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Cogito ergo sum

Feb 142008
 

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Il titolo di questo post è volutamente privo di senso; è una provocazione ed allo stesso tempo un esperimento.

Da tempo sono assalito dalla sensazione che viviamo in un periodo in cui c’è un eccesso di mezzi di comunicazione in mano, spesso, a persone che forse non hanno gran che da dire.
La banalità regna sovrana, la superficialità la fa da padrona.

Interpreto lo scrivere sul blog, soprattutto come un modo per condividere e confrontare le proprie idee con il prossimo.

Scrivere sul blog costringe a documentarsi in modo molto più approfondito di quanto si farebbe se dello stesso argomento si leggesse per se stessi.
Scrivere sul blog incentiva la sintesi (con me forse con scarso successo).
Scrivere sul blog porta a leggere blog altrui migliorando la capacità di cogliere al volo gli aspetti salienti di un articolo.
Scrivere e leggere blog migliora la capacità di arrivare al nocciolo della questione.
Scrivere sul blog, costa fatica e comporta impegno, porta via tempo.
Perciò, perchè scrivere se non si ha nulla da dire?

Mentre sono spesso sbalordito dal talento di alcuni blogger, non capisco il senso di certi articoli, pubblicati anche su blog molto visitati, che con pseudo-consigli su come scrivere un post o su come attirare traffico sul proprio blog, ci inondano di banalità.
E mi lascio sempre sorprendere dal successo che riscuotono.
Dite che sto invecchiando?

Technorati Tag: Senilità?,varie,cazzate,riflessioni,blog

Apple forse esagera? Naaa…

 Scritto da alle 07:05 del 25/01/2008  14 Risposte »
Gen 252008
 

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Ho la sensazione che Apple stia tirando un po’ troppo la corda con i suoi più affezionati e fedeli clienti.
In questi ultimi giorni:

– Gli Apple-fan attendevano un libretto da 11″, ma la Apple tira fuori una lametta da 13″, che, nonostante sia un bellissimo oggetto, fa storcere il naso a molti che attendevano un nuovo notebook, e non un nuovo status symbol.

– Rilascia il nuovo firmware 1.1.3 per iPhone che, oltre a rendere impossibile la vita a quei lazzaroni che vogliono sbloccarlo (delinquenti!), presenta alcuni fastidiosi bug.

– Viene rilasciato un aggiornamento per QuickTime (7.4) che disabilita After Effects, il software di video editing della Adobe. A quanto pare, TimeMachine, il rivoluzionario, innovativo sistema di backup di Leopard, mostra tutti i limiti perchè non consente di tornare allo stato precedente del sistema per cui l’unica soluzione è la reinstallazione completa di OSX. Non credo che i professionisti che utilizzano quel software la prenderanno molto bene…
Notate quanto sono stato benevolo: non ho infierito, gettando sale sulle ferite, ricordando che con System Restore di Windows tutto si sarebbe risolto con un roll back :-)

– Rilascia un aggiornamento per gli iPod Touch che aggiunge una serie di applicazioni (come Mail, Maps, Note) fino ad ora disponibili solo per i possessori dell’iPhone; ma mentre i futuri acquirenti potranno acquistare l’iPod Touch 8GB con già incluse queste nuove applicazioni pagandolo € 279,00, chi l’ha acquistato poco tempo fa a € 299,00 dovrà sborsarne altri € 17,99 per avere le stesse applicazioni.

Insomma, Apple non mi pare si stia dimostrando molto premurosa con i propri clienti più affezionati, quelli che fanno la fila la fila negli stores ad ogni annuncio di un nuovo prodotto Apple, per essere tra i primi ad accapparrarsi l’agognato oggetto dei desideri(*).
Ah, già, scusate…dimenticavo “think different“: si tratta dell’innovativo, rivoluzionario customer care secondo Apple.

Technorati Tag: Apple,customer care,riflessioni

 

(*)
D’altronde fino a quando i clienti Apple affermano

“..da un lato ci sono rimasto leggermente male per quella che considero essere una scelta pessima e scorretta da parte di Apple, vale a dire la decisione di far pagare l’aggiornamento…

ma poi, invece di protestare..

“…non ci ho pensato due volte ad acquistare il nuovo Firmware 1.1.3 e la prima cosa che ho fatto, una volta finito il Keynote, è stata proprio questa…”

Apple che feedback riceve?
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso diceva mio nonno.

