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Cogito ergo sum

IOS8, the day after…

 Scritto da alle 13:50 del 19/09/2014  Nessuna risposta »
Set 192014
 

ios8-header

 

 

 

 

 

 

 

Apple ancora una volta conferma costantemente la mia convinzione che, chi fa il pioniere con i suoi prodotti, casca malissimo ed è l’utente trattato peggio nonostante, essendo il più fedele/fidelizzato, meriterebbe tutt’altra attenzione.

Mai, MAI gettarsi sull’ultima versione se non dopo aver lasciato che i soliti fedelissimi, un fenomeno sociale capito (generato?) da Jobs, si immolino per la causa.

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Giu 012013
 

No_Rifiuti

E’ da due giorni che tento, invano, di attivare un abbonamento Tiscali ADSL + Voce.

Sul numero sul quale vorrei effettuare l’attivazione è già presente un servizio di preselezione Tiscali.

In poche parole l’intestatario della linea telefonica è già cliente Tiscali.

A naso, questo dovrebbe facilitare le cose, no?

Niente di più sbagliato!

Primo tentativo: tento l’attivazione via web.
Fallito: il richiedente è già cliente Tiscali perciò (???) è possibile effettuare l’attivazione solo tramite call center (numero 130).

Il call center di Tiscali è un esempio didattico di come non va realizzato ed organizzato un call center.

Giorno 1 , prima telefonata.
Scelgo l’opzione che mi porta a chiamare il servizio commerciale per le nuove attivazioni.
Mi risponde un’operatrice molto gentile che mi spiega che, essendo già cliente Tiscali, questa operazione va fatta tramite l’opzione che consente di gestire il contratto in essere e le sue variazioni.

Giorno 1 , seconda telefonata.
Chiamo il call center e scelgo l’opzione che mi mette in contatto col reparto amministrazione contratti.
Parlo anche in questo caso con un gentile operatore che mi spiega che, nonostante sia già cliente Tiscali, essendo questa una nuova attivazione, occorre espletare la pratica attraverso il servizio commerciale (quello che ho contattato per primo); di non preoccuparmi, che mi passa lui i suoi collegi del reparto e che forse ci sarà da attendere un po’ in linea.
Dopo 56 minuti di attesa, decido che sia il caso di metter giù.

Giorno 1 , terza telefonata.
Ricompongo il numero del call center e noto che l’opzione 1 (quella che consente di contattare i commerciali per nuove attivazioni) non viene proposto.
Guardo l’orologio, ore 18.36; ne deduco che i commerciali han smesso di lavorare.
Rimando il tutto all’indomani.

Giorno 2, quarta telefonata.
Chiamo il servizio commerciale per le nuove attivazioni.
Dopo una brevissima attesa, spiego all’operatrice che devo fare una nuova attivazione.
Quando la verifica del numero di telefono su cui richiedo ‘l’attivazione del servizio fa emergere la natura sciagurata di già-cliente del richiedente, mi viene spiegato che è impossibile attivare il nuovo servizio se prima non viene disattivato il servizio di preselezione esistente.
Chiedo se può procedere alla disattivazione ma mi viene spiegato che lei non può farlo perchè ad occuparsi di queste pratiche è il sevizio amministrativo e mi invita a chiamare per disattivare il servizio esistente.
Mi sembra che, finalmente,  mi trovi ad una telefonata dal riuscire nell’impresa.
Ma mi sbaglio…

Giorno 2, quinta telefonata.
Chiamo il call center e scelgo l’opzione che mi mette in contatto col reparto amministrazione contratti e riferisco quanto spiegatomi dall’operatrice precedente.
A quanto pare le informazioni che mi ha fornito sono errate: per poter disdire il servizio in essere occorre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Faccio presente che il calendario mostra che siamo nel 2013; chiedo perciò se non è possibile effettuare la disdetta per telefono, considerando che la telefonata viene registrata e l’operazione è resa obbligatoria dalle procedure burocratiche Cremlino-style adottate da Tiscali.
No, no si può fare, ma non è un problema: mi viene spiegato che posso tranquillamente ricontattare gli operatori del settore commerciale e chiedere di sottoscrivere il nuovo abbonamento specificando che, immediatamente, si provvederà a richiedere la disattivazione del servizio in essere tramite piccione viaggiatore…ehm…cioè…tramite raccomandata.

Giorno 2, sesta telefonata.
Chiamo nuovamente il servizio commerciale per le nuove attivazioni riferendogli quanto dettomi dal suo collega.
Niente da fare.
Occorre prima la disdetta e quindi che io faccia la raccomandata.
Mi rassegno, prendo la piuma d’oca e il calamaio e manoscrivo una raccomandata con ricevuta di ritorno….sic!

Questo è l’esempio di come NON dovrebbe funzionare un servizio di customer care.
L’intenzione di sottoscrivere un abbonamento ad un servizio Tiscali è stata messa a dura prova dalle complicazioni delle burocratiche procedure imposte dell’azienda che appaiono anacronistiche quando non proprio insensate.
La disorganizzazione è evidente dalla mancanza di collegamento tra i reparti e dalle informazioni frammentarie ed inesatte riferite al cliente.
Un vero disastro.

