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Hardware

Gen 292014
 

image

Pare sia un problema diffuso quello delle stampanti condivise che risultano offline per Windows 8 anche quando non lo sono.

In sintesi, dopo aver installato su un PC (PC A) una stampante condivisa da un altro PC (PC B) ed essersi assicurati che tutto funzioni ben, capita invece che, anche a distanza di giorni, la stampante risulti offline per il PC che tenta di utilizzarla da remoto (PC A), nonostante sia invece accesa e pronta per essere utilizzata.

Al momento non sembra esserci una soluzione.
Gli unici due modi per aggirare il problema e fare in modo che la stampante condivisa torni a funzionare sembrano essere:

  • rimuovere e reinstallare la stampante sul PC remoto (quello che non ha la stampante fisicamente a se collegata, PC A per intenderci)
  • riavviare lo spooler di stampa sul PC (PC A) che vorrebbe stampare sulla stampante condivisa.

Mi concentro sul secondo metodo in quanto è possibile automatizzarlo in modo molto semplice.

Occorre creare un file batch (.bat) utilizzando Blocco Note in cui inserire i seguenti comandi:

@echo off
net stop spooler
FOR /l %%a in (10,-1,1) do (ping -n 1 -w 1000 127.0.0.1>NUL)
net start spooler
 

Il file batch arresta lo spooler, esegue un ciclo FOR che ha come unico scopo quello di tenere occupato il PC per 10 secondi e, trascorso questo intervallo di tempo, riavvia lo spooler.

Magicamente, le stampanti di rete che prima risultavano offline tornano ad essere disponibili per la stampa (se effettivamente sono online).

Ora è sufficiente pianificare l’esecuzione di questo file batch ad intervalli regolari (ad esempio ogni X ore) o all’accesso dell’utente tramite l’Utilità di pianificazione per automatizzare il riavvio dello spooler senza che sia necessario l’intervento dell’

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Gen 152014
 

Uno dei miei clienti mi ha incaricato, tempo fa, di selezionare per l’acquisto una stampante laser adatta alle sue esigenze.

Dopo una ricerca ho selezionato un insieme di stampanti laser che ho reputato essere in grado di rispondere adeguatamente alle sue esigenze, descrivendone i pro ed i contro.
Tra queste ho consigliato un modello HP – poi acquistato dal mio cliente – motivando le ragioni della mia preferenza.

Quasi contemporaneamente, un collega del mio cliente si è trovato nella condizione di dover effettuare lo stesso acquisto e ha optato per il fai da te: ha acquistato una stampante laser, stessa marca, modello differente ad un prezzo di acquisto inferiore di circa 50 Euro.
Il collega del mio cliente, convinto di aver acquistato un modello del tutto analogo, ha iniziato a sfottere il mio cliente per la scelta –a suo dire- infelice di essersi affidato ad un consulente per la scelta;  il mio cliente, volendo capire meglio, mi ha chiesto un confronto tra i due modelli di stampante.

Si tratta dei modelli elencati in questa tabella, in cui ho elencato le differenze salienti (a destra il modello di stampante che ho consigliato al mio cliente, che d’ora in poi chiamerò Utente B).

MODELLO

Utente A
HP LaserJet Pro P1606dn

Utente B
HP LaserJet Pro 400 M401dne

Prezzo di listino € 200,00 + IVA € 309,00 + IVA

Velocità di stampa

25ppm

33ppm

Qualità di stampa

600×600 dpi

1200×1200 dpi

Ciclo operativo mensile (robustezza)

8.000 pagine

50.000 pagine

Volume di stampa mensile consigliato

250-2000

750-3000

Velocità processore interno

400MHz

800MHz

Schermo LCD

no

si

Connettività di rete

10/100mbps

10/100/1000mbps

Memoria

32MB

256MB

Ingresso carta aggiuntivo (ad es.: per stampa buste)

no

si

 

 

 

 

 

 

Durata cartuccia toner standard

1000 pagine

2700 pagine

Prezzo listino toner standard

€ 68,00

€ 88,00

Costo stampa pagina toner standard

€ 0,068

€ 0,033

 