Fonti di ispirazione: Daniele, Paperino

MacBook Air: flop annunciato?

 Scritto da alle 13:31 del 19/01/2008  18 Risposte »
Gen 192008
 

Steve Jobs stupisce ancora Con tempismo eccezionale, Apple presenta il suo gioello nel campo dei notebbok. lo splendido MacBook Air.
Come quasi sempre avviene per i prodotti Apple, difficile trovare difetti dal punto di vista dell’estetica e del design.

A chi si rivolge un simile gioiellino?
Dato che l’accento è posto sullo spessore e sul peso ridotti (anche se in vero esistono da tempo notebook che pesano 1Kg), sembrerebbe rivolto a chi di solito acquista notebook ultraportatili (come quelli Asus, o i Flybook, ad esempio), perchè necessita di un computer molto leggero, maneggevole, da utilizzare nei suoi frequenti spostamenti e che possa stare nella 24 ore dei documenti o nella borsetta.
Ma, il display è troppo grande (ben 13″) per questa tipologia di prodotti.

Si può pensare, allora, che sia rivolto a chi invece ha bisogno di un computer in grado di permettergli di fare quasi tutto ciò che gli consente il PC da tavolo.
Ma in questo caso sono limitazioni come l’assenza della porta ethernet o la presenza di una sola porta USB, che lo rendono poco adatto anche per questa tipologia di utenti.
Consoliamoci: il touch pad è multitouch….
Per ultimo, occorre considerare che si tratta del primo notebook “per nulla espandibile” al mondo: 2GB di RAM (prendere o lasciare), nessuna possibilità di cambiare l’HD, e nessuna possibilità di cambiare la batteria.
Insomma, il primo innovativo, rivoluzionario notebook usa-e-getta!
Ma Steve Jobs è un mago nel far concentrare l’attenzione su aspetti del tutto secondari distogliendoli dalle cose che contano; e quindi tutti a sbalordirsi per lo spessore ridotto.
Aggiungo qualche altro tassello al puzzle.
Il prezzo (ben € 1699,00) non aiuta, rendedo l’Air non proprio accessibile a tutti.
Di nuovo c’è che alla Apple si sono finalmente accorti che 1$ non vale 1€ infatti il prezzo in dollari è di 1799.
Implicita ammissione che non c’è mai stata alcuna motivazione alla vessazione a cui vengono regolarmente sottoposti i clienti non-USA, se non quelle di procurarsi un ingiustificato guadagno extra.
Ma i conti non tornano ugualmente. Un Euro vale attualmente circa 1,46$.
Perciò se il prezzo in dollari è di 1799, l’equivalente in € è di meno di 1235.
La differenza (+38%) è il rivoluzionario, innovativo concetto di sconto che Apple riserva a noi europei! Un simile privilegio è negato a quegli sfigati degli americani.
Poi si aggiunge che, novità assoluta, anche da molti Apple-fan sfegatati si è levata qualche voce di dissenso (vedi commenti di Paolo Attivissimo, ad esempio).
Nel frattempo, chi ha capito profondamente la natura dell’utente Apple, si è già messo al lavoro, cosciente del fatto che con loro è possibile far soldi da qualsiasi cosa.
Ho definito eccezionale il tempismo con cui Apple ha presentato il suo nuovo notebbok perchè, quasi nelle stesse ore, è divenuta concreta la possibilità di acquistare il nuovo notebook Asus Eee; che costa 300 euro (si comprano 5 Eee al prezzo di un Air ed avanzano i soldi per una serata in ristorante), misura la metà (22 x 16 cm), pesa quattro etti in meno (920 g contro 1360), ha tre porte USB e una webcam integrata, ed è politically correct perché usa Linux preinstallato (XP in opzione); insomma fa di base le stesse cose dell’Air con un processore meno potente.
Insomma, a occhio sembrerebbe facile prevedere un gran bel flop del MacBook Air, destinato a far sfoggio si se solo tra le mani di qualche esibizionista a caccia di attenzione.

Technorati Tag: Apple,Asus,notebook,macbook air,Eee PC

Tra i tre litiganti il quarto gode

 Scritto da alle 17:52 del 04/12/2007  6 Risposte »
Dic 042007
 

Due letture oggi mi han fatto riflettere.

