprattutto nella transizione tra le varie pagine di widgets.
La cosa impatta sulla user experience: device come iPhone e Galaxy S2 che risultano effettivamente nettamente inferiori, appaiono all’utente più prestanti, grazie alla maggiore fluidità della loro interfaccia.
Questa considerazione, ovviamente, non è più valida quando si gioca: nonostante la grande differenza di risoluzione, le prestazioni del Note sono nettamente superiori.
La differenza di fluidità è più evidente se si utilizza un launcher come Go Launcher Ex, che risulta un po’ più “pesante” di altri launcher, soprattutto di quello di default.
Per capire come ciò possa accadere occorre considerare alcune cose:

  • il Note ha una risoluzione di 800×1280 pixel (1.024.000 pixel) mentre quella del Galaxy S2, ad esempio, è di 480×800 (384.000 pixel). Il Note quindi, con lo stesso processore grafico del GS2, deve gestire quasi il triplo di pixel.
  • Una delle cose che tendono ad appesantire la fluidità dell’interfaccia sono i widgets.
    Beh, nel Galaxy Note ogni pagina contiene, di default, 25 widgets contro i 16 dei device Android con display di dimensione inferiore.

Delle due l’una: o si tratta di un aspetto che verrà migliorato con i prossimi aggiornamenti del sistema Android oppure si tratta di un errore in fase di progettazione.
Fortunatamente si tratta di una mera questione di estetica: la funzionalità e l’usabilità restano intatte.

Il Galaxy Note è grande, molto grande.
Non tanto grande, però, da non entrare nella tasca dei jeans (anche se la cosa non è affatto consigliabile, entra comodamente sia in quella posteriore che in quella anteriore), della giacca, della camicia, del borsello…
Una volta iniziato ad utilizzare il Note, vi assicuro che gli altri, compresi i già “grandi” Nexus e Galaxy S2, sembreranno ridicolmente piccini.

Pesa però solo 178 grammi! Un risultato eccellente, viste le dimensioni.
Basti pensare che sono solo 38 in più dell’iPhone, che al cospetto, appare veramente minuscolo.

Il pennino?
Lo uso quando scrivo la lista della spesa o prendo un appunto al volo mentre telefono.
In questi casi è insostituibile.
Ma soffre di alcuni problemi:

  • la posizione in cui è parcheggiato ed il modo in cui è “nascosto” nella scocca, rendono impossibile la sua estrazione senza premere il pulsante “indietro” (vi si poggia inevitabilmente il pollice mentre si estrae il pennino facendo leva con l’unghia dell’indice o del medio) e la sua estrazione alla cieca: scorrendo il dito sulla scocca posteriore la presenza del pennino incastonato è quasi impercettibile; occorre quasi sempre girare il Note per guardare quel che si fa.
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  • Il pulsante che attiva alcune funzioni utili (snapshot, gesture per tornare indietro, ecc) è tattilmente e visivamente molto ben nascosto e difficile da trovare.
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    Che cacchio costava farlo zigrinato e di un colore differente dal corpo del pennino?
  • Diversamente da una penna, il pennino non viene a contatto con la superficie su cui scrive ma sembra restare sospeso a circa 1 mm dal “foglio”; occorre abituarsi a questo offset per poterlo padroneggiare al meglio.
  • In teoria si potrebbe utilizzare con il software di riconoscimento della scrittura per scrivere a mano anzichè con la tastiera virtuale. Lassamo perde….

Chi ama disegnare, apprezzerà tantissimo la presenza del pennino che, con le tante applicazioni presenti per sfruttarlo (a partire da S Memo, in dotazione), gli consentirà di passare il tempo mentre fa la coda dal medico.
E chi sa disegnare, può anche ottenere risultati soddisfacenti, come questo esempio. 
Disegno con il Galaxy Note
Serve? Non serve? Anche in questo caso, dipende: senza contare i vari test e le prove, l’avrò utilizzato 6 o 7 volte; in quei casi ne ho apprezzato la presenza. Insomma, non è ne’ indispensabile ne’ determinante ai fini della scelta, ma il fatto che ci sia è, tutto sommato un bene: incrementa la versatilità del device.