 

 

Durata cartuccia toner alta capacità

6900 pagine

Prezzo listino toner alta capacità

€ 152,00

Costo stampa pagina toner alta capacità

€ 0,022

Da un primo esame delle caratteristiche tecniche, stando ai dati ufficiali riportati dal produttore, emergerebbe che il modello LaserJet Pro 400 M401dne (quello acquistato dall’Utente B) è, almeno teoricamente, più robusto, più completo nelle funzioni (alcune sono possibili solo grazie alla presenza del mini schermo LCD) del modello acquistato dall’Utente A.

La differenza di prezzo reale, rispetto al prezzo di listino è stata, come detto di circa 50 Euro IVA compresa, essendo entrambi gli street price nettamente inferiori a quelli di listino.

Ma volendo considerare, per omogeneità di calcolo, solo i dati ufficiali pubblicati dal produttore, ho proceduto ad analizzare il costo di gestione delle due stampanti.

E’ emerso che:

  • Se per ipotesi si utilizzasse sempre e solo il toner standard, ogni volta che l’Utente B sostituisce il toner (cioè teoricamente ogni 2700 pagine) risparmierebbe ben 94,5 Euro rispetto alla spesa sostenuta dall’Utente A.
    Infatti il costo per pagina della sua stampante è inferiore di € 0,035  (€ 0,033 contro € 0,068 per pag.) rispetto al costo per pagina dell’altra.
    Moltiplicando il risparmio (0,035) per il numero delle pagine stampate (2.700) si ottiene appunto 94,5 Euro.
  • Invece, se si utilizzasse toner ad alta capacità, disponibile solo per il modello acquistato dall’Utente B, si arriva a un risparmio di ben € 317,40 ogni 6.900 pagine stampate.
    Il costo per pagina della sua stampante dell’utente B è, infatti, inferiore di € 0,046 (€ 0,022 contro € 0,068 per pag.) rispetto al costo per pagina dell’altra.

In sostanza, ogni 1000 pagine stampate, l’Utente B risparmierà, rispetto all’Utente A, € 35,41 se utilizzerà toner standard e € 45,97 se opterà per il toner alta capacità.

La questione può anche essere vista in altri termini: sempre considerando, per omogeneità di calcolo, il prezzo di listino sia delle stampanti che dei relativi materiali di consumo, dopo aver stampato 10.600 pagine (2700 con il toner standard, 6900 con il toner alta capacità), l’utente B avrà speso in tutto, considerando anche il prezzo di listino della stampante, € 461,00 + IVA (prezzo stampante + costo toner alta capacità).
L’utente A, per stampare le stesse 10.600 pagine avrà speso in totale € 920,80 + IVA (prezzo stampante + costo stampa di 10.600 pagine con il toner standard).
E mentre l’Utente B avrà affrontato una sola volta la seccatura di dover sostituire il toner, l’Utente A avrà sostituito il toner ben 10 volte.

In sintesi, l’utente B, a fronte di un costo iniziale superiore, ha acquistato una stampante con caratteristiche superiori e che, nel tempo, costerà nettamente meno del modello più…”economico”.

Ora si può rispondere alla domanda: chi ha fatto il miglior acquisto?

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Set 042012
 

Samsung-Galaxy-Note5

Defective on Arrival (D.O.A.) indica un prodotto non funzionante all’arrivo o alla consegna.

A mio parere il Samsung Galaxy Note 10.1, presentato saggiamente a febbraio per non accavallarsi con lo smartphone Galaxy Note, è un prodotto di cui sembra facile prevedere uno scarso successo.

Dalla sua presentazione ad oggi, le specifiche hardware sono state migliorate: la CPU è quad core (era stato presentato indicando una CPU dual core), 2GB RAM (inizialmente 1GB), fotocamera da 5MP (contro i 3MP iniziali), connessioni 2G/3G/WiFi/ USB/Bluetooth.