La prima, riguarda la presunta delusione che serpeggia tra i fan dei Mac, soprattutto quelli di vecchia data, la cui pazienza nei riguardi di Apple, accusata di concentrare troppo l’attenzione sugli iPod e gli iPhone, comincia forse ad esaurirsi.
Sono alla fase 3 (test personale diretto) della strada che mi porta a formulare un consiglio riguardo ai computer Apple; scoprire che l’apice della qualità sarebbe da ricercarsi nel passato non mi farebbe molto piacere!
Spero si tratti dello solo sfogo di chi, dopo aver pazientato durante il passato (per fortuna remoto) in cui il Mac era il “re del crash”, si aspettava qualcosina di più.

La seconda è relativa al flop di vendite dei PC Dell con Linux Ubuntu preinstallato.
A fornire i dati è la Dell stessa, non il solito fanatico con l’obiettivo di affossare Linux.
Dopo che in 140.000 hanno sottoscritto la petizione perchè Dell proponesse PC con Linux preinstallato, solo in 40.000 son passati dalle parole ai fatti.
Cosa che forse fa scricchiolare le fondamenta della teoria secondo cui, se Windows non si trovasse preinstallato sulla quasi totalità dei PC nuovi, Linux godrebbe di maggiore favore presso il pubblico.
Strano perchè, a leggere un po’ in giro, questo sembrerebbe il momento più propizio della storia per l’affermazione di Linux: tutto il resto farebbe praticamente schifo, mai prima d’ora nessuno si era sognato di fornire PC con Linux preinstallato e, last but not least, ora abbiamo Ubuntu!

Riepilogando: oggi avrei dovuto imparare che Leopard fa schifo; Vista fa cagare; Linux è meraviglioso, tutti lo vogliono ma nessuno compra i PC in cui è preinstallato.
Tra i 3 litiganti il quarto gode: Windows XP è l’unico a passare indenne sotto questa tempesta di bordate; ora, pur di andar contro Vista, è tutto un mieloso tessere di lodi riguardo alle sue prestazioni.
Probabilmente si tratta del regalo di addio di Bill, che ha ordito questa complessa trama per far amare il suo pupillo (leggi Windows XP) al mondo intero!

A parte gli scherzi, mi pare che, mentre la comunità di blog-scrittori, fatta al 99% da detrattori o da adoratori, sembra alquanto volubile e soggetta ad infiammarsi con molta facilità su cose che spesso non sono determinanti, le persone che contano, cioè i compratori, coloro che alla fin fine, bene o male, decidono le sorti di un prodotto, nel complesso appaiano molto più sagge di chi vorrebbe rappresentarle a tutto blog.

Technorati Tag: Windows,Linux,MacOSX,riflessioni,mercato

Nov 222007
 

Dopo il polverone pubblicitario ed il can can mediatico, Leopard naviga da qualche tempo sulle acque del mare “Realtà”, sempre meno calme e serene di come ce le aveva dipinte l’ineffabile Steve.
Imbarcava acqua (vedi bug sullo spostamento dei file e firewall “fittizio”) e Apple è corsa a tappare falle.
Con quali risultati è da vedere.
A distanza di qualche settimana, iniziano a saltar fuori resoconti di utenti che si sono avventurati nell’upgrade da Tiger a Leopard. Non sembra tutto oro quel che luccica….
Timidamente, sapendo di rischiare la scomunica per eresia, qualche temerario dice di essersi pentito, di pensare al downgrade (parola che sembrava inventata in seguito al rilascio di Windows Vista) al vecchio caro Tiger…
E, strano a dirsi, gli fanno eco altri Mac-fan che, con tutti i se e ma necessari a non irritare il dio Apple o la schiera di fanatici che si tira dietro, ammettono la loro delusione, pur non azzardandosi a chiamarla tale, per carità, ma facendo ricorso a tutta l’abilita oratoria a disposizione.
Ma deve trattarsi senz’altro di una campagna denigratoria finanziata da Zio Bill….non può essere diversamente!
Altrimenti come si farebbe a spiegare al popolo-dagli-occhi-foderati-di-prosciutto che Leopard è un prodotto come tanti altri, con i suoi pregi e i suoi difetti?

Technorati Tag: Apple , balle rivoluzionarie , humor

Opensource: filosofia utopistica? Parte IV

 Scritto da alle 19:17 del 20/11/2007  5 Risposte »
Nov 202007
 


Proseguo con la mia riflessione sul futuro della filosofia alla base dell’Opensource, la condivisione della conoscenza, cercando di capire se può realmente avere successo e affermarsi come filosofia dominante.
E se ciò avvenisse, la svolta sarebbe priva di controindicazioni e benefica per la ricerca e l’innovazione?