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Il fanboy mascherato

 Scritto da alle 06:27 del 19/07/2012  4 Risposte »
Lug 192012
 

fanboy mascherato

Sono stato letteralmente folgorato da un articolo comparso il 6/7/2012 su cervellilavati.it.
In un sito (che pare più un sito di e-commerce che un blog) in cui ci si affanna a nascondere la propria ottusa idolatria per Apple (anche a suon di brutali censure), trovo quella che è l’esemplificazione della parzialità che affligge i religiosi di ogni setta.

La non-recensione del MacBook Pro Retina”, giuro, è il titolo dell’articolo illuminante.

Nell’articolo si spiega perché sia giusto non fare una recensione di un prodotto Apple che presenta difetti (in questo caso del MacBook Pro Retina, appunto).

Premesso che, come ho più volte scritto, i “difetti di gioventù” nei prodotti Apple sono più una regola che un’eccezione, sembrerebbe che l’incompleta compatibilità e le ridotte prestazioni delle porte USB 3.0, i fenomeni di ghosting e la scattosità dell’interfaccia in un prodotto top di gamma e dal prezzo non certo contenuto, a detta del saggio autore, siano quisquilie di cui non si deve tener conto perché:

image
…se nei prossimi giorni dovessero risolvere questi problemi
, allora ci sono serie possibilità che dovremmo creare un nuovo indicatore di voto: le 5 stelle potrebbero non essere sufficienti….

image

….avevamo solo due strade:

  • pubblicare ora con un giudizio complessivo che doveva o ignorare questi aspetti considerandoli già risolti o farli impattare negativamente sulla valutazione salvo poi dover pubblicare correzioni su correzioni
  • rimandare di alcuni giorni la pubblicazione nella speranza che arrivino gli attesi aggiornamenti, magari con il rilascio di Mountain Lion (presumibilmente il 19 luglio)
    ….

Si da’ cioè per certo che Apple risolverà questi problemi con un aggiornamento nel giro di giorni, perciò non vale la pena di descrivere il prodotto con i suoi pregi ed i suoi difetti reali.
Così come si da’ per certo si tratti di problemi software nonostante ci siano segnali che potrebbero indicare invece probabili deficit hardware.
Pur di non scrivere una recensione che menzioni i difetti del MacBook Pro Retina, si considera addirittura come praticabile l’opzione di “…ignorare questi aspetti considerandoli già risolti…”.

Un’altra perla del fanboysmo è la considerazione sulla scattosità dell’interfaccia:

gli “scatti” dell’interfaccia sono solo di natura estetica

Toh! Ma tu guarda!
Dopo che ce l’han menata col mantra che la fluidità dell’interfaccia è indispensabile (perché bisognava pur trovare un motivo per cui vantare device Apple di fronte ad altri che li surclassano) irridendo chi, come me, spiegava che si, su alcuni device Android (come il Galaxy Note) l’interfaccia presentava dei lag e delle scattosità ma che queste non scalfivano l’usabilità e che si trattava “…di una mera questione di estetica…”, ora, improvvisamente, la scattosità dell’interfaccia non è più così terribile?

A mio parere un prodotto in commercio va valutato per quello che è, non per quello che si spera diventi in breve tempo.
Sarebbe stato un atteggiamento più serio quello di fare la recensione vera, sottolineando pregi e difetti del prodotto e lasciando a ciascuno di noi la valutazione finale.

Forse il saggio autore dell’articolo crede che i suoi lettori siano tutti dei deficienti che non sono in grado di fare autonomamente valutazioni proprie?

O forse, in realtà, non interessa fare una recensione, ma piuttosto promuovere il prodotto ed allora quel briciolo di onestà intellettuale che, nonostante la coltre di cecità da idolatria, riesce ad emergere, costringerebbe a scrivere un articolo in cui non si può osannare la Apple?

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Un duro risveglio

 Scritto da alle 06:27 del 02/05/2012  Nessuna risposta »
Mag 022012
 

Estrazione
La crisi attuale, non solo economica, impone riflessioni sui modelli di vita attuali e sulla loro sostenibilità.

E’ per questo che oggi vi propongo la visione di un documentario di qualche anno fa (2006) che oggi – scoprirete perché – risulta ancora più attuale di quando è stato realizzato.

53 minuti che fanno pensare.
Che fanno capire meglio, se ancora fosse necessario, l’importanza della ricerca e in quale direzione un Paese moderno dovrebbe concentrare i suoi sforzi.

Prima che sia troppo tardi, pena dover rinunciare a privilegi e comodità che diamo tanto per scontati.

The Oil Crash – Un duro risveglio (2006)

 

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Apr 192012
 

Samsung-Galaxy-Tab-7-0-Plus

Annunciato nell’ottobre 2011, il tablet Samsung Galaxy Tab 7.0 Plus si trova disponibile da qualche settimana, principalmente negli store online.

