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[ASdAC] Correttore ortografico

 Scritto da alle 00:15 del 26/11/2008  Aggiungi commenti
Nov 262008
 

Errori ortografia

Quando si scrivono testi con citazioni in diverse lingue, il correttore ortografico che evidenzia le parole non trovate in un certo dizionario, comincia ad essere poco utile se non fastidioso.

Il mio correttore ortografico ideale si comporta in questo modo:

  • Mi permette di scegliere X dizionari in cui cercare le parole.
  • Se una parola non viene trovata nel dizionario attuale, si consulta il successivo, fino ad avere l’esito (positivo o negativo della ricerca)
  • Se l’esito della ricerca risulta positivo per uno dei dizionari indicati, quello diventa il dizionario attuale ed il prossimo termine andrà cercato innanzi tutto in quel dizionario.

In questo modo se ad esempio sto scrivendo un testo in italiano con citazioni in inglese e francese, il correttore ortografico smetterà di sottolineare tutte quelle parole inglesi e francesi che non trova nel dizionario italiano (perché, a meno che non siano effettivamente errate, le troverà in uno degli altri dizionari impostati).

Di solito è possibile, tramite menù contestuale o durante il controllo ortografico, indicare al correttore se ignorare la parola segnalata come errata od aggiungerla al dizionario.
In questo caso l’utente dovrebbe poter scegliere in quale/quali dizionari aggiungere la parola (una spunta in un check box seleziona i dizionari a cui aggiungere il termine).

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  4 Risposte a “[ASdAC] Correttore ortografico”

Commenti (4)
  1. Usando Safari Safari 525.26.12 con Mac OS X Mac OS X 10.5.5

    Visto che scrivo spesso testi in Inglese e altri in Italiano ho dovuto disabilitare il correttrore ortografico per le noie eccessive che mi causava. Era sempre tutto un errore. Concordo sul fatto che sarebbe interessante l’uso di più dizionari e, magari, anche di dizionari “tecnici”.
    Non sono d’accordo sull’implementazione della correzione tramite due o più dizionari. Se ho inteso bene quello che hai scritto tu, il metodo sarebbe perfetto per uno che scrive, ad esempio, o in Italiano o in Inglese alternativamente. In questo modo il sistema non riconosce la parola nel dizionario Italiano, la cerca in quello Inglese e poi tiene quel dizionario per le parole successive.
    In caso si scriva una recensione in Italiano con parole in Inglese o Francese o quello che è, il dizionario partirebbe dall’Italiano, ma ad ogni parola inglese “passerebbe” al secondo dizionario per poi dover subito tornare al primo (visto che il discorso principale è scritto in Italiano) e così via.
    Forse non sarebbe la soluzione ottimale anche se funzionerebbe e, con i computer potenti di oggi, non ci sarebbe un grande “spreco” di risorse.

  2. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.4 con Windows Windows Vista

    Filippo ha scritto:

    Se ho inteso bene quello che hai scritto tu, il metodo sarebbe perfetto per uno che scrive, ad esempio, o in Italiano o in Inglese alternativamente. In questo modo il sistema non riconosce la parola nel dizionario Italiano, la cerca in quello Inglese e poi tiene quel dizionario per le parole successive.
    In caso si scriva una recensione in Italiano con parole in Inglese o Francese o quello che è, il dizionario partirebbe dall’Italiano, ma ad ogni parola inglese “passerebbe” al secondo dizionario per poi dover subito tornare al primo (visto che il discorso principale è scritto in Italiano) e così via.

    Si esatto.
    Nel caso di singole parole in una lingua differente da quella principale, il meccanismo in effetti farebbe un passaggio in più: anzichè cercare la successiva parola nel dizionario “principale” la cercherebbe una volta nel dizionario che è divenuto di default e, non trovando corrispondenze, ripartirebbe dal dizionario principale.
    Ma immagina cosa succede quando si tratta di una frase o brano di testo in lingua diversa da quella principale.
    Immagina un testo così composto ad esempio, nel caso i dizionari siano specificati (nell’ordine) ITA,ENG,FRA:

    “Italiano italiano italiano italiano italiano italiano italiano “inglese inglese inglese” italiano italiano italiano italiano italiano italiano “francese francese francese francese” italiano italiano italiano italiano italiano italiano.”

    Il meccanismo che ho pensato sarebbe molto più efficace di quello normale perchè cercherebbe la parola successiva direttamente nel dizionario della lingua divenuta corrente.
    Alla prima parola non trovata nel dizionario corrente, riprenderebbe la ricerca a partire dal dizionario prioritario.
    L’efficienza cresce man mano che il dizionario eletto come corrente ha priorità inferiore (in questo caso il FRA).

    La tua osservazione è corretta ed in effetti si potrebbe pensare di migliorare il meccanismo, facendo in modo che l’elezione del dizionario corrente (cioè di quello da consultare per primo nella ricerca del termine) non sia immediata, ma solo a partire dalla Xesima occorrenza della parola “straniera”.
    In questo caso l’algoritmo sarebbe efficiente sia in caso di singole parole (una solo termine sarebbe sufficiente a causare la modifica del dizionario corrente), ma anche in caso di frasi, perchè a partire dalla Xesima parola, il dizionario corrente sarebbe quello in cui è scritta la frase.
    Questo numero X di termini potrebbe essere personalizzabile dall’utente, oppure lasciare che sia l’algoritmo stesso a calcoalrlo sulla base del documento che analizza, e sulla base di statisiche d’uso dell’utente corrente. (ma forse questa è un’esagerazione, come progettare un bazooka per ammazzare una formica)

    Per rendere ancora più efficiente il tutto, forse si potrebbero utilizzare anche altri criteri per rendere più intelligente l’elezione del dizionario corrente, magari basati su punteggiatura, formattazione testo, ecc.