La tastiera (virtuale)
E’ impossibile dare un giudizio parlando “della tastiera” virtuale del Note, visto il numero di applicazioni disponibili per gestirla.
La differenza sostanziale con gli altri smartphone è che, anche in modalità portrait, si può utilizzare per scrivere con entrambi i pollici, visto lo spazio sul display.
Swiftkey X
La dimensione del display, però, rende la possibilità di scrivere ad una mano un esercizio impossibile per chi ha mani piccole.
Dopo averne provate parecchie, ho preso ad utilizzare SwiftKey X che, grazie alla possibilità di auto apprendimento da Gmail, blog, SMS, Twitter e Facebook, assicura dei risultati stupefacenti, consentendomi di digitare i testi a rapidità supersonica.
Altri due aspetti che me l’hanno fatta preferire rispetto a quella di default sono la disposizione dei numeri stile tastierino numerico e la presenza delle frecce di direzione che consentono di pilotare agevolmente il cursore.

Fotocamera posteriore.
Eccellente. Mi ha colpito la qualità delle foto e, soprattutto, dei video che si riesce a realizzare con questo aggeggino da 8 megapixel.
La risoluzione massima è di 3264×2448 per le foto e 1920×1080 per i video.
Ma i valori con cui è impostata di default sono inferiori. Perchè? Boh!
Le molte possibilità di personalizzazione offerte dal software di gestione della fotocamera consentono poi di adattare le impostazioni in modo da farla rendere al meglio in diverse condizioni. Alla fine il risultato netto è quello di riuscire ad ottenere scatti decenti anche in condizioni critiche.

Fotocamera anteriore.
C’è.
E’ da 2 megapixel. Non la si usa praticamente mai, anche perchè fa foto da schifo.
Ma d’altronde è pensata per le videochiamate (alzi la mano chi fa videochiamate).
In ogni caso stratosfericamente migliore della ciofeca che si ritrova installata l’iPad 2…

Il display
Spettacolare!
La risoluzione, il nero che più nero non si può ed i contrasti fanno apparire lo schermo del Galaxy Note superiore a quello dell’iPhone 4s e del Galaxy S2 anche se, tecnicamente, non lo è affatto.
Di default si può impostare in tre modalità (dinamico, standard e filmato), in modo da regolare l’intensità dei colori ai propri gusti.
Le dimensioni dello schermo giocano un ruolo fondamentale quando si deve leggere qualcosa: che sia una pagina web o quella di un libro, poco importa. In modalità landscape, la maggior parte dei siti web sono fruibili senza che si debba ricorrere allo zoom.
Foto e video si apprezzano in maniera maggiore: guardare un film o la TV su un Galaxy Note non sembra più una forzatura.
Chi, superati i 40, comincia a soffrire di presbiopia, apprezzerà il fatto di poter tenere il Note ad una distanza confortevole senza perdere la leggibilità dei contenuti.

La batteria
Se non si passano delle ore a giocare con i videogames, anche con un uso abbastanza pesante del WiFi, arriva a sera con ancora un bel po’ di carica.
Il primo giorno, dopo 11 ore ininterrotte di WiFi, GPS e bluetooth attivi, e lo smartphone praticamente sempre in uso, avevo ancora il 31% di carica.
Non è un risultato per cui spellarsi le mani in applausi ma sicuramente invidiato da chi in questo momento si ritrova un Galaxy S2 o un iPhone tra le mani….

Qualità dei materiali e qualità costruttiva
Indubbiamente la qualità dei materiali usati per realizzare soprattutto la scocca posteriore, lascia un po’ a desiderare: si tratta di plastica, plasticaccia, plastichina.
Se paragoniamo da questo punto di vista il Note ed il Galaxy S2 all’iPhone, c’è da far arrossire quelli di Samsung.
Ma…perchè c’è un ma….il risultato finale com’è?
Finchè non si apre la scocca posteriore non ci si rende conto della povertà del materiale utilizzato per realizzarla; il tutto risulta ben assemblato, ben integrato con il corpo dello smartphone, solido, a prova di graffio, resistente, privo di gioco.
Perciò occorre distinguere la qualità dei materiali utilizzati (scarsina proprio) con la qualità costruttiva, il risultato finale ottenuto (niente male affatto).
Probabilmente la scelta è stata dettata dalla considerazione che non si perde nulla in funzionalità e si riesce a tenere il peso complessivo molto contenuto. Il che, mi pare, sia un risultato in genere più apprezzabile ed apprezzato.
Un altra differenza che ho notato con il Galaxy S2, è che il Note non scalda molto, nemmeno dopo un periodo di uso intenso (leggi videogames HD).

Prezzo
E’ alto. Ma come tutti i prodotti in  regime di concorrenza (esclusi gli Apple quindi) tende a scendere.
Presentato alla stratosferica cifra di € 699,00, si può trovare già ora sotto i 500.
Per la cronaca, l’ho pagato €565,00 comprese spese di spedizione.