Nonostante la presenza del pennino e delle relative utility, il vero tallone d’Achille è lo schermo: ha una risoluzione di 1280*800 (WXGA), la stessa del Galaxy Note da 5,3” per intenderci, in commercio da 9 mesi o del Motorola Xoom e iPad 2, sul mercato da ben 17 mesi.

Il new iPad col suo Retina Display da 2048×1536 pixel, e altri tablet come l’Acer Iconia Tab A700 o l’Asus Transformer PAD Infinity, entrambi con risoluzione di 1920×1200 full HD hanno abituato l’utente a pretendere di più dal display di un tablet, soprattutto se da 10” e dimostrano che questa scelta non è guidata da limiti di Android o dalla mancanza dei chipset adatti.

La densità del display del Galaxy Note 10.1 è di soli 150ppi; il che lo rende poco confortevole: se è vero che l’occhio umano non è in grado di percepire differenze tra una densità di 250ppi e densità superiori e che è ragionevole produrre tablet da 7” con schermi di densità attorno ai 220ppi (vedi Google Nexus 7), oggi un densità di 150ppi su uno schermo da 10” rischia di far apparire l’intero tablet come un prodotto scadente, nonostante, complessivamente, non lo sia affatto.

Non aiuta il fatto che risulti disponibile in preordine alla bellezza di 750$ (oltre € 600); anche considerando che probabilmente il prezzo sarà immediatamente destinato a calare, dubito che sarà un prodotto destinato a far gran parlare di se.

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Velocizzare un lento iMac

 Scritto da alle 06:23 del 03/07/2012  3 Risposte »
Lug 032012
 

Velocizzare un iMac

Il titolare di un’azienda, amico di un mio cliente, mi chiama per dare un’occhiata agli 8 PC dell’azienda che, a detta sua, sono molto lenti.
In effetti constato che, si tratta di ridare brio a dei PC acquistati nel 2008/2009 e che, in un momento di crisi come questo, non ci si sente di cambiare.

Terminato il lavoro, deve essere rimasto molto contento del risultato perché mi ha chiesto se potevo “…fare lo stesso miracolo…” con l’iMac da 27” che hanno in casa e che ora risultava molto lento.

La prima sorpresa sono i tempi di avvio: quasi 3 minuti per il boot!
Ho subito pensato ad un HD difettoso, ma l’analisi del disco non riportava alcuna segnalazione.
Scopro si tratta di un HD Seagate da 5400rpm…sic!…lento di fabbrica; solitamente questo tipo di dischi viene utilizzato su sistemi di storage in cui è importante l’affidabilità al prezzo di prestazioni ridotte.
Vederlo installato come unico disco in un normale computer mi ha lasciato molto perplesso.
Ed infatti il computer risultava lento e appesantito non appena si faceva qualcosa che comporta un po’ di lavoro per l’HD.

Spiego al cliente che il collo di bottiglia di quell’iMac, molto potente per il resto, sta proprio nell’HD: faccio l’esempio di una Ferrari con un paracadute montato nell’alettone posteriore e mi capisce al volo.

Mi chiede se posso sostituire l’HD con uno veloce; spiego che l’operazione di sostituzione degli HD in un iMac non è un’operazione semplice come sugli altri computer, i rischi connessi all’operazione sono tali da consigliare l’intervento di un centro di assistenza Apple.
Per inciso, ho già sostituito con successo HD su iMac e il web pullula di guide su come eseguire l’operazione, ma alla fine mi son convinto che il rischio di danneggiare o graffiare qualcosa non vale la candela.
Spiego che però, in questo caso specifico, anche la sostituzione dell’HD presso un centro di assistenza non era la soluzione ideale: in primo luogo non sarebbe stato possibile scegliere quale HD installare ma saremmo stati vincolati agli HD proposti da Apple, senza migliorare di molto la situazione; in secondo luogo non si poteva optare per la sostituzione con un SSD a prezzi sostenibili perché il cliente, evidentemente, aveva bisogno di molto spazio sul disco fisso (l’attuale disco da 1TB era occupato al 53%).