Nonostante la mia convinzione che 7” siano la dimensione ideale per un tablet “da spaparanzo sul divano”, purtroppo, a mio parere, è un prodotto che, dal momento del suo annuncio ad oggi, ha perso molto appeal.

La configurazione hardware non spicca in nessuna caratteristica: il processore dual core da 1,2GHz e, soprattutto, uno schermo PLS LCD con risoluzione 1024×600 sono dotazioni caratteristiche di modelli del passato.

Non bastano la possibilità di usarlo anche come telefono (grazie alla possibilità di inserirvi una SIM), ne’ i suoi 16GB di RAM interna espandibile attraverso MicroSD, ne’ la doppia fotocamera (3,15 Mpixel la posteriore  2 Mpixel quella frontale) a migliorare la situazione.
Basti pensare che prodotti come lo smartphone Galaxy Note, a parità di altre caratteristiche, può vantare una CPU dual core da 1,4GHz, uno schermo con risoluzione 1280×800 e una fotocamera da 8Mpixel.
La versione 3.2 di Android (Honeycomb) che si trova installata non migliora l’attrattività di questo prodotto.

Il colpo di grazia, lo da’ il prezzo: attualmente lo si trova a circa €350,00, ma, a mio parere, il Galaxy Tab 7.0 Plus è un prodotto che sarebbe da prendere in considerazione solo quando/se il suo prezzo dovesse avvicinarsi ai 200 Euro.

Insomma dai nuovi prodotti mi sarei atteso qualcosina di più.

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Apple, Valve & Steam: cui prodest?

 Scritto da alle 12:33 del 14/04/2012  Nessuna risposta »
Apr 142012
 

ValveSteam

Secondo AppleInsader, pare che Valve (proprietaria della famosissima piattaforma per la vendita ed il gaming online Steam) ed Apple siano in procinto di stringere un accordo che potrebbe portare a potenziare l’offerta di videogames per Mac.
Lo si dedurrebbe dalla visita che Tim Cook ha effettuato presso la sede di Bellevue.

Si tratta ovviamente di rumors, ma un’eventuale collaborazione tra i due a chi gioverebbe?

A guadagnarci sarà certamente Apple: entrerebbe dalla porta principale in un settore (quello dei videogames hi-end) dove la sua presenza ora è molto marginale, ampliando l’offerta attuale e aumentando l’appeal della piattaforma OSX per quella parte di utenti che, usando il computer anche come serio strumento ludico, finora hanno scartato a priori l’ipotesi di uno switch.

C’è da attendersi che anche Valve ci guadagni, dato che avrebbe accesso a quella parte di utenti che ora è quasi fuori dai giochi; ma che comunque rappresenta una minoranza rispetto a tutto il mercato del settore ludico.
Valve, insomma, ci guadagnerebbe ma non così tanto quanto Apple.

Un ragionamento a parte, a mio parere, va fatto per quanto riguarda gli utenti, che vanno anzitutto distinti tra utenti OSX e utenti Windows.

Gli utenti OSX ci guadagnerebbero parecchio perché, presumibilmente, avrebbero finalmente accesso ad una più vasta scelta di titoli.

Per quanto riguarda il resto degli utenti, un’eventuale intesa tra Apple e Valve potrebbe non essere del tutto positiva.

I prezzi dei videogames infatti, potrebbero tendere ad un incremento:
in primo luogo a causa dell’ingresso di un nuovo soggetto (Apple) che, lecitamente, pretenderebbe la propria fetta di guadagni;
in secondo luogo per il rischio che l’azienda di Cupertino adotti il medesimo approccio avuto nel settore degli ebooks.

I prezzi degli ebooks, infatti, verrebbero schiacciati verso l’alto in virtù di alcune clausole contrattuali presenti negli accordi tra Apple ed alcuni editori.
Secondo il Dipartimento di Giustizia americano (che ha avviato un apposito procedimento), in quel caso, si configurerebbe una sorta di cartello tra Apple ed alcuni editori, teso a fissare a tavolino il prezzo finale di vendita degli ebook, scoraggiando la concorrenza con evidente danno per i consumatori finali.[1]

I rapporti di forza tra Apple e Valve nel settore dei videogames sono così diversi da scongiurare un simile rischio?
Apple riuscirà a convincere Valve a dividere con lei la torta dei guadagni o il prezzo dei videogames subirà le conseguenze negative derivanti dall’ingresso nella “filiera” di un nuovo soggetto?

Se la collaborazione tra i due vedrà la luce, ognuno di noi potrà valutarne le conseguenze.
Personalmente spero che, nel caso che un accordo vada in porto, lo store Steam riservato agli utenti OSX stia ben separato da quello degli altri utenti in modo da consentire (eventualmente) agli utenti Mac di continuare ad acquistare i medesimi contenuti a prezzo superiore e vivere felici, come spesso accade attualmente.


[1] Su The Wall Street Journal è presente un approfondimento sulla questione

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