Conclusioni
L’unica cosa che mi piace poco del Note sono gli inaspettati micro lag dell’interfaccia grafica; avendo giornalmente a che fare con un Galaxy S2 e sapendo che il Note era in grado di fornire prestazioni superiori, mi aspettavo una ancor maggiore fluidità, del tutto simile a quella degli iPhone.
Per il resto sono semplicemente entusiasta: a mio parere Samsung ha centrato il formato di questo tipo di device, una via di mezzo tra un classico smartphone ed un tablet.
La dimensione, la risoluzione e l’eccellente qualità del display lo rendono usabile per moltissimi scopi: anche il controllo remoto di un PC attraverso RDP o VNC diventano fattibili; l’analoga esperienza con display di dimensioni/risoluzione inferiore, diciamoci la verità, non è consigliabile.
La navigazione su Internet con queste dimensioni, questa risoluzione e questa velocità, è del tutto appagante.
Cessa di essere una soluzione d’emergenza per divenire una vera alternativa.
L’altra faccia della medaglia è che, vista la comodità, si tende ad usare troppo il Note per leggere (pagine web, facebook, Twitter, libri, documenti PDF, ecc.) molto di più di quanto accade con device con schermi di dimensioni inferiori; ma come tutti gli schermi retroilluminati, la cosa non è una manna per gli occhi, che tendono ad affaticarsi.
Occorre perciò darsi una regolata.
Consiglierei il Note? Assolutamente si. Sul mercato non c’è niente di paragonabile, niente in grado di assicurare analoga versatilità.
Con il rilascio di Android 4.0 anche per il Note, Samsung dovrebbe completare il capolavoro.

Dic 022011
 

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Little Printer di Berg Cloud è una mini stampante termica pensata soprattutto per l’utilizzo con smartphone e tablet.

Ha il simpatico aspetto di un piccolo cubo e stampa su carta termica con il tipico formato degli scontrini.

Funziona tramite i servizi web erogati da Berg Cloud e si connette via Wi-Fi attraverso un aggeggino collegato al router.
Il PC non serve.

Nel 2012 sarà possibile effettuare pre-ordini; gli interessati possono sottoscrivere la mailing list per avere notifica delle novità.

Il prezzo della Stampantina non è ancora noto.

Mi sembra un oggettino potenzialmente molto utile ed interessante per molti aspetti.
Forse segna la nascita di una nuova tipologia di prodotti cloud-based.

[Risolto] Samsung Galaxy Note non si avvia

 Scritto da alle 06:27 del 25/11/2011  6 Risposte »
Nov 252011
 

Da qualche giorno mi gingillo con il mio nuovo Samsung Galaxy Note (vedrò di fare un articolo sulle mie impressioni nei prossimi giorni).

Dopo aver fatto il root dello smartphablet, cioè quella procedura che consente di avere avere i permessi di root (administrator) su tutto il sistema, ho installato decine di app, widget e tools  di gestione per effettuare le prove.

Nell’aggiungere dei font utilizzando l’app Font Installer qualcosa non deve essere andata per il verso giusto: al riavvio il Note restava bloccato dopo aver visualizzato la scritta relativa al modello.
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Nemmeno riavviare il SG Note in modalità System Recovery (tasto volume su + tasto centrale + tasto accensione) e procedendo al ripristino delle impostazioni di fabbrica con cancellazione di tutti i dati utente (wipe data/factory reset) è servito a ridare vita al gioiellino.
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Mi sono così rassegnato all’idea che, probabilmente, l’unica soluzione sarebbe stata quella di reinstallare il sistema daccapo (installare una nuova ROM).

Ho eseguito le seguenti fasi:

  • Tramite Check Fus Downloader ho scaricato una ROM aggiornata per il mio Note (Firmware N7000XXKK9 per la Germania); il programmino ha prima scaricato un file criptato (GT-N7000_DBT_1_20111111153717.zip.enc2) che poi ha automaticamente decriptato producendo un file .zip (GT-N7000_DBT_1_20111111153717.zip)
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  • Ho estratto il contenuto del file .zip in una cartella ottenendo i files N7000XXKK9_N7000OXAKK9_N7000XXKK5_HOME.tar.md5 e SS_DL.dll
  • Ho scaricato Odin3 versione 1.85, scompattato il file Odin3 v1.85.zip in una cartella ed eseguito il file odin3 v1.85.exe