Mentre spiegavo, quasi escludendola, che la soluzione in questo caso sarebbe stata quella di aggiungere un HD esterno, un velocissimo SSD, l’occhio mi cade sui connettori Thunderbolt dell’iMac (credevo che su quella serie non ci fosse ancora…).
Faccio una veloce ricerca e scopro che con poco più di 300 Euro è possibile collegare un SSD esterno via Thunderbolt utilizzando un cavo Thunderbolt (€ 50,00), un adattatore Thunderbolt to SATA  (€ 120,00) ed un SSD OCZ Vertex 3 da 120GB (€ 105,00).

Ottenuto l’OK, faccio acquistare il tutto, copio il sistema operativo sul nuovo HD ed i risultati mi valgono la qualifica di “mago del computer” da parte del cliente ultra soddisfatto: boot in meno di 30 secondi e sistema che risulta enormemente più reattivo nel suo complesso.

Mi chiedo quale idiota possa aver concepito una configurazione simile per quell’iMac, relativamente molto ponente nella CPU e nella sezione grafica ma assolutamente lentissimo nello storage.
A maggior ragione trattandosi di un computer semi-blindato in cui operazioni banali come quella di sostituire un HD sono praticamente precluse ai più.

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Mag 192012
 

battery-test

Per aumentare la durata della batteria può essere utile un semplice accorgimento: dopo aver scaricato lo smartphone fino a farlo spegnere, levare la batteria, attendere qualche secondo e reinserirla.

Ricaricare il dispositivo tramite presa di corrente (la porta USB non va bene) lasciandolo ancora in carica per qualche ora dopo che ha segnalato il raggiungimento del 100% di carica.

Ed ora la magia: prima di staccarlo dal caricabatteria, accendetelo e sbloccatelo. Solo quando viene visualizzata la home scollegate il cavetto.

Ho notato che a volte, a parità di modalità di utilizzo, la batteria del mio Galaxy Note durava più del solito.
Dopo una serie infinita di osservazioni nel tentativo di capire quale fosse la causa, mi è sembrato di scoprire una correlazione tra il distacco dal caricabatteria a telefono attivo ed una maggiore durata.

Incuriosito, ho fatto delle ricerche e a quanto pare, se si scollega il dispositivo quando non è sbloccato, non si attiva il deep sleep, la modalità di massimo risparmio di energia che si attiva quando non si usa il telefono.

Provate anche voi per vedere l’effetto che fa.

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Apr 192012
 

Samsung-Galaxy-Tab-7-0-Plus

Annunciato nell’ottobre 2011, il tablet Samsung Galaxy Tab 7.0 Plus si trova disponibile da qualche settimana, principalmente negli store online.

Nonostante la mia convinzione che 7” siano la dimensione ideale per un tablet “da spaparanzo sul divano”, purtroppo, a mio parere, è un prodotto che, dal momento del suo annuncio ad oggi, ha perso molto appeal.

La configurazione hardware non spicca in nessuna caratteristica: il processore dual core da 1,2GHz e, soprattutto, uno schermo PLS LCD con risoluzione 1024×600 sono dotazioni caratteristiche di modelli del passato.

Non bastano la possibilità di usarlo anche come telefono (grazie alla possibilità di inserirvi una SIM), ne’ i suoi 16GB di RAM interna espandibile attraverso MicroSD, ne’ la doppia fotocamera (3,15 Mpixel la posteriore  2 Mpixel quella frontale) a migliorare la situazione.
Basti pensare che prodotti come lo smartphone Galaxy Note, a parità di altre caratteristiche, può vantare una CPU dual core da 1,4GHz, uno schermo con risoluzione 1280×800 e una fotocamera da 8Mpixel.
La versione 3.2 di Android (Honeycomb) che si trova installata non migliora l’attrattività di questo prodotto.

Il colpo di grazia, lo da’ il prezzo: attualmente lo si trova a circa €350,00, ma, a mio parere, il Galaxy Tab 7.0 Plus è un prodotto che sarebbe da prendere in considerazione solo quando/se il suo prezzo dovesse avvicinarsi ai 200 Euro.

Insomma dai nuovi prodotti mi sarei atteso qualcosina di più.

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