Negli articoli precedenti ho illustrato un ragionamento che, in estrema sintesi, mi aveva portato a concludere che se l’Opensorce fosse adottato in larga scala, i programmi, anche i più complessi ed innovativi, costerebbero pochissimo, tendenzialmente zero, e che questo poteva essere un potenziale rischio per il futuro della ricerca e dell’innovazione nel campo dell’informatica.
Inoltre mi son chiesto il motivo dell’assenza di un movimento simile all’opensource nel campo industriale, dove invece il brevetto la fa da padrone.
In questo articolo sollevo alcuni sospetti sulle motivazioni che spingono attualmente alcune aziende a supportare progetti opensource.

L’interesse attuale verso l’Opensource da parte di alcune grandi aziende
Mi son sempre chiesto quale possa essere il reale scopo di alcune aziende quando supportano lo sviluppo Opensource, quasi a voler foraggiare un potenziale concorrente.
La cosa mi è sempre sembrata molto singolare. Mi sorge il sospetto che sia un modo per tenere sotto controllo quel che fa il nemico!
Oppure ad un modo per spiare le mosse di un concorrente in modo che, al momento opportuno, lo si possa sfruttare per i propri scopi o si possa copiare ispirarsi a qualche buon risultato per introdurlo, (ovviemante a pagamento), nei propri prodotti.
Mi pare che un esempio in tal senso sia XNU (costituito dal kernel di Mach e di FreeBSD) su cui si basa Darwin, il cuore del sistema operativo Mac OS X.
Se è vero che, come recita Wikipedia

XNU è il nome del kernel utilizzato nel sistema operativo open source Darwin, che Apple. usa come base per il suo sistema operativo Mac OS X

non capisco è come sia giunti al risultato che ora MacOSX è un sistema operativo completamente “chiuso”.
Riterrei già poco opportuno che lo siano i componeti aggiunti da Apple e basati sul nucleo originale (la filosofia Opensource è contraria a questo comportamento), ma in teoria, almeno la parte “nucleare” su cui si basa, incluse le modifiche successivamente apportatevi da Apple, non dovrebbe essere ancora Open e rese disponibili a tutti?
La risposta a questa obiezione, per chi si accontenta , è stata appunto Darwin.
Ad essere sincero, Darwin mi sembra lo zuccherino dato alla comunità Opensource per farla stare buona e poter fare i propri comodi in tutta tranquillità!
Infatti leggo che

“…Nel giugno 2003 Apple rilasciò Darwin 7.0 sotto licenza Apple Public Source License, versione 2.0 del 6 agosto 2003, considerata dalla FSF una licenza di software libero non compatibile con la GNU GPL“.

La vicenda poco chiara mi fa pensare ad un abile “gioco delle tre carte”, a qualche cavillo legale con cui è stato possibile aggirare le restrizioni imposte dai termini di licenza GNU GPL.
Al dilà delle mie perplessità, comunque la si voglia vedere, la sostanza dei fatti è che Apple ora vende, completamente chiuso, un prodotto che è parzialmente figlio del lavoro della comunità Opensource.
Tra l’altro, con Leopard, l’ultima versione del MacOSX, sono state introdotte delle pseudo-novità che sembrano copiate ispirarsi ad analoghe funzioni presenti già da tempo in altre piattaforme Opensource.
Ad esempio: alcune funzioni di Spaces (es.: la possibilità di trascinare la finestra di esecuzione di un programma tra i vari desktop virtuali) sembrano copiate tanto simili ad analoghe funzioni presente in Compiz-Fusion, lo splendido desktop manager per Linux.
Per verificare che si tratta di un invenzione implementazione originale di Apple occorrerebbe verificare il codice o impegnarsi in un improponibile opera di reverse-engineering.
E anche supponendo che ci sia qualche pazzo furioso che, per qualche disturbo della personalità si cimentasse nell’impresa, e scoprisse qualche plagio, cosa rischierebbe Apple? Una bacchettata sulle mani? Una tirata d’orecchie?
In conclusione, mi pare di intravedere la possibilità che l’attenzione di alcune aziende commerciali verso l’Opensource, possa non essere del tutto in linea con la filosofia che anima i sostenitori dell’Opensource.

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Technorati Tag: opensource , riflessioni