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Cogito ergo sum

Fumo negli occhi

 Scritto da alle 11:04 del 13/07/2007  Nessuna risposta »
Lug 132007
 

La notizia non è nuovissima perchè circola in rete già da qualche giorno: Apple ha brevettato il mouse multitouch.
Sempre a caccia di hype (un misto di esagerazioni e aspettative che è spesso tipico delle nuove tecnologie), ora si aggarappa alle interfacce multitouch.
Non so a voi, ma a me da un po’, Apple da’ l’impressione di un’azienda alla caccia del colpo a sensazione, fine a se stesso, senza un progetto globale. Brutto segno; di solito indica un’azienda che naviga in cattive acque e cerca di dare gli ultimi colpi di coda per tentare di non affondare.

Premessa: le interfacce multitouch, a mio parere, segneranno una vera e propria rivoluzione, incrementando notevolmente l’usabilità dei computer. E penso sarà la fine per mouse e tastiere, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle scrivanie!
Vedremo “monitor” quasi orizzontali che avranno contemporaneamente funzioni delle attuali periferiche di input e di output, in un unico strumento.
Per avere un’idea delle loro potenzialità, date ad esempio un’occhiata a questo filmato dimostrativo dell’interfaccia di Jeff Han.

Ma un mouse multitouch…. a che cacchio serve? Cosa aggiunge? A chi serve? E chi riuscirà ad utilizzarlo?
Immagino la faccia di chi pensa che 3 tasti sul mouse siano troppi per 5 sole dita (Apple per prima!), figurarsi un mouse da utilizzare con più di un dito per volta!
Il multitouch, a mio modestissimo parere, è utilizzabile su una superficie piatta, stabile, non certo su una superficie bombata, che, in più, è pensata per muoversi sul piano nel modo più scorrevole possibile.
La grandiosità di apparecchi come il mouse è dovuta soprattutto all’etrema semplicità d’uso ed al fatto che, nelle interfacce grafiche, con un gesto naturalissimo sostituisce la digitazione di un comando.
C’è veramente necessità di migliorare il mouse dotandolo di interfaccia multitouch?
Secondo me no, e tutti i pulsanti aggiuntivi che sono comparsi nel tempo, incrementano di pochissimo l’utilità dello strumento, ma han fatto lievitare di molto il prezzo.
E Apple, una multinazionale come tante altre, dotata di scaltrezza commerciale come tante altre, non sembra volersi lasciare sfuggire l’occasione di spremere un altro po’ il parco buoi dei propri utenti.

Torniamo al nostro mouse multitouch; proviamo a simularne l’uso con limmaginazione: prendete il vostro abituale mouse; probabilmente lo impugnerete come fan quasi tutti, con il pollice contrapposto ad anulare e mignolo, con indice e medio (le dita “operative”) rispettivamente su tasto sinistro e destro (anche per chi i Mac-users che i due tasti non ce li hanno…).
In alcuni mouse anche il pollice può essere utilizzato per premere alcuni pulsanti aggiuntivi.
La mano è rilassata, e poggia con naturalezza sul mouse; se indice e medio, le due dita “operative”, poggiano entrambe sul mouse non succede nulla.
Ma se il mouse è multitouch, non va bene, perchè il secondo tocco, in
un’interfaccia multitouch, è necessariamente associato ad una specifica funzione (altrimenti che multitouch sarebbe?).
Morale della favola? Dovete poggiare o uno o l’altro a meno che non servano entrambi per attivare una specifica funzione.
Vi sembra più comodo? A me per nulla, devo stare attento a non poggiare inavvertitamente il medio o l’indice, tenendo perciò la mano in una posizione di tensione per nulla naturale; insomma una pacchia per la sindrome del tunnel carpale!
Vi sembra che in questo modo si possano “finalmente” eseguire compiti aggiuntivi di cui sentite le mancanza? Non mi pare proprio!

