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Apple non approfitta dei problemi di Vista

 Scritto da alle 09:07 del 20/09/2007  Aggiungi commenti
Set 202007
 
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Vengo dalla lettura di un interessante articolo deliziatomi da un amico (deliziatomi=segnalatomi attraverso del.icio.us).
Secondo l’autore, Tullio Matteo Fanti (che cita un articolo pubblicato sul New York Times secondo cui Apple non è stata capace di approfittare dei problemi di Vista):

“Chi è sempre stato fedele al mondo dei Pc equipaggianti con Windows e si ritrova nella situazione di dover cambiare computer, ha fondamentalmente due scelte: acquistare un computer dotato di Windows Vista e accettare la «marea di problematiche» ad esso associate oppure entrare in possesso di un Pc ancora dotato dell’oramai “obsoleto” Windows XP.”

Sono un po’ perplesso.
Da tempo cerco di valutare il reale impatto (pro e contro, sia per aziende che per professionisti, ma anche per l’utente “medio”, nel breve e nel medio periodo) dell’adozione di una piattaforma diversa da quella utilizzata attualmente, nel tentativo di ridurre i costi e semplificare senza perdere funzionalità, oppure di aggiungere funzionalità senza aumentare i costi o introdurre complicazioni. E’ parte del mio lavoro.
Da tempo lamento la difficoltà di effettuare questa ricerca basandomi anche sull’esperienza diretta altrui, per via dell’impossibilità di intavolare una discussione senza che questa scada in “guerra di religione”; la cosa mi ha anche spinto a proporre una collaborazione tra bloggers in modo da arginare il fenomeno.
A mio parere, articoli come questo, chiaramente parziali, che fanno leva su luoghi comuni ampiamente diffusi -e spesso, questi si, obsoleti 😉 -, scarsi riscontri, con scarsi dati oggettivi alla base i quali, spesso, contraddicono le affermazioni dello stesso autore che li cita, non solo non aggiungono nulla, ma fanno insospettire.

A quale “marea di problemi” si riferisce l’autore? Nell’articolo non se ne fa nemmeno un esempio.
Molti dei problemi che vedo citati in rete, spesso non sono attribuibili a Vista.
Personalmente uso Vista, che ritengo un miglioramento netto rispetto ad XP ed il miglior sistema operativo per desktop realizzato finora da Microsoft. Ho riscontrato pochissimi problemi, soprattutto causati da vecchie versioni di programmi che sono stati realizzati senza tener conto di Vista, rarissimi problemi di altra natura (a dire il vero mi viene in mente solo la lentezza della cancellazione dei files e del copia7incolla tra postazioni in rete).
Nessun problema con le mie vecchie periferiche: le ho semplicemente accese una volta collegate al PC e son stato in grado di usarle immediatamente, senza fare nulla; compresa la mia fedele HP OfficeJet G95, che tanto mi ha fatto penare in passato.
Lo trovo stabile, anzi molto stabile, e più sicuro di qualunque altra versione precedente di Windows.
Sintetizzando: Vista mi sembra, complessivamente, un netto miglioramento rispetto a Windows XP.
Ovviamente sono anche consapevole che occorra valutare caso per caso, l’opportunità ed il costo reale del passaggio a Vista.
Ad esempio, per chi usa prodotti Adobe (quelli ex Macromedia, intendo), occorre andare coi piedi di piombo: non sono compatibili con Vista ed Adobe non rilascia aggiornamenti affinchè lo diventino, perchè spinge ad acquistare l’upgrade.
Ma questo però non mi pare sia un problema di Vista, ma solo il tentativo, lecito anche se poco simpatico, di Adobe di approfittare della situazione.
Sinceramente mi sembra che si siano avuti molti più problemi nel passaggio da Win98 a WinXP.

Un altro aspetto che mi ha colpito nella lettura dell’articolo,è che si potrebbe avere poi l’impressione che Linux non esista, dato che non viene assolutamente menzionato tra le alternative possibili.
Quindi, secondo l’autore, il disperato utente Windows ha da scegliere tra l’obsoleto Windows XP ed il disastroso Vista.
Insomma, quale momento migliore per passare ad un meraviglioso Mac?
Eppure, nessuna corsa al MAC; come mai?
Forse perchè, in base ai miei calcoli, un PC MAC costa tra il 15% ed il 52% in più di un’analogo PC con Vista, con identici (quando non migliori) componenti?
Forse perchè chi pensa possa avere problemi di compatibilita con i programmi che usava con Windows XP, è anche consapevole di averne di più nel passaggio a MacOSX?
Forse perchè c’è anche chi si chiede come mai solo i 3% opti per prodotti Apple (percentuale che, secondo l’autore, include anche i milioni di utenti che hanno acquistato solo un iPod), se veramente è un prodotto così nettamente migliore?
Forse perchè esiste, in effetti, anche un’alternativa come l’acquisto a prezzi “normali” di un PC e l’installazione di una distribuzione Linux gratuita?

L’articolo prosegue mettendo in evidenza un problema, la scarsità di punti vendita Apple, da cui ne consegue un altro di cui mi lamento da tempo: l’assenza, di fatto, di concorrenza, che tenderebbe a far calare i prezzi di vendita (freno oggettivo, mi pare, alla diffusione dei Mac).
Non solo Apple non sembra rendersi conto che troppo pochi punti vendita ostacolano la diffusione dei proprio prodotti, ma, a sentire le lamentele dei partner Apple, sembra incentivare (chissà perchè?) la sparizione dei punti vendita più piccoli.
A me viene il forte sospetto che Apple miri a vendere i propri prodotti usando gli stessi canali usati da Dell (cioè il solo Web), tagliando così la propria rete di ditribuzione ed incamerando anche i guadagni che ora è costretta a riconoscere ai propri Apple Store. E, temo, noi consumatori finali non ne avremo alcun beneficio in termini di riduzione dei prezzi.

Ultimo tema, l’incremento di vendite sbandierato da Apple e giustamente ridimensionato dall’autore dell’articolo.
Affermare che vi è stato un incremento nelle vendite di MAC, senza citare che il numero di PC complessivi è crescito di pari passo, in modo tale da lasciare sostanzialmente invariata la quota di mercato Apple, non ha molto senso, se non quello di far credere cose che non sono.
Semplicemente nel mondo si son venduti più PC; il 3% dei quali (forse..) era un MAC. Come prima.
Anzi no, quando c’era la Apple, quella vera, la quota di mercato era del 14%. ORA è del 3%.

Sono però d’accordo sulla conclusione dell’articolo:

“Apple avrebbe dovuto prendere provvedimenti con molto più anticipo, afferma Kay, poichè la situazione legata a Windows Vista è solamente temporanea. Vista è infatti paragonato ad un volano il quale «richiede molta energia per essere avviato, ma una volta in moto diventa virtualmente inarrestabile».”

Il che significa ammettere che, in realtà, i problemi di Vista (anzi, la “marea di problematiche”) non sono niente di sostanziale, nulla che non si risolva da se’ con il rilascio, da parte dei produttori, di drivers aggiornati e di software che tengano conto le innovazioni (se e dove ci sono) introdotte da Vista, e da parte di Microsoft di patch o Service Pack che risolvano alcuni difetti o eventuali vulnerabilità, di cui, mi preme sottolinearlo, nessun prodotto può vantarsi di essere privo (=la perfezione non è di questo mondo).

C’è bisogno di ricorrere anche a questi mezzi per publicizzare un prodotto che, a detta di chi lo sceglie, surclassa la concorrenza?
Allora forse non è tutto oro quel che luccica…

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