A questo punto, per proseguire è necessario eseguire la seguente procedura utilizzando Odin:

  1. Riavviare il Galaxy Note in modalità Download (tasto volume giù + tasto centrale + tasto accensione)
  2. Connettere il Note al computer tramite cavetto USB in dotazione. Odin rileverà la porta COM associata al Galaxy (nel mio caso la COM9)
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  3. Nella videata, occorre spuntare solo la checkbox “Auto Reboot” e il flag PDA
  4. Premendo il pulsante PDA si sceglie la ROM da installare nel Galaxy Note (il file N7000XXKK9_N7000OXAKK9_N7000XXKK5_HOME.tar.md5 scaricato in precedenza con
  5. Non resta che premere Start ed attendere (la procedura dovrebbe impiegare al massimo 7/8 minuti; nel mio caso poco più di 3)
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Il Galaxy Note si è regolarmente riavviato con le impostazioni predefinite dalla fabbrica e con la versione 2.3.6 di Android (anzichè la 2.3.5 che avevo in precedenza); la prima cosa che ho fatto è stata selezionare la lingua italiana per il mio il Galaxy Note.

Tutto è bene quel che finisce bene.

Nov 192011
 

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Dopo aver parlato dello steccato con cui Amazon tenta di limitare e controllare le azioni a disposizione degli utenti del Kindle Fire, ho scoperto che è possibile aggirarlo abbastanza facilmente, senza che siano necessarie pratiche di rooting (pur sempre possibili) o jailbreak.

Il problema “dell’ingabbiamento” dell’utente continua ad esistere se si utilizza per la navigazione Internet il browser Silk, preinstallato da Amazon sul Kindle Fire.

Amazon non consente l’accesso all’Android Market e mette a disposizione il proprio Appstore per Android, in cui il numero delle apps disponibili è nettamente inferiore.

Fortunatamente esiste il modo di installare ulteriori apps non presenti nell’Amazon Android Appstore; si basa sulla possibilità di installare apps utilizzando i relativi file APK, l’equivalente dei file di installazione in ambiente PC.

La prima cosa da fare è consentire al Kindle Fire di installare apps anche da sorgenti sconosciute andando su
Settings->Device
e attivando l’opzione “Allow Installation of Applications From Unknown Sources

Per procurarsi i file di installazione delle applicazioni che ci interessano, esistono almeno due metodi:

Utilizzare un altro tablet o smartphone Android.

Se si possiede un altro tablet o smartphone Android, è possibile generare il file APK di una app installata tramite Astro File Manager.
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Una volta installato, è possibile fare il backup (cioè generare il file APK) di ogni app presente nel device, che viene salvato nella cartella backup (salvo diversa impostazione).

Scaricare i file APK delle apps da altri siti
come ad esempio:

Una volta ottenuto il file APK, è possibile trasferirlo in una cartella sul Kindle Fire, tramite collegamento via USB al computer ad esempio.
Quando il file APK dell’app desiderata si trova memorizzato sul tablet Amazon, basta fare un tap sull’icona dell’APK e poi premere il pulsante Install.

Nov 042011
 

CrucialC300

Di recente il mio HD SSD Crucial C300 da 256GB, che contiene le partizioni principali del mio computer, ha improvvisamente smesso di essere rilevato dal BIOS.

Inserendolo in una docking per HD o in un box USB, ugualmente non veniva rilevato; insomma, sembrava proprio aver tirato le cuoia, privo del pur minimo cenno di vita.

Mi son messo alla ricerca di una qualche soluzione del problema.

Inaspettatamente il problema si è risolto effettuando le seguenti operazioni:

  1. Ho inserito l’SSD nella mia docking station per HD, ho scollegato il cavo eSata che la collegava al PC e l’ho lasciata accesa per 20/30 minuti.
    Avrei potuto usare anche un box per HD SATA da 2,5” alimentato esternamente.
  2. Ho spento la docking HD, rimosso l’SSD e reinserito dopo circa un minuto.
  3. Ho ripetuto i passi 1 e 2 per tre volte.
  4. Dopo questi passi l’SSD ha ripreso ad essere regolarmente rilevato dal BIOS e conteneva tutti i dati che ritenevo fossero andati persi.

In sostanza ho eseguito quello che viene chiamato power cycle.

Ho così potuto ripristinare l’ultima versione delle partizioni prelevandole dall’HD che stavo utilizzando in sostituzione dell’SSD e riavviare regolarmente il mio PC.