Insomma, fumo negli occhi, effetti speciali, specchietti per le allodole…

Problemi di sicurezza

 Scritto da alle 09:59 del 04/07/2007  1 Risposta »
Lug 042007
 

Da tempo sostengo che gli autori di programmi virus, spyware e malware in genere, prendono di mira soprattutto i prodotti Microsoft perchè sono di gran lunga i più diffusi, e non sempre e solo perchè sono i più vulnerabili.
Chiunque, con una saggezza media, volendo raggiungere il maggior numero di persone con un messaggio, probabilmente non getterebbe una bottiglia in mare sperando che venga raccolta, ma penserebbe ad uno spot televisivo.
Allo stesso modo, chi vuole diffondere un virus è normale che usi un mezzo la cui diffusione sia la più ampia possibile, cioè i software Microsoft.
Gli sforzi di centinai, migliaia di esperti programmatori, concentrati in un così ristretto ambito non possono che dare ottimi risultati e la sensazione di vulnerabilità che si percepisce potrebbe essere superiore alla vulnerabilità reale di alcuni prodotti.
Se la stessa mole di programmatori concentrasse gli sforzi su altri prodotti, pensate che i risultati sarebbero molto diversi?

I problemi di sicurezza dell’ iPhone che iniziano a saltar fuori in queste ore, a pochissimi giorni dal lancio, sono se non la dimostrazione di questa tesi, rappresentano certamente una concreta prova a sua conferma.
Resto convinto che non esista un sistema perfetto ed impenetrabile e che Apple faccia prodotti molto simili ad altri, con gli stessi umanissimi limiti.
Appena intorno ad un prodotto sorge un certo interesse, i furbetti a caccia di polli si mettono subito all’opera ed i risultati sono sempre gli stessi: saltano fuori vulnerabilità!
La perfezione non è roba per uomini.

Ma allora, a chi serve Ubuntu?

 Scritto da alle 10:24 del 27/06/2007  Nessuna risposta »
Giu 272007
 

E’ la domanda che mi è sorta spontanea dopo la lettura di un post su TUXjournal.net: a chi serve Ubuntu, “la distribuzione Linux per esseri umani“, come viene definita?
Ehm, forse ai “ragazzini” che vogliono usare iTunes ma non possono ma che, certamente, impareranno presto e felicemente ad usare alternative….
E agli stessi “ragazzini” (ed anche altri meno giovani) che vogliono usare i più diffusi video games?
Ehm, no quelli no, perchè “..Windows rimane sempre il miglior sistema operativo per i giochi. Linux supporta abbastanza giochi ma non è ancora all’altezza del suo diretto avversario“.
Non serve nemmeno a chi ha già una stampante senza supporto per Linux (mica poche!)…a meno che non desideri gettare la vecchia stampante e prenderne una nuova…
Nemmeno gli utenti business sono tanto incentivati perchè “..molte applicazioni finanziarie e mainstream non vengono supportate da Linux. In più, molti software di video conferenza non hanno il benchè minimo supporto Linux e lavorano solo su Windows“.

Insomma, tolti i quattro gatti che usano il PC anche per giocare, tolto qualche scellerato che si ostina a spendere poco per una comunissima stampante “da megastore”, tolti i PC che vengono usati comunemente in azienda….chi resta?

Software libero è SEMPRE meglio?

 Scritto da alle 08:06 del 22/06/2007  6 Risposte »
Giu 222007
 

Prendo spunto da un interessante articolo che ci spiega perchè, secondo l’autore, il software libero è meglio.
L’articolo, partendo da alcune considerazioni, arriva alla conclusione racchiusa nel titolo: “il software libero è meglio.”.
Vorrei approfondire la questione, introducendo nuovi punti di vista e calando la teoria nella vita reale. Leggi il seguito »

Interpretare i dati statistici

 Scritto da alle 09:56 del 20/06/2007  Nessuna risposta »
Giu 202007
 

E’ curioso come si possano interpretare degli oggettivi dati statistici a proprio piacimento.

Punto Informatico spara una notizia basata su dati statistici relativi alla diffusione dei browser (pubblicati da NetApplications) che, a mio modo di vedere, sarebbe eclatante: ci sarebbe un declino di Firefox a favore di una ripresa di Internet Explorer.