  3. Usando Safari Safari 525.27.1 con Mac OS X Mac OS X 10.5.5

    si potrebbe pensare di migliorare il meccanismo, facendo in modo che l’elezione del dizionario corrente (cioè di quello da consultare per primo nella ricerca del termine) non sia immediata, ma solo a partire dalla Xesima occorrenza della parola “straniera”.

    Per rendere ancora più efficiente il tutto, forse si potrebbero utilizzare anche altri criteri per rendere più intelligente l’elezione del dizionario corrente, magari basati su punteggiatura, formattazione testo, ecc.

    Ecco, questi due sistemi sarebbero ancora meglio. Scarterei l’uso di algoritmi che si basano sulla statistica d’uso dell’utente, per due motivi:
    – magari a volte si scrive un documento “fuori standard” che non ha niente a che fare con le statistiche
    – può essere che ci sia più di un utente che usa lo stesso computer

    Poi ci sarebbe da risolvere il problema dei dizionari “tecnici”. Oltre a disattivare il controllo ortografico per il problema Inglese/Italiano, l’ho eliminato perché quando scrivo termini specifici del mio campo (biologia molecolare) segna sempre errore.
    Certo che i termini posso aggiungerli, ma sono talmente tanti… e poi pensa se uno cambia computer e/o formatta o disinstalla dimenticando di salvarsi il dizionario.

  4. Usando Mozilla Firefox Mozilla Firefox 3.0.4 con Windows Windows Vista

    Filippo ha scritto:

    – magari a volte si scrive un documento “fuori standard” che non ha niente a che fare con le statistiche

    Soluzioni basate su dati statistici, in effetti si pongono come obiettivo quello di soddisfare le esigenze più frequenti.
    Se l’83% delle volte l’utente redige un certo tipo di documenti, un algoritmo del genere sarebbe più efficiente della media nell’83% dei casi.
    Un palliativo al restante 17% dell’ipotesi potrebbe essere la rimodulazione automatica dei parametri sulla base del singolo documento quando l’algoritmo si rende conto di sbagliare troppo spesso il dizionario.
    E come sempre, penso comunque che l’ideale sarebbe lasciare all’utente la libertà di disabilitare/abilitare, volendo, questo tipo di euristica.

    Filippo ha scritto:

    – può essere che ci sia più di un utente che usa lo stesso computer

    Per questo i dati statistici devono essere riferiti al singolo utente.
    Dati statistici generali sugli utenti che utilizzano l’applicazione (nel mondo intero, intendo, magari consolidati per area geografica), sevirebbero solo per impostare i parametri di default iniziali.

    Filippo ha scritto:

    Poi ci sarebbe da risolvere il problema dei dizionari “tecnici”.

    E’ sufficiente vedere il dizionario tecnico come un dizionario in “lingua diversa” dalla principale.
    Suppongo che in giro ci siano dizionari tecnici ad hoc anche per materie come la tua.
    Basterebbe selezionarlo come dizionario secondario, insieme a quello d’inglese (per fare un esempio a caso).

    💡
    Questa tua osservazione mi ha fatto venire in mente un’altro sviluppo: la possibilità di costruire dizionari personalizzati.
    L’utente cioè potrebbe essere messo in grado di aggiungere un certo termine ad un nuovo dizionario, creato seduta stante, a cui può attribuire un nome e che può in seguito riutilizzare come un qualunque altro dizionario.
    Il dizionario tecnico, nel caso non ci fosse, l’utente se lo potrebbe creare dinamicamente.

    💡
    Pensa poi se il dizionario fosse collaborativo e condivisibile (magari via Internet), cioè se anche tutti i colleghi che redigono documenti simili, potessero utilizzarlo per il controllo ortografico ed aggiornarlo…

    La creazione di dizionari personalizzati consentirebbe di evitare di aggiungere al dizionario principale una marea termini specifici per una data materia, e tornerebbero utili anche a chi scrive in dialetto o conentirebbe a chiunque la creazione di un dizionario di termini scarsamente diffusi ed utilizzati.
    Tutto ciò serebbe utile ad esempio per migliorare altre funzioni, quali il suggerimento di sinonimi o definizioni.
    Ad esempio: in economia l’utilità ha una sua definizione ben specifica (“la capacità di un bene di soddisfare un bisogno”, se la memoria non mi inganna); nella redazione di documenti di tecnica economica, non avrebbe senso che venisse suggerito come sinonimo un termine preso dal dizionario generale della lingua italiana.
    O sbaglio?

    P.S.
    Sono molto contento di come stiamo ragionando su questa cosa insieme.
    Speriamo in futuro lo si possa fare anche su cose un po’ più consistenti.
    Quando ho pensato a questa sezione del blog il mio sogno è che accadesse esattamente quello che sta succedendo con le nostre riflessioni: uno scambio di idee per verificare se l’idea proposta è valida e per tentare di individuarne lacune e possibili miglioramenti.
    Mi pare che si possa dire che un’idea tira l’altra, come le ciliegie 😉

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