E’ una bugia? Assolutamente no….se si considerano SOLO i dati relativi agli ultimi due mesi!
Guardando i dati, noterete anche voi che la tendenza generale sulla diffusione di Internet Explorere è in calo da almeno 2 anni a questa parte, mentre Firefox, tendenzialmente, guadagna terreno:

Internet Explorer a Giugno 2006 aveva una quota di mercato del 84,04% mentre Firefox si attestava al 10,77%.
Nel Maggio 2007, invece, Internet Explorer segna un 78,67% (-5,37%) mentre Firefox un 14,54% (+3,77%).
Si può parlare di riscossa di Internet Explorer? Direi proprio di no: una rondine non fa primavera, come diceva mia nonna.

Sempre sul NetApplication è dispobibile un’interessante statistica riguardo ai dati sull’utilizzo dei sistemi operativi:

Di questi dati, la cosa che mi ha impressionato maggiormente è la diffusione di Linux, che in questa statistica è incluso nella voce “Other”.
Per esplodere il dettaglio dei dati è possibile cliccare sul mese che interessa.
Risulterebbe che Linux, nel Maggio 2007, è utilizzato solo dallo 0,70% degli utenti. Ma confrontando il dato con quello del Giugno 2006 (0,38%) si potrebbe gridare al boom di Linux dato che in un anno ha raddoppiato la propria quota di mercato? Anche qui, se si vuol restare seri, direi di no!
Linux resta un sistema operativo di nicchia, almeno secondo questi dati.

Interessante poi il dato sulla diffusione dei sistemi Mac: 4,28% nel Giugno 2006, 6,46% nel Maggio 2007; l’incremento è totalmente da ascrivere alla piattaforma Mac Intel (questo fatto la dice lunga…).

Windows manterrebbe sostanzialmente invariata la sua quota di mercato.

Conclusione: come si vede, a partire dai medesimi dati, si può arrivare a dire tutto ed il contrario di tutto, a secondo delle convenienze!
Così come Punto Informatico ha pubblicato un articolo sulla riscossa di Internet Explorer, potrei pubblicare un post in cui parlo del boom di Linux. Entrambe le deduzioni, però, sarebbero basate su dati reali ed oggettivi, ma poco significativi.

Perchè Linux non decolla?

 Scritto da alle 15:28 del 11/06/2007  9 Risposte »
Giu 112007
 

Prendo spunto da una dettagliata comparazione tra il kernel, il “cuore” di un sistema operativo, di Linux e quello di Windows Vista, pubblicata su Widefox, per una riflessione sulle cause della relativamente “scarsa” adozione di Linux sui PC desktop di larga diffusione.

La comparazione evidenzia impietosamente la superiorità di Linux nei confronti di Vista, che rappresenta il sistema operativo più evoluto di Microsoft.

Il marketing di BigM ha puntato tantissimo su Aero, la rinnovata interfaccia grafica di Vista, ma anche in quel campo Beryl per Linux la surclassa nettamente. Su Youtube si trova un video in cui la cosa viene dimostrata nettamente, aldilà di ciò che potrebbe ricadere nella sfera dei gusti personali. Personalmente non ritengo troppo corretto il confronto tra Aero e Beryl (in quanto quest’ultima non fa parte del sistema operativo Linux ma è un addon); riterrei quindi opportuno il confronto dopo che in Windows venisse installato Yod’m 3D (un desktop manager 3D per Windows XP/Vista, simile a Beryl); in ogni caso, a mio parere, Beryl resta superiore.

Ultima considerazione, non da poco: Linux è gratis, Windows no!

Ma allora perchè Windows riscuote un tale, ingiustificato (per chi usa felicemente Linux) successo mentre Linux, a distanza di tanti, troppi anni, continua ad essere una promessa, un prodotto di nicchia, senza riuscire a conquistare il grande pubblico, date le enormi potenzialità ed i suoi indiscutibili vantaggi? Perchè Linux continua a restare un sistema operativo amato soprattutto da ISP (che in coppia con Apache lo reputano, giustamente, una soluzione ideale) e “smanettoni”? Leggi il seguito »